Paris: pas d’alcol dans la rue!

A Parigi è divieto di alcol in strada per il troppo caldo: ospedali saturi e festival annullati. Salvati locali e ristoranti.


Non entriamo nella diatriba del cambiamento climatico e delle presunte cause e responsabilità. La dietrologia è sempre a una parola da qualsiasi cosa detta o scritta, così come lo sono le accuse di essere sottomessi ai nuovi ordini globali, o inclini alle ipotesi del complotto sovversivo mondiale o ancora vicini alle teorie del terrapiattismo.


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È notizia di poche ore fa che: per evitare il collasso degli ospedali, la Préfecture de Police parigina ha deciso (questa l’ordinanza) di vietare il consumo di alcol all’aperto e la vendita da asporto per tutto il fine settimana, una misura che il Ministero dell’Interno vorrebbe adesso estendere anche tutta la Francia. Un provvedimento che, però, risparmia i tavolini di bar e ristoranti.

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ph. Norbu Gyachung

La decisione – che a noi pare, sinceramente, sensata – ha creato malumore e discussioni fra la cittadinanza. Ma bloccare la sete di una città bollente e fervente (anche per il commercio) come Parigi, a colpi di decreti, è davvero una scelta utile per proteggere la salute pubblica o è solo un’illusione burocratica, quasi impossibile, vista la moltitudine di gente dans le rues?

Fra l’efficacia reale del divieto e la reale tutela dei cittadini, il dubbio resta. In più, il provvedimento ha sorpreso un po’ tutti, soprattutto gli affezionati delle bevande alcoliche. Ma vediamo meglio nel dettaglio e, forse, capiremo meglio perché e come…

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ph. Josh Withers
Ospedali parigini al collasso, si annullano gli eventi

Il prefetto Patrice Faure ha avvertito che gli ospedali sono ormai saturi a causa del continuo aumento dei ricoveri. L’obiettivo delle autorità è far scendere la pressione sui servizi sanitari per evitare il blocco totale del sistema.

A pagare le conseguenze di questa emergenza, fra l’altro, non sono solo la birra o il vino, ma anche la cultura. La Prefettura ha infatti imposto l’annullamento di grandi eventi come il Solidays, uno dei festival musicali più importanti di Francia, che doveva iniziare oggi.

Tra i giovani, costretti a tornare a casa dopo ore di viaggio, ci sono forte delusione – diciamo pure incazzatura – e incomprensione per una scelta arrivata all’ultimo minuto. Anche a Lione, il “Lyon Pride”, Marche des Fiertés LGBT+, è stato rimandato a settembre

A preoccupare sono gli effetti dell’alcol sotto il sole battente. Negli ultimi giorni, fonti cittadine riferiscono di zone, come il Canal Saint-Martin, che si sono trasformate in enormi feste all’aperto, piene di birra e vino acquistati nei super- e nei mini-mercati. Capite bene che, per come la vediamo noi, il provvedimento non fa una piega, anche perché non sono stati toccati quei luoghi dove si beve, consapevolmente, a sedere.

Ricordiamo che l’alcol altera la regolazione termica del corpo e aumenta la disidratazione, moltiplicando i rischi di colpi di calore. I vigili del fuoco di Parigi hanno visto raddoppiare in queste ultime ore i loro interventi, superando i 2.500 in un solo giorno. Per questo la Francia ha attivato il livello 3 del “piano Orsan”, il massimo livello di allerta sanitaria.

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AI gen
Gli orari dei divieti

Le restrizioni seguono orari precisi per tutto il fine settimana:

  • Consumo in strada e nei parchi: vietato da venerdì alle 12:00 a sabato alle 7:00, e da sabato alle 12:00 a domenica alle 7:00.
  • Vendita da asporto: vietata per tutti i negozi (compresi i supermercati e i locali specializzati) dalle 18:00 di venerdì alle 7:00 di sabato, e dalle 18:00 di sabato alle 7:00 di domenica.
Tra salute e scetticismo sui controlli

La portavoce della Prefettura, Hélène Denéchère, ha spiegato che bere in strada con questo caldo estremo e con la stanchezza accumulata è un pericolo reale, che va a sovraccaricare i soccorsi. Il provvedimento ha comunque sollevato molte polemiche tra cittadini e negozianti, spingendo la Prefettura a chiarire cosa è permesso:

  • Sì a bar e ristoranti: Si può tranquillamente bere un drink all’aperto nei tavolini di bar e ristoranti. Il divieto non tocca le attività che hanno regolari concessioni per occupare il suolo pubblico.
  • Sì all’aperitivo in casa (organizzandosi prima): Chi vuole bere a casa può farlo, ma deve pianificare la spesa. Molti considerano la legge comunque irrealistica, perché basterebbe comprare le bevande prima delle 18:00 per aggirare il blocco.
  • La rabbia dei commercianti: Chi gestisce i locali accusa il colpo. La decisione improvvisa causerà un danno economico pesante per i negozi di quartiere, che stimano di perdere circa 1.000 euro a locale in un solo weekend solo sulla vendita da asporto.

Resta aperta la sfida dei controlli, soprattutto vicino all’acqua e nei parchi. Già il 21 giugno, per la Fête de la musique, la Prefettura ci aveva provato, ma far rispettare la regola si era rivelato difficilissimo per le forze dell’ordine. In piena emergenza climatica, la polizia parigina dovrà fare quindi uno sforzo straordinario.

Al di là delle polemiche, queste nuove regole rappresentano, per noi di Spirito Italiano, una scelta sensata e necessaria. L’obiettivo primario è tutelare la salute pubblica e garantire la gestione efficiente dei Pronto soccorso ospedalieri, prevenendo gli incidenti e i malori legati al consumo irresponsabile di alcol su suolo pubblico.

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ph. Goki Berk

Oltretutto il consumo di qualità non dovrebbe risentirne: chi cerca un ottimo vino o un cocktail di alto livello potrà continuare a consumarlo comodamente seduto nei dehors dei locali autorizzati. Questa divisione dovrebbe comunque preservare un minimo di equilibrio tra la socialità parigina e la sicurezza sanitaria.

Resta da vedere se questa divisione basterà a proteggere gli ospedali o se cambierà soltanto la mappa della movida parigina. Voi che ne pensate?


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fonte: Préfecture de Police Paris
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