Il MASAF pubblica il Rapporto 2022 ICQRF sulle frodi nell’agroalimentare. Oltre 23 milioni sequestrati nel mondo vino
Non ci sono grandi dubbi sul fatto che l’Italia, fra i tanti difetti, abbia sicuramente il pregio di tutelare i propri prodotti alimentari e i consumatori molto più di quanto fanno altri Paesi
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E’ stato pubblicato pochi giorni fa il rapporto annuale dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi prodotti agroalimentari – per tutti: ICQRF – del MASAF (ex MiPAAF)

Il documento è una interessante sintesi (anche con statistiche di archivio) sugli interventi fatti a tutela e difesa delle nostre eccellenze agroalimentari, del reddito degli agricoltori, delle aziende e dei consumatori.
Nella presentazione, il Min. Francesco Lollobrigida evidenzia la rinnovata mission del suo dicastero che – ipse dixit – , con l’inserimento nella denominazione della – tanto dibattuta – locuzione di “sovranità alimentare“, vuol mettere fortemente al centro la protezione politica dell’alta qualità nazionale.
Sono controlli che impegnano da anni l’ICQRF e che rappresentano un presidio e un deterrente all’utilizzo di pratiche illegali o scorrette, nonché un incentivo per tutte quelle aziende che ne vedono una conferma del loro serio impegno per la qualità e la sicurezza alimentare.

Dalle ben 70 pagine del resoconto completo, abbiamo estrapolato i dati per noi più significativi e curiosi: le statistiche sulle contraffazioni internazionali riguardanti bevande/cibi a marchio e le analisi sulle irregolarità produttive che ICQRF ha fatto in cantina per vini e spiriti.
Iniziamo col dire che nel 2022 (ultimo anno di riferimento) le cose sembrano molto migliorate rispetto al passato. Sono stati effettuati interventi su scorrettezze sui mercati per 8 Denominazioni (6 italiane e 2 francesi, visto che l’ICQRF agisce anche in cooperazione con organi paritetici esteri).
Ecco i dati:
| Denominazione | Casi | Stati |
|---|---|---|
| Prosecco | 37 | Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Croazia, Svizzera |
| Delle Venezie | 8 | Belgio, Germania, Austria, Lettonia, Lituania, Svizzera |
| Brunello di Montalcino | 1 | Slovacchia |
| Rosso di Montalcino | 1 | Slovacchia |
| Pantelleria | 1 | Germania |
| Orcia | 1 | Slovacchia |
| Languedoc | 1 | Francia |
| Pays D’OC | 1 | Francia |
Le cose sembrano molto migliorate anche grazie all’attività costante fatta recentemente nella divulgazione verso i consumatori ma, comunque sia, i numeri emersi in 365 giorni non sono proprio nullità soprattutto se pensiamo al marchio che più di ogni altro rappresenta l’Italia vinicola fuori confine… sono stati infatti registrati ben 37 casi di infrazione sul Prosecco.
Interessante, finanche divertente vedere quali Denominazioni, su quali mercati e provare a riflettere sul perché.


Finito di ridere (un po’ amaro…) sul “Prosecco analcolico Bella style“, andiamo a rivedere gli ultimi 8 anni (2015-2022) per le Denominazioni che hanno necessitato di oltre 20 interventi e comprendiamo perché la situazione sia ultimamente migliorata…
| Denominazione | totale | da cooperaz. web | da Autorità tutela vino |
|---|---|---|---|
| Prosecco | 1247 | 439 | 808 |
| Wine kit | 283 | 33 | 250 |
| Amarone della Valpolicella | 178 | 16 | 162 |
| Asti | 69 | 1 | 68 |
| Montepulciano d’Abruzzo | 24 | 9 | 15 |
| Campi Flegrei | 21 | 21 | |
| Barolo | 21 | 3 | 18 |
Oltre 1.200 interventi a tutela del Prosecco in 8 anni sono tanti (oltre 155 di media annua)… ma il vino non è assolutamente l’unicaeccellenza agroalimentare nazionale più danneggiata.
Nel periodo 2015-2022 il Prosecco è stato sicuramente il prodotto alimentare che ha necessitato di maggior tutela (1247 interventi) davanti a Parmigiano Reggiano (559), Olio di Puglia (528), Olio EVO Toscano (339) ma nel 2022 la triste classifica è stata questa (prime 6 posizioni):
| Denominazione | interventi | da Autorità tutela vino | da cooperaz. web | ex-officio |
|---|---|---|---|---|
| Olio di Puglia | 121 | 121 | ||
| Toscano (olio EVO) | 63 | 63 | ||
| Prosecco | 41 | 37 | 4 | |
| Olio di Calabria | 33 | 33 | ||
| Parmigiano Reggiano | 21 | 17 | 4 | |
| Finocchiona | 20 | 20 |
Il prodotto “olio” – aggiungendo quello di Sicilia (8 interventi), Terra di Bari (4), il Garda (4) e quello umbro (4) – e la terra di Toscana – aggiungendo il Pecorino toscano (12 interventi), i Cantucci toscani (10) e i Ricciarelli senesi (7) – sono gli ambiti che maggiormente stanno rischiando la pratica illegale.
Mettendo poi l’attenzione sulla produzione, non passa inosservato il dato per cui l’ICQRF nel 2022 ha sequestrato beni per oltre 10 milioni di euro durante le verifiche sui vini a marchio DOP e IGP.
Sono stati fatti complessivamente 10.676 controlli (8.005 ispettivi e 2.671 analitici) con 36 notizie di reato, 1445 contestazioni amministrative (13,5%) e 107 sequestri.
Le irregolarità rilevate a carico di operatori e prodotti tengono conto di quelle documentali (irregolare tenuta dei registri, irregolarità nei documenti di accompagnamento e commerciali) e di etichettatura.

Nel corso dei controlli a tutela dei vini a IG, in oltre 60 casi sono state rilevate violazioni per evocazione o usurpazione. Si tratta di prodotti generici, commercializzati con informazioni ingannevoli, che portano il consumatore a scambiarli per rinomati vini a IG.
Il valore del vino per il nostro Paese è fuori discussione, lo dimostra anche la tabella che sintetizza l’attività di controllo per settori merceologici dove quello vitivinicolo (parliamo di tutto il vino in generale, non più DOP/IGP) è stato il più controllato nel 2022.

Il più, controllato, il più alterato, il più contestato, il più sequestrato con oltre 23 milioni in valore ritirato.

Un confronto finale e “succoso” fra il settore vitivinicolo e quello delle bevande spiritose del 2022. Nessun reato nei superalcolici, l’8,0% di contestazioni amministrative effettuate (vino: 12,2%) e sequestri nell’ 1,02% dei casi (vino: 0,95%)

Per il settore vitivinicolo, ecco i principali illeciti riscontrati:
- Commercializzazione fraudolenta di vini a DOP e a IGP non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione
- Sofisticazione di prodotti vitivinicoli per annacquamento e/o zuccheraggio e aggiunta di aromi naturali
- Vini e mosti con titolo alcolometrico non conforme al dichiarato o ai limiti di legge
- Mancata o irregolare tenuta dei registri di C/S; irregolarità nei documenti di accompagnamento
- Irregolare designazione, denominazione e presentazione dei prodotti vitivinicoli
- Presenza di principi attivi (metalaxyl, acido fosfonico e acido etilfosfonico) non ammessi in vini da produzione biologica
- Detenzione illecita di vinacce e\o sottoprodotti della vinificazione
- Illecita detenzione, vendita o somministrazione di vino con acidità volatile superiore ai limiti
Per le bevande spiritose, ecco invece quelli principalmente accertati:
- Bevande spiritose con titolo alcolometrico difforme dal dichiarato
- Usurpazione o evocazione delle denominazioni di origine o indicazioni geografiche
- Irregolarità nel sistema di etichettatura
- Liquori irregolari per presenza di coloranti non consentiti e alcool estraneo

Saper degustare (ma voi lo sapete bene) passa anche attraverso queste letture.
fonte: MASAF
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