Il report Nomisma sul consumo della grappa presentato al forum di Assodistil a Nogaredo


Qual è il rapporto degli italiani con la grappa? Il successo è realmente crescente? Resta un distillato di nicchia o sa stare al passo con la modernità?


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Il confronto della settimana scorsa organizzato da Assodistil a casa Marzadro (Nogaredo) per parlare di futuro e sostenibilità ambientale è stato arricchito dagli interventi di autorevoli professionisti del settore.


Nomisma per l’occasione ha preparato e presentato una interessante ricerca sulle prospettive di sviluppo del mercato della grappa in Italia.


Spirito Italiano consumo grappa nomisma assodistil
foto: Eva Elijas

Statistiche su attenzione e consumi del nostro distillato di eccellenza interpretato in base alla provenienza geografica, all’età, al sesso e al canale di acquisto.


L’indagine di Nomisma ha coinvolto un campione di mille consumatori da cui è emerso che attualmente il consumatore medio italiano di grappa è un uomo, over 40, con disponibilità di spesa medio-alta, amante della compagnia e attento alla qualità.


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foto: Pavel Danilyuk

Non pensiamo il risultato vi sorprenda più di tanto ma, identikit generico a parte, troviamo stimolante scendere un po’ nel dettaglio.


Dall’indagine è emerso che 610 persone su 1000 (in età fra i 18 e i 73 anni) ha dichiarato di aver bevuto distillati negli ultimi 12 mesi in almeno un’occasione (a casa o fuori). La quota consumatori scende a 290 se parliamo di grappa, un superalcolico che è stato assaggiato dal 43% degli uomini intervistati e soltanto dal 21% del campione di sesso femminile.



Se vediamo i dati separandoli per fasce d’età, i numeri dicono che il tasso di diffusione della grappa è inferiore fra i giovani (meno di 2 under 25 “Gen Z” su 10 beve grappa, il 25% dei “Millennials” in fascia 26-40 lo fa) mentre aumenta al 30% nella fascia di età 41-55 (Generation X) e al 32% tra gli over 55 (i cosiddetti “baby boomers”).


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Quasi tutti (9 consumatori su 10) dichiarano di bere grappa in compagnia perché il gusto piace (51%) ed è una bevanda conviviale (43%) così come il 35% degli intervistati vorrebbe provare un cocktail a base di grappa nei prossimi mesi.


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Anche per il commercio, i dati confermano la tendenza vista per altre bevande di qualità; lo ha confermato il Project Manager Nomisma Manuele Di Faustino: «Anche nel caso della grappa l’e-commerce inizia a ritagliarsi un proprio spazio di mercato: il 9% dei consumatori ha acquistato grappa online, con valori superiori tra le generazioni più giovani e i consumatori che hanno una capacità di spesa alta. Un profilo in linea con la tipologia di grappa venduta online che si caratterizza per un prezzo medio che è più del doppio rispetto a quello della grappa acquistata negli scaffali dei negozi fisici”.



Sempre riguardo alle tendenze di mercato, il Covid ha impattato anche sul mercato degli alcolici e superalcolici. Fra pandemia, lockdown e dazi vari, il mercato degli spirits tra il 2019 e il 2020 è sceso al -20% con un rimbalzo, nel 2021, del +9% contestualmente al graduale ritorno alla normalità e alla riapertura di bar e ristoranti.


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La grappa nei primi 9 mesi del 2021 ha registrato un +8% nei Cash&Carry (proxy delle tendenze nel canale Ho.Re.Ca.) e un +30% nell’e-commerce (gen-set 2021 vs gen-set 2020) seppur a ritmi più rallentati rispetto a quanto registrato in piena emergenza pandemica quando le vendite di grappa online hanno segnato un +198% raggiungendo i 2,3 milioni di euro nel 2020 (dati NielsenIQ).





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fonte: Robespierre – Assodistil

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