Vigna Brunetto: terzo cru Roccapesta

Presentato Vigna Brunetto: il Progetto Morello di Roccapesta continua con un nuovo sangiovese di Scansano.

di Andrea Bartolini

Ricordate il progetto “Morello”? Nato nel 2024 da un’idea di Alberto Tanzini, patron della cantina maremmana Roccapesta, questo ambizioso percorso d’indagine sul sangiovese locale sta portando i primi preziosi frutti di un lavoro di studio e vinificazione mirato a esplorare l’identità più profonda delle singole particelle aziendali.


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Su Spirito Italiano lo abbiamo seguito fin dall’inizio con grande entusiasmo, e oggi questa appassionante ricerca sta proseguendo da programma. Nella suggestiva atmosfera della cantina, è stato infatti ufficialmente presentato il terzo dei cinque Cru previsti: Vigna Brunetto.

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foto: AB ©

Per l’occasione, il patron Tanzini ha organizzato una due giorni di degustazione e confronto aperta a sommelier, stampa ed esperti del settore, confermando come questo viaggio nella biodiversità del vitigno sia molto più di una semplice sperimentazione: è una vera esplorazione delle prerogative di Scansano e dei suoi micro-terroir.

Molto interessante la prima delle due giornate che, oltre a due tavole rotonde di approfondimento, ha visto la presenza di banchi d’assaggio di diversi produttori della DOCG Morellino di Scansano. Questi ultimi hanno offerto ai presenti la possibilità di degustare le differenti interpretazioni di un territorio che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita qualitativa molto significativa, riscattandosi da una lunga fase orientata a una produzione di quantità a basso prezzo.

Progetto Morello Roccapesta
foto: AB ©

Il quadro che ne emerge è quello di una zona viva e stimolante, in cui produttori ormai storici e di affermata qualità si affiancano a giovani realtà: queste ultime, seppur non ancora al livello dei primi, trasmettono un entusiasmo nel raccontare il proprio lavoro e i propri vini che fa ben sperare per il futuro.

Che siano prodotti esclusivamente con uva sangiovese o con una quota (uguale o inferiore al 15%) di altri vitigni come previsto dal disciplinare, i vini in assaggio hanno raccontato un territorio dalle enormi potenzialità. Un ambiente caratterizzato da uno dei più bassi livelli di inquinamento del nostro Paese e che garantisce, solo per fare un esempio, un’escursione termica giornaliera che ben pochi territori possono vantare.

In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto Morello, naturale prosecuzione di un percorso di intimo legame con il sangiovese. Quella voglia che ti nasce dentro e ti spinge a non fermarti, a voler capire di più e scoprire cosa c’è oltre.

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courtesy Roccapesta ©

Crediamo sia proprio questo che ha spinto Alberto Tanzini – una volta raggiunti i livelli qualitativi che si era prefissato – a chiedersi: “Cos’altro può dare il Sangiovese in Maremma e, in special modo, a Scansano?” Ovvero: come si sarebbero espressi cinque vigneti significativi di solo Sangiovese, con caratteristiche pedoclimatiche ed età delle viti diverse, una volta vinificati allo stesso modo?

L’unico modo per scoprirlo era fare questo tentativo, questo “salto nel buio” (nessuno prima aveva sperimentato qualcosa del genere) e, con la calma che la vite impone, iniziare a raccoglierne i risultati.

Così, dopo Vigna Liuzza e I Gaggioli, a casa Roccapesta è arrivato il turno del nuovissimo Vigna Brunetto.

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foto: AB ©
#3: Vigna Brunetto

Il vigneto si trova a 350 m s.l.m., su un suolo composto da argilla e galestro. La vendemmia è manuale e il processo prevede una tripla selezione delle uve, con fermentazione (anche malolattica) in tini troncoconici di rovere francese.

L’affinamento prevede una sosta di 12 mesi in botti di rovere francese e ulteriori 12 mesi in bottiglia. Ripetiamo che il processo di vinificazione e affinamento è il medesimo per tutti e tre i vini da singolo vigneto.

Vigna Brunetto, di cui sono state prodotte circa 2.000 bottiglie, ci ha colpito molto per i suoi tannini puliti, ben percettibili eppur bilanciati e non scontrosi, che lasciano intuire di come il vino necessiti ancora di un po’ di tempo in bottiglia per esprimere al meglio le proprie caratteristiche.

Vigna Liuzza - I Gaggioli - Vigna Brunetto 
Progetto Morello Roccapesta
foto: AB ©

Abbiamo particolarmente apprezzato l’opportunità della degustazione in simultanea. Erano infatti presenti tutti e tre i cru nell’annata 2024 (I Gaggioli e Vigna Brunetto in versione riserva), così da poterne apprezzare le differenze. Un assaggio comparato che ha permesso di valutare in modo diretto l’impatto delle differenti variabili pedoclimatiche sul medesimo vitigno e con la stessa filosofia produttiva.

In questo quadro, Vigna Liuzza e I Gaggioli hanno confermato il profilo emerso nelle annate precedenti. Il primo si è distinto per una spiccata freschezza, sostenuta da un’acidità vibrante e da un frutto rosso ben definito; il secondo ha invece offerto un sorso di maggior corpo, con profumi su toni più scuri e con la componente acida più integrata nella struttura complessiva.

Tra queste due selezioni, possiamo asserire che si inserisca il nuovo arrivato. L’assaggio in anteprima del Vigna Brunetto lo ha posizionato idealmente a metà strada: una trama tannica ben strutturata e nitida che mira alla sfida del tempo con una freschezza vivace, ma sufficientemente ingentilita. Sarà divertente attendere il congruo affinamento in bottiglia per lasciarlo liberare nella sua espressione più equilibrata.

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courtesy Roccapesta ©

Superata la metà del percorso, riteniamo senza dubbio che il bilancio di Morello sia positivo. La tripla degustazione in orizzontale non ci ha solo mostrato la bontà del lavoro svolto finora, ma ci ha alimentato la curiosità per le tappe successive – vigna Calestaia in primis – quelle che ci serviranno per capire ancora meglio quali nuove espressioni sia in grado di tirare fuori dal suo “acino magico” questo straordinario vitigno.


da Scansano, per spiritoitaliano.net
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Andrea Bartolini


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