Tra i Vins Extrêmes in Valle d’Aosta

di Fulvio Montozzi

Un appagante viaggio-assaggio fra gli eroici: l’evento Vins Extrêmes merita una riconferma più ravvicinata


Tutto nasce da una provocazione all’amico Giuseppe, quando gli invio su WhatsApp la locandina dell’evento con il commento: «Andiamo?»


[si legge, più o meno, in: 4 minuti]

La risposta che – sinceramente – non ti aspetti più, arriva il mese dopo e così ti ritrovi in macchina destinazione Valle d’Aosta. Partecipare all’evento Vins Extremes all’interno del forte di Bard, austero e severo gendarme della Vallée nei tempi passati, non fa che aumentare il mio interesse per l’evento.

Forte di Bard - Fulvio Montozzi
foto: FM ©

La manifestazione ha ospitato la premiazione dei vini che si sono distinti al 33° Campionato Mondiale dei Vini Estremi, e permette di incontrare 50 produttori e degustare le circa 300 etichette premiate al concorso; gli attributi che hanno permesso ai produttori e ai loro vini di partecipare al concorso sono molto semplici ma impegnativi: vigne oltre i 500 metri sul livello del mare, oppure pendenza del territorio di produzione superiore a 30°, oppure impianti su terrazzamenti, o provenienti da piccole isole.

Il Tutto sotto l’egida del CERVIM, il centro ricerche nato sotto gli auspici dell’OIV e preposto alla salvaguardia della viticoltura eroica.

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foto: FM ©

Davvero suggestiva la location che ci ha accolto all’ultimo piano dello storico forte, un ambiente che ha ospitato l’intero evento. Qui, il grande cortile e la cappella sconsacrata sono diventati i luoghi deputati per i banchi d’assaggio, dove i produttori e i sommelier AIS della regione hanno presentato con competenza le etichette in degustazione.

L’atmosfera era caratterizzata da un senso di festa e piacere che si poteva respirare in ogni angolo della struttura. Questo clima conviviale ha trasformato la degustazione in un vero e proprio giro del mondo enologico. Ai banchi d’assaggio abbiamo avuto modo di incontrare viticoltori provenienti principalmente dall’Europa, ma anche da diverse altre regioni internazionali.

A conferma di questa atmosfera globale, l’esperienza è iniziata anche già salendo: per raggiungere la sommità del forte abbiamo infatti condiviso l’ascensore con appassionati provenienti da Spagna e Portogallo.

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foto: FM ©

Tra i banchi si alternavano grandi e piccoli produttori in un contrasto davvero affascinante, arrivando fino a quelle realtà talmente ridotte da non superare la produzione annua di 2000 bottiglie. Parlando con questi vignaioli, si scopre spesso che l’attività enologica rappresenta un vero e proprio ritorno alle origini familiari, poiché la loro principale occupazione professionale è in realtà di tutt’altro genere. È evidente la dedizione, la passione e il senso di appartenenza che li anima.

Numerose le storie dei produttori e delle loro etichette da raccontare. La mia partecipazione si è limitata tuttavia a un breve viaggio di “toccata e fuga”, un’esperienza che ha avuto il merito di anche rispolverare emozioni sopite da tempo, come il tornare in Valle d’Aosta dopo molti anni.

Vuoi il vino, vuoi i ricordi, ho vissuto l’evento più “di pancia” che “di testa”, lasciandomi trasportare in un percorso ideale ed emozionale attraverso la produzione eroica. Ho deciso di dare valore all’Italia, seguendo il concetto dell'”estremo” anche geografico e selezionando due vini di due aziende agli antipodi: il Mariolino di Petraia Mussinelli nella Valcalepio sulla sponda bergamasca del lago di Iseo e Onde di Sole della cantina Hibiscus nell’isola di Ustica.

Vins Extremes
Courtesy: Uff stampa Vins Extremes
Mariolino – Petraia Mussinelli

Il Mariolino è uno dei tre vini aziendali un merlot in purezza vinificato in acciaio, con affinamento in acciaio, barrique e bottiglia.

Come premesso, l’azienda è in Valcalepio, sull’occidente orografico del lago d’Iseo: un ettaro di terra impervia dove sono stati ricavati quattro chilometri di muretti a secco per piantare solo 2 tipologie di uva: merlot e petit verdot; tre i vini prodotti il Mariolino, appunto, un blend di merlot e petit verdot e un petit verdot in purezza. Perché la scelta è caduta sul Mariolino? Proprio per la sua immediatezza la sua fruibilità la pronta beva che non ti aspetti da un merlot.

Il suo colore carminio intenso compatto, è il preludio di frutti e fiori rossi, freschi, fragranti con spezie nere accennate che invogliano all’assaggio. Una beva pronta e immediata, dove la buona struttura ti maschera i 14% di alcol, e la freschezza e i tannini puliti ti avvolgono il palato preparandoti al sorso successivo.

Vins Extremes - Vini Petraia Mussinelli
foto: FM ©
Terre Siciliane bianco IGT Onde di sole – Hibiscus

Per essere davvero “extreme” serve raggiungere anche l’isola di Ustica…. Già con l’etichetta, ti senti pervaso di luce, gioia e sole. Quando poi lo versi nel bicchiere ti rapisce per la lucentezza e la luminosità del colore oro.

La cantina situata nell’isola di Ustica ha fatto della sostenibilità la sua bandiera per preservare un territorio cosi impegnativo dal punto di vista geologico e ambientale: terreni vulcanici e salsedine sono un mix impegnativo, ma questo non ferma la produzione di vino e lenticchie

Il colore del vino ti porta a immaginare le vigne isolane bruciate dal sole in mezzo al mare blu, profondo, del Tirreno e con il sole acceccante che si riflette nel bicchiere. Espressività che ritroviamo al naso dove una fragrante frutta esotica, insieme a piacevoli erbe aromatiche fresche, ti fanno attardare anche durante un sorso pieno e coinvolgente. Buona freschezza e una sapidità importante con piena coerenza sulle note aromatiche e tipiche isolane, sono l’invito a una persistenza di valore.

Vins Extremes - Vini Hibiscus
foto: FM ©

Se anche voi, come molti amici, vi chiedete se ne vale la pena, io non ho dubbi ma solo certezze. Servono però calma e tempo per poter assaporare e capire al meglio tutta la gioia, il coinvolgimento e lo stile che i vini estremi e i loro produttori eroici sanno trasmetterti. Così come meritano un occhio di riguardo gli approfondimenti e le masterclass che, anche per l’edizione 2025, hanno dato interessantissimi spunti di conoscenza.

Ripartiremmo quindi per la quinta edizione? Assolutamente sì, si tratta solo di capire quando, dove e come. La quarta è arrivata dopo sei anni dopo le prime tre che furono a distanza biennale e tutte in epoca pre-covid.

Ma con l’amico Giuseppe Coccon ce lo siamo comunque promesso… anzi, consentitemi di ringraziarlo ancora per avermi accompagnato in questo giro fuori porta e aver condiviso un piacevolissimo viaggio, da Roma a Bard, fatto di tanti assaggi e (pure) merende da favola.


da Bard (AO)

Fulvio Montozzi
Vino: piacere, ma anche riscoperta di tradizione e cultura

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