les vins sable de camargue


Natura straordinaria e peculiarità assolute. La Camargue è unica anche per i suoi “vins Sable”


ESPRIT FRANÇAIS: ESPLORAZIONI IN CORSO


Con Livio del Chiaro è semplice superare idealmente il confine nazionale, chiudere gli occhi e immaginarsi in viaggio per i territori della Francia vitivinicola.


si legge (più o meno) in: 7 minuti


Un’esplorazione virtuale alla portata di tutti, un viaggio per colline, valli, e campagne della Francia già note o tutte da scoprire.


Il bello è proprio questo: che siano articoli più divulgativi, culturali o semplicemente narrativi, l’importante è entrare in sintonia, comprendere lo stile e, durante la lettura, lasciarsi trasportare immaginando di essere lì, in quei luoghi raccontati dall’autore, e pronti a fare davvero i bagagli per andarci sul serio e “verificare con mano” la realtà e i suggerimenti trovati qui.



Il nostro itinerario prosegue sulla nostra evocativa Citroen. Recentemente siamo passati dalla Languedoc e conosciuto l’uva Marselan. Rimaniamo sulla costa meridionale avvicinandoci un pochino (ma non troppo) al confine con l’Italia… ci sono luoghi davvero meravigliosi, fatti di natura emozionante e di vini da raccontare e da abbinare…


Sfruttando anche una importante novità legislativa, attraversiamo oggi la Camargue… ci siete mai stati? Buona lettura.

[n.d.r.]


photo: Christian Klein

Les vins Sable de Camargue


Cavalli bianchi che corrono liberi, selvaggi su una sconfinata pianura che pianura  non è, e poi tori neri, fenicotteri rosa ed un’infinità di altri uccelli (più di 400 specie). Paludi, acquitrini, lagune ma anche risaie e saline, le più grandi d’Europa.

E tanta sabbia, poesia e vigneti, surreali vigneti a piede franco immersi in un mare di sabbia. Stiamo naturalmente parlando di uno dei più affascinanti angoli del nostro pianeta: la Camargue.


Devo sinceramente ammettere che ho intrapreso più volte dei viaggi partiti a scopo enoico e che poi spesso si sono trasformati in tour naturalistici a sfondo enogastronomico. Penso sia impossibile transitare nel mezzo di questi acquitrini e lagune senza essere rapiti dagli stormi di fenicotteri rosa e cormorani, dai bianchi cavalli delle Camargue che pascolano liberi in un mezzo ad una flora estremamente colorata ed unica.


foto: Fabien Lecreusois

È impossibile resistere al richiamo della medievale Aigues-Mortes, delle cittadine marinare di Palavas-les-Flots o Le Grau-du-Roi o delle saline vicino a Salin-de-Giraud.

Ma inaspettatamente nel mezzo a queste lagune e acquitrini a pochi passi dal mare si trovano anche tanti vigneti (3000 ha), spesso a piede franco, che colpiscono per la loro bellezza e unicità.


courtesy Syndicat vins Sable de Camargue ©

Sono quasi 100 i viticoltori che, al momento, qui coltivano la vite in un ambiente veramente affascinante e fuori dal tempo e che, finalmente (da pochissimi giorni: 18/10/2023), ha visto registrata ufficialmente a livello europeo la propria Denominazione d’Origine Protetta Sable de Camargue AOC.

Il Syndicat de Défense et de Promotion des vins Sable de Camargue suddivide oggi i suoi 95 vignerons in 12 independants (coloro che vinificano in proprio), 72 coopérateurs (coloro che conferiscono alla Cooperativa) e 11 apporteurs (che si recano da uno dei 4 négoces vinifiants presenti sul territorio). Un totale di circa 400, fra donne e uomini, impiegati nel settore.


Tradizione

La storia si unisce all’odierno, anche qui e non a caso, proprio attraverso l’uva e il vino. Ci sono testimonianze che riferiscono di come, già nel VII° secolo, i monaci dell’Abbazia di Psalmody (oggi nel comune di St Laurent d’Aigouze) producessero il vino nelle “Sables“.

I vigneti di Sables sono poi successivamente menzionati su lettere di Carlo VI nel 1406 e Carlo VII nel 1431 ma quando dal 1863 la fillossera iniziò a devastare la viticoltura francese, ecco che i terreni di quest’area di Camargue divennero quasi miracolosi per la loro inattaccabilità dal parassita.


courtesy Syndicat vins Sable de Camargue

Altre tappe storiche ritenute importanti furono quelle del 1870 (quando a Parigi una rappresentanza dei Vignobles de Sables partecipò al Concorso Generale Agricolo), del 1880 (La Compagnie des Salins du Midi iniziò a coltivare sia nelle spiagge fra Aigues-Mortes e Saintes-Maries-de-la-Mer che in quelle fra Sète e Marseillan) e poi nel dopoguerra quando, a partire dagli anni ’50, i vigneti furono recuperati elevando quelli nelle zone più basse e sistemando chilometri di canali.

Per arrivare all’attuale riconoscimento DOP del 2023, si è passati dall’IGP Sable de Camargue (istituita nel 2011 e soppressa adesso) ma prima ancora da Sables du Golfe du Lion IGP (2009) che già fu Vin de Pays des Sables du Golfe du Lion (1973). La prima menzione riconosciuta per i vini di quest’area è stata l’Appelation d’Origin Simple Vin des Sables nel 1961.


I vini

Questo è il nuovo disciplinare, qui la sua sintesi e qui l’approvazione definitiva alla registrazione UE del 10/10, pubblicata in Gazzetta il 18/10/23.


courtesy Syndicat vins Sable de Camargue ©

Sono queste aree dove si producono pochissimi vini rossi (4%) a base Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Grenache Noir, Merlot, Marselan, Syrah, Petit Verdot, ancora meno bianchi (2%) a base Chardonnay, Chenin, Clairette, Grenache, Marsanne, Muscat à petits grains, Muscat d’Alexandrie, Roussanne, Sauvignon, Ugni Blanc, Viognier e tanti Gris, Gris de Gris e Rosé (94%) a base Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Carignan noir, Carignan gris, Cinsault, Grenache Noir, Grenache Gris, Merlot, Syrah.

I Rosé sappiamo tutti cosa sono, i Gris sono dei rosé prodotti da vitigni a bacca rossa ma praticamente senza macerazione con il risultato di un colore molto lieve. I Gris de gris sono dei rosati prodotti a partire da uve grigie” come il Carignan Gris o la Grenache Gris.


Grenache Gris – courtesy Syndicat vins Sable de Camargue ©

Come in Provenza qua nella Camargue si producono vini rosati di qualità, spesso dai colori molto soffusi che si avvicinano a quelli di un bianco.

Le caratteristiche principali sono, oltre al colore, i profumi eleganti, non esplosivo ma fine, che spesso ci fa immaginare piccoli frutti rossi, erbette aromatiche, piccoli fiori rossi e viola e il mare. In bocca sono vini snelli, morbidi, freschi, molto piacevoli e con una spiccata sapidità.


courtesy Syndicat vins Sable de Camargue ©

Cosa abbinarci?

Naturalmente il piatto più tipico della Camargue è il gardianne de taureau, uno spezzatino a base della carne del toro nero tipico della zona, marinato nel vino e cotto a fuoco lento, servito col caratteristico riso rosso. L’abbinamento di questo piatto con i rosati delle sabbie è un po’ fuori portata ma comunque vi consiglio di assaggiarlo se fate una visita da queste parti, magari provandolo con uno dei rari vini rossi locali.

Migliori risultati si possono avere con altre specialità del luogo, le telline (arselle) sia crude che cotte in padella, con una salad de riz de Camargue (una sorta di insalata di riso preparata col riso rosso locale), con l’anchoïade camarguaise (una salsa a base di acciughe servita con verdure crude) o con dei semplici crostini a base della famosa tapenade di olive locale.


courtesy Syndicat vins Sable de Camargue ©

Il mio consiglio è di partire per una visita di un paio di giorni alla vivace Montpellier, fare una breve visita ad Arles e poi immergervi in questo piccolo paradiso. Aigues-Mortes è da non perdere, così come una passeggiata sulle lagune tra Pavalas-Les-Flots, La Grande-Motte e Le Grau-du-Roi.

È d’obbligo visitare il parco naturale regionale della Camargue con la medievale Saintes-Maries-de-la-Mer, porto dove sarebbero approdati intorno al 48 DC diversi seguaci di Gesù di Nazaret tra cui Maria Maddalena e Lazzaro.

L’ultima settimana di Maggio vi si tiene un raduno di nomadi provenienti da tutta Europa che vengono per festeggiare Santa Sara, una santa nera che considerano loro protrettrice per le sue origini nomadi. Da vedere anche Salin-de-Giraud con i suoi 140 km2 di saline, le più grandi d’Europa.


foto: Jacqueline Macou

Tra una meta e l’altra potete divertirvi a visitare qualche azienda che produce i vin de sable e a gustare qualcuno dei piatti tipici di cui abbiamo parlato prima. Vi consiglio di evitare la stagione estiva, troppo caotica.

Buona visita!

P.S. lasciatemi ancora aggiungere che, se rientraste verso casa, potreste ancora fare un salto al Parco Nazionale delle Calanques. Distante circa un’oretta in auto da qui, lo incontrate subito dopo Marsiglia. Già… Marsiglia, la Bouillabaisse… di questo ne parleremo un’altra volta.




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fonte: Syndicat vins Sable de Camargue
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