L’Opera prima dell’Amarone 2019


Le nuove sfide della Valpolicella tra sostenibilità e contrazione dei consumi. La nostra Top-10 Amarone della Valpolicella 2019 da Opera prima 2024


Il panorama globale dei vini rossi sta attraversando una fase di significativa trasformazione, amplificata dalle incertezze degli ultimi anni, sia a causa della pandemia che dei cambiamenti climatici.


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Questa evoluzione è stata al centro degli interventi che hanno animato l’evento Amarone Opera Prima, organizzato dal Consorzio Vini della Valpolicella e tenutosi a febbraio, con la partecipazione di oltre 70 aziende.

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Durante la conferenza inaugurale “Clima, Produzione e Mercati: la Valpolicella alla Prova del Cambiamento“, personalità ed esperti di Valpolicella hanno sfoderato riflessioni e prospettive sul futuro della denominazione, sottolineando la necessità di adattarsi alle mutevoli dinamiche di consumo e alle pressioni ambientali.


Le nuove sfide della Valpolicella

Christian Marchesini, presidente del Consorzio, ha enfatizzato l’importanza di affrontare le sfide con pragmatismo, proseguendo con l’impegno per la sostenibilità. La Valpolicella ha incrementato del 20% gli ettari di produzione integrata certificati Sqnpi nel 2023, raggiungendo il 39% di superficie vitata protetta. Il vigneto biologico è cresciuto del 9%, raggiungendo 1.321 ettari nel 2023, con un incremento decennale del 781%. La zona di produzione si estende attualmente su 19 comuni veronesi, coinvolgendo oltre 2400 aziende.

Secondo Andrea Lonardi MW, vicepresidente del Consorzio, l’Amarone ha goduto di un successo significativo in passato, ma ora è essenziale adattarsi alle esigenze di un mercato in evoluzione. Egli suggerisce una focalizzazione della produzione su vini di alta qualità, enfatizzando il legame con il territorio e avvalendosi di una comunicazione efficace.

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Ad analoghe conclusioni giungono le analisi condotte dall’Osservatorio UIV, che hanno rivelato una contrazione del 12% nelle esportazioni di Amarone nel 2023, con una diminuzione dei consumi in diversi mercati chiave. Nonostante le difficoltà, il settore dei vini rossi premium ha dimostrato una certa resilienza, indicando potenziali opportunità di crescita. Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio, ha rimarcato l’importanza di concentrarsi su questo segmento di mercato, abbandonando l’approccio “mass market” e valorizzando l’identità territoriale e stilistica dei vini.


La sala degustazione dedicata alla stampa ha confermato la reputazione guadagnata nelle precedenti edizioni, dimostrandosi ben organizzata e offrendo un servizio rapido e attento a cura dei numerosi sommelier presenti. Tuttavia, la degustazione nelle sale presso gli stand aziendali, quest’anno limitata per esigenze organizzative al pian terreno, è risultata meno agevole, in quanto gli spazi limitati e la forte affluenza del pomeriggio hanno reso difficile muoversi comodamente.

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L’annata 2019 dell’Amarone

L’annata 2019 presentata in anteprima è stata caratterizzata da una primavera fresca e piovosa, che ha fornito ai terreni una buona dotazione idrica per resistere a un giugno caldo e siccitoso. Il resto dell’estate è stato molto caldo con alcuni episodi di instabilità. Ne risulta un millesimo a cinque stelle, quindi di altissimo livello, apprezzabile per le qualità sensoriali trasmesse ai vini e un notevole potenziale di invecchiamento.

Concentrandoci ora sui 10 migliori assaggi, selezionati tra i 72 campioni in degustazione, il 35% dei quali provenienti da botte, è cruciale ricordare che per comprendere appieno il loro potenziale evolutivo, è stato fondamentale andare aldilà dei temporanei squilibri causati dalla limitata permanenza in bottiglia.

Emergono distintamente due stili produttivi dell’Amarone: uno che privilegia un appassimento più spinto, con residui zuccherini a volte leggermente più marcati, e l’altro che invece adotta una mano più leggera. Nelle descrizioni dei vini appare evidente come non ci sia un confine netto tra i due e come le vette non manchino in nessuna delle filosofie produttive.

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Super 10 Amarone della Valpolicella DOCG 2019
da Amarone Opera Prima 2024


95 * Santa Sofia – Amarone della Valpolicella Classico

Regale veste rubino impenetrabile. Incipit olfattivo su ribes rosso e marasca in gelatina, accompagnate da viola appassita e carcadè, con un tocco di vaniglia e liquirizia a impreziosire il quadro. Maestoso e leggiadro al contempo, con tannini ancora in parte tenaci che trovano completezza nella morbidezza glicerica, in un valzer gustoso che chiosa infinito su flavor di boero.

94 * Marion – Amarone della Valpolicella

Carminio splendente con orlo che volge al granato. Il bouquet olfattivo spazia energico da note di succo di melagrana, prugna ed elicriso a sbuffi di eucalipto, pirite e arancia sanguinella. Caldo, ricco e concentrato al gusto, la notevole persistenza insiste su ritorni di minerali ferrosi.

94 * Roccolo Callisto – Amarone della Valpolicella (campione da botte)

Peculiare attacco su foglia di pomodoro essiccata che volge subito su riconoscimenti di durone di Vignola in confettura e scorza di tamarindo, proseguendo con refoli di eucalipto e cioccolato. Saporito e lungo, finale morbido con riverberi di liquirizia salata.

93 * Carlo Alberto Negri – Amarone della Valpolicella

Da lampi granato si fanno strada profumi esplosivi di ciliegia e chinotto, arricchiti da tocchi empireumatici di caffè e cacao. Attacco gustoso che si sviluppa in una verticalità equilibrata che sfuma su erbe officinali.

93 * Bottega Spa – Amarone della Valpolicella Il Vino degli Dei

Sfumature carminio tingono il calice, anticipando note ricche di frutti di bosco in gelatina, china e vaniglia. Sorso caldo e lungo, mette in mostra un notevole equilibrio dai tannini smussati.

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92 * Bertani – Amarone della Valpolicella Valpantena

Da un calice rubino fitto e in parte evoluto emergono preziosi riconoscimenti di moretta di Vignola, mirtillo maturo, pepe nero e cannella. Bocca espressiva e vellutata, robusta nella sua espressione alcolica, che riguadagna bevibilità avvalendosi di una formidabile componente sapida.

92 * Corte Figaretto – Amarone della Valpolicella Valpantena Brolo del Figaretto

Luminosissimo alla vista, carminio profondo. Marasca sotto spirito e mandarino si intrecciano a nuance di pietra focaia e spezie dolci. Estremamente lungo e gustoso. 

92 * Domini Veneti – Amarone della Valpolicella Classico Or’Jago (campione da botte)

Concentrato su toni carminio. Sottolineature su confettura di prugna, karkadè, tapenade, cioccolato e cannella. Ricco e suadente al sorso, carezzevole sino alla chiusura con ritorni di mirtillo disidratato.

91 * Lavagnoli – Amarone della Valpolicella 

Rubino lucente. Profuma di caramella alle erbe di montagna, gelatina al mirtillo e zenzero. Fresco e scattante, con finale dai ritorni di arancia candita.

91 * Pasqua Vigneti e Cantine – Amarone della Valpolicella

Luminoso nel rubino, con nuance granato. Ricchissimo al naso, dipana note di mora matura, ginger e china, arricchiti da cenni di pietra focaia. Attacco signorile, incede con tannini vellutati che, in sinergia con una rimarchevole sapidità, amplificano il gusto. 

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Storico best SI.net da Amarone Opera Prima

  • 2024 – Amarone della Valpolicella Classico 2019 Santa Sofia
  • 2023 – Amarone della Valpolicella 2018 San Cassiano

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foto: Marco Mancini © – fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella
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