La storia, il lavoro, l’attualità del settore spirits: videointerviste ai protagonisti dal 58° Vinitaly. Oggi con Roner distillerie
LO STATO DEGLI SPIRITS
Oggi più che mai, saper raccontare un distillato non significa solo descriverne il profilo organolettico o la tecnica di produzione, ma significa immergersi in una narrazione che intreccia storia, sociologia, economia ed edonismo.
[si legge, più o meno, in 3 minuti e si guarda in: 7.43 minuti]]
In un’epoca di rapidi mutamenti, dove le abitudini dei consumatori evolvono e i mercati globali sfidano le tradizioni secolari, per noi di Spirito Italiano diventa fondamentale – ancora una volta e ancor più – farsi portavoce della cultura del bere consapevole, che riteniamo l’unica strada per salvaguardare appassionati e produttori.

Lo Stato degli Spirits, dal 58° Vinitaly
Proseguiamo senza sosta le videointerviste di “Lo Stato degli Spirits”, il format che traccia una mappatura del settore attraverso le voci di 11 importanti realtà della distillazione italiana. Abbiamo voluto incontrarle e intervistarle direttamente a Vinitaly, per ricevere a caldo e di getto le impressioni su questa fase delicata del consumo, ma comunque ricca di opportunità.
Per Spirito Italiano, esplorare lo “stato dell’arte” dei distillati significa quindi dare voce a quelle realtà che fondono DNA familiare e visione globale in un mercato che si evolve e che richiede sempre più bevande di valore edonistico e identitario.
Il format ci accompagnerà per qualche settimana ricordandoci di una fiera che non è stata solo vino. Una breve presentazione aziendale, lo “stato delle cose” visto da chi è quotidianamente “in trincea” e poi le proposte verso i consumatori, i divulgatori e le istituzioni per far resistere e crescere il settore, in Italia e all’estero.
In chiusura delle nostre interviste non mancherà mai un brindisi perché, in fin dei conti, i valori della condivisione e della convivialità sono quelli su cui si basa tutto il resto.

Non il solito reel da 1 minuto, o la classica slideshow con i prodotti (roba che potete ormai trovare ovunque la cerchiate). Abbiamo voluto dare priorità al lavoro, all’attività, all’eccellenza che l’Italia sa proporre nel mondo.
Se non avete tempo oggi, salvate il link e tornate con comodo. La qualità video è ottima seppur non straordinaria, ma è la qualità divulgativa che, immaginiamo, possa fare la differenza per chi non si reputa un/una semplice “scroller” ma un/una appassionato/a vero/a.

Roner
Fra i nomi che, nell’albo d’oro della distillazione nazionale, evocano il concetto stesso di eccellenza internazionale, c’è senza discussione Roner.
Allo stand della distilleria altoatesina abbiamo incontrato Karin Roner, A.D. ed esponente della terza generazione di una famiglia che ha trasformato i profumi di Termeno in un patrimonio liquido globale. Al suo fianco, una certezza per il futuro: i primi passi della quarta generazione, già integrata nei processi aziendali.
Una famiglia nella tradizione altoatesina
La storia di Roner comincia nel 1946, grazie all’intuizione del fondatore, il nonno di Karin. Da allora, l’asse portante dell’azienda è rimasto immutato: una straordinaria dote genetica legata al palato e una passione quasi scientifica nell’estrapolare dai frutti e dalle vinacce le componenti aromatiche più pure:
«Da quasi vent’anni la terza generazione guida l’azienda, ma la gioia più grande è poter dire che la quarta generazione è ufficialmente entrata nel nostro mondo, pronta a portare avanti questa tradizione».

La risposta ai e dai mercati
In un momento storico in cui i mercati globali mostrano segnali di stallo, dalla nostra videointervista è emersa la consapevolezza di una solida diversificazione geografica e della flessibilità produttiva.
- La bilancia dei mercati:
con circa il 55% del fatturato destinato all’export, la distilleria compensa le fluttuazioni dei singoli mercati. Quando il mercato nazionale rallenta, l’estero spinge, e viceversa. - Versatilità produttiva:
i prodotti di vent’anni fa oggi non funzionano più. Il consumatore moderno beve meno, ma esige una qualità nettamente superiore, premiando referenze fino a pochi anni fa impensabili. - Nuove frontiere:
La mossa d’avanguardia del post-Covid firmata Roner è stato l’investimento strategico nel segmento dell’analcolico.

Ci ha confessato Karin Roner: «Quando abbiamo deciso di investire sul no-alcohol subito dopo la pandemia, in pochi ci credevano, eppure, anno dopo anno, quella che era partita come una piccolissima nicchia sta diventando un segmento sempre più strutturato e importante».
Produrre analcolici d’alta gamma per chi possiede un DNA distillatorio è una sfida complessa ed estremamente impegnativa. Senza il supporto dell’alcol – che storicamente fissa i profumi e dona carattere – i maestri distillatori hanno dovuto reinventare i protocolli di estrazione per restituire al calice la medesima complessità sensoriale attraverso lunghe sperimentazioni.
Ma… «L’alcol non è il diavolo»
Sollecitata sulla dialettica tra produttori e media di fronte alle crescenti pressioni salutistiche, Karin Roner lancia una riflessione profonda:
«La sensazione è che oggi la comunicazione generalista remi contro l’alcol. La salute viene prima di tutto, e il consumatore oggi è più colto: vuole conoscere i metodi di invecchiamento e la provenienza. Tuttavia, se consumato con profonda consapevolezza, l’alcol non è il diavolo: dietro una bottiglia ci sono territorio, storia e tradizione»

I riconoscimenti
L’intervista si è suggellata con l’assaggio della referenza che ha iscritto il marchio nell’albo d’oro mondiale: la Grappa di Gewürztraminer riserva. Prodotta a Termeno, questa grappa nasce dalle vinacce più saporite del territorio, per poi riposare alcuni anni in botti di rovere.
Al nostro assaggio si è rivelata di un bilanciamento magistrale: il legno delle botti apporta complessità senza mai coprire la naturale speziatura e l’esuberanza aromatica del vitigno d’origine. Un rigore tecnico che le è valso il titolo di “Miglior Grappa del mondo” al World Grappa awards 2025, confermando che la via della qualità assoluta tracciata nel 1946 resta la rotta vincente anche ottant’anni dopo.
Il video
Guardatevi questi 9 minuti dello Stato degli Spirits con Karin Roner, capirete cosa vuol dire l’eccellenza che arriva dalla massima cura del dettaglio.
In quanto a noi…
Noi continueremo a sostenere questo settore, con passione e deontologica sincerità, nei momenti sereni e – speriamo mai – in quelli più difficili, con apprezzamenti e con critiche se necessario. Tutto sarà però sempre mirato a valorizzare prodotto, produttori e bandiera.
Lo Stato degli Spirits vi dà appuntamento a fra qualche giorno… Seguiteci e aiutateci.
Guarda gli altri episodi di “Lo Stato degli spirits“
foto: Paolo Bini ©
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