Identitalia: inaugurata all’M9 di Mestre la mostra sui marchi che hanno fatto la storia del ‘900 (anche per le bevande).
Definibile come qualcosa in più di un semplice spazio espositivo, l’M9 – Museo del ‘900 è un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che si è concretizzato a Mestre in un vero e proprio distretto con l’ambizione di diventare vibrante di vita, attività e innovazione.
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Per chi non conoscesse il progetto, torniamo indietro di 15 anni, al 2010, quando la Fondazione di Venezia lanciò un concorso internazionale per la progettazione di M9 in un’area del centro di Mestre rimasta a lungo preclusa alla cittadinanza. Lo studio tedesco Sauerbruch Hutton si aggiudicò la commissione con un progetto di rigenerazione urbana basato su un sistema di architetture – nuove e restaurate – perfettamente integrate nella città, nuovi spazi pubblici, accessi per una piena permeabilità dell’area e soluzioni ecosostenibili.

Adesso è la casa su due piani di un’esposizione permanente, vero fiore all’occhiello del museo, che utilizza installazioni immersive e tecnologie digitali per far rivivere le trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno plasmato l’Italia.
Spazi dove il Novecento viene raccontato non attraverso vetrine polverose, ma grazie a un’esperienza totalmente multimediale e interattiva. Un luogo dove si cerca di vivere attivamente la storia e non subirla, con un mandato educativo che si estende alle scuole e alle comunità.
La mostra permanente racconta di come sono cambiati i volti e i corpi degli italiani, le loro famiglie, i ruoli sociali, gli spazi domestici, le tecnologie e gli oggetti, gli alimenti, i luoghi di lavoro e i sistemi produttivi, il benessere complessivo raggiunto e ancora gli spazi pubblici e i luoghi della collettività: urbani, educativi, culturali, politici e religiosi. I locali sono allestiti secondo lo sviluppo di temi precisi:
- Come eravamo, come siamo
- The italian way of life
- Soldi soldi soldi
- La corsa al progresso
- Guardiamoci Intorno
- Res-Publica
- Fare gli Italiani
- Per farci riconoscere
- M9 Orizzonti

Coerentemente con questa vocazione, sono ospitate regolarmente anche mostre temporanee che aggiungano un senso ulteriore a ciò che ha rappresentato il ventesimo secolo.
Da pochi giorni e fino al 15 febbraio, è allestita un’esposizione interessantissima: “Identitalia. The Iconic Italian Brands” che offre una prospettiva sul Novecento attraverso la lente del Made in Italy e del successo dei suoi marchi più rappresentativi.
La mostra, promossa dal MIMIT e dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, in collaborazione con Unioncamere e Associazione Marchi Storici d’Italia, si propone di esplorare come determinate aziende siano riuscite non solo a emergere sul mercato, ma anche a incidere profondamente sull’immaginario collettivo, sia in Italia che a livello internazionale.
L’esposizione, già presentata lo scorso anno a Palazzo Piacentini, sede del Ministero, è stata inaugurata lo scorso 26 settembre alla presenza del Ministro Adolfo Urso. Il percorso espositivo analizza il modo in cui brand iconici di settori come la moda, il design, l’alimentare, l’automobilismo e l’arredamento si sono evoluti nel tempo. Vengono indagate le strategie comunicative, le scelte stilistiche e i momenti storici che hanno contribuito a consolidare l’identità di questi marchi, elevandoli a simboli della creatività e dell’eccellenza produttiva italiana.
E fra gli oltre 100 marchi celebri che hanno accompagnato la nostra società dei consumi del secolo scorso, non potevano mancare anche quelli di aziende che hanno fatto la storia delle bevande alcoliche, lisce o miscelate, in aperitivo o in accompagnamento sulla tavola: Disaronno e Nonino, Cantine Florio e Marchesi Antinori, Ichnusa e Tassoni, Aperol e Campari, fino a Fabbri con la sua amarena che oggi rappresenta anche un riferimento nel mondo dei bartender (leggasi anche concorso Lady Amarena).

Immaginando le emozioni che un qualsiasi italiano boomer o genX possa provare girando per le sale, riportiamo, fra le altre, proprio le parole di Carlotta Fabbri, quinta generazione di Fabbri 1905: «Per me è un’immensa gioia vedere che quel vaso in ceramica che Gennaro Fabbri donò alla moglie Rachele come gesto di amore e gratitudine, è diventato per molti un ricordo speciale legato alla propria famiglia. Ed è anche per questo che sentiamo il dovere di continuare a garantire la qualità e l’unicità del prodotto che ci ha resi riconoscibili e amati in tutto il mondo».
Noi di Spirito Italiano, da sempre crediamo nei valori evocativi dei dettagli che ci arrivano del passato. La nostra rubrica “Moderno Vintage” di Cristina Laziosi, giunta al secondo contributo (Leggi 1) (Leggi 2), è nata proprio per questo, perché sappiamo la forza dirompente che un passato ricco di emozioni può incidere sul presente e sul futuro.
E quel vaso Fabbri a faentini bianchi e blu potrà essere ammirato in esposizione all’M9, così come un celebre poster pubblicitario degli anni ’50, alcuni filmati tratti dai caroselli degli anni ’60 e ‘70 ma anche dal film “Scusate se esisto” in cui Amarena Fabbri fa un “cameo”.
Questi e tanti altri elementi accompagnano il racconto non solo di Fabbri 1905 ma anche di tutte le altre aziende selezionate per l’allestimento, che siano del beverage, del food o di altri settori. Imprese che hanno fatto storia, cultura e società.

Siamo chiaramente in accordo con quanto dichiarato durante l’inaugurazione dal Ministro Urso: «Questa mostra racchiude il meglio del genio imprenditoriale italiano e rappresenta un tassello fondamentale del Made in Italy nel mondo. Gli oltre 100 marchi storici esposti costituiscono un patrimonio unico e inestimabile: realtà spesso nate dall’intuizione di una singola persona e tramandate di generazione in generazione, fino a diventare icone dell’immaginario collettivo e simboli della nostra storia industriale. Non è un caso che oggi li celebriamo qui a Venezia, città in cui nel 1474 venne varata la prima legge brevettuale, introducendo la prima forma di tutela della proprietà intellettuale in Europa».
All’inaugurazione hanno preso parte anche il Presidente della Fondazione M9 Vincenzo Marinese, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Vicepresidente vicario Associazione Marchi Storici, Armando De Nigris, il Vicepresidente Camera di Commercio Venezia e Rovigo in rappresentanza di Unioncamere, Roberto Bottan, i curatori della mostra Carlo Martino dell’Università La Sapienza di Roma, Francesco Zurlo del Politecnico di Milano.

C’erano (ovviamente) anche i rappresentanti di molte aziende protagoniste, compresa la mitica Giannola Nonino, grande figura del movimento spirits nazionale. Mica ci taccerete ora di piaggeria promozionale?!?
Non provateci neppure e ricordate: c’è tempo fino al 15 febbraio per “Identitalia. The Iconic Italian Brands“. Se passate da Venezia (contingentati o no), fate un salto anche a Mestre a vedere M9 Museum
fonti: M9, Fabbri 1905, Nonino
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