Luoghi dove il Riesling diventa una sfida con la natura. Oggi in Mugello, da Terre di Giotto
PANORAMA RIESLING
Il Riesling è un’uva affascinante, aristocratica, che non scende a compromessi. Predilige i climi freschi e le forti escursioni termiche, essenziali per fissare la sua celebre acidità e un profilo aromatico complesso. Vi siete mai chiesti fin dove può spingersi senza perdere la sua innata eleganza?
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Panorama Riesling è un viaggio alla scoperta dei confini di uno fra i vitigni più espressivi. Sempre sotto la guida esperta di Ulrich Kohlmann, proseguiamo il nostro itinerario nel centro-sud nazionale per aggiungere nuovi tasselli a questo nostro mosaico monografico del vino.
Dopo aver esplorato i vigneti eroici a 1050 fra le pendenze delle Apuane, in questa tappa rimarremo sull’Appennino toscano, ma spostandoci in Mugello. Anche stavolta, dopo aver inquadrato le specificità climatiche e geologiche del luogo, lasceremo spazio al racconto vivo e alle impressioni suscitate dagli assaggi diretti in cantina. Buona lettura.
[la redazione]

Toscana
Terre di Giotto
L’azienda di Michele Lorenzetti si trova nel Mugello, terra di squisita bellezza paesaggistica a nord est di Firenze, conosciuta da tempo per le sue eccellenze agricole e gastronomiche tra cui i tortelli ripieni di patate, le carni, i formaggi e i marroni.
La viticoltura invece, anche se praticata sporadicamente, come dimostra la tenuta medicea di Cafaggiolo, fino a poco tempo fa rivestiva un ruolo del tutto secondario in questo contesto agricolo.
A dare il via alla scoperta del Mugello come zona vinicola di tutto rispetto sono state aziende come Podere Fortuna (Tenuta Cafaggiolo), Frascole e Il Rio, che a cavallo tra gli anni Novanta e il nuovo millennio hanno compiuto l’audace tentativo di piantarvi barbatelle di Pinot nero.

Se fino a poco tempo fa questi vini erano ancora delle curiose novità nel panorama vinicolo toscano, la comunità del Pinot del Mugello si è ormai conquistata una posizione indiscussa per la qualità dei suoi vini.
In questo contesto, non sorprende che la spinta innovativa di questa zona continui. Se il Pinot nero funziona, perché non dovrebbe funzionare anche il Riesling?
Così nel 2006 l’enologo e biologo Michele Lorenzetti ha fondato la sua azienda vinicola Terre di Giotto a Vicchio, nelle immediate vicinanze della casa natale del noto pittore che visse a cavallo fra XIII e XIV secolo. Naturalmente, ha piantato anche alcuni ceppi di Pinot Nero e Sauvignon blanc, ma la cosa straordinaria era di provarci con 1000 barbatelle di Riesling renano, da una selezione massale della Mosella che ha piantato nella vigna Gattaia.
Il vigneto, che si estende su appena 1 ettaro, si trova a un’altitudine compresa tra i 500 e i 600 metri sul livello del mare. Qui le viti affondano le radici in uno strato superficiale relativamente sottile di terreno calcareo-argilloso, sotto il quale si trovano blocchi di galestro. Come l’intera azienda, anche questo vigneto viene coltivato secondo i principi della biodinamica.

Seguendo con passione i suoi dettami, Michele si concentra soprattutto sugli obiettivi razionali e pragmatici della biodinamica, come ad esempio la salvaguardia della salute del suolo e delle piante. Ciò non serve solo a proteggere l’ecosistema, ma gli consente anche di affidarsi ad una fermentazione spontanea senza l’uso di coadiuvanti enologici.
Dal primo millesimo del 2014 questo approccio è rimasto pressoché immutato. Le piante ancora in riposo durante la mia visita sembrano vigorose e pronte ad accettare la sfida della prossima annata. I risultati finora raggiunti promettono bene e aggiungono al quadro classico del Riesling renano di impronta nordica certamente un tassello interessante.
Chi sa, magari un giorno un Dante del vino scriverà: “Credette il Pinot nero nella viticoltura del Mugello tener lo campo, e ora ha il Riesling il grido, sì che la fama di colui è scura”.

Toscana Riesling IGT Massimo
2023
Giallo paglierino fitto, cristallino. All’olfatto si percepiscono cera, frutta gialla matura, fiori di campo, e mela cotta. In bocca entra energico, grazie ad un buona acidità che cede il passo in chiusura a note sapide.
2022
Giallo dorato con riflessi ramati, indica l’annata calda. Al naso si presentano sentori che evocano albicocche disidratate e sentori che ricordano la polvere di una strada bianca, profumi animati in bocca da un’ottima freschezza, non solo per l’annata di non facile gestione.
2020
Giallo paglierino intenso con sottili riflessi verdi. Profuma di pesca croccante, timo limonato e cipria. Molto fresco, chiude piacevolmente sapido.

Torneremo prestissimo sul Riesling e sulle sfide assolute che i vignaioli stanno affrontando in numerose “zone limite” per trasformare i suoi grappoli in succo di estrema attrattiva. Restate vigili…
foto: Ulrich Kohlmann
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