A Montepulciano un importante simposio interdisciplinare celebrerà Francesco Redi e la storia, provata, del Vino Nobile.
«Montepulciano d’ogni vino è il re»
Sapete per caso chi lo scrisse? E in quale sua opera?
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Fu Francesco Redi, nel suo “Bacco in Toscana” del 1685, a consacrare con la sua affermazione la reputazione del vino poliziano nelle corti europee. Ma al di là della valenza letteraria, l’opera dello scienziato e letterato aretino – a cui, in verità, si rifanno anche altre realtà del vino toscano per suggellare la propria tradizione – rappresenta una testimonianza storica di prim’ordine sul legame tra produzione vitivinicola, ricerca scientifica e cultura del territorio.

Per rileggere questo patrimonio di fonti e documenti con lo sguardo di oggi, la sala del Palazzo Comunale di Montepulciano ospiterà, venerdì 9 ottobre 2026, la giornata di studio: “Quando Bacco giunse in Toscana. Francesco Redi: poesia, scienza, arte e cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici e nella Montepulciano medicea“.
Promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e dal Comune di Montepulciano – in collaborazione con la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e la Società Storica Poliziana all’interno del programma di Valdichiana 2026 Capitale Toscana della Cultura -, il convegno celebra i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi (1626-1697). L’iniziativa costituisce inoltre un’anteprima e un punto di partenza verso la mostra internazionale prevista tra marzo e giugno 2027.
Francesco Redi: scienziato, medico e uomo di lettere
Figura complessa del Seicento toscano, Francesco Redi fu medico alla corte medicea, naturalista tra i padri della biologia moderna e membro dell’Accademia del Cimento, oltre che raffinato poeta. La sua opera condensa il rigore dell’osservazione scientifica e il piacere della narrazione, elevando così la cultura materiale della Toscana a oggetto di analisi e di esercizio letterario.
Con il “Bacco in Toscana”, Redi non si limitò a un elogio poetico, ma tracciò una vera e propria mappa delle produzioni della regione, fissando punti di riferimento che avrebbero segnato la storiografia enologica nei secoli successivi.

Altissimo livello culturale
L’appuntamento del 9 ottobre sarà di elevatissimo livello culturale e raccoglierà i contributi di docenti, storici ed esperti del settore per analizzare l’eredità rediana sotto molteplici aspetti, dalla critica letteraria all’archivistica, fino alla storia della medicina e della viticoltura.
Sessione mattutina
La prima parte della giornata inquadrerà il contesto storico e scientifico dell’epoca medicea:
- Lorella Mangani
introdurrà i lavori con l’intervento Un vino “che pela l’orso”. Francesco Redi e il Montepulciano, incentrato sul profilo del vino locale emerso dagli scritti dell’autore. - Zeffiro Ciuffoletti
ricostruirà il quadro economico e agronomico della vitivinicoltura medicea. - Gabriele Bucchi
ripercorrerà le fasi di elaborazione del ditirambo (Bacco in viaggio, ovvero il ditirambo prima del ditirambo). - Francesco Barreca
affronterà lo spirito d’indagine dell’epoca con Il cimento del vino: sperimentalismo e divertissement alla corte medicea. - Maria Rachele Romeo
si concentrerà sull’osservazione naturalistica con Dall’uva di Bacco all’uva di Bimbi.
Sessione pomeridiana
Nel pomeriggio i lavori verteranno sulle applicazioni mediche, le influenze culturali e la ricerca agronomica:
- Alessandro Regoli
analizzerà le evoluzioni storiche nella narrazione del vino (Dall’elogio al biasimo). - Maria Conforti
illustrerà l’impiego del vino come presidio terapeutico nei Consulti medici di Redi. - Carla Benocci
approfondirà la gestione viticola degli ordini religiosi e la formazione del giovane Redi tra ambiente gesuitico e olivetano. - Raffaele Giannetti
presenterà una sfida poetica d’epoca (La Rubri confectio apud Politianos di Rodolfo Acquaviva S.I.). - Luca Corradi
indagherà il carteggio e il confronto tra Lorenzo Magalotti e Redi (“Dell’aloscia e del candiero”). - Andrea Zifferero
chiuderà i lavori con un contributo di ricerca applicata: Identificazione e recupero dei vitigni di età antica nella Toscana centro-meridionale: percorsi di metodo.
Questo il programma di Quando Bacco giunse in Toscana

Identità e veridicità storica del Vino Nobile
L’opera di Redi si inserisce in una storia documentale ben più antica. A Montepulciano la regolamentazione della produzione e del commercio del vino risale agli Statuti cittadini del 1337 e a contratti di vendita ed esportazione rogati già nel 1350.
Questa continuità storica trova riscontro anche nelle scelte produttive contemporanee della denominazione: dalla certificazione di sostenibilità Equalitas ottenuta dal Consorzio, fino all’introduzione del progetto delle Pievi (Unità Geografiche Aggiuntive previste dal disciplinare e in commercio dal 2025). Un progetto che ha individuato 12 sottozone storiche, individuate sulla base del Catasto leopoldino e delle antiche suddivisioni pievane di epoca tardo-romana, per legare in modo ancora più rigoroso il Vino Nobile al suo territorio d’origine.

Interpretiamo quindi il simposio del 9 ottobre come un momento operativo di confronto anche per restituire al mondo del vino (toscano e italiano) quelle antiche coordinate che ne hanno fatto la storia. Tutto ciò – cosa per niente banale – viene presentato attraverso l’analisi rigorosa delle fonti, la valorizzazione del patrimonio culturale e la celebrazione di una figura scientifico-letteraria del medioevo che ha ancora molto da raccontarci.
Possiamo “girarci intorno” quanto vogliamo, ma non è da tutti. E Montepulciano se lo può certamente permettere.
foto: Paolo Bini © – fonte: Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano
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