di Barbara Massai
Dalla Collection, i nostri “Super” di Radda, Panzano, San Casciano e Vagliagli. E qualcosa sull’olio DOP…
Torniamo sulla Chianti Classico Collection 2026. Di ciò che è stata la kermesse di Firenze ne abbiamo ampiamente raccontato nel nostro primo articolo e non ci ritorneremo ovviamente sopra se non in quegli aspetti essenziali e in maniera sintetica.
[si legge, più o meno, in: 6 minuti]
La Collection del Gallo nero in anteprima è sempre un’esperienza molto intensa: centinaia di etichette da degustare e annate da comparare (leggi la valutazione delle ultime annate).
Nella scorsa edizione si sono presentate 223 aziende, un numero record, con 680 vini in degustazione che ha fatto concentrare la nostra attenzione sulle sfumature pedoclimatiche che rendono, poi, unico ogni sorso.

Come già annunciato, quello di oggi precede un ultimo contributo che arriverà fra pochi giorni a completamento di un lavoro capillare che abbiamo ritenuto essenziale per dare il meritato valore a una fra le Denominazioni più importanti d’Italia e al suo Consorzio di tutela, ente secolare e più antico d’Italia, che organizza questo suo evento senza eguali per struttura e adesione.
Prima di scendere nei dettagli sul vino e raccontare qualcosa sulle unità Radda, Panzano, San Casciano e Vagliagli (compresi i nostri migliori assaggi inseriti nella Super-50 globale), vogliamo precisare che Chianti Classico è bevanda alcolica ma non solo.

Olio DOP
[non mi interessa, vai subito alla Super-50 vini]
Ormai non più semplice comparsa ma attore di primo piano, l’Olio Chianti Classico DOP ha condiviso il palcoscenico con il vino, confermandosi un pilastro fondamentale dell’identità del territorio. Sebbene i riflettori siano spesso sui calici, l’anteprima dell’oro verde ha rivelato dati estremamente positivi per la produzione legata alla raccolta 2025 che si è rivelata eccellente dal punto di vista qualitativo, un profilo aromatico intenso, con le classiche note di erba tagliata e carciofo.
L’assaggio dei campioni ha rivelato un ottimo equilibrio tra l’amaro e il piccante, segnali distintivi di un’alta concentrazione di polifenoli e di una gestione agronomica impeccabile, sottolineando il ruolo cruciale delle cultivar tradizionali (Frantoio, Correggiolo, Moraiolo e Leccino) nel mantenere lo standard qualitativo elevato richiesto dal disciplinare.
Dopo alcune annate difficili, i numeri presentati dal Consorzio a margine dell’evento sono stati rassicuranti e, nonostante le sfide climatiche globali, il territorio del Chianti Classico pare aver reagito bene, garantendo una quantità di prodotto sufficiente a soddisfare sia il mercato interno che l’export.
Gli ultimi 15 anni dell’olio EVO Chianti Classico DOP
| Anno | Imbottigliato (litri) |
|---|---|
| 2025 (al 21/01/26) | 48.719 |
| 2024 | 88.846 |
| 2023 | 56.769 |
| 2022 | 80.331 |
| 2021 | 64.792 |
| 2020 | 115.316 |
| 2019 | 63.437 |
| 2018 | 123.714 |
| 2017 | 96.515 |
| 2016 | 91.651 |
| 2015 | 50.934 |
| 2014 | 117.635 |
| 2013 | 111.413 |
| 2012 | 126.516 |
| 2011 | 137.169 |
dati: Chianti Classico

Nella stagione invernale appena terminata, si sono spesso succedute giornate che hanno registrato temperature minime tra 0°C e meno 6°C. Un fattore molto positivo per la prossima annata produttiva, visto che il freddo in questa fase dell’anno elimina gran parte dei parassiti dell’olivo.
Un tema forte della Collection 2026 è stato infine il valore salutistico dell’olio DOP. Gli esperti hanno ribadito come l’olio del Chianti Classico non sia solo un condimento, ma un alimento “ultra premium” con proprietà nutraceutiche superiori, grazie alla ricchezza di antiossidanti naturali tipici di questo terroir.
In sintesi, se il vino ha celebrato le differenze tra le UGA, l’olio ha ribadito una compattezza qualitativa invidiabile su tutta la denominazione, presentandosi come un’annata da ricordare per equilibrio e finezza.
Il Gallo nero nel calice
Uno degli aspetti più interessanti della Chianti Classico Collection è la possibilità di degustare più millesimi in parallelo, soprattutto nelle categorie Riserva e Gran Selezione, dove tempi maggiori di maturazione e affinamento consentono una lettura più completa dei vari trend della denominazione.
Quanto sopra, senza dimenticare che se negli ultimi anni il Chianti Classico sta diventando sempre più leggibile, gran parte del merito va anche al lavoro sulle Unità Geografiche Aggiuntive, introdotte per codificare e valorizzare le differenze tra le varie aree della denominazione.

Come facciamo la nostra selezione
Era un panel a 7 quello dedicato da Spirito Italiano per gli assaggi in area stampa. Al tavolo con me, nella due giorni di Firenze, anche i colleghi Emiliano Bogani, Marco Mancini, Simona Orlandi, Luisa Tolomei, Mari Bertini e Simone Mecca. Una collaborazione costruttiva, piacevole, con confronti determinanti per il risultato finale che vedrete sotto e negli altri 2 articoli dedicati dalla nostra testata.
Come sapete, abbiamo nuovamente optato per una Super-50, un’ampia selezione di vini di ogni tipologia e provenienti da diverse UGA, con unità territoriali maggiormente rappresentate non solo per qualità ma anche per numero di produttori e campioni in assaggio.
Tra centinaia di campioni provenienti dalle diverse zone del territorio, abbiamo scelto quelli che a nostro avviso raccontano al meglio lo stato attuale del Gallo nero. Non si tratta di una classifica assoluta. Piuttosto, è una mappa di eccellenze che attraversa Annata, Riserva e Gran Selezione, mettendo in luce territori, stili e interpretazioni diverse.
In elenco ci sarà, come sempre, un solo rappresentante per azienda. Escludere alcune eccellenze dello stesso produttore ci ha messo in sincera difficoltà, ma crediamo soprattutto nel valore del gruppo oltre che in quello dei singoli. Un piccolo peccato di cui, quindi, ci auto-perdoniamo a priori.
Una cosa però rimane certa: lavoriamo con piena libertà di giudizio e senza alcuna forma di condizionamento, con un unico obbligo – quello di rispettare il lavoro di tutti. Ce lo chiede la nostra deontologia, ce lo impone il nostro stile.

Tre articoli sulla Collection e i migliori Chianti Classico
Dopo il primo contributo dedicato alla descrizione generale dell’evento e alle prime recensioni dei vini degustati, oggi l’integrazione con le etichette che più ci hanno convinto da altre 4 UGA. A breve, sarà poi pubblicato un ultimo approfondimento.
Abbiamo già svelato:
- una selezione della Super-50 Chianti Classico provenienti dalle UGA Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve e Montefioralle;
- i nostri 3 Chianti Classico più convincenti in assoluto per tipologia (rileggi i 3 CC “clamorosi”)
Nel prossimo e ultimo articolo:
- una selezione della Super-50 Chianti Classico provenienti dalle UGA Castellina, Lamole e San Donato in Poggio;
- l’azienda “top” in assoluto per la miglior combinazione di qualità a CCC2026;
- il vino che ha meritato una Menzione speciale pur non entrando tra i primissimi;
Oggi vi sveliamo:
- La selezione di 21 Chianti Classico provenienti dalle UGA Radda, Panzano, San Casciano e Vagliagli facenti parte della Super-50 globale

Letture territoriali: UGA a confronto e selezione vini
Queste le UGA trattate oggi:
Panzano
Nel cuore del Chianti Classico, situata nel Comune di Greve (FI) ma UGA autonoma, conferma l’indipendenza che ha visto scelte all’avanguardia sin da decenni fa, come la conversione al biologico che se oggi è quasi la normalità, all’epoca prevedeva una buona dose di lungimiranza.
I vigneti occupano circa il 21,9% del totale dell’area piantati su suoli che, a parte alcune zone associate al Macigno e all’Alberese, sono prevalentemente caratterizzati da Pietraforte, Formazione di Sillano e Argilliti scistose.
Nonostante la più alta densità vitata della Denominazione, mantiene una grande coltura boschiva e alternativa alla vigna, vantando una invidiabile biodiversità. L’area, a Sud della Conca d’Oro, vede Gran Selezione che esprimono eleganza a volte un po’ vigorosa, frutto vivace e tannino elegante e affilato.
Radda
Situata all’interno dei confini del comune di Radda in Chianti (SI), può essere considerata un vero e proprio spartiacque all’interno della denominazione. Correndo lungo il crinale montuoso della Strada Regionale 429, questa area geografica separa due diversi bacini idrografici: a nord si trova infatti il bacino del torrente Pesa e a sud quello del torrente Arbia, che in passato erano entrambi classificati come fiumi ma che oggi non lo sono più.
Assieme a Gaiole, è l’Unità che vanta la maggiore presenza di boschi, con ben 6.100 ettari in totale (il 75,8% dell’intera area). I suoli ricchi di galestro, le altitudini elevate e il clima particolarmente fresco, principalmente a causa della vicinanza ai Monti del Chianti, donano ai vini di Radda un’acidità vibrante e una trama tannica ben scolpita con note aromatiche floreali e balsamiche che si affinano nel tempo.
San Casciano
In provincia di Firenze, ha una storia antichissima che risale all’epoca degli Etruschi. Il suo territorio può essere definito come un vasto altopiano alluvionale, che presenta numerose vallate e la cui parte sommitale è circa a 300 metri sul livello del mare.
L’Unità copre un territorio di 9.100 ettari con poco più di 1.500 ettari vitati (circa il 17,1% del totale) e nella zona più meridionale, al confine con le UGA San Donato in Poggio e Montefioralle, il paesaggio diventa più montuoso.
I vini di San Casciano risultano solitamente accessibili e avvolgenti, esprimendosi con frutto maturo e struttura morbida, una combinazione di fattori che li rende particolarmente godibili fin dalla giovinezza. Per la particolare mitezza del suo clima, l’area di San Casciano è perfetta anche per la crescita dell’olivo, coltivato qui in abbondanza.
Vagliagli
La zona sud-ovest della Denominazione vede Vagliagli, UGA peculiare in quanto le aziende di questo territorio hanno potuto scegliere se farne parte, o se affiliarsi alla confinante UGA comunale di Castelnuovo Berardenga (SI).
Ha una superficie totale di 6.090 ettari, di cui 1.080 adibiti a vigneti (il 17,7%). Una larga parte è coperta da boschi, che occupano circa la metà del territorio.
La sua porzione settentrionale è principalmente associata alla formazione del Macigno, con altitudini che regolarmente superano i 400 metri, arrivando in alcuni casi a superare i 500 metri vicino al borgo di Vagliagli. Nella zona più meridionale, le altitudini scendono spesso al di sotto dei 300 metri, e la formazione geologica predominante consiste nelle sabbie e conglomerati marini.

Prima delle recensioni
Radda e Panzano hanno confermato il trend che vede i vini di altura eccellere per freschezza e verticalità, profumi fruttati nitidi, tipici di un terroir che esalta l’eleganza del Sangiovese anche nelle annate più calde. L’equilibrio tra potenza estrattiva e sapidità è stato il tratto distintivo dei migliori assaggi.
La zona di San Casciano ha presentato vini caratterizzati da una maggiore immediatezza e rotondità, espresse con note di frutta rossa e tannini più morbidi rispetto alle zone centrali o meridionali della denominazione.
Infine Vagliagli, si è distinta per vini che hanno saputo coniugare la ricchezza solare del sud alla tensione minerale da suoli più marnosi e calcarei. Una delle zone più interessanti da scoprire che ci ha mostrato una personalità propria e meno “muscolare” rispetto alla vicina Castelnuovo.
Non c’è ormai alcun dubbio sul fatto che il Chianti Classico – almeno per le Unità di oggi – sia un mosaico dove la quota (Radda), l’esposizione (Panzano), la gentilezza dei suoli (San Casciano) e la riscoperta di sottozone storiche (Vagliagli) ne definiscono eterogeneità e peculiarità.
Descrizioni forzatamente sintetiche, ecco la nostra Super-50 #CCC26 (seconda parte)

Super-50 da Chianti Classico Collection 2026
21 Chianti Classico top da: Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve e Montefioralle
Le UGA fra parentesi valgono solo per i Gran Selezione, per gli “annata” e i Riserva sono indicative
![]() |
In ordine di tipologia, di gioventù e poi alfabetico
| Chianti Classico DOCG 2024 Cigliano di Sopra (San Casciano) Rubino scarico e luminoso. Intensi ricordi di durone di Vignola e lampone introducono a violetta, arancia sanguinella, timo, eucalipto, sciroppo alla fragola. Piacevole, fresco e saporito, tannino ben integrato e fruttato, in una scia persistente di caramella agli agrumi. |
| Chianti Classico DOCG 2024 Il Molino di Grace (Panzano) Rubino dai riflessi carminio, di media fittezza. Al naso si presenta con profumi di ciliegia e susina Santa Rosa fresche, pesca e arancia sanguinella, poi rosa, timo, santoreggia. Al sorso la viva freschezza e il dinamico tannino delineano una struttura avvolgente dalla buona persistenza e dal finale agrumato, con tutte le caratteristiche per una lunga serbevolezza. |
| Chianti Classico DOCG Montesecondo 2024 Monteraponi (Radda) Nel bicchiere rosso granato carico e vivace, brillante e invitante. Naso intenso e articolato: mora, prugna e ciliegia emergono con immediatezza, mentre violetta e rosa aggiungono delicatezza ed eleganza; sullo sfondo si percepiscono aromi di macchia mediterranea e pino mugo che donano profondità e freschezza. In bocca il sorso è succoso, vibrante e avvolgente, con frutto maturo e una sottile componente agrumata che ne accende la freschezza; il tannino, energico ma ancora in evoluzione, avvolge il palato con armonia e struttura. Il finale è lungo e persistente, attraversato da un elegante lampo agrumato di kumquat che ne esalta carattere, equilibrio e longevità, lasciando una scia di vitalità e piacere. Nessun 2024 ci è parso al suo livello. |
| Chianti Classico DOCG 2023 Istine (Radda) Alla vista carminio luminoso e brillante, di media fittezza. Al naso è fine e ben stratificato: si apre su violetta e roselline, evolve verso ciliegia e prugna, quindi sciroppo di ribes e una trama aromatica di melissa, santoreggia ed eucalipto. In bocca è fresco e pieno, dal sorso dinamico e armonico; il tannino è ben integrato, di grana fruttata. Il finale è persistente, leggiadro e agrumato, con richiami di arancia sanguinella che donano slancio e una sensazione di piacevole allegria. |
| Chianti Classico DOCG Forcole 2023 Tenuta degli Dei (Panzano) Carminio luminoso e traguardabile. Profumi di fragola, susina e ciliegia croccanti introducono a refoli violetta fresca, santoreggia, mirto e note di eucalipto. La bocca è fresca, il nobile tannino in evoluzione arricchisce la struttura e la persistenza di ricordi fruttati e agrumati, con una piacevole sapidità nel finale |
| Chianti Classico DOCG 2023 Tenuta di Carleone (Radda) Carminio trasparente e luminoso. Naso ampio, intenso e di notevole precisione, scandito da ciliegia amara, ribes rosso e mora di rovo; seguono violetta mammola e fini sensazioni cipriate. La componente aromatica si completa con santoreggia, zucchero a velo e una netta trama balsamica di menta, pino ed eucalipto, incastonata in un profilo di macchia mediterranea ben definito. Il sorso è avvolgente e vellutato, di struttura piena ma misurata, saporito e coerentemente fruttato. Tannino elegante, di grana fine e perfettamente integrato. Chiusura lunga e persistente, di grande equilibrio, che conferma profondità espressiva e livello qualitativo elevato. Il migliore annata 2023 assaggiato. |
| Chianti Classico DOCG 2023 Vallepicciola (Vagliagli) Carminio vivido. Esuberanti fragranze di ciliegia, rosa e viola, introducono ricordi di pino salvia e rosmarino, sottobosco e macchia mediterranea. Al palato sprigiona eleganti sensazioni di freschezza impreziosita dai ritorni di frutti rossi a agrume, completati dal tannino vellutato |
| Chianti Classico DOCG 2022 Le Cinciole (Panzano) Carminio pieno e vivace. Macedonia di ciliegia, susina e arancia, quindi rosa rossa, violetta mammola, sciroppo di lampone, mentuccia e timo. Piacevole al sorso, fresco e saporoso, tannino agrumato in evoluzione, persistente con finale di tamarindo: incantatore. |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2023 Castello di Volpaia (Radda) Carminio di media trasparenza, vivido e brillante, con riflessi rubino che catturano la luce. All’olfatto si rivela un bouquet intrigante e stratificato: il cioccolato fondente e la menta fresca si intrecciano con la succosa ciliegia, mentre sottili sentori di sottobosco e mirto aggiungono profondità; un accento delicato di chinotto completa il quadro aromatico, conferendo freschezza e tensione. In bocca il sorso è pieno, saporito e avvolgente: la fragola matura e il cacao si fondono armoniosamente, il tannino è impercettibile, quasi vellutato e fruttato, e l’alcol accompagna con naturale equilibrio senza sovrastare. Il finale è lungo e giocoso, attraversato da un elegante tocco agrumato di arancia sanguinella, che regala freschezza, leggerezza e un invito irresistibile a un nuovo sorso |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2023 Monte Bernardi (Panzano) Carminio vivo dai riflessi granato. Naso intenso di ciliegia, lampone, confettura di fragola, arancia sanguinella, rosa e viola, tè verde, macchia mediterranea. Lo sviluppo gusto-olfattivo è fruttato e saporito, persistente. Il tannino agrumato è in evoluzione. Immediato e beverino. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Borromeo 2022 Cantina Poggio Borgoni (San Casciano) Carminio con sfumature granato sul bordo. Tipici sbuffi di sciroppo di marasca, arancia sanguinella, viola in appassimento, menta piperita, muschio, erbe di montagna e chiodi di garofano. Beva dinamica con spinta fresco-tannica, ottimo allungo e riverberi coerentemente fruttati. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Caparsino 2022 Caparsa (Radda) Alla vista rubino luminoso e brillante, invitante. Al naso emerge un intreccio vibrante di mirtillo, fragola e ciliegia amarasca, sfiorato da violetta e timo, con delicate note fumé di torba, erbe officinali e un lampo agrumato di kumquat che accende la freschezza. In bocca il sorso è saporito, fresco ed elegante: il frutto rosso esplode con vivacità, mentre il tannino, setoso e fruttato, avvolge la struttura con naturalezza. Il finale è lungo e armonioso, sostenuto dal ribes rosso, lasciando una scia di raffinatezza, slancio e gioiosa energia, che invita a lasciarsi avvolgere nuovamente dal vino. Un riserva straordinario, probabilmente il migliore in questa lista. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Novecento 2022 Dievole (Vagliagli) Splendente carminio. Corredo olfattivo concentrato di amarena, fragole in confettura, violetta, eucalipto, macchia mediterranea, tabacco dolce e cioccolato al latte. Vigoria e sapidità caratterizzano l’intero percorso gustativo perfezionato dal tannino fruttato, in un finale persistente e agrumato |
| Chianti Classico Riserva DOCG M 2022 Tenuta La Poggiona (San Casciano) Da una colorazione carminio di media fittezza emergono intensi profumi di confettura di ciliegia, glicine, alloro, incenso, corteccia, ginepro e china. Sorso equilibrato e profondo, con viva freschezza e tannini setosi. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG San Lazzaro 2022 Fattoria di Valiano (Vagliagli) Colore carminio con delicati riflessi granato. Deciso il ventaglio aromatico di boero, fragola in confettura, ciliegia sotto spirito, mirto, rosa, timo e carcadè. Conquista al palato con progressione fresca e tannica in un finale raffinato e gustoso che sfuma su note di cacao e arancia tarocco. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Pastrolo 2022 Fontodi (Panzano) Carminio dai riflessi rubino, luminoso e di media fittezza. Bouquet intenso di amarena e ribes rosso in confettura, viola appassita, caramella al tamarindo, erbe aromatiche, genziana, macchia mediterranea, eucalipto e cioccolato al latte. Saporosa in ingresso, la persistente struttura è supportata e trasportata dalla viva freschezza e dal tannino fruttato di ciliegia, con un piacevolissimo finale agrumato. Una signorilità che invita alla beva. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Basilica Solatio 2021 Cafaggio (Panzano) Carminio con riflessi granato, di buona trasparenza e vivacità. Ciliegia in confettura, prugna, mora, rosa e peonia, muschio, cannella, rosmarino, cacao e note vanigliate. Il sorso è fresco, ricco di estratto e persistente, il tannino signorile è integrato e fruttato di amarena, il finale agrumato di arancia sanguinella. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Alberello 2021 Fattoria di Montemaggio (Radda) Carminio dai riflessi granato, di trama fitta e luminoso. Al naso si percepisce amarena sotto spirito e confettura di ribes rosso, accompagnate da note di macchia mediterranea, cacao e cannella, in un bouquet intenso, avvolgente e armonioso. Il sorso è fresco e scorrevole, con tannino in evoluzione che ne sostiene la struttura senza appesantire. Il finale è lungo, persistente e leggermente amaricante, lasciando una scia di eleganza, profondità e carattere distintivo. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Zac 2021 Principe Corsini (San Casciano) Carminio vivace di buona trasparenza. Impatto olfattivo di mora, prugna e ciliegia in confettura, rosa e giaggiolo appassite, chinotto, sottobosco, santoreggia, tabacco, timo ed eucalipto. Bocca avvolgente e dinamica, il grande slancio è accentuato dalla viva freschezza e dal tannino fruttato di ciliegia. Il finale sapido e agrumato è persistente e gustoso. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Montelodoli 2021 Villa S.Andrea (San Casciano) Veste il calice di un carminio fitto e lucente. Intrigante l’impatto iniziale di amarena e frutti di bosco in gelatina, seguito da riconoscimenti di viola essiccata, cardamomo, cacao e pepe di Sichuan. Ingresso succoso con sviluppo verticale, i tannini accompagnano fitti ed eleganti a una lunga chiusura speziata. È il Gran Selezione che più ci ha entusiasmato. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Mocenni 2020 Bindi Sergardi (Vagliagli) Veste carminio vivace con nuance granato. Essenze di mora e prugna in confettura, amarena sotto spirito, peonia, rosa appassita, mandorla, tabacco, torrefazione, rabarbaro, cannella e cacao. Vigoroso e caldo, avvolge il palato con trama tannica scolpita in un crescendo di sapidità fino al finale persistente di agrume amaro e rabarbaro. |
Nei prossimi giorni torneremo sulle altre UGA della denominazione con ulteriori approfondimenti dedicati, per completare il mosaico delle identità del Gallo Nero.
da Firenze, il panel di assaggio per spiritoitaliano.net
Quali sono i vostri vini preferiti? Scrivetelo sulle nostre pagine Facebook e Instagram oppure via mail a redazione@spiritoitaliano.net per confrontarsi con più calma…

Storici (dagli archivi)
I riconoscimenti negli ultimi 5 anni di SI.net per Chianti Classico Collection
![]() |
Riconoscimento alla qualità (miglior “combo”)
- 2026: ? (presto pubblicato)
- 2025: Principe Corsini/Villa Le Corti
- 2024: Castello di Albola
- 2023: Ricasoli
- 2022: Castello di Monsanto
- 2021: Monteraponi
Totally over the top: i “clamorosi”
- 2026: Castello di Monsanto – Capraia – Podere Poggio Scalette
- 2025: Dievole – Fatt. S Giusto a Rentennano – Principe Corsini V. Le Corti
- 2024: Querciabella – Castell’In Villa – Isole e Olena
- 2023: Felsina – Monteraponi – Poggio Scalette
- 2022: Castello di Monsanto – Caparsa – Isole e Olena
Menzione speciale
- 2026: ? (presto pubblicato)
- 2025: Maurizio Brogioni Winery (Chianti Classico 2023)
- 2024: Principe Corsini/Villa Le Corti (Chianti Classico ris. Cortevecchia 2020)
- 2023: Dievole (Chianti Classico Gran selezione 2019 Vigna Sessina)
- 2022: Podere Poggio Scalette (Chianti Classico 2020)
- 2021: Isole e Olena (Chianti Classico 2019)
fonte: Consorzio Vino Chianti Classico – foto: Marco Mancini ©
riproduzione riservata © spiritoitaliano.net ® 2020-2026








