Bar Leone Hong Kong si conferma Best bar World 2026. Colpo Moebius Milano che sfiora la vittoria. La TOP 100.


Da 18 edizioni, The 50 Best Bars fornisce una prestigiosa classifica annuale secondo l’opinione degli esperti internazionali di settore. L’elenco si propone come guida ai migliori cocktail bar e locali nel mondo.


[si legge, più o meno, in: 4 minuti]

Dal 2017, la graduatoria si è estesa da 50 a 100 pur mantenendo il suo nome originale e, tradizionalmente, l’annuncio delle posizioni 51-100 viene diffuso con qualche giorno di anticipo per mantenere più alta la tensione in attesa della TOP 50.

Elenco dei migliori che, per l’anno 2026, è arrivato poche ore fa nella cerimonia ufficiale degli “The World’s 50 Best Bars awards” quest’anno svoltasi in Italia, al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

World Best bars 2026

Iniziativa lanciata nel 2009, The World’s 50 Best Bars è oggi di proprietà e organizzata da William Reed Business Media, il gruppo che gestisce, anche altri fra i concorsi “The World’s 50 Best”: “hotels“, “restaurants”, “vineyards”. Da qualche anno, sono state aggiunte anche delle graduatorie continentali; se parliamo di bar ci sono anche quelle dell’Asia, dell Nordamerica e, arrivata quest’anno, dell’Europa.

La classifica viene stilata sulla base delle preferenze espresse dalla The World’s 50 Best Bars Academy, un panel di oltre 800 esperti con parità di genere di cui un terzo è composto da titolari di locali e bartender, un altro terzo da esperti internazionali di cocktail e il restante 33% da giornalisti di tutto il mondo.

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courtesy: 50 Best

Ogni appartenente alla giuria ha 8 preferenze a disposizione (max 5 per locali della loro area geografica), da esprimere in forma assolutamente anonima, senza criteri predeterminati, e da assegnare in base alle proprie migliori esperienze negli ultimi 18 mesi.

I votanti sono distribuiti su 29 aree geografiche globali, ognuna guidata da un coordinatore dell’Academy. Main sponsor è Perrier, fra gli official partners ci sono: Campari, Perrier, Rémy Martin, DoorDash, Cointreau, Disaronno, Roku Gin, Bulgari Hotel Milano, Nikka Whisky, Ketel One, Monkey Shoulder, Michter’s, St-Germain, Amaro Lucano, Parmigiano Reggiano… Capite che è “roba” grossa e parecchio.

L’edizione 2026 ha portato in classifica parecchi saliscendi, sebbene non ne abbia cambiato il vertice assoluto. Non era assolutamente semplice replicare, ma il Bar Leone di Hong Kong ce l’ha fatta a riconfermarsi Best bar 2026, trovandosi sul podio due novità, di cui una graditissima per noi: il Moebius Milano (sorprendente 2° posto) seguito poi dal colombiano Alquímico di Cartagena.

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ph. courtesy: 50 Best
Bar Leone, the best, again

Il Best Bar 2026 si trova quasi agli antipodi da noi ma ha cuore e cervello di “casa nostra”. Il Bar Leone, aperto nel cuore di Hong Kong a giugno 2023, è nato infatti dall’idea e dal genio del pluripremiato bartender romano Lorenzo Antinori (volto noto della mixology internazionale con esperienze a Londra, Seoul e Hong Kong) e dal socio Justin Shun Wah.

Il concept del bar è un tributo aperto e senza complessi ai cocktail popolari e alla pop-culture italiana senza tempo, emulando l’atmosfera conviviale e genuina dei tradizionali bar di quartiere romani (soprattutto Trastevere, il cui simbolo, il Leone, dà appunto il nome al locale). Come scritto dall’organizzazione 50 Best: la corona di World’s Best Bar può pesare, ma non per il Bar Leone che ha affrontato questo bis globale con tocco leggero, alta qualità e una buona dose di sano umorismo.

Bar Leone è nato proprio come antidoto ai menu iper-concettuali, alle complessità superflue e ai cocktail fin troppo cerebrali. Le pareti sono disseminate di memorabilia calcistici – persino un’immagine vintage del Papa in parata su una Ferrari e altra roba che, visitandolo, ci ha istintivamente un po’ sorpreso per poi farcela buttare sul ridere -.

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Bar leone HK – foto: PB ©

Le luci hanno il tono giusto e la musica in sottofondo regala persino un Hallelujah a sorpresa nella toilette: ogni dettaglio conta per trasmettere calore, autenticità e divertimento. Valori che, sinceramente, ha trasmesso anche a noi, sebbene abbiamo faticato non poco per provarlo e serva spesso prenotare con giorni di anticipo.

Il programma dei cocktail adotta un approccio “a bassa manipolazione”, focalizzato sulla semplicità, l’artigianalità e la stagionalità (pochi ma buonissimi). Si punta a far rivivere i grandi classici – dai Negroni ai Martini, fino all’Old Fashioned o all’iconico Bellini servito in tumbler con spuma soffice ed eau de vie di mandorle – distaccandosi con decisione dalle mode passeggere.

Ma oltre all’eccellenza nei bicchieri, la vera magia sta nell’accoglienza e nel cibo: i tavoli si riempiono regolarmente per il servizio informale ma impeccabile e per i famosi panini con la mortadella e i cicchetti “quasi virali” [cit.], perfetti per far tentennare persino la più rigida delle prenotazioni a cena.

Un’idea semplice quanto vincente, che da Trastevere a Hong Kong ha conquistato prima le file interminabili all’ingresso e poi la giuria dei 50 Best per ben due anni consecutivi.

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Bar leone HK – foto: PB ©

Alle spalle, è letteralmente esploso al 2° posto come un vero e proprio uragano l’italiano Moebius Milano (miglior bar d’Europa), che ha scalato la graduatoria di 5 posizioni (dal 7° del 2025) scalzando l’Handshake Speakeasy di Città del Messico, finito alla sesta.

È variato anche il gradino più basso del podio con lo storico Sips di Barcellona sceso al 16° posto e sostituito al 3° posto dal colombiano Alquímico di Cartagena. Appena sotto, brilla l’ascesa del Bar Us di Bangkok (dal 15° al 4°) e del Line di Atene (dall’8° al 5°)

Nella sfida globale tra le capitali della miscelazione e dello stile, assistiamo a uno storico triplo pareggio in vetta: Parigi, New York e Hong Kong guidano la Top 50 con ben 4 locali a testa. I francesi mettono a segno un sorpasso d’autore su Londra grazie a The Cambridge Public House (13°), Bar Nouveau (15°), la new entry De Vie (23°) e Danico (26°).

Londra e Città del Messico seguono a ruota con 3 locali nella Top 50, ma con la capitale messicana capace di piazzarne ben 2 nella Top Ten (Handshake Speakeasy al 6° e la strabiliante new entry Bar Mauro al 10°), confermandosi una delle piazze più calde e dinamiche del pianeta.

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Moebius Milano – courtesy: 50 Best
La presenza italiana

L’Italia piazza un bar al secondo posto, ma vede anche dimezzarsi a 2 il numero complessivo dei suoi locali nei primi 50. Dopo il Moebius Milano, dobbiamo scendere fino alla 33° posizione con il comunque ottimo piazzamento del Locale Firenze di Firenze (sceso di 11).

Complessivamente sono 6 i bar italiani nella Top100 contando il Freni e Frizioni di Roma (62° posto), il Gucci Giardino di Firenze che guadagna 8 posizioni salendo al 91°, quindi il Drink Kong di Roma (92°) e per finire il 1930 di Milano che si aggrappa alla 94^ posizione.

Vediamo intanto i magnifici 50 World’s Best Bars e poi, più sotto, la classifica fino alla 100^ posizione.

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The 50 Best Bars 2026 – Group Shot

The World’s 50 Best Bars: 1° – 25°

posbarcity
1Bar LeoneHong Kong
2Moebius MilanoMilano
3AlquímicoCartagena
4Bar UsBangkok
5LineAthens
6Handshake SpeakeasyMexico City
7ZestSeoul
8Connaught BarLondon
9Lady BeeLima
10Bar MauroMexico City
11SchmuckNew York
12Hope & SesameGuangzhou
13The Cambridge Public HouseParis
14Sip & GuzzleNew York
15Bar NouveauParis
16SipsBarcelona
17ParadisoBarcelona
18Jigger & PonySingapore
19The Bar in Front of the BarAthens
20ExímiaSão Paulo
21Tres MonosBuenos Aires
22Mamba NegraMedellin
23De VieParis
24HimkokOslo
25ArgoHong Kong
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Locale Firenze – foto: PB ©

The World’s 50 Best Bars: 26° – 50°

posbarcity
26DanicoParis
27Dry Wave Cocktail StudioBangkok
28El Gallo AltaneroGuadalajara
29Satan’s WhiskersLondon
30BKK Social ClubBangkok
31Victor Audio BarBuenos Aires
32WaltzLondon
33Locale FirenzeFirenze
34Mirror BarBratislava
35Tan TanSão Paulo
36MontanaHong Kong
37Sastrería MartinezLima
38Nutmeg & CloveSingapore
39Bar CarmenMedellin
40Barro NegroAthens
41GokanHong Kong
42Mimi KakushiDubai
43Nouvelle VagueTirana
44Bar BenfiddichTokyo
45Caretaker’s CottageMelbourne
46Martiny’sNew York
47TlecânMexico City
48VirtùTokyo
49Bar SnackNew York
50AngelitaMadrid
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foto: Madison Wooley

Sotto la posizione 50 (e comunque una bellissima soddisfazione) ci sono altri 4 locali italiani: il Freni e Frizioni di Roma (62° posto), il Gucci Giardino di Firenze (91°), quindi il Drink Kong di Roma (92°) e per finire il 1930 di Milano (94°).

The World’s 50 Best Bars: 51° – 75°
posbarcity
51Röda HusetStockholm
52BoadasBarcelona
53Double Chicken PleaseNew York
54CoaHong Kong
55Baba au RumAthens
56CochinchinaBuenos Aires
57BoilermakerGoa
58LPM DubaiDubai
59Form + MatterMexico City
60MO Bar ShenzhenShenzhen
61SuperbuenoNew York
62Freni e FrizioniRoma
63Licorería LimantourMexico City
64Jewel of the SouthNew Orleans
65SvanenOslo
66Salmon GuruMadrid
67ArcaTulum
68Bar GabrielIstanbul
69PenicillinHong Kong
70KumikoChicago
71Bar ChamSeoul
72Panda & SonsEdinburgh
73Three Sheets (Soho)London
74Bar TrenchTokyo
75Sammy MaybeSydney
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The World’s 50 Best Bars: 76° – 100°
posbarcity
76NakedMadrid
77Scarfes BarLondon
78Employees OnlyNew York
79VenderTaichung
80Front/BackAccra
81Mius BarHong Kong
82Otro BarSan José
83Röda HusetStockholm
84Three HorsesMelbourne
85VesperBangkok
86Smoke & BittersHiriketiya
87La BorrachaMexico City
88The SG ClubTokyo
89OfftrackSingapore
90FocoBarcelona
91Gucci GiardinoFirenze
92Drink KongRoma
93Little Red DoorParis
941930Milano
95La Sala de LauraBogotá
96The Savory ProjectHong Kong
97VesperBangkok
98Bar 1661Dublin
99VesperBangkok
100The BellwoodTokyo

Best in destination e premi speciali

Best in destination 2026
Premi speciali al locale:
  • premio Campari One to Watch Award: Three Horses, Melbourne
  • premio Rémy Martin Legend of the List Award: Paradiso, Barcellona
  • premio Three Cents Best New Opening Award: Schmuck, New York
  • premio Ketel One Sustainable Bar Award: Line, Atene
  • premio Disaronno Highest New Entry Award: Bar Mauro, Città del Messico
  • premio Michter’s Art of Hospitality Award: Alquímico, Cartagena
  • premio Nikka Highest Climber Award: The Bar in Front of the Bar, Atene
  • premio Siete Misterios Best Cocktail Menu Award: Panda & Sons, Edimburgo
  • premio SevenRooms Best Bar Design Award: Saikindō, Abu Dhabi
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50 Best Bars (Michter’s Art of Hospitality Award – Best bar of Souht America): Alqimico Cartagena – courtesy 50 Best

Riconoscimenti ai professionisti

Grande soddisfazione anche per i prestigiosi riconoscimenti individuali assegnati nel corso della serata, che celebrano le personalità capaci di plasmare e guidare il futuro dell’ospitalità e della miscelazione mondiale.

Altos Bartenders’ Bartender Award

Altos Bartenders’ Bartender Award è l’unico riconoscimento votato direttamente dai colleghi bartender di tutto il mondo.

Il premio 2026 è stato conferito a Takuma Watanabe. Sempre impeccabile nel suo abito tre pezzi con papillon di seta, il patron del Martiny’s di New York incarna l’essenza più pura della raffinata ospitalità giapponese e del concetto di omotenashi.

Dalla cura maniacale per il dettaglio – come i blocchi di ghiaccio intagliati a mano per non alterare la temperatura del drink – fino alla vicinanza al proprio staff e alla community locale, Watanabe rappresenta un modello umano e professionale per l’intera miscelazione contemporanea.

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The 50 Best Bars 2026 (Altos Bartenders’ Bartender Award): Takuma Watanabe – ph. credit Todd Coleman © – courtesy 50 Best
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The 50 Best Bars 2026 (Altos Bartenders’ Bartender Award): Takuma Watanabe – ph. credit Todd Coleman © – courtesy 50 Best
Roku Industry Icon Award

Il Roku Industry Icon Award 2026 è andato a Shingo Gokan. Originario di Tokyo e bartender autodidatta fin dall’età di 18 anni, Gokan è oggi una vera e propria icona della bar industry globale.

Dopo essersi formato a Ginza e aver segnato l’epoca d’oro dell’Angel’s Share a New York, ha dato vita a un impero di concept straordinari tra Shanghai, Tokyo e New York (tra cui Speak Low, The SG Club, Sober Company e Sip & Guzzle). Icona non solo per la sua abilità tecnica nel fondere precisione giapponese e spirito occidentale, ma soprattutto per la sua straordinaria attività di mentore per una nuova generazione di talenti internazionali.

The 50 Best Bars Scholarship 2026

Vogliamo dare anche un valore finale e speciale agli emergenti. La giovane Isa Mejia, nativa dell’Ecuador, si è aggiudicata la The 50 Best Bars Scholarship.

Laureata con lode in fotografia alla NYU, Mejia ha scelto il bar come forma d’arte, ricerca e inclusione. La sua miscelazione valorizza l’eredità culturale sud e centroamericana attraverso l’uso di fermentazioni e ingredienti ancestrali (come il mais andino), ponendo la stessa cura e attenzione scientifica sia nei cocktail classici che nelle proposte low e no-alcohol.

Grazie a questo premio svolgerà due stage formativi d’eccellenza presso il Tres Monos di Buenos Aires e il Line di Atene.

Lo scorso anno, The 50 Best bars finì così. Sopra, qualche highlight dalla cerimonia finale nel Palazzo del Ghiaccio di Milano. Sotto, l’albo d’oro e la video-sintesi della 50 Best


The 50 Best bars – Palmares
YearBest barCity
2026Bar LeoneHong Kong
2025Bar LeoneHong Kong
2024Handshake SpeakeasyMexico City
2023SipsBarcelona
2022ParadisoBarcelona
2021Connaught barLondon
2020Connaught barLondon
2019DanteNew York
2018DandelyanLondon
2017American barLondon
2016The dead rabbitNew York
2015ArtesianLondon
2014ArtesianLondon
2013ArtesianLondon
2012ArtesianLondon
2011PDTNew York
2010Milk & HoneyLondon
2009Milk & HoneyLondon

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fonte: The World’s 50 Best Bars
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