Entre-Deux-Mers: quel fascino discreto

Fra Garonne e Dordogne, l’affascinante stile di vignaioli autentici e di un terroir che accarezza Bordeaux: Entre-Deux-Mers

ESPRIT FRANÇAIS: ESPLORAZIONI IN CORSO


Con Esprit français è facile superare idealmente il confine nazionale, chiudere gli occhi e immaginarsi in viaggio per i territori della Francia vitivinicola.


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Varcare i confini nazionali, in compagnia di Livio del Chiaro, diventa un esercizio di pura e affascinante evocazione enoica: un sorso virtuale a occhi chiusi per ritrovarsi come proiettati tra i filari più nobili o quelli meno noti di una Francia da scoprire.

Un itinerario dello spirito (più alcolico che trascendente) attraverso i terroir esclusivi o quelle valli e campagne più distanti dal turismo di massa. Tutto serve a trasformarsi in una sorta di mappa con cui esplorare valli e pendii transalpini, dai cru più celebri ai tesori ancora celati tra le vigne.

Un’esplorazione virtuale alla portata di tutti e il bello è proprio questo: che siano articoli più divulgativi, culturali o semplicemente narrativi, l’importante è entrare in sintonia, comprendere lo stile e, durante la lettura, lasciarsi trasportare immaginando di essere lì, in quei luoghi raccontati dall’autore, e pronti a fare davvero i bagagli per andarci sul serio e “verificare con mano” la realtà e i suggerimenti trovati qui.

Spirito Italiano entre,deux,mers

Dopo alcuni articoli monografici sulle categorie vinicole francesi (Demi-sec, VDN, VdL, Doux),risaliamo sulla nostra evocativa Citroen e riprendiamo il nostro itinerario fermatosi con l’ultima sosta in Camargue.

Dalla costa sud-orientale tagliamo così in diagonale verso ovest e, dai meravigliosi luoghi meridionali stretti fra i bracci fluviali del delta mediterraneo del Rhone, andiamo verso terre del vino occidentali sempre, per analogia, racchiuse come a pinza fra due corsi d’acqua in prossimità dell’Atlantico: la Dordogne e la Garonne.

Con la regione Entre-Deux-Mers si accarezza Bordeaux: un’altra esperienza fatta di natura, di filari dove l’uva è vita. Una nuova avventura da raccontare con nuovi di vini da scoprire, soprattutto in comparazione con l’esclusività degli chateaux bordelais… avanti, in compagnia di Livio del Chiaro. Buona lettura.

[la redazione]

Bordeaux AOC - Vins de Bordeaux
fonte: Vins de Bordeaux

Entre-Deux-Mers: fascino discreto tra i due “mari”

Entre-Deux-Mers: tra i due mari, ma quali mari? In realtà il nome potrebbe risultare fuorviante, in quanto questa vasta area del Bordolese – circa 7.000 ettari di vigneti – non si trova veramente tra due mari, ma tra due grandi fiumi: la Garonna a sud-ovest e la Dordogna a nord-est, colti nel tratto precedente alla loro confluenza nella Gironda.

Stiamo parlando di quella regione di Bordeaux che si estende tra la pregiata Rive gauche e la Rive droite.

Siamo lontani dai grandi château del Medoc e dai grandissimi vini di Pomerol e Saint Emillion, ma è proprio qui che si incontra il volto umano del vino: quello dei vignerons, vignaioli autentici che producono vini di terroir lavorando in maniera sostenibile, senza parlare necessariamente di vendite en primeur o grandi négociants.

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fonte: IGN France
Mosaico di suoli e tradizioni

Se guardiamo una carta geologica ci si rende subito conto delle enormi differenze tra l’Entre-Deux-Mers e il resto della regione. Il paesaggio è un mosaico di terreni dall’elevata eterogeneità: si passa dai suoli argillo-calcarei, localizzati soprattutto nella zona prossima al Libournais, ai suoli alluvionali più recenti, spesso ricchi di limo.

In questo scenario operano 17 AOC storicamente vocate alla produzione di vini bianchi e moelleux a base di Muscadelle, Sémillon e Sauvignon Blanc. Tuttavia, specialmente negli ultimi anni, sta crescendo sensibilmente sia la produzione che la qualità dei vini rossi, basati principalmente sul Merlot, sebbene resti prevalente la messa in commercio utilizzando le 3 AOC regionali: Bordeaux, Bordeaux Supérieur e Crémant de Bordeaux.

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La Réole – foto: Henry Salomé (CC BY-SA 4.0)
Oltre gli stereotipi

Cresciuto nel mondo della sommellerie, devo ammettere che spesso si tende a parlare con superficialità e per stereotipi dei vini del Bordolese, in particolare del “taglio bordolese” e dei vitigni internazionali.

La prima precisazione da fare è che qui i vitigni chiamati altrove “internazionali” tali non sono: sono i loro vitigni autoctoni, perfettamente adattati a questi terroir. La seconda è che si tratta di varietà in grado di regalare vini meravigliosi, se assecondate dalle giuste condizioni pedoclimatiche e dalle mani di abili vignerons.

Tutto è cambiato quando ho iniziato a viaggiare per la Francia per puro spirito di scoperta. Inizialmente mi sono avvicinato ad Alsazia, Loira, Rodano, Jura, Languedoc e Borgogna; sono stati i miei punti focali per anni, ma poi è arrivato il turno di Bordeaux. E, inaspettatamente, è sbocciato l’amore.

Dopo centinaia di assaggi, il piacere restava immenso: dai maestosi Cabernet Sauvignon di Margaux ai vellutati Merlot di Pomerol e Saint-Émilion. In seguito, ho iniziato a concentrarmi su AOC meno note che mi hanno subito conquistato: Lalande-de-Pomerol e Montagne-Saint-Émilion in primis.

E infine sono arrivati i vini delle zone più nascoste, come il Blayais e, appunto, l’Entre-Deux-Mers, rivelatisi spesso incredibili per il loro rapporto qualità-prezzo.

Entre deux Mers Bordeaux AOC - Vins de Bordeaux
fonte: Vins de Bordeaux
L’esperienza dei bianchi e la sorpresa dei rossi

Per quanto riguarda i bianchi, i risultati sono estremamente interessanti. L’AOC Entre-Deux-Mers offre calici a base Sauvignon Blanc e Sémillon decisamente piacevoli: buon frutto giallo al naso, delicate note floreali, agrumi e pochissime spigolature “verdi”. In bocca sono morbidi, sapidi e dotati di una freschezza equilibrata. I prezzi sono molto accattivanti, ideali per chi cerca ottimi vini “quotidiani”.

Anche i vini dolci botritizzati meritano attenzione: specialmente nelle AOC Loupiac e Cadillac, pur non raggiungendo le concentrazioni dei migliori Sauternes, rappresentano una valida alternativa a prezzi molto più accessibili.

La vera sorpresa, però, è arrivata dai rossi. Il Cabernet Sauvignon viene utilizzato sapientemente per conferire struttura, il Merlot riesce a raggiungere una maturazione ottimale, donando vini profumati, snelli e di grande beva. Non è raro imbattersi in rossi a base Merlot che non hanno visto il legno, puntando tutto sulla fragranza e sulla piacevolezza piuttosto che sull’opulenza.

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foto: Dennis Buntrock

Prendetevi una settimana di vacanza nella meravigliosa Bordeaux e, tra una visita alla Cité du Vin e una passeggiata sulle fantastiche Dune du Pilat, dedicate una giornata ai piccoli produttori dell’Entre-Deux-Mers. Le sorprese non mancheranno.

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fonti: IGN France, Vins de Bordeaux
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