Ultimo articolo dalla Chianti Classico Collection 2026: i nostri “Super” Gallo nero di Castellina, Lamole e San Donato.
Concludiamo il nostro trittico sulla Chianti Classico Collection 2026. Il contributo odierno è quello di Luisa Tolomei che ha fatto parte del nostro panel di assaggio a 7 professionisti.
[si legge, più o meno, in: 6 minuti]
Di ciò che è stata la kermesse di Firenze, ne abbiamo ampiamente raccontato nel nostro primo articolo CCC26 e non ci ritorneremo ovviamente sopra se non in quegli aspetti estremamente essenziali. Ci limiteremo anche oggi (come per il secondo articolo CCC26) a integrare quanto già sviluppato.

Prima di addentrarci nel dettaglio delle Unità Geografiche protagoniste di oggi (Castellina, Lamole e San Donato in Poggio), facciamo un piccolo recap sulla due giorni di Firenze e sul nostro lavoro.
#CCC26: breve recap…
La Collection offre uno sguardo privilegiato sull’evoluzione del Gallo Nero. L’adozione delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) si è ormai rivelata un valido strumento di valorizzazione che mettendo in risalto le peculiarità pedoclimatiche e stilistiche di ciascuna area.
È stato proprio questo il motivo che ci ha spinto a raccontarvi qualcosa in più sulla manifestazione e suddividere le nostre recensioni, a tratto espressamente distintivo, con riferimento principale alle 11 Unità del territorio.
Alla Leopolda erano presenti con i propri vini oltre 220 aziende per un numero totale di etichette in assaggio che superava le 700 unità (di cui 551 in anteprima per la stampa internazionale). Referenze che coprivano il vasto arco temporale delle vendemmie 2016-2024 ma che, prevalentemente, interessavano l’ultimo triennio (leggi la valutazione delle ultime annate).

Il Gallo nero nel calice: la nostra selezione
[non mi interessa, vai subito alla Super-50 vini]
Quello dell’assaggio “a testa bassa” è un lavoro bellissimo, ma estremamente impegnativo soprattutto se affrontato con serietà e deontologia. Per questo Spirito Italiano è stato presente con un panel di ben 7 degustatori in area stampa: Mari Bertini, Emiliano Bogani, Marco Mancini, Barbara Massai, Simone Mecca, Simona Orlandi e Luisa Tolomei, Una collaborazione che si è rivelata altamente costruttiva e divertente, con confronti determinanti per il risultato finale distribuito nei 3 articoli pubblicati dalla nostra testata.
Anche quest’anno, abbiamo optato per una Super-50, un’ampia selezione di vini di ogni tipologia e provenienti da diverse UGA, con unità territoriali maggiormente rappresentate non solo per qualità ma anche per numero di produttori e campioni in assaggio.
Tra centinaia di campioni provenienti dalle diverse zone del territorio, abbiamo scelto quelli che a nostro avviso raccontano al meglio lo stato attuale del Gallo nero. Non si tratta di una classifica assoluta. Piuttosto, è una mappa di eccellenze che attraversa Annata, Riserva e Gran Selezione, mettendo in luce territori, stili e interpretazioni diverse.
In elenco compare un solo rappresentante per azienda. Escludere alcune eccellenze dello stesso produttore ci ha messo in sincera difficoltà, ma crediamo soprattutto nel valore del gruppo oltre che in quello dei singoli. Un piccolo peccato di cui, quindi, ci auto-perdoniamo a priori.
Come diciamo sempre, c’è una certezza: lavoriamo con piena libertà di giudizio e senza alcuna forma di condizionamento, con l’unico obbligo di rispettare il lavoro di tutti. Ce lo chiede la nostra deontologia, ce lo impone il nostro stile.

Tre articoli sulla Collection e i migliori Chianti Classico
Dopo il primo contributo dedicato al racconto generale dell’evento e alle prime recensioni dei vini da 4 UGA, il secondo articolo (con una parentesi sull’olio DOP e i migliori vini da altre 4 Unità), oggi l’integrazione finale con le restanti etichette della Super-50 e provenienti dalle ultime 3 UGA.
Abbiamo già svelato:
- 42 etichette della Super-50 Chianti Classico di Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano e Vagliagli;
- i nostri 3 Chianti Classico più convincenti in assoluto della Collection per tipologia (rileggi i 3 CC “clamorosi”)
Oggi vi sveliamo:
- Gli 8 Chianti Classico di Castellina, Lamole e San Donato in Poggio della Super-50 globale;
- l’azienda “top” in assoluto per la miglior “combo” qualitativa a CCC2026
(spoiler: Castellinuzza – Claudia Cinuzzi da Lamole) - il vino che ha meritato una Menzione speciale pur non entrando tra i primissimi
(spoiler: CC ris. Foho 2020 di Borgo Casa al Vento da Gaiole).
Prima dei numeri e delle valutazioni, c’è l’analisi, il racconto e l’empatia della nostra Luisa Tolomei.

Chianti Classico: un’antica eredità culturale
Partecipare a Chianti Classico Collection è sempre un onore ed un grande piacere. Una kermesse eccitante, impegnativa, ma che ogni anno consente di fare nuove scoperte e consolidare vecchie conoscenze. La 33° edizione ha avuto come tema “Wine is Culture” – e come smentire questo assioma?!
Le fasi storiche non nascono nel 1716, anno in cui vennero definiti i confini ufficiali di quella che è considerata la prima (o almeno una delle prime) denominazione del mondo intero, né nel 1872 quando il Barone Ricasoli, nel suo Castello di Brolio, studiò l’uvaggio per il miglior Chianti, bensì si perdono nella notte dei tempi, quando questi luoghi benedetti venivano antropizzati dai primi uomini ‘civili’, probabilmente etruschi che qui cominciarono a coltivare la vite.
La cultura inerente al Chianti Classico non si riferisce però solo alla storia, ma si lega strettamente anche alle pratiche e alle infrastrutture – penso all’architettura, alle conoscenze, ai paesaggi e alla sapienza delle persone che sempre hanno abitato qui, dall’antico mezzadro al moderno imprenditore agrario e non solo – che inevitabilmente nascono intorno alla produzione del vino e al vino che viene prodotto in conseguenza di una cultura che cresce.
Sono probabilmente queste le ragioni che hanno portato l’odierna eredità territoriale e di terroir che lega con un forte senso di appartenenza i viticoltori del Chianti Classico; qui in modo particolare il concetto di Terroir viene vissuto quotidianamente sotto tutti i punti di vista, anche con la custodia del patrimonio collettivo dei beni culturali.

Letture territoriali e il condizionamento dalle annate: UGA a confronto
[non mi interessa, vai subito alla Super-50 vini]
Di come il Consorzio abbia interpretato i vari andamenti stagionali sul prodotto finale, ne abbiamo già parlato ampiamente nel primo articolo (valutazione ultime annate Chianti Classico). Troviamo interessante confrontare tutte queste variabili applicandole alle 3 UGA protagoniste di questo articolo: Castellina, Lamole e San Donato in Poggio.
L’annata 2024, caratterizzata da piogge sia primaverili che autunnali e da marcate escursioni termiche di fine estate, ha visto i tempi di vendemmia molto dilatati nel tempo, con ritardi soprattutto nelle zone già solitamente più tardive. Di queste tre zone oggi in analisi, infatti, le bottiglie di Chianti Classico annata davvero degne di nota sono state “Due Lame” di Lamole di Lamole e “Bibbiano” di Tenuta di Bibbiano.
La critica annata 2023 invece, nonostante i rischi dovuti all’umidità, ha prodotto Gran Selezione e Riserva di alto livello (particolarmente a Castellina) e Chianti Classico annata che si sono espressi in termini molto buoni in tutte e tre le UGA qui prese in considerazione.
Tutto ciò ci rende estremamente curiosi di capire anche come ne andrà l’evoluzione nel corso dei prossimi anni. Potete prendere già nota del riserva di Capraia, del Barocco di Belvedere di San Leonino e del Gran Selezione di Brancaia.
Era prevedibile invece che l’ottimale andamento del 2022 producesse Gran Selezione e Riserva di grande spessore, veramente un’ottima bevuta nel periodo attuale: ne riassumiamo solo alcuni con GS Casasilia di Poggio al Sole, GS Sei di Querceto di Castellina, GS Tregole, GS Nittardi e Ris. Castello di Monsanto.
In questo riassunto vogliamo spingerci fino al 2021, quando le temperature generalmente più basse della media e le spiccate escursioni termiche consentirono in generale una ricchezza di acidità e interessantissimi profili aromatici.
Lo hanno dimostrato soprattutto le Gran Selezione Vigna del Capannino di Tenuta di Bibbiano, Vigna Il Poggio di Castello di Monsanto (per noi la migliore GS della Collection) e a seguire tutte le altre, anche Riserva, qui di seguito nominate, senza mancare di citare l’eccellenza del Chianti Classico annata di Ormanni, da attendere ancora a lungo.

Dopo tutto ciò, mi addentro nei dettagli di alcuni degli assaggi, secondo noi i più meritevoli, che hanno visti coinvolti gli inviati di Spirito Italiano.
UGA Castellina
Con il 17% del territorio comunale destinato a vigneto, è uno dei comuni più intensamente vitato e uno dei più freddi di tutto il Chianti Classico. Idealmente l’area è divisa in due dalla Strada Regionale 222, che da Nord porta a Sud, e dove si trovano i vigneti posizionati ad est, con il boschivo più esteso, mentre quelli a ovest coprono tutta l’area in modo più uniforme.
Inoltre, le zone più alte con pendenze maggiori e terreni più sassosi di alberese (quindi più difficili da lavorare) vedono meno concentrazione di vigneti, che invece si estendono sia in termini di superficie che di dimensioni aziendali se si scende in altitudine.
Come dice Masnaghetti, “il paesaggio è molto spesso uno specchio fedele della geologia”, dall’osservazione di esso possiamo dedurre la circostanza e le opportunità produttive dei vigneti. Possiamo infatti notare come i vini prodotti da vigne posizionate nella zona ovest in alta collina presentano in generale un frutto ben espresso e vivo e una struttura tannica saporita, scendendo di quota il frutto assume caratteri più scuri e maturi, in bassa collina si assottiglia un po’ la trama tannica ma il frutto resta più vivace del previsto; nella zona est invece, dove l’alberese è più presente, i risultati sono quasi sempre vini snelli e vigorosi. Vediamo insieme come questa teoria si è poi concretizzata negli assaggi.
UGA San Donato in poggio
Unità Geografica Aggiuntiva che nasce dall’accorpamento di due Comuni chiantigiani, Barberino Tavarnelle e Poggibonsi, vede in realtà al suo interno diversi settori e numerose formazioni geologiche, che riteniamo superfluo elencare qui: certo è che il nome San Donato veniva utilizzato in etichetta sin dagli anni ‘60 da alcuni produttori di pregio, segno che l’intuizione per la quale la provenienza è indice di qualità era già sin da allora commercialmente riconosciuta.
Tipiche espressioni della UGA sono le aziende Poggio al Sole con la sua classica verticalità fruttata e Castello di Monsanto, dall’austerità profumata ed elegantissima della Gran Selezione ‘Vigna il Poggio’.
UGA Lamole
La più piccola UGA del Chianti Classico, recentemente inserita nel Registro Nazionale del Paesaggio Rurale Italiano, si caratterizza per l’eleganza dei profumi che si riscontra nei vini prodotti sui suoi terrazzamenti, coltivati anche a uliveti e giaggioleti.
Come tutto il Chianti Classico, anche qui le microzone sono eterogenee e presentano caratteristiche geologiche e di esposizione diverse, ma quasi tutte con le vigne ad altitudini dai 400 ai 700 mt slm. Quello che più ci incuriosisce è però il versante dove si trova Castellinuzza: ripido ed assolato quindi meno vitato, ma capace di tradurre le uve in liquide pietre preziose, come ci dimostrano i vini di Castellinuzza di Cinuzzi con la loro lucentezza e la loro stilosa finezza tradotte in effluvi floreali e fruttati, lunghe persistenze e raffinate eleganze.
Rimaniamo giusto un attimo proprio sull’azienda di Claudia Cinuzzi e sul trittico entusiasmante che abbiamo assaggiato. Tre “singola vigna” davvero di altissimo livello, soprattutto il riserva Cinuzzi 2021 e il Gran Selezione 2020 (abbiamo inserito questo nei top-50) ci sono parsi straordinari per piacevolezza ed equilibrio di insieme. A loro (e a Lamole) va quest’anno il riconoscimento “miglior combo“, i complimenti e il posto in una nostra personale “Hall of fame” storica delle Collection che trovate a fondo pagina (Leggi lo storico).

Super-50 da Chianti Classico Collection 2026
I Gallo nero top da: Castellina, Lamole e San Donato in Poggio
Le UGA fra parentesi valgono solo per i Gran Selezione, per gli “annata” e i Riserva sono indicative
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In ordine di tipologia, di gioventù e poi alfabetico
| Chianti Classico DOCG Tuttosommato 2023 Jurij Fiore & figlie (Lamole) Vivacità del carminio e sentori di fiori freschi e ciliegia, fragola, rabarbaro, arancia navel e menta selvatica. Al palato la freschezza succosa e il tannino scalpitante allungano la persistenza su note di frutta rossa e dolce. |
| Chianti Classico DOCG 2021 Ormanni (San Donato in Poggio) Colore vivace del carminio che sfuma nei riflessi granato. Al naso giuggiole e ribes nero anticipano la generosa nota speziata di vaniglia. Il sorso ha un flavour leggermente legnoso ma il volume liquido è fruttato e tornano in mente mora, prugna e note scure di tabacco da pipa. Il tannino è grintoso e la salivazione aiuta a rimettere in circolo sensazioni retrolfattive di frutta secca e miele di castagno. Il gran finale è sottile e di lunga balsamicità e l’insieme fa azzardare previsioni di lunga evoluzione in affinamento |
| Chianti Classico Riserva DOCG 2023 Capraia (Castellina) La vivacità del colore carminio ha riflessi aranciati ed i profumi di mora di gelso e il cenno balsamico e mentolato del bastoncino di liquirizia si spingono fino ai sentori speziati del legno di faggio, muschio e sottobosco, senza evitare note di cacao amaro ed esotico tè darjeeling. Al palato il frutto è dolce e succoso, dalla sapidità appena accennata che evidenzia freschezza e con il tannino saporito e ben amalgamato nel gusto. L’espressività si sviluppa lungo la persistenza caratterizzata da caffè tostato, vaniglia, cocco e legno di sandalo. Un Chianti Classico riserva straordinario. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2023 Brancaia (Castellina) La maturità dei profumi di prugna e ciliegia non dà cenni di cedimento e mantiene freschezze legate alle note balsamiche di eucalipto, erbe mediterranee e coccole di ginepro. Sorso caldo, dinamico e spigliato che porta con sé piccole bacche scure succose e un tannino molto fruttato sul finale elegante e delineato nella sua tridimensionalità |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Casasilia 2022 Poggio al Sole (San Donato in Poggio) Molteplici i profumi di frutti rossi: ciliegia, arancia, fragolina, confettura di ribes, lampone, rabarbaro, il tutto rinfrescato da gradevoli cenni vegetali. La traduzione al palato conferma freschezza diritta, sapida e succosa e tannino ammorbidito e fruttato, che insieme conducono all’appropriata persistenza. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna al Poggio 2021 Castello di Monsanto (San Donato in Poggio) Dalla luce trasparente che attraversa il calice granato sprigionano profumi di iris e violetta, alloro e rosmarino, succo d’arancia, fragola Candonga e ciliegia Ferrovia, lampone macerato e aromi di cannella, cardamomo e tabacco dolce. L’intuizione della grande eleganza si conferma all’assaggio, dove la raffinatezza del tannino si allunga all’orizzonte, favorita da una freschezza vivace e tuttavia morbida e saporita di rabarbaro, acqua di rose e pino mugo. La Gran Selezione che ci ha fatto sognare di più a CCC 2026 |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna del Capannino 2021 Tenuta di Bibbiano (Castellina) Trasparenze cristalline nel carminio con nuances aranciate. La generosità olfattiva sventaglia rinfrescanti refoli di rabarbaro e melograno, con un sottofondo di giaggiolo e balsamicità di eucalipto e alloro, passando attraverso pepe verde e paprika dolce, polvere di caffè e note di cuoio. L’ingresso in bocca conferma spezie e frutti, il vigoroso tannino scivola via con la freschezza che esprime anche sapidità minerale, lasciando intuire la grande personalità e la poderosa struttura. Vino ricco e potente, sicuramente dal tipico carattere chiantigiano. |
| Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020 Castellinuzza – Claudia Cinuzzi (Lamole) Granato lucente dai riflessi aranciati, il bouquet estremamente identificativo di questa Gran Selezione spazia tra viola e iris, succo di arancia bionda, ciliegia matura e melagrana, confettura di rabarbaro e cannella, pepe di Sichuan, timo, alloro e note umami. La freschezza è fruttata e si alterna al tannino gentile e levigato sulla persistenza che richiama la dolcezza della polpa. Non solo GS, un’azienda che ci ha davvero entusiasmato su tutta la gamma. Dalla nostra Collection 2026 esce proprio Castellinuzza come produttore dalla miglior “combo” |

Vi riepiloghiamo tutte le aziende inserite nella nostra Super-50 che (oltre alla bottiglia sullo scaffale) potrebbe fornirvi spunti interessanti per una prossima visita diretta in cantina (più esplicativa e più divertente):
Castellina
- Brancaia
- Capraia
- Tenuta di Bibbiano
Castelnuovo Berardenga
- Castell’in Villa
- Castello di Bossi
- L’Acero
- Losi Querciavalle
- Villa a Sesta
Gaiole
- Borgo Casa al Vento
- Casanova di Bricciano
- Colombaio di Cencio
- I Sodi
- Riecine
- Rocca di Castagnoli
- San Giusto a Rentennano
Greve
- Castellaccio
- Castello Vicchiomaggio
- Podere Poggio Scalette
- Querciabella
- Tenuta La Novella
Lamole
- Castellinuzza di Cinuzzi
- Jurij Fiore & figlie
Montefioralle
- Altiero
- Maurizio Brogioni Winery
- Terreno
- Viticcio
Panzano
- Cafaggio
- Fontodi
- Il Molino di Grace
- Le Cinciole
- Monte Bernardi
- Tenuta degli Dei
Radda
- Caparsa
- Castello di Volpaia
- Fattoria di Montemaggio
- Istine
- Monteraponi
- Tenuta di Carleone
San Casciano
- Cantina Poggio Borgoni
- Cigliano di Sopra
- Principe Corsini
- Tenuta La Poggiona
- Villa S.Andrea
San Donato in Poggio
- Castello di Monsanto
- Ormanni
- Poggio al Sole
Vagliagli
- Bindi Sergardi
- Dievole
- Fattoria di Valiano
- Vallepicciola
da Firenze, il panel di assaggio per spiritoitaliano.net
Quali sono i vostri vini preferiti? Scrivetelo sulle nostre pagine Facebook e Instagram oppure via mail a redazione@spiritoitaliano.net per confrontarsi con più calma…

Storici (dagli archivi)
I riconoscimenti negli ultimi 5 anni di SI.net per Chianti Classico Collection
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Riconoscimento alla qualità (miglior “combo”)
- 2026: Castellinuzza
- 2025: Principe Corsini/Villa Le Corti
- 2024: Castello di Albola
- 2023: Ricasoli
- 2022: Castello di Monsanto
Totally over the top: i “clamorosi”
- 2026: Castello di Monsanto – Capraia – Podere Poggio Scalette
- 2025: Dievole – Fatt. S Giusto a Rentennano – Principe Corsini V. Le Corti
- 2024: Querciabella – Castell’In Villa – Isole e Olena
- 2023: Felsina – Monteraponi – Poggio Scalette
- 2022: Castello di Monsanto – Caparsa – Isole e Olena
Menzione speciale
- 2026: Borgo Casa al Vento (Chianti Classico ris. Foho 2020)
- 2025: Maurizio Brogioni Winery (Chianti Classico 2023)
- 2024: Principe Corsini/Villa Le Corti (Chianti Classico ris. Cortevecchia 2020)
- 2023: Dievole (Chianti Classico Gran selezione 2019 Vigna Sessina)
- 2022: Podere Poggio Scalette (Chianti Classico 2020)
Leggi il 1° articolo su Chianti Classico Collection 2026
Leggi il 2° articolo su Chianti Classico Collection 2026
fonte: Consorzio Vino Chianti Classico – foto: Marco Mancini ©
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