In Germania l’inverno si affaccia in anticipo: già iniziata in 7 regioni la vendemmia per l’eiswein 2025
L’eiswein (il cosidetto “vino da ghiaccio”) rappresenta una delle produzioni più estreme e affascinanti nel panorama enologico mondiale. Sono il frutto di un equilibrio precario tra natura e tecnica, che si svolge solo quando le condizioni climatiche raggiungono un rigore eccezionale. Ma sapete esattamente cosa sia l’eiswein?
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Troviamo molto interessante riportarvi le novità arrivate in queste ore dal Deutsches Weininstitut (DWI). Il Deutsches Weininstitut è l’organismo centrale di comunicazione e marketing per l’industria vinicola tedesca. La sua missione è promuovere i prodotti e il lavoro delle 13 regioni vinicole tedesche. Un istituto fondato nel 1949 come SRL e oggi ente pubblico sostenuto e garantito dal Fondo Tedesco del Vino (DWF), che ne è l’unico azionista.
Il DWI ha annunciato che i viticoltori tedeschi di 7 regioni (Rheinhessen, Franken, Mosel, Pfalz, Sachsen, Hessische Bergstraße) sono già riusciti nella piccola impresa della vendemmia approfittando delle temperature scese fino a −9°C nel cuore della notte. Si è potuto così affrontare il momento cruciale della raccolta, un’operazione che, ovviamente, necessità di una situazione congeniale ed estremamente delicata.

Il grande fascino degli eiswein
Il freddo intenso provoca il congelamento dell’acqua contenuta negli acini. Quando l’uva viene pressata, il ghiaccio (l’acqua) rimane nel torchio, mentre solo la componente concentrata di zuccheri, acidi e aromi fuoriesce densa quasi come il miele e fermentabile con grande difficoltà dai lieviti.
Da un mosto così denso e ricco, in cui diventa estremamente determinante la salute degli acini, si arriva al risultato finale: gli eiswein hanno generalmente dei livelli molto elevati di zucchero residuo naturale, ben oltre i 100 grammi per litro, con un contenuto alcolico relativamente basso, intorno al 7% in volume. Grazie alla freschezza dell’acidità della frutta, tuttavia, la dolcezza solitamente non risulta stucchevole.
La produzione di eiswein è sempre molto rischiosa: la legge tedesca impone una temperatura minima di −7°C alla quale le uve devono essere poste nel torchio. Non solo temperatura ma anche qualità del mosto: in Rheinland-Pfalz, ad esempio, l’ufficio di controllo del vino verifica lo stato delle uve e il raggiungimento della concentrazione legalmente prevista di 120° Oechsle. Vi ricordiamo che il grado Oechsle (° Oechsle) non misura la dolcezza, bensì la densità del mosto direttamente correlata al contenuto zuccherino.

I primi risultati tecnici della 2025
L’annata 2025 sembra dare esiti notevoli: oltre alle uve Riesling e Silvaner si stanno riscontrando ottimi risultati anche con la Souvignier Gris, varietà che sa resistere a lungo in vigna. Una varietà dalla buccia molto spessa che, proprio per questo, riesce a rimanere integra per più tempo e viene così utilizzata sempre più spesso per gli eiswein.
Un arrivo precoce dell’inverno ha consentito a più di una cantina di approfittarne:
- Il primo esempio riportato da DWI è quello della cantina Bergsträsser Winzer in Hessische Bergstraße che ha sfruttato le ideali condizioni di gelo precoci per raccogliere Souvignier Gris con un mosto di 180° Oechsle nel vigneto Heppenheimer Eckweg. Nota: i viticoltori della Bergstraße riusciranno molto probabilmente a vendemmiare con successo l’eiswein per ben due volte.
- Anche il team della cantina Bischofsmühle a Nieder-Olm in Rheinhessen ha raccolto con soddisfazione delle ottime uve Souvignier Gris congelate e sane.
- Ha vendemmiato anche la cantina Weinhaus Heymanns nel Pfalz e nel vigneto Edenkobener Kirchberg. A temperature glaciali di −8°C, sono state raccolte bacche congelate della varietà Pinot Noir con un mosto di 131° Oechsle.
- Blees Ferber in Mosel è un’altra di quelle realtà che avrà la fortuna di poter produrre eiswein due volte in dieci mesi: a −9.4°C, il team della cantina ha raccolto uve Riesling congelate con 160° Oechsle.
- Temperature gelide da −8.5°C a −9°C hanno permesso infine a Schloss Hallburg in Franken (zona di Volkach) di ottenere una vendemmia di Silvaner congelate nel vigneto Hallburg Schlossberg con una notevole densita del mosto: 197° Oechsle.
I dati tecnici arrivati dalle varie zone dove si è vendemmiato, sembrano così fornire (in particolare per gli elevati valori del grado Oechsle) una indicazione di qualità eccezionale per i futuri eiswein tedeschi 2025 che vengono già a prescindere considerati vini di pregio ed estremamente ricercati.

La Germania è un paese che sa far innamorare sempre più appassionati con i suoi vini e non solo con gli eiswein. Fateci caso.
fonte: Deutsches Weininstitut
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