Mercosur: il mondo del vino approva ma con riserva. L’elenco dei 57 prodotti IG tutelati, 30 vini e anche la Grappa
Pochi giorni fa avevamo riportato la voce dei distillatori, ma anche il mondo del vino si è subito espresso sul Mercosur, le opportunità del mercato sudamericano e l’accordo che presumibilmente verrà ufficialmente siglato nelle prossime settimane dall’Unione Europea per trovare vie alternative all’instabilità del commercio internazionale.
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Il Mercosur, lo ricordiamo, è il mercato comune del Sudamerica a cui aderiscono Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perù (questi ultimi 5 Stati sono associati, i primi 4 sono membri a pieno titolo e in più ci sarebbe il Venezuela se non fosse stato sospeso).

È un’opportunità dai numeri importanti, il cui rischio è dettato dalla stabilità politica locale, ma che, innegabilmente, rappresenta aree dove lo sviluppo economico inviterebbe potenzialmente all’investimento. È stato così accolto con favore l’invito di pochi giorni fa della Commissione Europea a procedere sulla base degli accordi firmati a Montevideo lo scorso dicembre.
Gli accordi inseriscono anche il Messico, si stima un potenziale coinvolgimento di circa 270 milioni di consumatori, in aree dove oltre 30.000 piccole imprese già esportano e che potrebbe poi portare alla crescita del 50% dell’export agroalimentare anche sulla base di un riconoscimento e la maggior tutela delle nostre Indicazioni Geografiche.
Mercosur: opportunità e rischio
I rischi non mancano, su tutti quello dei controlli nell’importazione. Verifiche che, nel particolare, dovrebbero agire a tutela dei consumatori e delle aziende europee sulla qualità dei prodotti in arrivo ma, soprattutto, sul rispetto degli standard produttivi che poi si riflettono sul prezzo finale del prodotto. Sappiamo già benissimo quanto la globalizzazione abbia portato benefici ma anche danni per quelle imprese che si sono viste portare via fette di mercato a casa propria perché rispettose delle norme europee sulla sicurezza, sulla qualità, sul commercio.
Il rischio c’è ma può essere gestito. A fondo pagina riportiamo i numeri per nazione delle Indicazioni Geografiche che, a priori, saranno tutelate dall’accordo. Per l’Unione Europea sono 346 IG da 23 Paesi, per il Sudamerica sono 222 da 4 Paesi (fermo restando che possono essere stipulati ulteriori accordi di partnership fra gli Stati). La lista dei prodotti UE comprende solo agroalimentare, per l’Italia sono 57 le IG che beneficeranno dell’accordo di cui 30 legate al vino e 1 al mondo spirits.
Potremmo essere soddisfatti? Sì, ma anche no se pensiamo che l’Italia è il Paese con più prodotti a marchio d’Europa e i nostri 57 autorizzati verso il Mercosur sono meno dei 59 spagnoli e dei 64 francesi. Se poi parliamo di accordo e importazione, cadono inevitabilmente all’occhio i 104 prodotti agroalimentari tutelati per l’Argentina, di cui 96 sono vini a denominazione!
Volevamo anche noi inizialmente prendere parte all’agorà online di queste settimane in cui sono state catapultate le ipotetiche soluzioni su come salvare le nostre bevande, su come venderle, su come comunicarle. Per adesso abbiamo preferito tacere per non essere confusi con gli eno-soloni dal titolone facile e dalla soluzione impossibile da praticare. Meglio tacere in una situazione così complicata, siamo fiduciosi che i lettori – quelli buoni – ci riconosceranno.
Serve deontologia e chi “spara” sentenze su web e social da GenX abbia almeno l’umiltà di sentirsi dinosauro pernsando ai tiktokers.

Detto ciò, lasciamo la parola a Federvini e Unione Italiana Vini che magari non tuteleranno tutte le categorie della filiera e tutti i vignaioli nazionali, ma quantomeno sono auterovole voce in capitolo ed espressione di un’Italia che lavora sodo e che chiacchiera poco – fra i chiacchieroni ci mettiano anche noi, ci mancherebbe -.
Pareri pressappoco concordanti con UIV entusiasta e concentrata sui numeri e Federvini molto fiduciosa ma più attenta alle regole del gioco. Da entrambe: poche parole ma di significato
Secondo Unione Italiana Vini
Così il presidente di Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi: «L’apertura al Mercosur è un segnale importante in favore del libero mercato proprio in un periodo in cui sembrava se ne fossero perse le tracce. Questi sono gli accordi commerciali che ci piacciono. Per il mondo del vino, il partenariato con una popolazione latina da 270 milioni di abitanti rappresenta certamente un’opportunità di business. Oggi, con i dazi statunitensi, la parola d’ordine è diversificare uno spettro commerciale ancora troppo concentrato su pochi mercati di sbocco, Usa in primis».
Parole chiare che si collegano agli studi del sempre prezioso Osservatorio UIV secondo cui è soprattutto il Brasile la terra più ambita e strategica. Una nazione che – prima fra i 4 buyer sudamericani interessati dall’accordo – ha chiuso il semestre con una crescita del 5,5% per gli ordini di vino italiano.
Nel 2024 sono arrivate in Brasile bottiglie italiane per un valore di 190 milioni di euro, in incremento del 41% negli ultimi 5 anni. Secondo l’Osservatorio, quello “verdeoro” è un mercato (anche per effetto dei dazi) adesso dominato dai cileni (186 milioni di euro) e dagli argentini (90 milioni) ma i numeri dell’Italia (terzo esportatore europeo in valore con 40 milioni dopo Portogallo e Francia) sono destinati a crescere in virtù del possibile progressivo azzeramento di tariffe che che oggi pesano per il 27%.
Per Federvini
Per Federvini e il suo presidente Giacomo Ponti l’accordo è certamente positivo ma: «È indispensabile che le misure di tutela siano concrete, rapide e realmente applicabili. Solo così si potrà garantire un equilibrio tra apertura dei mercati e protezione del nostro sistema produttivo. Il Made in Italy non può essere messo in competizione con prodotti che non rispettano gli stessi standard qualitativi, ambientali e sociali. Ogni decisione sulla ratifica dell’accordo dovrà partire dalla difesa delle nostre eccellenze».
Federvini ha poi rimarcato che: «Il valore delle nostre filiere non sta solo nei numeri, ma nella loro capacità di generare identità, lavoro e qualità riconosciute a livello mondiale. È questo patrimonio che l’Europa deve saper proteggere mentre apre nuovi mercati».
Almeno per noi sono dichiarazioni indiscutibili. Da aggiungere che la Commissione Europea ha approvato l’inserimento nell’accordo di un pacchetto di salvaguardie aggiuntive a tutela degli agricoltori europei espressamente richiesto dall’Italia. Come precisato da Palazzo Chigi, prevedono: «Un meccanismo di monitoraggio e intervento rapido in caso di perturbazioni nei prezzi, anche a livello di singolo Stato membro; il rafforzamento dei controlli fito-sanitari sulle merci in ingresso per assicurarne il pieno rispetto di standard e regolamentazioni UE e l’impegno a prevedere compensazioni adeguate per le filiere agricole eventualmente danneggiate.».
Vi lasciamo dunque ai dati, all’elenco numerico dei prodotti tutelati per nazione e alla lista dei 57 prodotti italiani (di cui 30 vini e 1 distillato) che sono coperti dall’accordo.
Anche la Grappa…
Molto importante che sia stata riconosciuta l’importanza della Grappa IG, il lavoro fatto in questi ultimissimi anni dal Consorzio Nazionale Grappa è stato evidentemente cruciale per essere pronti in questa fase delicatissima e decisiva. Vogliamo aggiungere, per completezza e con piacere, anche le parole del presidente CNG Sebastiano Caffo: «La tutela della Grappa sarà fondamentale per promuovere il nostro distillato di bandiera tra le comunità italo-americane e per far conoscere l’arte distillatoria italiana a un pubblico più ampio. l’apertura dei mercati sudamericani, sebbene non possa compensare i danni subiti dall’imposizione dei dazi statunitensi, rappresenta una grande opportunità per i nostri produttori».

Gli elenchi
Quelle in lista per l’Unione, sono complessivamente 346. Alcune delle IG sono condivise, tipo il Korn (Austria, Belgio, Germania) o l’Ouzo (Grecia, Cipro). Questi i documenti ufficiali a cui facciamo riferimento: Allegato 13-B Allegato 13-C. Sotto, la suddivisione per nazione UE, quella relativa al Sudamerica e, infine, la lista delle 57 IG italiane coinvolte nell’accordo Mercosur.
Unione Europea
- France: 64
- Spain: 59
- Italy: 57
- Portugal: 36
- Germany: 28
- Greece: 21
- Austria: 16
- Belgium: 15
- Romania: 15
- Slovenia: 7
- Croatia: 6
- Cyprus: 6
- Hungary: 4
- Netherlands: 4
- Bulgaria: 3
- Czechia: 3
- Sweden: 3
- Finland: 2
- Ireland: 2
- Poland: 2
- Denmark: 1
- Lithuania: 1
- Slovakia: 1
Sudamerica
- Argentina: 104
- Uruguay: 54
- Brazil: 37
- Paraguay: 27
Non solo IG da nazioni con più appeal, ma anche da regioni con più appeal. Fatevi un’idea…
Prodotti IG Italia
LEGENDA: D: Spirit drinks – V: Wines – A: Vinegar – C: Cheese – F: Vegetables, Fruits, Nuts and their preparations – O: Oils, edible oils and animal fats – P: Pasta, pastrycooks and other preparations of cereals – S: Meat, fish and their preparations
| Grappa | D |
| Asti | V |
| Barbaresco | V |
| Barbera d’Alba | V |
| Barbera d’Asti | V |
| Bardolino / Bardolino Superiore | V |
| Barolo | V |
| Brachetto d’Acqui / Acqui | V |
| Brunello di Montalcino | V |
| Campania | V |
| Chianti | V |
| Chianti Classico | V |
| Conegliano – Prosecco / Valdobbiadene – Prosecco | V |
| Dolcetto d’Alba | V |
| Emilia / dell’Emilia | V |
| Fiano di Avellino | V |
| Franciacorta | V |
| Greco di Tufo | V |
| Lambrusco di Sorbara | V |
| Lambrusco Grasparossa di Castelvetro | V |
| Marca Trevigiana | V |
| Marsala | V |
| Montepulciano d’Abruzzo | V |
| Prosecco | V |
| Sicilia | V |
| Soave | V |
| Toscana / Toscano | V |
| Valpolicella | V |
| Veneto | V |
| Vernaccia di San Gimignano | V |
| Vino Nobile di Montepulciano | V |
| Aceto Balsamico di Modena | A |
| Aceto balsamico tradizionale di Modena | A |
| Asiago | C |
| Fontina | C |
| Gorgonzola | C |
| Grana Padano | C |
| Mozzarella di Bufala Campana | C |
| Parmigiano Reggiano | C |
| Pecorino Romano | C |
| Provolone Valpadana | C |
| Taleggio | C |
| Mela Alto Adige; Südtiroler Apfel | F |
| Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino | F |
| Aprutino Pescarese | O |
| Toscano | O |
| Cantuccini Toscani / Cantucci Toscani | P |
| Pasta di Gragnano | P |
| Bresaola della Valtellina | S |
| Culatello di Zibello | S |
| Mortadella Bologna | S |
| Pancetta Piacentina | S |
| Prosciutto di Parma | S |
| Prosciutto di San Daniele | S |
| Prosciutto Toscano | S |
| Salamini italiani alla cacciatora | S |
| Zampone Modena | S |

Restiamo sempre vigili (e obiettivi).
fonti: Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unione Italiana Vini, Federvini, Consorzio Nazionale Grappa
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