Consapevolezza, sostenibilità, selezione: per Nomisma sono i trend della “Gen Z” che il settore vino deve intercettare.
Il 2023 ha registrato un generico calo nel consumo delle bevande alcoliche, lo abbiamo scritto anche pochi giorni fa relativamente a grappa e liquoristica.
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Nel comparto spirits, però, il dato riveste tutta un’altra valenza rispetto al vino. Quello italiano dei “superalcolici”, è un settore che sta ancora scalando i mercati internazionali proponendo una qualità innovativa e che (cosa da non sottovalutare) subisce maggiormente i continui colpi della “lotta all’alcol” europea.
Il calo del semestre 2023 è quindi cosa naturale e accettabile viste le condizioni inflative e i grandi progressi degli ultimi anni.

Per il vino, a parer nostro, il discorso cambia e l’indagine Nomisma – al netto della sua interessata attività di consulenza – ci deve comunque far riflettere (semplicemente riflettere, non preoccupare).
Secondo la ricerca, le vendite di vino nel canale retail hanno subito nel 2023 un calo superiore al -2% in volume, con riduzioni più elevate in GDO nel caso dei vini fermi (-3,8%) vedendo crescere solo gli acquisti di spumante (+2,3%) e con la tendenza a lasciare i vini a marchio per quelli generici.
Il valore complessivo del venduto è invece aumentato a causa dell’inflazione che però, dall’altro lato, ha ridotto sensibilmente il potere d’acquisto a circa il 75% degli italiani.
Dall’estero, i dati non sono migliori: nei primi nove mesi del 2023, le quantità di vini fermi e frizzanti italiani acquistati nei top 12 mercati internazionali (che pesano per oltre il 60% sulle importazioni mondiali di vino) risultano in calo del 9%. Stessa sorte tocca stavolta anche agli spumanti, una categoria che nell’ultimo decennio era cresciuta senza soluzione di continuità e che registra un -4%.
Interessanti anche i dati sulle abitudini al consumo 2023 emerse dall’indagine Nomisma:
- il 76% degli italiani che ha bevuto vino nell’ultimo anno lo ha fatto a casa propria o di parenti e amici
- il 24% lo ha fatto in locali e ristoranti.
- il 20% di chi era solito consumare vino in casa ha ridotto o addirittura smesso di consumare vino.
- Relativamente alla fruizione fuori casa, il 21% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto i consumi mentre il 4% ha smesso di consumare vino.
- Inoltre, il 75% degli intervistati dichiara che nei prossimi 6 mesei le proprie abitudini di consumo di vino in casa e fuori casa rimarranno stabili rispetto ad oggi; solo un 5% prevede un aumento
- il 24% degli italiani dichiara che inizierà ad acquistare o lo farà più spesso direttamente dai produttori
- il 9% utilizzerà maggiormente i canali online (format al quale si rivolgono soprattutto i consumatori con maggiore disponibilità)

Sono tendenze da cui pare estraniarsi la “Gen Z”. Gli under 25, infatti: «approcciano il mondo del vino in maniera differente rispetto alle generazioni che li hanno preceduti: bevono di meno, lo fanno soprattutto fuori casa (nel 38% dei casi) e con modalità differenti (il 75% preferisce il vino in modalità mixata)».
Sono le parole del Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma Emanuele Di Faustino che sottolinea di come i giovanissimi siano consumatori più attenti alla sostenibilità dei prodotti che si apprestano a consumare, fenomeno che riguarda anche il vino, e prestano maggiore attenzione agli aspetti salutistici, con un forte interesse verso i no e low alcohol wines.
Adesso, dopo questi 2 minuti di lettura, vi immaginiamo pensare che “si è scoperto l’acqua calda… sai che novità!”. Non possiamo darvi torto anche se c’è differenza fra ciò che si immagina e il dato “nero su bianco”.
Comunque Nomisma (che, intendiamoci, apprezziamo molto per l’accurato lavoro analitico che solitamente svolge) nel comunicato non specifica esattamente il campione di profilazione e conclude suggerendo una nuova propria strategia di marketing per le imprese per intercettare i nuovi trend.

Noi, serenamente, facciamo nostri i dati e la conferma che il settore del vino è in movimento in una direzione principale fatta di consapevolezza e selettività (il che, fra l’altro, non ci disturba affatto). Se siete ulteriormente interessati, questo è il link per capire meglio cosa significano grandi numeri, Wine Monitor Consulting e Wine GDO Index per Nomisma.
fonte: Nomisma
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