La storia, il lavoro, l’attualità del settore spirits: videointerviste ai protagonisti dal 58° Vinitaly. Oggi con Nannoni grappe
LO STATO DEGLI SPIRITS
Oggi più che mai, saper raccontare un distillato non significa solo descriverne il profilo organolettico o la tecnica di produzione, ma significa immergersi in una narrazione che intreccia storia, sociologia, economia ed edonismo.
[si legge, più o meno, in 2 minuti e si guarda in: 8.10 minuti]]
In un’epoca di rapidi mutamenti, dove le abitudini dei consumatori evolvono e i mercati globali sfidano le tradizioni secolari, per noi di Spirito Italiano diventa fondamentale – ancora una volta e ancor più – farsi portavoce della cultura del bere consapevole, che riteniamo l’unica strada per salvaguardare appassionati e produttori.

Lo Stato degli Spirits, dal 58° Vinitaly
Con il nuovo format “Lo Stato degli Spirits”, ci siamo posti l’obiettivo di tracciare una mappatura del settore attraverso le voci di 11 importanti realtà della distillazione italiana. Abbiamo voluto incontrarle e intervistarle direttamente a Vinitaly, per ricevere a caldo e di getto le impressioni su questa fase delicata del consumo, ma comunque ricca di opportunità.
Per Spirito Italiano, esplorare lo “stato dell’arte” dei distillati significa quindi dare voce a quelle realtà che fondono DNA familiare e visione globale in un mercato che si evolve e che richiede sempre più bevande di valore edonistico e identitario.
Il format ci accompagnerà per qualche settimana ricordandoci di una fiera che non è stata solo vino. Una breve presentazione aziendale, lo “stato delle cose” visto da chi è quotidianamente “in trincea” e poi le proposte verso i consumatori, i divulgatori e le istituzioni per far resistere e crescere il settore, in Italia e all’estero.
In chiusura delle nostre interviste non mancherà mai un brindisi perché, in fin dei conti, i valori della condivisione e della convivialità sono quelli su cui si basa tutto il resto.
Non il solito reel da 1 minuto, o la classica slideshow con i prodotti (roba che potete ormai trovare ovunque la cerchiate). Abbiamo voluto dare priorità al lavoro, all’attività, all’eccellenza che l’Italia sa proporre nel mondo.
Se non avete tempo oggi, salvate il link e tornate con comodo. La qualità video è ottima seppur non straordinaria, ma è la qualità divulgativa che, immaginiamo, possa fare la differenza per chi non si reputa un/una semplice “scroller” ma un/una appassionato/a vero/a.

Nannoni grappe
Con oltre trent’anni di esperienza personale alle spalle e una tradizione aziendale che ha già superato il mezzo secolo di storia, Priscilla Occhipinti rappresenta il perfetto punto di equilibrio tra radici culturali profondissime ed evoluzione contemporanea.
Anima, mente e braccio di Nannoni Grappe, Priscilla è una delle figure più autorevoli, carismatiche e influenti della distillazione artigianale italiana al femminile. Nata come “purista” della grappa e delle acquaviti, ha saputo allargare gli orizzonti della sua distilleria grossetana fino a abbracciare il mondo degli spirits a tutto tondo, raccogliendo un successo straordinario.

Produzione e mercati degli ultimi anni
Sollecitata dalle nostre domande, si è parlato inizialmente un po’ di vendite e mercati: dopo un inizio anno di parziale staticità sul fronte interno, il mercato nazionale ha mostrato una decisa ripresa in concomitanza con le festività pasquali. Il versante internazionale è sempre in divenire, pieno di rischi ma anche di sorprese e soddisfazioni, come dimostrato a Vinitaly fin dalle primissime battute.
«Siamo arrivati a Verona con prospettive caute», ci ha confessato Priscilla Occhipinti, “e invece, fin dalla prima mattina del giorno di apertura, abbiamo registrato un forte interesse da parte di delegazioni provenienti da Svezia, Russia, Germania e persino Azerbaigian, tutti mossi da una reale e concreta voglia di importazione.”
Il blocco totale imposto nel 2020 ha costretto molti imprenditori a ridisegnare il proprio tempo. Per Priscilla, quel periodo di isolamento in azienda si è trasformato in una preziosa opportunità di riflessione e di studio profondo dedicato alle erbe officinali.
Pur avendo firmato il suo primo gin nell’ormai lontano 2002 (all’epoca lavorato per infusione), è proprio durante il fermo di sei anni fa che la produzione di gin ha subito un’impennata quantitativa e qualitativa importantissima. Da quella fucina di idee sono nati amari e liquori particolarissimi, concepiti su misura per una committenza esigente e alla ricerca di un’alternativa di carattere.
Riflessione sui consumi e sulla cultura
Sollecitata a condividere una riflessione sul comparto, Priscilla Occhipinti ha tracciato linee guida chiare per tre attori fondamentali della filiera:
- Ai consumatori: l’invito è a sviluppare un forte senso critico, liberandosi dalle catene delle mode passeggere e rimanendo in guardia dalle insidie del marketing esotico: «Spesso si è disposti a pagare cifre astronomiche per bottiglie che arrivano dall’altra parte del mondo ma che, a un’analisi tecnica, si rivelano qualitativamente mediocri, dal prezzo non giustificato».
- A divulgatori e giornalisti: un plauso va alla tendenza del giornalismo enogastronomico contemporaneo, sempre più orientato a guardare oltre il vetro della bottiglia per raccontare l’uomo, l’impresa e lo studio quotidiano che animano il prodotto artigianale.
- Alla politica e alle istituzioni: la richiesta è un netto cambio di passo a livello europeo per contrastare la demonizzazione ideologica del mondo alcolico. La via maestra deve essere l’educazione al buon bere e al consumo consapevole, senza appiattire la cultura del territorio o equiparare prodotti industriali alienanti a distillati artigianali che racchiudono la storia e i profumi delle nostre terre.

Novità in bottiglia
La nostra selezione al tavolo, dal ricco banco d’assaggio di Nannoni a Vinitaly, ha valorizzato la grande versatilità produttiva:
- London Gin Argo: Il punto di partenza di un suggestivo viaggio tra le stelle (linea Le Costellazioni). Gin di altissimo livello che utilizza esclusivamente ginepro toscano biologico e alcol da cereali biologico. L’essenza pura del gin che fa da apripista al progetto di cui sopra, dove le erbe officinali sono abbinate ai diversi segni zodiacali, attingendo alla storia e alla medicina antica.
- Vermouth Bianco: Una nuova declinazione che si affianca al classico Vermouth Rosso. La base è delicata, fresca e marcatamente caratterizzata dai toni aromatici del Moscato, impreziosita da un bouquet leggero di erbe selezionate.
- Whisky Al focarile 5 YO: Una scommessa vinta: sebbene i primi esperimenti di Nannoni con il single malt risalgano al 2011, l’acquisto recente di un impianto dedicato alla distillazione di birre e whisky ha permesso di fare un salto di qualità. La versione da cinque anni in degustazione stupisce per equilibrio, avvolgenza e ricchezza di note particolari: un distillato affabile, ma dotato di uno straordinario carattere.
L’esperienza di Nannoni (anche pluripremiata in vari concorsi internazionali) dimostra che la distillazione italiana può avere la forza e la competenza per competere sui palcoscenici internazionali degli spirits mantenendo la propria identità. Serve grande sacrificio e il supporto di attori terzi che siano istituzionali o informativi.

Il video
Guardatevi questi 8 minuti dello Stato degli Spirits con Priscilla Occhipinti, estrememamente rappresentativi di cosa significhi oggi essere distillatori artigianali e cercare di fare impresa senza perdere il treno per la modernità.
In quanto a noi…
Noi continueremo a sostenere questo settore, con passione e deontologica sincerità, nei momenti sereni e – speriamo mai – in quelli più difficili, con apprezzamenti e con critiche se necessario. Tutto sarà però sempre mirato a valorizzare prodotto, produttori e bandiera.
Lo Stato degli Spirits vi dà appuntamento a fra qualche giorno… Seguiteci e aiutateci.
Guarda gli altri episodi di “Lo Stato degli spirits“
foto: Paolo Bini ©
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