L’Accademia ha aperto a Roma il 77° A.A.

Inizia il 77° Anno per l’Accademia Italiana della Vite e del Vino con Piero Mastroberardino e le proposte per affrontare il futuro.


L’ Accademia italiana della Vite e del Vino ha inaugurato il suo 77° Anno Accademico a Roma, negli spazi evocativi di Palazzo Valentini.


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Per chi non lo ricordasse, ci teniamo prima di tutto a sottolineare il ruolo dell’Accademia: uno storico ente che funge da custode della cultura e del progresso scientifico e che rappresenta la massima espressione delle competenze nel settore vitivinicolo nazionale, riunendo un corpo accademico d’eccellenza composto da docenti, ricercatori, imprenditori e divulgatori.

L’operato del’AIVV si fonda su tre capisaldi principali:

  • La divulgazione scientifica: ha prodotto oltre 2.000 relazioni tecniche e numerosi volumi (inclusi gli Atti accademici e monografie storiche).
  • La rilevanza istituzionale: è collegata direttamente ai Ministeri dei Beni Culturali e dell’Agricoltura.
  • L’attività internazionale: vanta una lunga storia con oltre 300 tornate accademiche organizzate sia in Italia che all’estero.
Apertura 77° AA Accademia italiana della Vite e del Vino AIVV
courtesy Uff stampa AIVV

L’apertura del nuovo anno ha segnato anche l’ingresso di 42 nuovi accademici e non è stato certamente solo un momento istituzionale, ma anche – e come al solito – un’occasione di analisi tecnica su una filiera che attraversa una fase di profonda mutazione.

L’attività per il 2026 si preannuncia densa di impegni operativi: dalla nascita di una nuova rivista semestrale al supporto alla formazione, l’organizzazione di tornate istituzionali fino all’istituzione di borse di studio mirate, come la EnoHobby Sicilia.

Il Presidente dell’Accademia, Rosario Di Lorenzo, ha tracciato la rotta sottolineando come l’ente intenda proseguire nel suo ruolo di ponte tra ricerca e tutela:

«L’Accademia ha contribuito e continuerà a farlo, al progresso della viticoltura e dell’enologia, occupandosi della valorizzazione e tutela delle produzioni […] della tutela dell’ambiente, del territorio e della salute del consumatore».

In un’epoca di sovraccarico informativo, l’obiettivo dichiarato è prevalentemente quello di «diffondere le conoscenze scientifiche e promuovere i valori culturali del vino», sottraendo il comparto a narrazioni approssimative – e Dio solo sa quante se ne incontrano ogni giorno [ndr] –

Apertura 77° AA Accademia italiana della Vite e del Vino AIVV
courtesy Uff stampa AIVV

Il cuore tecnico della giornata è stato affidato alla prolusione di Piero Mastroberardino, Presidente dell’Istituto Grandi Marchi, focalizzata sulla gestione del cambiamento. L’analisi si è mossa lungo il confine sottile tra crisi passeggere e mutamenti strutturali. «L’obiettivo è distinguere tra fattori congiunturali e strutturali”, ha spiegato Mastroberardino, citando le tensioni geopolitiche e l’inflazione come pesi che gravano sul potere d’acquisto globale, ma identificando nel rapporto tra vino e società la sfida più complessa.

Le campagne salutistiche e il cambiamento climatico stanno infatti imponendo una revisione dei modelli produttivi e comunicativi. Per rispondere a quella che appare come una «maturità declinante» del settore, la ricetta proposta non è la difesa dello status quo, ma una rigenerazione basata su «una nuova promozione della cultura d’impresa, un approccio consapevole ai mercati di consumo e lo sviluppo di una nuova narrazione pubblica».

Il rilancio della domanda, secondo l’analisi presentata a Palazzo Valentini, passerà inevitabilmente da una partnership più stretta tra associazioni di filiera e istituzioni. Solo un’azione coordinata potrà «superando l’inerzia degli ultimi anni», trasformanre la crisi attuale in un’opportunità di innovazione per la viticoltura italiana.

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photo: M. Amber

Buon nuovo anno e buon lavoro all’Accademia da Spirito Italiano.

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fonte: Uff stampa AIVV
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