Nutriscore sì, anzi no: il Portogallo ci ripensa dopo neppure due mesi. L’Italia gode.


Imprevista battuta di arresto nell’adozione del Nutriscore da parte dei Paesi europei. Gli Stati che avevano deciso di utilizzare nel continente l’etichettatura cromatico-alfabetica erano diventati 8 ma dopo poco più di un mese il Portogallo pare ci abbia ripensato facendo marcia indietro.


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Lo ha detto ufficialmente il capo dicastero MASAF Francesco Lollobrigida: «Oggi ho avuto un incontro con José Manuel Fernandes, nuovo Ministro dell’Agricoltura e della Pesca del Portogallo, in grande spirito di collaborazione anche con il collega Antonio Tajani, che era stato suo collega in Parlamento europeo. Il ministro Fernandes ci ha confermato che l’adesione al Nutriscore da parte del Portogallo, un provvedimento fatto dall’ultimo governo socialista pochi giorni prima di interrompere la loro esperienza, sarà annullata naturalmente dalla loro corte o la revocheranno. Una vittoria del sistema Italia che tutela la qualità e il vero accesso alla trasparenza delle persone che acquistano e consumano.

Il sistema Italia ha contrastato da sempre il Nutriscore, un’etichetta condizionante e non informativa, non utile alla trasparenza, ma che indirizza verso alcuni prodotti, spesso iper-trasformati rispetto a prodotti di qualità come il nostro parmigiano o l’olio d’oliva, che noi consideriamo eccellenze. L’Italia anche oggi è protagonista in Europa di un’interlocuzione che mette a garanzia le nostre imprese ma anche i cittadini europei e del pianeta rispetto alle derive che vanno contro quello che è il benessere alimentare che noi garantiamo e rappresentiamo come Italia e vorremmo diventasse Patrimonio comune dell’umanità».


Giubilo e pioggia di consensi – anche pre-elettorali [ndr] – sull’euforiche dichiarazioni del ministro da parte di tutta l’Italia enogastronomica e associativa di settore per questa retromarcia annunciata che riporta nuovamente a 7 (6 dell’UE: Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Spagna più 1 extra: la Svizzera) gli Stati ad aver già adottato il sistema di etichettatura nel continente.


Fra le tante voci, riportiamo oggi quella di Federalimentare che ringrazia pubblicamente Lollobrigida per il lavoro fatto.

Per Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare: «La notizia che il Portogallo non applicherà la norma sul Nutriscore, riferita dallo stesso Ministro Lollobrigida, è molto importante in primo luogo perché riporta l’unità tra i Paesi del Mediterraneo su questo tema, in secondo perché conferma il progressivo arretramento del Nutriscore in tutta Europa. Negli ultimi mesi, infatti, in Francia e in Germania alcuni importanti marchi hanno deciso di non esporre più l’etichetta a semaforo, mentre in Svizzera, dopo che entrambi i rami del Parlamento si sono espressi per limitare “gli effetti problematici del Nutriscore”, anche la più grande catena di distribuzione e il principale fornitore di prodotti lattiero-caseari hanno abbandonato il sistema francese.

Considerato che la Spagna ne ha da tempo bloccato l’adozione e che in Romania il Nutriscore è vietato per legge poiché ingannevole per i consumatori, crediamo che i tempi siano maturi affinché l’Europa decida di orientarsi su modelli meno fallaci e discriminatori, capaci di indurre realmente i cittadini a seguire diete più sane e bilanciate».

Staremo a vedere, per noi è ormai diventata una missione quella di aggiornarvi sulla “saga del Nutriscore“.



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fonte: MASAF, Federalimentare
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