Si può rinascere da sommelier AIS

A Siena, cinque detenuti superano l’esame da sommelier AIS. Un esempio di impegno per il sociale e voglia di rinascere.


Prima di raccontarvelo è bene fare una piccola intro. Vi siete resi conto di quanto sia cambiata la didattica e la divulgazione del vino in questi ultimissimi anni?


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Stiamo affrontando una fase di cambiamento non solo dell’approccio all’assaggio, ma anche del racconto stesso. Il post-covid ha visto il proliferare di nuove manifestazioni, nuove figure, nuovi narratori (più o meno preparati), nuovi promotori e nuovi formatori.

Le storiche (e pochissime) associazioni che fino al 2020 potevano essere riconosciute come riferimento formativo nel settore, sono state affiancate dalle più disparate entità createsi e sviluppatesi anche grazie al progresso della comunicazione web.

Non vogliamo disquisire sulla qualità delle varie offerte formative presenti oggi sul mercato della sommellerie (tanto… lo sappiamo che sapete), riflettiamo piuttosto su come la più rappresentativa (con oltre 60 anni di storia) stia gestendo questa delicata fase di transizione e di rinnovamento, anche alla luce del cambiamento normativo.

Associazione Italiana Sommelier
ph. courtesy AIS Italia

La svolta sul sociale

Diventando ETS ed entrando nel RUNTS, l’Associazione Italiana Sommelier, ha ampliato negli ultimi anni i propri obiettivi istituzionali ed ha affiancato alla storica attività di divulgazione enologica un forte impegno nel campo della responsabilità sociale. Questa evoluzione si sta già realizzando attraverso il comparto AIS for Aid, una rete che promuove progetti concreti per abbattere barriere fisiche, cognitive e sociali, dimostrando come lo studio del vino possa trasformarsi in uno strumento di riscatto e crescita collettiva.

L’impegno dell’associazione sul territorio nazionale si è tradotto in iniziative differenziate, a partire (per esempio) dal progetto “Il Sommelier Astemio“: un percorso didattico, nato in Puglia, rivolto a giovani con disabilità psicofisiche e adatta la degustazione tradizionale focalizzandosi sull’analisi visiva e olfattiva. Supportati dal manuale “Io valgo – imparo a raccontare il vino”, i partecipanti sviluppano competenze descrittive e relazionali per inserirsi nel mondo del lavoro senza la necessità di assumere alcolici.

A questa attenzione per l’inclusione si sono affiancate altri importanti proposte solidali e formative. Un altro progetto esplicativo è “Alba Vitae” (ideato in Veneto) con cui l’associazione seleziona e commercializza edizioni limitate di vini di pregio in formato magnum, devolvendo il ricavato per sostenere progetti solidali in tutta Italia e dimostrare che un grande vino può avere anche un grande cuore.

AIS Associazione Italiana Sommelier -  corso per detenuti Casa Circondariale Santo Spirito di Siena
ph. courtesy Uff stampa AIS Toscana
Vite libera

Ha fortemente impressionato (e meritato anche questa nostra massima attenzione) l’ultima iniziativa conclusasi pochi giorni fa e condotta nei mesi da AIS Toscana e AIS Italia che, per la prima volta, hanno realizzato un corso completo all’interno di un sistema penitenziario e ampliato ancor più il valore sociale della didattica.

Presso la Casa Circondariale Santo Spirito di Siena si è infatti concluso il progetto “Vite libera“, un percorso formativo che ha permesso a cinque detenuti di superare le prove d’esame e conseguire il diploma ufficiale di sommelier AIS. Alla sessione hanno presenziato il Direttore della struttura, Graziano Pujia, insieme ad alti rappresentanti dell’associazione: il Presidente AIS Italia Sandro Camilli, il Vicepresidente di AIS Toscana e delegato di Siena Marcello Vagini e il commissario d’esame Gianluca Grimani.

Gli esaminandi hanno affrontato le medesime sessioni scritte e orali previste uniformemente su tutto il territorio italiano. Non serve spiegarvi ulteriormente il valore che questa sfida ha rappresentato per i frequentatori e di quanto sia stato importante il mettersi in gioco, volersi rinnovare, con significativo coraggio.

Associazione Italiana Sommelier ha tenuto a precisare che il programma non ha subìto sconti: la didattica ha concentrato in 30 lezioni intensive tutto il programma dei tre livelli ufficiali AIS, alternando aula e simulazioni pratiche “on the job” per garantire la totale spendibilità delle competenze acquisite.

AIS Associazione Italiana Sommelier -  corso per detenuti Casa Circondariale Santo Spirito di Siena
ph. courtesy Uff stampa AIS Toscana
Dichiarazioni

La direzione della struttura carceraria ha confermato l’eccezionalità del progetto e l’alto livello di coinvolgimento generato all’interno e all’esterno dell’istituto. Così il direttore Graziano Pujia:

«Un progetto talmente innovativo che ha attirato l’attenzione persino di una rivista giapponese. Portare il corso sommelier AIS all’interno della nostra struttura comportava non pochi ostacoli organizzativi, ma la forte motivazione legata al territorio, unita alla tenacia di Marcello Vagini e di tutta l’AIS, ci ha spinto ad andare fino in fondo: era un’iniziativa troppo importante per rinunciarvi. L’attenzione e la dedizione che i detenuti hanno dimostrato ci hanno ampiamente ripagato delle responsabilità assunte. E il percorso non si ferma qui: stiamo già lavorando per sviluppare ulteriormente il progetto attivando una collaborazione con l’Università di Firenze».

I vertici nazionali AIS hanno garantito pieno supporto alla validità del format, mettendone in luce gli aspetti formativi e metodologici. Le parole del presidente Sandro Camilli:

«È una giornata storica per la sommellerie italiana, sottolinea Sandro Camilli, Presidente di AIS Italia. Nel DNA della nostra Associazione c’è da sempre la divulgazione della cultura del vino, intesa come percorso educativo che insegna non solo la degustazione, ma il rispetto delle regole e il lavoro di squadra. Questo progetto rappresenta uno strumento formidabile di crescita personale e di reinserimento sociale. L’esito positivo di questa iniziativa ci spinge a lavorare affinché il format possa essere replicato in futuro».

Il Presidente di AIS Toscana, Cristiano Cini, ha evidenziato la genesi e la finalità del programma, sottolineando l’importanza della collaborazione istituzionale:

«”Vite Libera” è un progetto che coniuga cultura, dignità e reale possibilità di riscatto. Sono orgoglioso di aver accolto l’intuizione del nostro vicepresidente, Marcello Vagini, e di averla trasformata in realtà grazie alla stretta collaborazione con la dirigenza della Casa Circondariale. Offrire a un detenuto la possibilità di studiare da sommelier non è solo un percorso didattico: è un atto di fiducia nel potere educativo del sapere e una scommessa sulla rinascita delle persone. Siamo fieri di essere la prima regione italiana a lanciare un’iniziativa che offre competenze concrete e direttamente spendibili nel mondo del lavoro».

Marcello Vagini, Vicepresidente di AIS Toscana e delegato di Siena, ha coordinato l’attività didattica in ogni singola fase, rilevando l’impatto riscontrato sul piano umano e professionale:

«Tutto è nato quasi per caso, da un confronto con il direttore del Santo Spirito, Graziano Pujia, e il Comandante della Guardia di Finanza, colonnello Pietro Sorbello, racconta. Oggi, al traguardo di questo percorso educativo inedito, posso affermare che è stata una delle esperienze umane più intense della mia vita. I partecipanti si sono applicati con un’attenzione e un interesse sorprendenti, comprendendo fin da subito il valore di questa opportunità: acquisire una qualifica ufficiale che, una volta usciti, fornirà loro uno strumento reale per reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo».

Oltre le dichiarazioni ufficiali, abbiamo voluto chiedere qualcosa in più a Vagini, conoscendone la dedizione con cui, fin dai primi giorni, si è concentrato su questo progetto. Una chiacchierata veloce ma che ci ha ugualmente colpito, soprattutto quando ci ha parlato di quanta empatia si è creata in questi mesi e di quanto fosse “sentito” l’appuntamento finale:

«Il direttore Pujia mi ha confessato che, la sera prima dell’esame, i ragazzi hanno chiesto espressamente la concessione di poter fare insieme una simulazione a bicchiere vuoto – ovviamente a bicchiere vuoto, visto il regolamento interno – per non fallire sulla terminologia della scheda analitico-descrittiva di degustazione. Questo corso è stato un qualcosa che, credetemi, rimane dentro e porti con te per sempre».

Spirito Italiano ais,sommelier,detenuti
ph. Rustu Bozkus
Risposta al mercato del lavoro e prospettive

In linea con le finalità istituzionali di AIS ETS, l’ottenimento del diploma costituisce una vera base per la creazione di un network di supporto esterno. L’associazione e la dirigenza della Casa Circondariale sono attualmente impegnate nella definizione di futuri accordi operativi stabili con istituzioni locali, consorzi di tutela ed enoteche regionali.

L’obiettivo primario è agevolare l’inserimento lavorativo e, contestualmente, strutturare il progetto “Vite Libera” come modello didattico replicabile in altre realtà penitenziarie italiane, consolidando l’efficacia della cultura del vino quale motore di inclusione e impatto sociale.

Fra l’altro, il progetto “Vite Libera” si inserisce in un contesto macroeconomico caratterizzato da una forte domanda di profili specializzati nel comparto della ristorazione e dell’accoglienza. I dati forniti da Unioncamere indicano che la selezione di personale qualificato per il servizio di sala non va a buon fine in oltre il 50% dei casi sul territorio nazionale.

La formazione di professionisti qualificati all’interno degli istituti penitenziari può essere una vera risposta strutturale al fenomeno del labor shortage, offrendo concrete prospettive occupazionali una volta usciti.

Facciamo i complimenti ai 5 neo-sommelier e ad AIS per questa splendida iniziativa.


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fonte: AIS Toscana, AIS Italia
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