Lo Stato degli spirits: Beccaris

La storia, il lavoro, l’attualità del settore spirits: videointerviste ai protagonisti dal 58° Vinitaly. Oggi con Distilleria Beccaris.

LO STATO DEGLI SPIRITS


Oggi più che mai, saper raccontare un distillato non significa solo descriverne il profilo organolettico o la tecnica di produzione, ma significa immergersi in una narrazione che intreccia storia, sociologia, economia ed edonismo.

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In un’epoca di rapidi mutamenti, dove le abitudini dei consumatori evolvono e i mercati globali sfidano le tradizioni secolari, per noi di Spirito Italiano diventa fondamentale – ancora una volta e ancor più – farsi portavoce della cultura del bere consapevole, che riteniamo l’unica strada per salvaguardare appassionati e produttori.

Grappa - foto: Paolo Bini ©
foto: PB ©

Lo Stato degli Spirits, dal 58° Vinitaly

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Con il nuovo format “Lo Stato degli Spirits”, ci siamo posti l’obiettivo di tracciare una mappatura del settore attraverso le voci di 11 importanti realtà della distillazione italiana. Abbiamo voluto incontrarle e intervistarle direttamente a Vinitaly, per ricevere a caldo e di getto le impressioni su questa fase delicata del consumo, ma comunque ricca di opportunità.

Per Spirito Italiano, esplorare lo “stato dell’arte” dei distillati significa quindi dare voce a quelle realtà che fondono DNA familiare e visione globale in un mercato che si evolve e che richiede sempre più bevande di valore edonistico e identitario.

Il format ci accompagnerà per qualche settimana ricordandoci di una fiera che non è stata solo vino. Una breve presentazione aziendale, lo “stato delle cose” visto da chi è quotidianamente “in trincea” e poi le proposte verso i consumatori, i divulgatori e le istituzioni per far resistere e crescere il settore, in Italia e all’estero.

In chiusura delle nostre interviste non mancherà mai un brindisi perché, in fin dei conti, i valori della condivisione e della convivialità sono quelli su cui si basa tutto il resto.


Non il solito reel da 1 minuto, o la classica slideshow con i prodotti (roba che potete ormai trovare ovunque la cerchiate). Abbiamo voluto dare priorità al lavoro, all’attività, all’eccellenza che l’Italia sa proporre nel mondo.

Se non avete tempo oggi, salvate il link e tornate con comodo. La qualità video è ottima seppur non straordinaria, ma è la qualità divulgativa che, immaginiamo, possa fare la differenza per chi non si reputa un/una semplice “scroller” ma un/una appassionato/a vero/a.

Vinitaly Excellent spirits
foto: PB ©

Distilleria Beccaris

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La narrazione dell’eccellenza distillatoria italiana si nutre di coincidenze che diventano destini e di territori capaci di imprimere un’identità indelebile in ogni singola goccia. In questo nuovo appuntamento con “Lo Stato degli Spirits”, direttamente dai padiglioni del recente Vinitaly, abbiamo incontrato Paolo Beccaris, terza generazione di Distilleria Beccaris una realtà che dal 1951 rappresenta un punto di riferimento tra le colline piemontesi.

Un destino nel cappello…

Fondata a Costigliole d’Asti, la Distilleria Beccaris sorge in una posizione geografica semplicemente straordinaria, cerniera ideale tra le Langhe e il Monferrato. Un anfiteatro naturale circondato da vitigni eccelsi: da una parte Moscato, Dolcetto, Barbera e Grignolino; dall’altra l’Arneis e, soprattutto, il Nebbiolo dei Barolo e Barbaresco.

Ma il vero elemento fondante di Beccaris risiede in un aneddoto familiare che profuma di realismo magico: nel 1951, il fondatore nonno Elio decise di far scegliere il futuro dell’attività al figlio Carlo (padre di Paolo), che all’età di pochi mesi estrasse da un cappello un bigliettino. Tra le opzioni “cantina vinicola”, “acetificio” e “distilleria”, la piccola mano scelse l’ultima, dando il via a una storia ancor oggi viva e di successo.

Famiglia Beccaris - credits: Paolo Properzi © courtesy: Beccaris
credits: Paolo Properzi © courtesy: Beccaris
I mercati e la strategia dell’accoglienza

Di fronte a uno scenario macroeconomico complesso, la ricetta di Beccaris per affrontare il futuro è chiara: puntare su una targetizzazione elevata (premiumisation), stringere sinergie con il mondo della mixology e dei ristoratori, e incrementare una comunicazione di livello: «La grappa è un prodotto unico, italiano al 100%, ma forse la stiamo stringendo troppo nei confini nazionali. Dovremmo lasciarla più libera di viaggiare», così ha spiegato Paolo.

La risposta aziendale alle sfide post-Covid si è focalizzata sul rinnovamento strutturale e sull’enoturismo – per il grappaturismo è quasi avanguardia -. Con la creazione di una nuova foresteria, di ampie cantine di invecchiamento e di spazi dedicati all’ospitalità, la distilleria ha aperto le porte al consumatore, offrendo un’esperienza immersiva che permette di scoprire non solo il prodotto, ma l’artigianalità e il lavoro che si celano dietro l’alambicco.

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credits: Paolo Properzi © courtesy: Beccaris
Consapevolezza per il consumo e il valore della cultura

Sollecitato sul ruolo dei divulgatori e delle istituzioni, Beccaris ha lanciato un invito alla trasparenza e alla semplificazione. Il consumatore moderno deve essere educato a leggere l’etichetta in modo critico, comprendendo anche quei concetti base di “riserva”, “invecchiata”, o ancora i codici accise di produzione e la reale provenienza.

In questo percorso di valorizzazione culturale, un ruolo cruciale è svolto anche da associazioni come l’ANAG, capace di raccontare, con il giusto rilievo, un distillato di bandiera che merita di essere protetto da regolamentazioni nazionali più flessibili e al passo con i tempi.

Stand Beccaris a Vinitaly 2026
photo: PB
In anteprima: la Grappa celebrativa dei 75 anni dedicata a Elio

Vinitaly è stata l’occasione perfetta per presentare una novità ad altissimo tasso emotivo: una speciale Grappa di Barbera celebrativa. Un distillato d’autore che sintetizza la storia della famiglia attraverso tre elementi chiave:

  • Uva: la Barbera, materia prima con cui il nonno iniziò l’attività a Costigliole d’Asti (considerata anche la storica “capitale” del vitigno).
  • Tempo: vendemmia 2009 con 10 anni di invecchiamento.
  • Memoria: l’utilizzo esclusivo per l’affinamento delle ultime botti storiche acquistate originariamente da nonno Elio, dismesse subito dopo questo ciclo.

Nel calice ci è parso un prodotto ricchissimo, avvolgente e di grande carattere; un’acquavite da meditazione e da conversazione che ammalia per ampiezza e complessità aromatica. Una bevanda di valore assoluto che dà merito anche al lavoro meticoloso del mastro distillatore Marco Beccaris (fratello di Paolo).

Il video

Guardatevi questi 9 minuti dello Stato degli Spirits con Paolo Beccaris, un’altra testimonianza di una storia familiare e artigianale di successo che continua a dare lustro all’Italia degli spirits e ai suoi territori.

In quanto a noi…

Noi continueremo a sostenere questo settore, con passione e deontologica sincerità, nei momenti sereni e – speriamo mai – in quelli più difficili, con apprezzamenti e con critiche se necessario. Tutto sarà però sempre mirato a valorizzare prodotto, produttori e bandiera.

Lo Stato degli Spirits vi dà appuntamento a fra qualche giorno… Seguiteci e aiutateci.


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foto: Paolo Bini ©
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