anche confagricoltura chiama il governo


Fitopatie, costi triplicati, calo di volumi e problemi di manodopera. Per Confagricoltura non basterà l’aiuto iniziale previsto dal MASAF


Proseguono i timori per la vendemmia 2023, con voci da ogni angolo d’Italia e numeri tanto variegati da spiazzare nella valutazione e nel calcolo della presunta entità.


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Dopo i comunicati ufficiali con le dichiarazioni congiunte di Assoenologi, ISMEA e UIV di fine luglio, il Governo ha mosso i primi importanti passi verso un sostegno ai danni da peronospora ma il clima rimane incerto e si continua a respirare inquietudine nelle vigne italiane.


Va detto, parere nostro, che il MASAF – Ministero dell’Agricoltura e di altro ancora… – ha spesso compreso l’importanza del settore vitivinicolo ma il mondo agricolo italiano è vasto e sicuramente sono molti i coltivatori che si sentono di “serie b” rispetto ai vignaioli.


Spirito Italiano confagricoltura aiuti settore viticoltura
photo: Bruno Germany

Il vino e i suoi derivati muovono un sistema ormai strategico per la nazione ma uno Stato (che funzioni) deve cercare di tutelare proporzionalmente le sue imprese e le rispettive forze-lavoro.

Per quanto sopra, ci pare così cautelativo – e, aggiungiamo, comprensibile – l’intervento ufficiale di Confagricoltura poco dopo la decisione del MASAF di avviare comunque interventi a sostegno dei viticoltori danneggiati dalla peronospora.


Queste le frasi salienti del comunicato emesso dalla Confederazione generale dell’agricoltura sulla situazione nelle vigne nazionali dopo l’ultima riunione della sua Federazione Nazionale Vino:

«Dopo anni di vendemmie anticipate, il 2023 ristabilisce l’equilibrio dei tempi di raccolta, in alcuni casi anche in ritardo, ma lascia il segno sulla quantità, in quasi tutta Italia in diminuzione dal 20 al 50%.

L’andamento climatico ha inciso profondamente sulla maturazione delle uve e sui volumi prodotti, sia per le gelate primaverili e le pesanti grandinate estive, principalmente al Nord, sia per la peronospora, che è ricomparsa con virulenza, soprattutto al Centro Sud, a causa dell’umidità persistente.

Il calo si evidenzia in molte regioni: parte del Piemonte, Friuli Venezia Giulia, in parte della Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. In controtendenza Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto, dove oggi si valuta circa il 5% in più dei quantitativi rispetto al 2022.

Permangono infine le difficoltà a reperire manodopera, che, per il settore vitivinicolo, rappresenta il 20% del totale delle assunzioni in agricoltura. Le nuove misure sui flussi non sono fluide nella gestione burocratica […] si arenano ancora sulle pratiche amministrative, troppo lente rispetto ai tempi dettati dalla natura e dalle esigenze delle aziende».


Spirito Italiano confagricoltura aiuti settore viticoltura
photo: Alex Olzheim

«In un contesto così complesso, – ha affermato il presidente della Federazione Vino di Confagricoltura, Federico Castellucci – i viticoltori italiani hanno fatto tutto il possibile ma sono stati messi a dura prova per contrastare le fitopatie acuite dal clima bizzarro. Per chi fa viticoltura biologica, in alcune zone si prospetta addirittura una vendemmia più che dimezzata in termini di quantità. Le prossime settimane saranno decisive per valorizzare al meglio la produzione.

Chi è riuscito a trattare i vigneti ha dovuto affrontare ulteriori costi per salvare il raccolto. Costi almeno raddoppiati, in alcuni casi triplicati rispetto ad annate ordinarie, per la lotta fitosanitaria (carburanti, personale, antiparassitari), i trattamenti necessariamente ripetuti e il gasolio, che incidono notevolmente sul conto economico finale e pesano sui bilanci delle aziende, già ridotti per la flessione dei consumi conseguente all’aumento dell’inflazione.

La crescita del prezzo delle uve attesa in alcuni areali non sarà mai tale da compensare l’incremento dei costi sostenuto».



Le parole di Confagricoltura sono chiarissime, vanno oltre la denuncia delle gravi difficoltà passate e future, puntando chiaramente verso interlocutori delle alte sfere decisionali. C’è di più e forse di anche più interessante se valutiamo globalmente la faccenda perché, secondo la Confederazione: «L’emergenza peronospora si inquadra nella problematica sempre più ampia e grave legata alle fitopatie nel settore agricolo, per il quale si chiede la predisposizione di un “Piano straordinario di azione per la lotta alla diffusione delle fitopatie” che analizzi, sviluppi e sostenga specifiche misure che portino a potenziare e rendere più efficace la strategia nazionale di monitoraggio e contrasto delle malattie».  


Al Ministro Lollobrigida – che ha già approvato un Decreto per sostenere le imprese vitivinicole con 1 milione di euro del Fondo di solidarietà nazionale ma che ha dovuto contemporaneamente stanziarne 2,9 per le catture e gli smaltimenti del granchio blu – torna quindi la “palla” nella sua metà campo in attesa di sviluppi e sperando che altri dicasteri (fra aumenti del limite di stipendi per le opere infrastrutturali, tagli agli extraprofitti delle banche, blocco degli algoritmi di prenotazione voli e tutto quanto sarà previsto dal onnicomprensivo D.L. Asset e Investimenti) non sottraggano risorse economiche nel gioco finale del “tira la coperta senza scoprirmi“.


Nel frattempo è già stato pubblicato dal MASAF il Decreto Direttoriale per usufruire dei fondi OCM Vino “Promozione sui mercati dei Paesi terzi”. Fino al 13 settembre le imprese potranno presentare un progetto per attingere poi a un calderone di oltre 21 milioni di euro per la prossima stagione. Non è cosa da poco.


Spirito Italiano confagricoltura aiuti settore viticoltura

Staremo a vedere dunque l’evolversi di questa annata complicata, l’augurio è: che il tempo di vendemmia, dopo i difficili mesi pre-agostani, pur non riuscendo a recuperare nei volumi permetta di portare in cantina uve eccellenti per un vino 2023 che potrà essere dichiarato un po’ ovunque di alta qualità.

Chissà, maghi o lettori analitici… stai a vedere che porteremo fortuna?!?

PB



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fonti: MASAF, Confagricoltura
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