Evoluzioni stilistiche e prospettive: il Chianti Classico ha presentato le nuove uscite. La nostra Super50 in 3 articoli
Come ogni anno, a metà febbraio, Firenze torna a essere la capitale del Gallo Nero.
[si legge, più o meno, in: 6 minuti]
Negli spazi post-industriali della Stazione Leopolda, il Consorzio Vino Chianti Classico riunisce infatti produttori e giornalisti da tutto il mondo per la Chianti Classico Collection, una delle anteprime più attese della stagione sia a livello nazionale sia internazionale.

L’edizione 2026, svoltasi il 16 e 17 febbraio, ha confermato il momento di grande vitalità della denominazione. Alla Leopolda si sono presentate 223 aziende, un numero record per la manifestazione, con 680 vini in degustazione. Tra questi figuravano 305 Chianti Classico Annata, 190 Riserva e 185 Gran Selezione, una panoramica estremamente ampia e rappresentativa delle diverse anime della denominazione.
Il tema scelto per questa edizione – “Wine is Culture” – non è soltanto uno slogan. Nel Chianti Classico il vino è davvero cultura materiale: paesaggio modellato nei secoli, architetture rurali, pievi medievali, ville-fattoria e una viticoltura che continua a evolversi senza perdere il legame con la storia.

Wine is culture
La manifestazione è stata arricchita, come da tradizione, dalla cena di gala del Consorzio, organizzata lunedì 16 febbraio nell’elegante cornice del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
La scelta della location non è casuale. Il teatro, uno dei poli culturali più importanti della città, ha offerto uno scenario perfettamente coerente con il tema dell’edizione, rafforzando quel legame tra vino e cultura che il Gallo Nero rivendica da tempo.
La serata ha rappresentato soprattutto un momento di incontro informale e disteso tra giornalisti e produttori, un’occasione preziosa per scambiare le prime impressioni a cavallo delle intense giornate di degustazione alla Leopolda. Attorno ai vari tavoli si sono intrecciate conversazioni su annate, territori e prospettive future della denominazione, in quell’atmosfera di confronto diretto che rende queste anteprime così preziose.

Lo stato di salute del Gallo nero
[non mi interessa, vai subito alla Super-50 vini]
Durante le giornate della Chianti Classico Collection 2026, il Consorzio ha fatto il punto sullo stato di salute della denominazione e sulle prospettive dei mercati internazionali, presentando dati concreti sulla produzione e sull’export.
Nel corso dell’incontro con la stampa, il presidente Giovanni Manetti ha ricordato come circa 35–38 milioni di bottiglie vengano prodotte ogni anno, con l’80% destinato all’export, e con gli Stati Uniti che assorbono oltre il 35% delle vendite. Il valore complessivo al consumo supera i 500 milioni di euro.
«Il Chianti Classico sta vivendo una fase di grande attenzione da parte dei mercati internazionali – ha sottolineato Manetti – Negli ultimi anni, la crescita più significativa è stata registrata nelle fasce qualitative più alte, a conferma che il consumatore riconosce il valore dei nostri territori e della nostra storia».

In particolare, Riserva e Gran Selezione si confermano il segmento più dinamico e rappresentativo dell’evoluzione stilistica della denominazione, contribuendo a rafforzare la percezione qualitativa del marchio del Gallo Nero.
Il Consorzio ha ribadito anche la centralità della lettura territoriale dei vini, Manetti è stato preciso: «Il lavoro sulle Unità Geografiche Aggiuntive va proprio in questa direzione, l’obiettivo è rendere sempre più chiara la relazione tra vino e territorio, aiutando il consumatore a comprendere le differenze tra le diverse zone della denominazione».
Le UGA rappresentano così uno degli strumenti più importanti introdotti negli ultimi anni, per valorizzare le specificità delle varie aree e rafforzare l’identità territoriale dei vini del Gallo Nero.

Nel calice
Uno degli aspetti più interessanti della Chianti Classico Collection 2026 è la possibilità di degustare più millesimi in parallelo, soprattutto nelle categorie Riserva e Gran Selezione, dove tempi maggiori di maturazione e affinamento consentono una lettura più completa dei vari trend della denominazione.
Ultime annate: analisi degli andamenti stagionali e impressioni di massima
La 2024 nel 2026
Per il Consorzio (in sintesi):
Inverno molto regolare, poi, i mesi di febbraio e marzo sono stati particolarmente miti, generando un lieve anticipo nel germogliamento della vite. Nessuna gelata, né particolari eventi di grandine. Le temperature sotto la media di metà aprile e maggio hanno rallentato lo sviluppo vegetativo e con le frequenti piogge di giugno, si è richiesto un lavoro attento e accurato in vigna per prevenire eventuali attacchi di malattie fungine.
Le particolari caratteristiche pedoclimatiche del territorio del Chianti Classico, con un’altitudine dei vigneti elevata e una buona ventilazione, unite all’esperienza nella gestione del vigneto hanno fatto sì che lo stato fitosanitario del vigneto fosse sempre sotto controllo. Viste le copiose piogge primaverili, il territorio ha affrontato senza difficoltà le temperature elevate del periodo estivo.
Le piogge di fine agosto e dei primi di settembre insieme a un calo significativo delle temperature con marcate escursioni termiche giornaliere, hanno permesso un periodo di raccolta più dilatato nel tempo. Le condizioni di clima fresco e adeguate piogge autunnali hanno portato alla perfetta maturazione fenoliche delle uve, caratterizzate da una spiccata acidità e da un grado zuccherino non elevato che ha determinato gradazioni più contenute.
Grande soddisfazione del Presidente Giovanni Manetti: «La sanità delle uve portate in cantina è stata perfetta, e noi produttori di Chianti Classico saremo ripagati dalle fatiche di una lunga raccolta con dei vini particolarmente eleganti e freschi, con uno stile che ricorda le grandi annate degli anni ’90»
Per noi: freschezza e promessa
L’annata più giovane presentata quest’anno alla Leopolda nelle prime versioni di Chianti Classico annata è ancora in fase di definizione, ma mostra già un profilo molto interessante: frutto fragrante, acidità vivace e tannini sottili. Aromaticamente si muove tra ciliegia fresca, melograno e leggere sfumature floreali. Le prime impressioni suggeriscono un millesimo dinamico e agile, probabilmente più orientato alla finezza che alla potenza.
La 2023 nel 2026
Per il Consorzio (in sintesi):
Come in altre regioni, i nostri viticoltori hanno dovuto difendere le proprie uve da attacchi di peronospora in alcuni vigneti a seguito delle copiose piogge dei mesi di maggio e inizi giugno. Tuttavia le particolari caratteristiche pedoclimatiche del territorio del Chianti Classico, con un’altitudine media dei vigneti elevata e una buona ventilazione in tutte le zone, hanno fatto sì che gli attacchi siano stati contenuti. Fenomeni che hanno avuto solo delle conseguenze sulla produzione, dal punto di vista quantitativo e non qualitativo.
Il caldo dei mesi di luglio e di agosto non ha portato le vigne in stress idrico grazie alle le riserve di acqua primaverile. Grazie alla stagione calda, non sono stati rilevati attacchi di insetti. La buona escursione termica fra le ore notturne e quelle diurne, nelle giornate di fine agosto e della prima parte di settembre, ha consentito alle uve di raggiungere una maturazione ottimale.
La raccolta delle uve Sangiovese è infatti iniziata nei tempi tradizionali intorno al 20 settembre per concludersi nella prima decade di ottobre. Le uve portate in cantina erano sane e di elevata qualità. Ai primi assaggi, i vini Chianti Classico 2023 risultano di buona struttura, equilibrati e con un buon profilo aromatico. In generale sono vini che presentano una buona freschezza e tannini morbidi e vellutati.
Per noi: energia e precisione
Ancora giovane ma già piuttosto leggibile, la 2023, nonostante le difficoltà climatiche, si presenta con vini tesi e dinamici, caratterizzati da nitidezza aromatica e buona tensione acida. Il sangiovese mostra un frutto luminoso e una trama tannica fine, lasciando intravedere prospettive evolutive interessanti soprattutto nelle versioni più ambiziose.

La 2022 nel 2026
Per il Consorzio (in sintesi):
La 2022 si presenta sotto ottimi auspici: per quel che riguarda l’andamento stagionale, non si sono avute gelate primaverili né particolari eventi di grandine. In tarda primavera è iniziato il caldo, che è stato costante per tutta l’estate, ma senza picchi eccessivi: le viti si sono quindi potute adattare da subito alle alte temperature. La siccità dei mesi estivi non ha inciso sullo sviluppo dei grappoli: le piogge primaverili hanno permesso alle viti di attingere a buone riserve di acqua e nutrienti minerali durante i mesi più siccitosi.
Inoltre, le temperature, pur rimanendo alte durante il giorno, si sono abbassate negli orari notturni, con un’escursione termica che ha permesso al Sangiovese il regolare sviluppo fenolico…
Dai primi assaggi, i vini Chianti Classico 2022 si presentano in generale molto equilibrati, con una forza acida non eccessiva, tannini dolci e maturi”. La vendemmia del Sangiovese è iniziata verso il 10 settembre.
Per noi: carattere di un’annata calda
Il millesimo 2022 racconta un’estate impegnativa ma non priva di equilibrio. Nei territori più elevati emergono vini ricchi ma sostenuti da una buona freschezza, mentre in alcune zone più calde il frutto assume un carattere più mediterraneo.
La 2021 nel 2026
Per il Consorzio (in sintesi):
“L’andamento stagionale dell’annata 2021 è stato abbastanza regolare […] A livello sanitario, non c’è stata alcuna pressione da parte di malattie fungine.
L’estate è stata asciutta con solo qualche sporadica pioggia nel mese di agosto, ma le riserve idriche accumulate nel periodo primaverile hanno permesso di evitare lo stress della pianta; per quanto riguarda le temperature, l’andamento dei mesi estivi è stato abbastanza regolare senza eccessive ondate di calore.
Le uve portate in cantina erano sane e di elevata qualità; presupposti per un vino che si prefigura già di buona struttura, con tannini fini e maturi e un interessante profilo aromatico”. La vendemmia del Sangiovese è iniziata intorno al 20 settembre.
Per noi: equilibrio e prospettiva
Per molti produttori resta una delle annate più complete degli ultimi anni. I vini mostrano precisione aromatica, struttura e grande equilibrio, con tannini eleganti e un’acidità ben integrata. Le migliori Riserva e Gran Selezione suggeriscono notevole capacità di evoluzione nel tempo.
La 2020 nel 2026
Per il Consorzio (in sintesi):
A una primavera abbastanza fresca è seguita un’estate calda e lunga ma con buone escursioni termiche fra il giorno e la notte consentendo il completamento ottimale del processo di maturazione delle uve. Da evidenziare anche l’assenza di stress idrico grazie alle piogge di giugno e di settembre.
Tutti questi sono i presupposti per un’altra ottima annata di Chianti Classico, di grande struttura e di grande equilibrio.
Per il Presidente Giovanni Manetti: “A causa della pandemia, mai come quest’anno i viticoltori del Chianti Classico hanno avuto la possibilità di concentrarsi sugli aspetti produttivi e dedicare molto più tempo alla cura del vigneto: che sia questo il ricordo che ci porteremo appresso tra qualche anno, quando apriremo delle eccezionali bottiglie della vendemmia 2020”
Per noi: maturità ed armonia
Ormai pienamente leggibile nelle versioni Riserva e Gran Selezione, la 2020 offre vini più rotondi e distesi, con frutto maturo, note di spezie e tannini levigati.

La nostra selezione vini
L’area dedicata alla stampa ha permesso, come al solito, degustazioni in piena concentrazione grazie a spazi bene organizzati. L’app per ordinare i vini in assaggio ha funzionato bene, così come la copertura wi-fi, e anche il servizio dei sommelier si è dimostrato efficiente fino alla fine, nonostante la fatica.
Il nostro panel di degustazione quest’anno si è composto di Luisa Tolomei e del sottoscritto, con la determinante collaborazione di Emiliano Bogani, Simona Orlandi, Barbara Massai, Mari Bertini e Simone Mecca.
Come lo scorso anno abbiamo optato per una Super-50, un’ampia selezione di vini di ogni tipologia e provenienti da diverse UGA, con unità territoriali maggiormente rappresentate non solo per qualità ma anche per numero di produttori e campioni in assaggio.
Dopo due giornate intense di degustazioni, tra centinaia di campioni provenienti dalle diverse zone del territorio, abbiamo selezionato 50 vini che a nostro avviso raccontano al meglio lo stato attuale del Gallo nero.
Non si tratta di una classifica assoluta. Piuttosto, è una mappa di eccellenze che attraversa Annata, Riserva e Gran Selezione, mettendo in luce territori, stili e interpretazioni diverse.

Tre articoli sulla Collection e i migliori Chianti Classico
Come lo scorso anno abbiamo deciso di suddividere la selezione in tre articoli. Dopo questo primo contributo, dedicato alla descrizione generale dell’evento e alle prime recensioni dei vini assaggiati alla Collection 2026, seguiranno a breve altri due approfondimenti.
In questo articolo vi sveleremo:
- (a partire da oggi) una selezione della Super-50 Chianti Classico provenienti dalle 11 UGA. Oggi Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve e Montefioralle. Le altre UGA unità saranno protagoniste nei prossimi 2 articoli;
- i nostri 3 Chianti Classico più convincenti in assoluto per tipologia (pubblichiamo oggi);
- l’azienda “top” per la miglior combinazione di qualità (pubblicheremo nel terzo articolo);
- il vino che ha meritato una Menzione speciale pur non entrando tra i primissimi (pubblicheremo nel terzo articolo);
Nei 50 Chianti Classico selezionati dal nostro panel ci sarà, come sempre, un solo rappresentante per azienda. Escludere alcune eccellenze dello stesso produttore ci ha messo in sincera difficoltà, ma crediamo soprattutto nel valore del gruppo oltre che in quello dei singoli. Un piccolo peccato di cui, quindi, ci auto-perdoniamo a priori.
Anche il podio dei tre vini più sorprendenti cerchiamo di non ripeterlo integralmente rispetto all’anno precedente. Una cosa però è certa: lavoriamo con piena libertà di giudizio e senza alcuna forma di condizionamento, con un unico obbligo – quello di rispettare il lavoro di tutti. Ce lo chiede la nostra deontologia, ce lo impone il nostro stile.
Super-50 da Chianti Classico Collection 2026
Le UGA fra parentesi valgono solo per i Gran Selezione, per gli “annata” e i Riserva sono indicative
Totally over the top: i “clamorosi”
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| Chianti Classico DOCG Poggio Scalette 2023 Podere Poggio Scalette (Greve) Lampi carminio luminoso di media fittezza animano il calice. Il naso è accattivante e preciso, con caramella alla fragola e arancia sanguinella accompagnate da eleganti sfumature di alloro e cardamomo. Il sorso apre con freschezza vibrante e tannini vellutati, mostrando tessitura raffinata. Il lungo epilogo richiama erbe officinali e zenzero. Peccato dover essere sintetici nella recensione, per noi è stato il più buon Gallo nero annata della Collection. |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2023 Capraia (Castellina) La vivacità del colore carminio ha riflessi aranciati ed i profumi di mora di gelso e il cenno balsamico e mentolato del bastoncino di liquirizia si spingono fino ai sentori speziati del legno di faggio, muschio e sottobosco, senza evitare note di cacao amaro ed esotico tè darjeeling. Al palato il frutto è dolce e succoso, dalla sapidità appena accennata che evidenzia freschezza e con il tannino saporito e ben amalgamato nel gusto. L’espressività si sviluppa lungo la persistenza caratterizzata da caffè tostato, vaniglia, cocco e legno di sandalo. Un Chianti Classico riserva straordinario. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna al Poggio 2021 Castello di Monsanto (San Donato in Poggio) Dalla luce trasparente che attraversa il calice granato sprigionano profumi di iris e violetta, alloro e rosmarino, succo d’arancia, fragola Candonga e ciliegia Ferrovia, lampone macerato e aromi di cannella, cardamomo e tabacco dolce. L’intuizione della grande eleganza si conferma all’assaggio, dove la raffinatezza del tannino si allunga all’orizzonte, favorita da una freschezza vivace e tuttavia morbida e saporita di rabarbaro, acqua di rose e pino mugo. La Gran Selezione che ci ha fatto sognare di più a CCC 2026 |

Letture territoriali: UGA a confronto e selezione vini
Se negli ultimi anni il Chianti Classico sta diventando sempre più leggibile, gran parte del merito va anche al lavoro sulle Unità Geografiche Aggiuntive del Chianti Classico, introdotte per codificare e valorizzare le differenze tra le varie zone della denominazione.
Nel corso delle degustazioni alla Stazione Leopolda alcune identità territoriali sono emerse con particolare chiarezza. In questo primo approfondimento ci concentriamo su quattro di esse.

Castelnuovo Berardenga
Castelnuovo Berardenga è il comune, in provincia di Siena, che da il nome all’UGA del versante più meridionale della denominazione, verso il confine con la Val d’Orcia e la Crete Senesi.
Un’altitudine per la coltivazione che tendenzialmente varia fra i 200 e i 500 metri con paesaggi variegati e terreni più caldi costituiti non solo da galestro e alberese ma anche da marne e limo, tutti fattori che influenzano il carattere generale dei vini di questa zona dove le temperature notturne scendono notevolmente creando una rilevante escursione termica in specifici periodi dell’anno.
All’essenziale netto dello stile aziendale e della mano dei vignaioli, possiamo dire che dall’UGA di Castelnuovo Berardenga continua a distinguersi per vini spesso strutturati e profondi, con frutto maturo e tannini solidi.
Gaiole
L’UGA Gaiole, in provincia di Siena, identifica una fra le aree più storiche e caratteristiche della Denominazione. Vigneti disposti fra i 300 e i 600 metri di altitudine che favoriscono ottime esposizioni e ventilazione naturale con predisposizione all’escursione termica. I terreni sono principalmente composti da galestro, alberese e in parte macigno del Chianti, variegati e ottimali per il sangiovese.
Un territorio particolarmente affascinante anche per l’enoturista che si ritrova immerso in un paesaggio fatto di vigne e castelli storici.
All’essenziale netto dello stile aziendale e della mano dei vignaioli, possiamo dire che a Gaiole in Chianti il sangiovese assume spesso un carattere più austero e minerale, con vini slanciati, freschi e capaci di evolvere con eleganza nel tempo.
Greve
Siamo a nord-est della denominazione, in provincia di Firenze, tra i Monti del Chianti e il fiume Greve, con suoli ricchi di macigno. Il Comune di Greve in Chianti è il più esteso e il più denso di aziende della denominazione, nonché di superficie vitata e boschiva e quindi il più ricco di UGA e sottounità.
Un’area articolata e per questo anche maggiormente eterogenea anche nel calice: la varietà di altitudini e suoli genera interpretazioni molto diverse, dai vini più pieni e solari fino a espressioni più tese provenienti dalle colline più alte.
Montefioralle
Poco più estesa rispetto a quella di Lamole, Montefioralle e la seconda UGA più piccola del Chianti Classico e prende il nome dall’omonimo paese appartenente come frazione amministrativa al comune di Greve in Chianti (provincia di Firenze).
L’Unità ha una superficie poco oltre i 1500 ettari di cui circa 250 vitati e si sviluppa lungo la riva sinistra del Greve e lungo il versante orientale del crinale che unisce Mercatale in Val di Pesa a Panzano in Chianti, in direttrice nord-sud.
Il borgo di Montefioralle, risalente all’anno Mille, funge da riferimento geografico per la zona i cui suoli sono prevalentemente costituiti da alberese e pietraforte e dove la temperatura media risulta inferiore rispetto alla media delle altre Unità grazie anche alla nutrita presenza boschiva.
Grazie all’altitudine e alla ventilazione, all’essenziale netto dello stile aziendale e della mano dei vignaioli, nei vini da Montefioralle è giusto attendersi grande finezza aromatica e precisione stilistica.

Descrizioni forzatamente sintetiche, ecco la nostra Super-50 #CCC26 (prima parte)
Super-50 CCC 2026, i Chianti Classico top da: Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve e Montefioralle
Le UGA fra parentesi valgono solo per i Gran Selezione, per gli “annata” e i Riserva sono indicative
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In ordine di tipologia di gioventù e poi alfabetico
| Chianti Classico DOCG Guado Alto 2024 Castello Vicchiomaggio (Greve) Da una veste carminio trasparente e luminoso si fanno strada aromi fragranti di ciliegia ferrovia, glicine, menta piperita e zenzero. Beva fresca e succosa, con sviluppo lineare e chiusura balsamica. |
| Chianti Classico DOCG Riecine 2024 Riecine (Gaiole) Lampi carminio. Inizialmente timido, il naso si apre su eleganti note floreali di giaggiolo, seguite da kumquat e frutta rossa dalla matrice più acidula – ribes e lampone – , quindi ciliegia. Fresco e asciutto, scandito da una vibrante tensione agrumata. Emergono richiami alle erbe di montagna che donano profondità: un caleidoscopio aromatico di grande precisione. |
| Chianti Classico DOCG 2024 San Giusto a Rentennano (Gaiole) Carminio fitto e luminoso nel calice. Il profilo olfattivo apre fragrante su mirtillo rosso, viola e aneto, arricchendosi di delicate note di cacao e genziana. Al palato si distingue per tannini fitti e ben strutturati, sostenuti da un grip preciso che definisce il sorso, mentre la freschezza bilanciata mantiene il ritmo dinamico. |
| Chianti Classico DOCG 2023 L’Acero (Castelnuovo Berardenga) Tinge il calice di un carminio trasparente. Profuma di fragolina di bosco matura, arancia rossa, china e radice di liquirizia. Sorso elegante, dai tannini integrati, con propulsione fresco-sapida che conduce a ricordi di agrume. |
| Chianti Classico DOCG 2023 Maurizio Brogioni Winery (Montefioralle) Lampi carminio di media intensità. Naso cangiante: apre su colatura di alici, cacao e caffè, poi ciliegia e maraschino, angostura, quindi una balsamicità netta di pino marittimo, elicriso, menta e zenzero. Il sorso è dinamico e succoso, scandito dal ritorno della ciliegia e sostenuto da un’acidità vibrante che allunga il finale. |
| Chianti Classico DOCG Poggio Scalette 2023 Podere Poggio Scalette (Greve) Lampi carminio luminoso di media fittezza animano il calice. Il naso è accattivante e preciso, con caramella alla fragola e arancia sanguinella accompagnate da eleganti sfumature di alloro e cardamomo. Il sorso apre con freschezza vibrante e tannini vellutati, mostrando tessitura raffinata. Il lungo epilogo richiama erbe officinali e zenzero. Per noi, il più buon Gallo nero annata della Collection. |
| Chianti Classico DOCG 2023 Querciabella (Greve) Carminio traguardabile. Aromi di gelatina al ribes rosso e rosa tea in appassimento si intrecciano a note di mandarino e cioccolato al latte. Bocca elegante e verticale, con finale rinfrescante su ricordi balsamici di menta. |
| Chianti Classico DOCG Casa di Colombo 2022 Tenuta La Novella (Greve) Manto carminio vivace. Intriganti effluvi di confettura al lampone, lavanda appassita, mentuccia, cannella e cioccolato fondente. Sorso succoso e rinfrescante, dai tannini vellutati e perfettamente integrati. |
| Chianti Classico DOCG 2020 Castell’in Villa (Castelnuovo Berardenga) Da lampi carminio con sfumature granato emergono potenti effluvi di marasca in confettura, violetta appassita, scorza di tamarindo e tabacco da sigaro. L’ingresso è morbido, lo sviluppo dinamico e dominato da viva freschezza; lungo il finale in cui riemerge l’arancia sanguinella. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Lama dei Cortacci 2023 Castellaccio (Greve) Carminio trasparente e luminoso. Al naso emerge la fragranza dell’arancia sanguinella e della rosa tea, che si sposano a riconoscimenti di cumino e foglie di tè. Vibrante e saporito, dallo stile schietto ed elegante, si allunga con decisione. |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2023 Villa a Sesta (Castelnuovo Berardenga) Manto rubino lucente. Note di angostura e kumquat si intersecano a riconoscimenti di pane tostato e liquirizia. Ottimo bilanciamento tra freschezza e vena alcolica, pur con tannini ancora scalpitanti, lungo il finale su riverberi coerentemente fruttati. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Berardo 2022 Castello di Bossi (Castelnuovo Berardenga) Trasparenza granato. Affascinanti profumi di rosa tea in appassimento, gelatina di arancia tarocco, foglie di menta ed erbe officinali. Tannini ancora tenaci ma di nobile fattura, ravvivati da una chiusura fresco-sapida. |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2021 Altiero (Montefioralle) Granato compatto nel calice. Naso evoluto su note di glicine appassito, lampone e peperone crusco, seguite da umeboshi, cioccolato amaro e una lieve sfumatura salmastra. La bocca è invitante e di grande personalità: dinamica e saporita, con lungo epilogo tra note empireumatiche e di tamarindo. |
| Chianti Classico Riserva DOCG I Sodi 2021 I Sodi (Gaiole) Luminoso e invitante. L’incipit olfattivo è elegante, con cenni di ciliegia matura, petali di rosa appassita, arancia rossa e china. Avvolgente, saporito e armonico, sostenuto da un tannino fitto e da una freschezza precisa che regala slancio. Si allunga notevolmente verso una chiusura speziata. |
| Chianti Classico Riserva DOCG Foho 2020 Borgo Casa al Vento (Gaiole) Carminio profondo e brillante nel calice. Rabarbaro e ciliegia si rincorrono con naturale continuità, accompagnati da un agrume rosso croccante e succoso. Il sorso è ampio ma resta verticale, sostenuto da tannini energici. Fresco e vivace, procede con grande tensione gustativa verso un finale lungo e incisivo. Ci è piaciuto tantissimo, meritava il podio assoluto per carattere e bevibilità, si conquista comunque la nostra menzione speciale della CCC 2026 |
| Chianti Classico Riserva DOCG Casanova 2020 Casanova di Bricciano (Gaiole) Granato intenso. Bouquet accattivante con note di erbe officinali che si spalancano su freschi richiami di arancia rossa, ginepro e pan pepato. In bocca è un’esplosione di spezie: energico, ampio e intrigante, il sorso si allunga con decisione sorretto da tannini fini ed eleganti. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Montelodoli 2022 Colombaio di Cencio (Gaiole) Luminoso e trasparente, di media intensità cromatica. Al naso sprigiona note di ciliegia in confettura, arancia rossa, foglie autunnali e un tocco di genziana. In bocca si dimostra fresco e vibrante; i tannini scandiscono il palato con eleganza regalando una sensazione tattile intensa e coinvolgente. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Sillano 2022 Terreno (Montefioralle) Da un calice carminio di media fittezza emergono intensi profumi di giaggiolo appassito, prugna e chiodi di garofano, con cenni di colatura di alici. Spinta fresco-sapida, tannini eleganti e chiusura saporita su ricordi di erbe officinali. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Stielle 2021 Rocca di Castagnoli (Gaiole) Carminio concentrato con riflessi granato. Il profilo aromatico è compatto: marasca in confettura, nitide note balsamiche di eucalipto e lievi sfumature di incenso. L’attacco è saporito e verticale, con un incisivo ritorno della ciliegia; il tannino è di trama serrata e si distende nel lungo epilogo. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Prunaio 2021 Viticcio (Montefioralle) Carminio di media concentrazione. Il profilo aromatico è giocato su gelatina di ribes rosso e fragolina di bosco, con richiami di caramella alla viola e resina di pino. L’ingresso è fresco ed elegante, poi si concentra su tannini in evoluzione e chiude su ciliegia sotto spirito e chinotto. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Losi Millennium 2019 Losi Querciavalle (Castelnuovo Berardenga) Carminio intenso con lievi riflessi granato. Il naso affascina per complessità con prugna, pot-pourri e tapenade intrecciati a cenni di pepe di Sichuan e chiodi di garofano. Il sorso è saporito e vibrante, perfettamente equilibrato; i tannini sono smussati e accompagnano una progressione armonica verso un finale lungo ed elegante. È qui in fondo alla lista solo per caso, vino strepitoso, fra i migliori della Collection in assoluto. |

Questo primo sguardo territoriale non esaurisce naturalmente la complessità del Chianti Classico. Nelle prossime settimane torneremo sulle altre UGA della denominazione con ulteriori approfondimenti dedicati, per completare il mosaico delle identità del Gallo Nero.
da Firenze, il panel di assaggio per spiritoitaliano.net
Quali sono i vostri vini preferiti? Scrivetelo sulle nostre pagine Facebook e Instagram oppure via mail a redazione@spiritoitaliano.net per confrontarsi con più calma…

Storici (dagli archivi)
I riconoscimenti negli ultimi 5 anni di SI.net per Chianti Classico Collection
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Riconoscimento alla qualità (miglior “combo”)
- 2026: ? (presto pubblicato)
- 2025: Principe Corsini/Villa Le Corti
- 2024: Castello di Albola
- 2023: Ricasoli
- 2022: Castello di Monsanto
- 2021: Monteraponi
Totally over the top: i “clamorosi”
- 2026: Castello di Monsanto – Capraia – Podere Poggio Scalette
- 2025: Dievole – Fatt. S Giusto a Rentennano – Principe Corsini V. Le Corti
- 2024: Querciabella – Castell’In Villa – Isole e Olena
- 2023: Felsina – Monteraponi – Poggio Scalette
- 2022: Castello di Monsanto – Caparsa – Isole e Olena
Menzione speciale
- 2026: ? (presto pubblicato)
- 2025: Maurizio Brogioni Winery (Chianti Classico 2023)
- 2024: Principe Corsini/Villa Le Corti (Chianti Classico ris. Cortevecchia 2020)
- 2023: Dievole (Chianti Classico Gran selezione 2019 Vigna Sessina)
- 2022: Podere Poggio Scalette (Chianti Classico 2020)
- 2021: Isole e Olena (Chianti Classico 2019)
fonte: Consorzio Vino Chianti Classico – foto: Marco Mancini ©
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