Morellino e Chianti in chiaroscuro

Chianti lovers & Rosso Morellino 2024 con certezze (vini) e perplessità (evento e futuro). I nostri 36 migliori vini dalle 2 DOCG


Sapete che non abbiamo ansia da uscita immediata, vogliamo sempre ragionarci un po’ sopra per capirne meglio – se c’è da capirne meglio… -, ascoltarne la cassa di risonanza e vedere quanto i protagonisti ne riparlino una volta passata la festa o si punti (come in questo caso) a tirare dritto guardando all’impegno del giorno dopo.


[si legge, più o meno, in 7 minuti]

Il vino è senza dubbio il fulcro su cui gira tutto, ma le anteprime di Toscana sono per i consorzi anche “evento nell’evento”, capacità organizzativa, ospitalità e comunicazione che meritano sempre un sintetico “tiriamo le somme”.

Chianti Lovers & Rosso Morellino rappresentano solitamente la “vena fresca” della variegata settimana delle anteprime. Adesso poi che la “regina ribelle” Vernaccia ha deciso di defilarsi verso maggio 2024, questa accoppiata di giornata (nata qualche anno fa) rappresenta ancor più nell’immaginario collettivo il momento giusto per chi vuole libertà e spensieratezza.

foto: PB ©

L’evento

Com’è andata Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024? Eh… mah! Ci vorrebbe qualche meme “di quelli giusti” per rendere bene l’idea – evitiamo – e i motivi vanno sicuramente cercati su più direttrici. L’appeal delle denominazioni è forse in calo? Può darsi ma si ha la sensazione che questa non sia certamente la prima delle ragioni.

Tanto per cominciare, quest’anno l’evento Chianti-Morellino è arrivato dopo quello di Montepulciano e, (soprattutto) dopo la Collection del Chianti Classico con il “Gallo nero” che, sempre a Firenze, ha saziato operatori e il pubblico nella seconda giornata di apertura con i vini di oltre 200 aziende espositrici. Già questo è un dato rilevante che taglia una fetta non indifferente di potenziali partecipanti interessati prevalentemente alla piacevolezza. Arrivare solo 2 giorni dopo una tale manifestazione, può aver diminuito le adesioni anche di qualche palato preparato.

foto: PB ©

Abbiamo poi constatato in questi ultimi anni, la differenza nei contatti di scambio commerciale. Il covid ha cambiato parte delle “regole di ingaggio“, il b2b funziona per le fiere internazionali e per il “gotha” vinicolo e spesso è più facile trovare un operatore a quelle manifestazioni che raccolgono produttori da ogni parte d’Italia che in quelle dedicate a un territorio.

Già, le fiere e gli appassionati… Noi lo stiamo dicendo da almeno un paio di anni e in molti se ne stanno accorgendo solo adesso: c’è un calo diffuso degli ingressi. Il covid ha in parte cambiato anche questo (al netto dell’aumento dei prezzi). Se vogliamo i buyers internazionali dobbiamo capire che adesso fanno delle scelte. Se vogliamo i grandi numeri alla biglietteria, dobbiamo capire che la gente comune oggi preferisce più spesso un concerto, un museo, una giornata fuori porta (come magari può essere accaduto per quella di Chianti lovers che, guarda caso, era di domenica).

E sempre la gente comune oggi inizia a essere satura di vino nonostante lo ami visceralmente. Questo perché l’offerta è impressionante e quasi non passa settimana in cui non ci sia un evento e non si cerchi di fare business sul già ridotto portafoglio delle persone e delle aziende: c’è quello dei “vini scattanti“, quello dei “vini itineranti“, quello dei “vini contenti e cantanti” e poi “vini turbanti“, “vini esigenti“, “vini eccitanti“, “vini possenti“, “vini furfanti“, “vini secanti, “vini tangenti“… e ancora il “bevo divino“, il “sorso divino“, l’ “incontro divino” e tutti quegli innumerevoli eventi “diVini” che poi vanno inesorabilmente a togliere appeal a manifestazioni di assoluto interesse come Chianti Lovers & Rosso Morellino organizzate seriamente dai consorzi con tutti i produttori al loro banco (seppur ci sia stato un calo di adesioni anche da parte di quelli del Chianti…).

foto: PB ©

Non vorremmo pensaste a un flop (questo no, assolutamente no) però speravamo tutti in un maggior entusiasmo – la solita “festa”, per intendersi – e tutti noi toscani (extra-consorzi) siamo adesso ufficialmente consapevoli che la valorizzazione delle anteprime del vino regionale debba passare per qualcosa di diverso, qualcosa di innovativo, magari sbagliando la “prima” ma puntando a cambiare, doverosamente. Questo lo si deve soprattutto ai produttori anche perché, se dobbiamo discutere di vino – e alla fine è ciò che conta -, soprattutto il Morellino di Scansano ci ha fatto un’ottima impressione, non solo per sapore ma anche per stile e riconoscibilità.

Per chiudere sul discorso evento: l’organizzazione, al termine, ha comunque confermato gli oltre 250 giornalisti accreditati come lo scorso anno. Stampa che si è assaggiata in anteprima 37 Morellino di Scansano DOCG e 148 Chianti DOCG e sottozone varie (più sotto il grafico) per un totale di oltre 200 etichette in servizio ai banchi delle aziende allestiti, come sempre, con il giusto charme e le sfumature luminose che dal rosso (Chianti) passavano al blu (Morellino).

foto: PB ©

Queste le parole del presidente del Consorzio Morellino di Scansano Bernardo Guicciardini Calamai a conclusione: «In questa intensa giornata di degustazione abbiamo condiviso e commentato con la stampa e gli appassionati lo stile inconfondibile e le peculiarità delle nuove annate del Morellino. Per quanto riguarda la versione “annata”, possiamo affermare che questi primi assaggi del millesimo 2023, ancora in affinamento, confermano le buone sensazioni che avevamo riscontrato a fine vendemmia. Freschezza, morbidezza e tannini lievi definiti mettono già in evidenza lo stile inconfondibile della denominazione, come versione elegante e gradevole di sangiovese che si affaccia sulla costa toscana. La Riserva 2021 si presenta come vino che ha già una sua personalità perché riesce a combinare in maniera armoniosa la freschezza tipica del Morellino con una struttura importante».

Le dichiarazioni del presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi: «Anche quest’anno la tradizionale Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino si conferma una grande occasione di visibilità per un mondo come quello del vino che sta vivendo un difficile momento sotto tanti punti di vista, dai cambiamenti climatici a una burocrazia asfissiante. Malgrado queste problematiche il Chianti è continuato a crescere e non manca l’apprezzamento degli operatori e del pubblico per l’alta qualità delle etichette». 

Difficilmente si può essere in disaccordo con quanto detto dai presidenti. Il momento è difficile (clima, burocrazia ma non solo), la qualità migliora sempre – ci possono essere annate più (s)fortunate di altre ma abbiamo la sensazione che, globalmente, le aziende siano davvero maggiormente consapevoli, il Morellino ha il suo stile (inconfondibile è una parola grossa, diciamo riconoscibile) ed è buono, diventato davvero buono nell’insieme.

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Scansano può ritenersi davvero soddisfatta, almeno noi la pensiamo così. Possiamo affermare di essere praticamente e definitivamente usciti dal periodo buio del livellamento verso il basso e verso la grande distribuzione o il turismo “bevi e fuggi”. Ormai è qualche anno che assaggiare Morellino ci diverte e, ogni anno, ci sorprende verificare che non ci sono “intoccabili” nella nostra TOP-3.

La Super-12 Morellino di Scansano DOCG

Se la denominazione non vi piace, questo è un altro discorso… chi tenta di valutare criticamente il lavoro e l’identità del vino con il territorio non può non constatare la bravura di Scansano nell’essersi messa in discussione ed essere ripartita con grande fatica e consapevolezza.

Nella nostra “splendida dozzina” Super-12 c’è, come sempre, un solo rappresentante per azienda (erano 21 le partecipanti) e ben 9 etichette con valutazione massima (di cui 3 sul “podio”). In qualche caso abbiamo dovuto fare una scelta fra le eccellenze dello stesso produttore come nel caso di Mantellassi che quest’anno si è aggiudicata il nostro riconoscimento alla miglior combo per il Morellino “Mago di O3” 2023 e il riserva “Sentinelle” 2021 (finito fra i primi 3 assoluti).

foto: PB ©

Nel “gotha” di quest’anno anche la nitida e assoluta eleganza del Morellino 2023 di Antonio Camillo e la sostanza di estrema bevibilità che abbiamo percepito nell’assaggio di “Giogo” 2023 di Terre dell’Etruria.

Altro Morellino che ci ha sopreso e piaciuto davvero tantissimo per completezza è stato il riserva “Torre del Moro” 2021 di Santa Lucia (la nostra menzione speciale).

Come anche per il Chianti (più sotto le considerazioni) non abbiamo la pretesa di dettare legge, sicuramente abbiamo la certezza che siano vini super di cui vi consigliamo l’assaggio e alcuni meriterebbero una recensione ben più valorizzante rispetto alla sintesi che, per esigenze redazionali, abbiamo proposto.

Ricordatevi che l’affinamento per qualche altro mese in bottiglia potrebbe sensibilmente migliorare il profilo di sensoriale dei vini presentati in anteprima. A voi la Super-12 Anteprima Morellino di Scansano su 3 blocchi di valutazione e, all’interno, ordinati per tipologia e ordine alfabetico aziendale. Alla fine, il riepilogo dei riconoscimenti alla qualità globale e della “critica” (menzione speciale).

foto: PB ©

Super-12
da Anteprima Morellino di Scansano DOCG 2024


Morellino di Scansano 2023
Antonio Camillo


Esordio inebriante di arancia, fiori chiari freschissimi e ciliegia con note di sfalcio. In bocca è coordinato in modo entusiasmante, saporito e senza macchia. Lungo con eleganza di assoluto riferimento. Entra nel nostro gotha di prepotenza.
Morellino di Scansano ‘Giogo’ 2023
Terre dell’Etruria


Ciliegia, violetta ed erbe aromatiche. Un sangiovese in purezza e puro di sostanza dosata con grande signorilità. Soddisfa con lunghezza al palato senza aggredire né stancare, un grandissimo pregio che riesce a pochi.
Morellino di Scansano riserva ‘Sentinelle’ 2021
Mantellassi


Inebria con note balsamiche, di gianduja e mirtillo. Appagante, saporito e corposo con eccellente lunghezza. Quando un vino è così completo, nessuno deve azzardarsi a definirlo troppo adulatore di palati. Sul podio.


Morellino di Scansano 2023
Morisfarms


Intensi fiori rossi, frutti di bosco e zest di pompelmo. E’ gustoso ed elegante, senza la minima pesantezza ti porta con gioviale sapidità al sorso successivo
Morellino di Scansano ‘Campomaccione’ 2023
Rocca delle Macie – Famiglia Zingarelli


Durone, ciclamino e intensi soffi minerali. Signorile sulle papille, una sostanza educata di ottimo estratto che non opprime e scorre fruttata nei secondi
Morellino di Scansano ‘San Felo’ 2023
San Felo


Amarena fresca su petali rossi e ricordi di cardamomo. Sa essere energico ma non opulente, un tannino ancora dominante e da ammansire ma la qualità, si sente sotto, è cinque stelle.
Morellino di Scansano riserva 2021
Alberto Motta


Ribes nero, noce moscata, liquirizia e glicine. Ha tanto sapore e tannini già sciolti, propulsione nei secondi di grande valore con finale dai ricordi di boero.
Morellino di Scansano riserva 2021
Fattoria Le Pupille


Mora in confettura, mirto, cacao e liquirizia; in bocca ha spessore e ampiezza con tannino di prospettiva e lunga propulsione fruttata. Un Morellino riserva assolutamente pregiato
Morellino di Scansano riserva ‘Torre del Moro’ 2021
Santa Lucia


Frutti di bosco, eucalipto, violetta e pizzico speziato: profumi che aprono a un sorso divertente e ricco; sulla lingua ancora tanta vena fresca e tannini da manuale. Morellino completo che merita una mezione speciale.


Morellino di Scansano ‘Roggiano (bio)’ 2023
Cantina Vignaioli Scansano


Sa di ciliegia, iris e fragoline. In bocca accarezza le papille con delicatezza. Un Morellino dosato, gustoso e bevibile con cui divertirsi adesso
Morellino di Scansano ‘Spiaggiole’ 2023
Poggio Maestrino


Fiori rossi ed erbe su cui pare adagiarsi prugna fresca e succosa. In bocca deve ancora plasmarsi ma si beve comunque con piacere e la sua sapidità fa invidia a molti.
Morellino di Scansano ‘Rosamante’ 2023
Val delle Rose


Mora gelée, giacinto e note ferrose. Intriga al naso ma anche in bocca per generosità. Sostanza e sapore che vanno lontano, con un briciolo di acidità in più sarebbe ancora più in alto.
foto: PB ©


Qualità globale: Mantellassi

Menzione speciale (critica): Santa Lucia

Lo storico riconoscimenti di SI.net negli ultimi 3 anni di Rosso Morellino

Qualità globale

Critica

foto: PB ©

La Super-24 di Chianti DOCG

Per quanto riguarda il Chianti, come sempre, il discorso è più intricato. E’ una denominazione che purtroppo fatica a farsi davvero riconoscere vista l’eterogeneità. Delle sette sottozone (Colli aretini, Colli fiorentini, Colli senesi, Colline pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina) almeno una parrebbe non veda l’ora di staccarsi per meglio marcare le sue peculiarità (e il Terrae Electae è un chiaro sintomo di insofferenza) e un paio sono arrivate alla presentazione con 8+6 produttori e 1 solo di essi (1 su 14) che si è degnato di produrre un Chianti con la propria sottozona specificata in etichetta (sotto l’infografica con la suddivisione delle categorie vino presentate) mentre gli altri 13 hanno preferito imbottigliare un “generico” Chianti DOCG.

Che dire? Le note positive arrivano dal gruppo di Montespertoli (che sta rifiorendo e puntando con qualità e freschezza comunicativa a scardinare i luoghi comuni), dai Colli fiorentini (che hanno in questi ultimi anni lavorato sul prodotto e fatto decisamente salire il loro livello medio), da (come sempre) Rùfina e da qualche produttore che, in giro per la Toscana, lavora bene ma così proprio bene che è un vero peccato vederlo limitato in questo universo dove c’è il tutto e il quasi contrario.

Visto l’anno corrente, abbiamo selezionato una Super-24, mettendo sul “podio” tre vini straordinari e lasciando gli altri 21 alla massima valutazione 5 stelle (qualcuno avrebbe forse meritato qualcosina di diverso ma troviamo inutile e ridicolo stare a disquisire sul punticino in più o in meno). In vetta: 3 prodotti di 3 tipologie diverse, da 3 annate diverse e da 3 province diverse.

Il Chianti Montespertoli riserva “Petriccio” 2021 di Fattoria Poggio Capponi (Montespertoli) ci ha entusiasmato per la sua signorilità e completezza mai stancanti. Assieme a lui, il Chianti superiore 2022 di Castello del Trebbio (Pontassieve) con la sua freschezza didascalica a contenere un ottimo estratto saporito. Altro fantastico vino il Chianti 2023 di Podere Pellicciano (San Miniato) dove un tannino naturalmente incisivo riesce a contestualizzarsi in un percorso gustativo lungo ed estremamente appagante.

A loro (come facciamo ogni anno) aggiungiamo, fuori dal podio, la menzione speciale “critica” che assegnamo virtualmente al Chianti riserva 2021 di Fattoria di Poggiopiano – Galardi (Fiesole) per la sua ricchezza gusto-olfattiva che non opprime ma che coinvolge con persistenza ritmata nei secondi. A voi la Super-24 Chianti DOCG in anteprima 2024 (minimo comun denominatore: eccellenza) e, alla fine, il riepilogo dei riconoscimenti della “critica” (menzione speciale).

foto: PB ©

Super-24
da Anteprima Chianti DOCG 2024


Con il prezioso contributo di
Stefania Fava


Chianti Montespertoli ris. ‘Petriccio’ 2021
Fattoria Poggio Capponi

Montespertoli (FI)

Estremamente elegante con arrivi olfattivi di iris, fragoline di bosco e scorza di arancia. Sulle papille è ricco e gustoso. I suoi tannini incidono ma con pulizia didascalica e la lunghezza dal finale speziato impressiona. Piccolo capolavoro.
Chianti sup. 2022
Castello del Trebbio

Pontassieve (FI)

Marasca e sanguinella, rosa rossa e chiodo di garofano che emergono da uno scintillante rubino. In bocca si slancia, fresco e territoriale, contiene l’alcol con maestria e sapidità, spingendo a lungo gli aromi floreali e di agrumi
Chianti 2023
Podere Pellicciano

San Miniato (PI)

Arriva con fiore intrigante e poi rilascia ciliegia e lampone maturo. Pulito al naso e deciso al sorso dove ancora il tannino morde ma con fattura esemplare. Lo svolgimento è espressivo dell’alta qualità, il finale è lungo e succoso di mora ed erbe aromatiche . Podere Pellicciano è ormai una garanzia, non ci sorprende più.
foto: PB ©


Chianti ‘Antiche vie’ 2023
Beconcini Winery

San Miniato (PI)

Giaggiolo, frutti di bosco e sfalcio. Ha freschezza davvero invitante e sapidità quasi piccante. Prototipo del vino bevibile di qualità
Chianti ‘La Boncia’ 2023
Bindi Sergardi

Monteriggioni (SI)

Brillante rubino pieno; immediata viola fresca e rosa, leggero sottobosco e felce. Entra suadente in bocca con un tannino che non lo serra e lo lascia proseguire su finale gradevolmente persistente di frutta.
Chianti ‘Pontormo’ 2023
Castelli del Grevepesa

San Casciano Val di Pesa (FI)

Violetta, amarena e kumquat con soffi di erbe che poi tornano anche in retro-olfazione. Ha tannino scalpitante da domare ma, sotto, c’è tanto frutto e l’acidità che serve per renderlo irresistibile
Chianti 2023
Castello di Poppiano – Conte Guicciardini

Montespertoli (FI)

Luminosissimo, ricorda nei profumi la rosa rossa e la confettura di visciole. Dà grinta al sorso con trama fenolica percettibile e una freschezza di assoluto pregio. Finale di glicine e susina.
Chianti 2023
Fattoria Casalbosco

Santomato (PT)

Attacco al naso intenso di ciliegia marasca, felce e erbe mediterranee. Al palato è davvero piacevole con un tannino ben fatto e ottima persistenza.
Chianti 2023
Fattoria La Leccia

Montespertoli (FI)

Violetta, ciliegia e melograno. Entra fresco e gustoso, con tannino promettente e vibrante con già lunghezza di pregio. Giovane campioncino
Chianti ‘Puro’ 2023
Fattoria lavacchio

Pontassieve (FI)

Quanta frutta variegata! Mirtillo fresco, lamponi maturi e caramella al mandarino. Esalta la sua pulizia tattile e quel sapido finale piccante con ritorni floreali. Molto, molto divertente
Chianti ‘Biskero’ 2023
Salcheto

Montepulciano (SI)

Intrigante di orchidea e malva al naso, in bocca è concreto e deciso senza fronzoli. Libera frutta scura con corpo non banale e finale di eccellente sapidità con ritorni erbacei e floreali
Chianti Colli aretini 2023
Mannucci Droandi

Montevarchi (AR)

Trama scura, esordio olfattivo di amarena e sottobosco, petali di viola ed erbe. Vino concentrato, forte e generoso, espressione tipica della sua terra e di prospettiva
Chianti Colli fiorentini ‘Sorrettole’ 2022
La Querce

Impruneta (FI)

Rosa canina, lampone e ribes nero. In bocca ha sostanza ma resta su toni mansueti. Piacevolmente bevibile, di nobile freschezza e tannino solido e di sostegno. Buonissima lunghezza, ci siamo!
Chianti Colli fiorentini ris. ‘San Giovanni Novantasette’ 2021
Fattoria San Michele a Torri

Scandicci (FI)

Ciliegia, violetta e pepe rosa: sa conquistarti da subito e in bocca fa benissimo il suo dovere: bilanciato e gustoso dal finale gradevolmente persistente di cassis
Chianti Colli fiorentini ris. 2021
Marzocco di Poppiano

Montespertoli (FI)

Rosa, ribes rosso e frutta fresca, su cui incidono benissimo la speziatura piccante e una sfumatura balsamica davvero molto piacevole. Assaggio vibrante e dinamico che termina davvero lungo con coerenza sensoriale.
Chianti Colli senesi ‘Borgo alla terra’ 2023
Geografico

Casole diElsa (SI)

Confettura di fragole, mora gelée e tanti fiori. Concentrato ed equilibrato al palato, l’alcol rimane sotto, il suo sapore scorre nei secondi con espressività e tannini perfettamente dosati
Chianti Montalbano 2023
Tenuta di Artimino

Carmignano (PO)

Attacco dolce di ciliegia e ribes rosso, poi viola e finale di menta. Fresco e deciso al sorso, di pregevole persistenza.
Chianti Montespertoli 2022
Castello Sonnino

Montespertoli (FI)

Espressione della tradizione generosa: frutta rossa, pansé ed erbe officinali. In bocca ha la perfetta dose di succo che bilancia un alcol contenuto. Tannino magistrale con finale balsamico. Chianti vero e parecchio buono
Chianti Rufina ‘La fuga’ 2022
Borgo Macereto

Dicomano (FI)

Mora e viola fresca poi incenso e speziatura di pepe. Sorso dinamico e succoso con durezze stimolanti e divertente finale agrumato.
Chianti Rufina ‘Governo all’uso Toscano’ 2022
Villa Travignoli

Pelago (FI)

In attacco una nota fumè molto piacevole, poi mora fresca e chiusura balsamica. In bocca ha gradevolezza tattile e dinamismo, invita al nuovo sorso con un finale salato.
Chianti Rufina ris. ‘Del Don’ 2021
Colognole

Pontassieve (FI)

Luminossisimo rubino, profuma di amarena e arancia rossa, poi leggero sottobosco e di respiro finale mentolato. Entra con giusto corpo con ritorno ancora distintamente fruttato, persistente.
Chianti sup. 2022
Villa Saletta

Palaia (PI)

Trama cromatica rosso profondo, in avvio è fiordaliso e cacao poi escono i suoi frutti che conducono il percorso aromatico anche in bocca. Tannini da sciogliersi ma impressiona la sua persistenza di fiori e trinciato.
Chianti ris 2021
Castello di Oliveto

Castelfiorentino (FI)

Accattivante rosso rubino con un accenno di sfumatura granata, molto luminoso. Sentori ben scanditi di sottobosco, petalo di rosa in appassimento e cioccolato. Gusto sapido, tannino integrato e ben fatto.
Chianti ris 2021
Fattoria di Poggiopiano – Galardi

Fiesole (FI)

Naso completo e vario, apre con una viola appassita, poi arancia rossa, pepe nero e soffio balsamico. Sorso ben ritmato anche grazie ad un tannino precisissimo, non invadente e di sostegno perfetto al suo sapore persistente.
foto: PB ©


Menzione speciale (critica): Fattoria di Poggiopiano – Galardi

Lo storico riconoscimenti di SI.net negli ultimi 3 anni di Chianti Lovers

Critica



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fonte: Uff. Stampa Consorzio Tutela Morellino di Scansano – Consorzio Vino Chianti
foto: Paolo Bini © spiritoitaliano.net © 2020-2024