Impegno condiviso per una visione che integri modernità e tradizione. Salviamo il vino, ultima parte: le proposte.
Con oggi concludiamo la trilogia “Salvate il vino: NON parlate di vino” di Bernardo Coresi. Una riflessione attenta e profonda sulla trasformazione del vino nell’era della globalizzazione e, soprattutto, nell’epoca della comunicazione massiva.
[si legge, più o meno, in: 6 minuti]
Un breve saggio, molto apprezzato, che induce a considerare di quanto la sovraesposizione mediatica e il marketing aggressivo abbiano depauperato la bevanda del suo valore più autentico, impoverendone l’anima e l’esperienza sensoriale del consumatore stesso.
L’ultimo contributo si propone di individuare alcune strategie per salvaguardare i valori più tradizionali intaccati dalla moderna comunicazione massiva e, talvolta, superficiale. Quali strade si possono percorrere per trovare un linguaggio contemporaneo e rispettoso verso il vino e la sua etica?
Interpretate con attenzione anche il terzo e ultimo intendimento: è un testo che potrebbe mutare la vostra attitudine sulla base della vostra esperienza. Parola dopo parola capirete di entrare in una dimensione che sfiora l’onirico, fra l’enigmatico e l’ammaliante generando dipendenza emotiva.
Sappiamo che non è semplice trovare il tempo giusto ma provate a leggere rilassandovi e con la giusta lucidità. Vi scoprirete più o meno d’accordo con i concetti, ma questo non conta. Leggete con calma e riflettete sulla necessità di riscoprire il vino come espressione di storia, cultura e artigianalità.
Questi i contributi precedenti: Primo intendimento – Secondo intendimento
[La redazione]

Terzo intendimento
Anche per quest’ultimo contributo, concedetemi tempo e spazio per ricordarvi la prefazione a tutto, propedeutica e necessaria a creare la giusta atmosfera.
Prefazione
Prendete dalla cantina quella bottiglia di vino che lasciavate lì per le occasioni speciali e fate in modo che questo tempo che dedicherete alla lettura diventi esso stesso la grande occasione. Non per la qualità dello scritto, ben inteso, bensì per la necessità di creare un momento dedicato alla riflessione di pensieri ed emozioni che l’apertura stessa della bottiglia che avete scelto vi invita con silente gentilezza a fare.
Trovate il tempo di fermarvi, di riflettere e di lasciarvi trasportare in un viaggio che solo l’apertura di una bottiglia a cui siete legati vi può far vivere. Versatene adesso un calice con moderazione e ossequio e, dopo aver dato modo e tempo ai vostri sensi di prepararsi alla bevuta, se ne avrete voglia proseguite la lettura.
Fatelo in maniera intima, gelosa, fatelo per voi stessi e per le mani che con fatica, sudore e terra hanno permesso a quel calice di arrivare alla vostra anima.
Adesso possiamo partire…

Introduzione
Nel percorso sin qui tracciato, abbiamo analizzato come la mercificazione e la sovraesposizione mediatica abbiano alterato il rapporto autentico tra il consumatore e il vino, riducendo quest’ultimo a un oggetto di moda e di consumo di massa.
La presente parte si propone di delineare un quadro strategico e propositivo che miri a invertire tale tendenza, mettendo al centro il recupero della tradizione, della storia e della complessità sensoriale che caratterizzano il vino artigianale.
Verranno, pertanto, esposte alcune proposte che spaziano dalla comunicazione responsabile e dal marketing etico a interventi istituzionali e programmi di educazione enologica, con l’obiettivo di instaurare un nuovo paradigma di fruizione e di valorizzazione del patrimonio enologico.

Capitolo 1
Strategie innovative per il rilancio del vino autentico
1.1 La necessità di una rivoluzione comunicativa
Il primo tassello per ristabilire il legame autentico con il vino consiste nel ripensare il modello di comunicazione attualmente in vigore. Le strategie di marketing devono evolversi, abbandonando il paradigma dell’apparenza superficiale a favore di una narrazione che evidenzi la storia, la tradizione e il “terroir” di ogni prodotto.
Una comunicazione efficace, in questo senso, deve privilegiare il racconto autentico: testimonianze dirette dei viticoltori, percorsi virtuali nei vigneti, documentazioni sulle tecniche tradizionali di coltivazione e vinificazione. Questi strumenti narrativi possono essere diffusi attraverso piattaforme digitali, social media, documentari e incontri diretti con il pubblico, creando un dialogo che esalti il valore del sapere artigianale.
L’adozione di storytelling di alta qualità, accompagnato da un’estetica sobria e raffinata, favorirà la creazione di una community di consumatori informati e appassionati, capaci di apprezzare non soltanto l’aspetto visivo del prodotto, ma soprattutto il suo retaggio culturale e sensoriale.
1.2 Innovazione tecnologica al servizio della tradizione
L’integrazione delle nuove tecnologie nel settore enologico non deve essere vista come una minaccia alla tradizione, bensì come uno strumento per esaltarla. La tecnologia, se applicata in modo consapevole, può contribuire a garantire la trasparenza e la tracciabilità dell’intero processo produttivo.
Ad esempio, l’impiego di sistemi di tracciamento digitale e di piattaforme blockchain può certificare l’autenticità del prodotto, evidenziando il percorso dalla vigna alla bottiglia. Tali strumenti non solo rafforzano la fiducia dei consumatori, ma permettono anche di evidenziare il rispetto per le pratiche sostenibili e per la biodiversità del territorio.
Inoltre, le tecnologie di analisi sensoriale e di monitoraggio ambientale possono supportare gli enologi nella scelta dei metodi migliori per preservare le caratteristiche uniche del vino, fondendo il sapere tradizionale con strumenti di precisione che ne esaltano le qualità organolettiche.
1.3 Modelli di business sostenibili e a impatto culturale
Un ulteriore asse strategico consiste nell’adozione di modelli di business orientati alla sostenibilità e al valore culturale. Le imprese del settore enologico devono abbracciare una visione che vada oltre la mera ricerca del profitto, privilegiando pratiche che tutelino il territorio, le tradizioni e l’ambiente.
In quest’ottica, si auspica l’istituzione di certificazioni di qualità e di sostenibilità, che possano fungere da sigillo di autenticità e di rispetto per la storia enologica. Tali certificazioni non solo favoriscono una selezione più accurata del prodotto da parte del consumatore, ma incentivano anche la produzione responsabile e la valorizzazione del patrimonio territoriale.
Infine, l’adozione di modelli di business collaborativi – come cooperative e reti di produttori locali – può contribuire a creare sinergie positive, rafforzando il legame tra comunità, tradizione e innovazione.

Capitolo 2
Il ruolo della formazione e dell’educazione enologica
2.1 Educazione sensoriale e culturale
La conoscenza del vino va oltre la semplice esperienza della degustazione: essa comprende un percorso educativo che integra storia, geografia, scienze agrarie e arti. Per questo motivo, la formazione enologica deve diventare un pilastro fondamentale nella riscoperta del vino autentico.
Corsi, workshop, seminari e masterclass rivolti a produttori, operatori del settore e consumatori possono favorire una comprensione profonda delle dinamiche che regolano la produzione del vino. Tali iniziative non solo arricchiscono il bagaglio culturale degli interessati, ma contribuiscono anche a diffondere un approccio critico e consapevole alla fruizione del prodotto.
La creazione di percorsi formativi interdisciplinari, che coinvolgano università, enti di ricerca e istituzioni culturali, è essenziale per trasmettere le conoscenze tecniche e storiche necessarie a preservare e innovare le tradizioni vinicole.
2.2 La diffusione di un linguaggio enologico condiviso
Un altro aspetto fondamentale riguarda la standardizzazione di un linguaggio enologico chiaro e semplice che sia in grado di comunicare in modo efficace la complessità del prodotto.
La creazione di un vocabolario tecnico e di riferimenti normativi condivisi, che permettano di descrivere in modo accurato le peculiarità di ogni vino, rappresenta uno strumento prezioso sia per gli operatori del settore sia per il pubblico. Tale linguaggio, pur mantenendo la sua specificità, deve essere accessibile e in grado di instaurare un dialogo diretto tra il produttore e il consumatore, favorendo una maggiore consapevolezza e apprezzamento del patrimonio enologico.
2.3 Iniziative di sensibilizzazione e divulgazione
Per consolidare il rapporto autentico tra il vino e il suo pubblico, è indispensabile promuovere iniziative di sensibilizzazione che esaltino il valore della tradizione.
Eventi culturali, festival enogastronomici e manifestazioni sul territorio sono strumenti efficaci per mettere in luce la ricchezza storica e culturale del vino a patto che questi non siano standardizzati e ripetuti troppo assiduamente nel tempo. Non può più essere pensabile che il consumatore sia bombardato da continui eventi che ormai si susseguono settimanalmente e indistintamente durante tutto l’anno.
Queste iniziative possono essere affiancate da campagne informative e pubblicitarie che, invece di puntare esclusivamente sull’aspetto commerciale, enfatizzino le storie, le emozioni e le esperienze che ogni bottiglia rappresenta.
Attraverso un approccio integrato, che unisca educazione, comunicazione e celebrazione del patrimonio, si potrà ristabilire il legame profondo e irripetibile che ha da sempre contraddistinto il rapporto tra uomo e vino.

Capitolo3
Proposte istituzionali e politiche per la tutela del patrimonio enologico
3.1 Il ruolo delle istituzioni nel promuovere la cultura del vino
Le istituzioni – sia a livello locale che nazionale – hanno una responsabilità fondamentale nel sostenere e valorizzare il patrimonio enologico.
È necessario che enti pubblici, associazioni di categoria e istituzioni culturali collaborino per definire politiche mirate alla tutela dei territori vitivinicoli e alla promozione delle tradizioni locali. Tali politiche possono includere incentivi fiscali, fondi per la ricerca e lo sviluppo, e programmi di formazione che mettano in luce il valore della produzione artigianale.
Inoltre, la creazione di centri di eccellenza e di laboratori di ricerca dedicati all’enologia può favorire l’innovazione e il trasferimento di conoscenze, garantendo che il progresso tecnologico sia sempre accompagnato dal rispetto per la tradizione e per l’ambiente.
3.2 Normative a tutela del patrimonio vitivinicolo
L’adozione di normative specifiche per la protezione del patrimonio enologico rappresenta un ulteriore strumento per combattere la logica della massificazione.
La definizione di marchi di origine controllata (DOC, DOCG, IGT, ecc.) e di altri strumenti di certificazione deve essere rafforzata e ampliata, in modo da garantire al consumatore la possibilità di riconoscere e scegliere prodotti che rispettano elevati standard qualitativi e che raccontano una storia territoriale autentica.
Tali misure normative, unite a un rigoroso sistema di controllo e di verifica, contribuiscono a tutelare l’identità dei prodotti enologici, impedendo che la standardizzazione globale ne appiattisca le caratteristiche distintive e il valore culturale.
3.3 Collaborazione internazionale e scambio culturale
Infine, la dimensione internazionale gioca un ruolo importante nella valorizzazione del vino autentico.
La promozione di scambi culturali e commerciali tra i paesi produttori e i mercati globali può rappresentare una leva strategica per diffondere la conoscenza delle peculiarità dei vini tradizionali, favorendo una rete di collaborazioni che metta al centro il rispetto per la diversità culturale e produttiva.
Iniziative congiunte, forum internazionali e programmi di cooperazione transnazionale possono servire a creare standard condivisi e a rafforzare il dialogo tra le diverse realtà enologiche, contribuendo a una visione globale in cui il valore del vino autentico venga riconosciuto e apprezzato su scala mondiale.

Conclusione del terzo intendimento
La terza parte del saggio ha illustrato una serie di strategie e proposte concrete per il rilancio del vino autentico, opponendosi alla logica della massificazione e della commercializzazione effimera. È stato evidenziato come un approccio integrato – che unisca una rivoluzione comunicativa, l’adozione consapevole delle nuove tecnologie, modelli di business sostenibili, programmi formativi e interventi istituzionali – possa favorire il recupero del rapporto intimo e storico tra il consumatore e il vino.
L’obiettivo di “Salvate il vino, non parlate di vino” è quello di invitare tutti gli attori coinvolti – produttori, operatori del settore, istituzioni e consumatori – a riflettere profondamente sul valore intrinseco di questo patrimonio, riscoprendo la bellezza, la complessità e l’unicità che ogni bottiglia racchiude.
Solo attraverso un impegno condiviso e una visione che integri innovazione e tradizione sarà possibile restaurare il fascino del vino, restituendogli il ruolo di autentico testimone della cultura e della storia dei territori che lo hanno generato.
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