Les Primeurs 2025: attesa a Bordeaux

Semaine des Primeurs – En Primeurs week 2026 a Bordeaux: una settimana decisiva con grandi aspettative dalla 2025


È un appuntamento professionale riservato esclusivamente agli operatori del settore e alla stampa accreditata, ciò non toglie che non meriti uno spazio di rilievo per chi fa informazione


[si legge, più o meno, in: 3 minuti]

Iniziano a scalpitare produttori e investitori: dal 20 al 23 aprile 2026, Bordeaux tornerà a essere il centro gravitazionale del mercato dei fine wine. La Semaine des Primeurs (En Primeurs Week), incontro annuale organizzato dall’Union des Grands Crus de Bordeaux (UGCB), sarà l’ennesimo banco di prova fondamentale una delle appellation più esclusive e che rimane assolutamente tale nonostante qualche chiaroscuro degli ultimi anni.

Bordeaux
photo: M. de Lucia

Il millesimo 2025 sarà presentato in anteprima dopo aver già fatto parlare di sé per le condizioni climatiche difficili una vendemmia che pare sfidare alcuni fra i record storici. A Bordeaux sono attesi oltre 5000 professionisti, tra négociant, distributori e stampa specializzata, per quello che sarà, a tutti gli effetti, un verdetto molto indicativo per il vino bordolese.

En Primeurs Week: il calendario

La macchina organizzativa dell’UGCB ha confermato una struttura collaudata per permettere una valutazione serena e professionale. La settimana prenderà il via lunedì 20 aprile presso l’Hangar 14, sulla scenografica banchina del Quai des Chartrons.

Le degustazioni saranno divise in tre fasce orarie (9:00, 11:30, 14:00) per garantire un flusso ordinato di esperti impegnati nell’analisi tecnica dei campioni da botte.

Da martedì 21 a giovedì 23 aprile, l’attenzione si sposterà “sul campo”, con degustazioni organizzate per denominazione presso alcuni dei castelli più prestigiosi della regione. Questo approccio permette ai degustatori di respirare l’aria del terroir e comprendere le sfumature microclimatiche che hanno definito l’annata:

  • Rive Droite:
    • Pomerol sarà ospite a Château Beauregard,
    • Saint-Émilion GC troverà casa a Château Valandraud.
  • Pessac-Léognan e Sauternes: Le denominazioni del sud si riuniranno al Domaine de Chevalier.
  • Médoc: La Rive Gauche sarà divisa tra
    • Château Cantemerle (Margaux e Haut-Médoc),
    • Château Léoville Barton (Saint-Julien, Moulis e Listrac) e
    • Château Lynch-Bages (Pauillac e Saint-Estèphe).
Bordeaux AOC
rielab SI.net da fonte CIVB
Le grandissime aspettative dall’annata 2025

Analizzando qualcuno dei report tecnici apparsi ad oggi, la 2025 rimarrà negli annali come l’annata della precocità estrema. Il ciclo vegetativo è iniziato con un anticipo quasi destabilizzante: il germogliamento è avvenuto intorno al 27 marzo, ben due settimane prima della media storica. Questo vantaggio si è mantenuto per tutta la stagione, con una fioritura rapida a metà maggio e un’invaiatura completata entro il 19 luglio.

L’estate 2025 è stata dominata da un agosto torrido e secco. Sebbene lo stress idrico abbia preoccupato molti produttori, i suoli con una buona componente argillosa hanno agito come spugne, rilasciando gradualmente l’umidità necessaria. La vendemmia è stata una corsa contro il tempo: i bianchi sono stati raccolti a metà agosto, mentre i rossi (Merlot e Cabernet) sono stati messi in cantina tra la fine di agosto e le prime due settimane di settembre, prima che le piogge autunnali potessero diluire la concentrazione.

Il dato quantitativo è uno dei più bassi degli ultimi anni. La siccità ha prodotto acini piccoli, con un rapporto buccia-succo molto sbilanciato a favore della prima. La produzione regionale è stimata in circa 3,6 milioni di ettolitri, un calo del 15% rispetto alla media quinquennale. Molti Châteaux hanno dichiarato rese tra i 28 e i 37 hl/ha, numeri che parlano di una selezione naturale spietata operata dal clima.

Bordeaux - Paolo Bini
photo: P. Bini ©

Prendiamo a riferimento quanto riportato da Grandcru Grapes (molto attenti agli investimenti sul vino) per evidenziare di quanto il terroir abbia giocato un ruolo discriminante nella gestione del calore del 2025, creando profili stilistici diversi tra le varie zone di Bordeaux.

Sulla Rive Gauche, il Médoc ha beneficiato della vicinanza dell’estuario della Gironda, che ha mitigato le temperature diurne. Qui, i terreni ghiaiosi profondi hanno spinto le radici del Cabernet Sauvignon a cercare nutrimento in profondità, regalando vini di incredibile struttura e una spiccata nota minerale. A Saint-Estèphe e Pauillac, in particolare, la maturazione dei tannini è apparsa completa e setosa, con una freschezza acida che bilancia perfettamente l’alto grado zuccherino.

Sulla Rive Droite, il successo dell’annata è stato decretato dai suoli calcarei e argillosi di Saint-Émilion e Pomerol. Questi terreni “freddi” hanno protetto il Merlot dal calore eccessivo, mantenendo aromi di frutta rossa croccante anziché virare verso note di confettura. Il Cabernet Franc è però il vero trionfatore della zona: la sua naturale resistenza allo stress idrico ha permesso di ottenere vini di una precisione aromatica millimetrica, con eleganti note floreali e speziate che elevano il blend finale.

Nel sud, a Sauternes e Barsac, l’annata è stata più complessa. Il calore di agosto ha ritardato lo sviluppo della Botrytis Cinerea. Tuttavia, le nebbie mattutine di settembre hanno permesso una concentrazione tardiva ma qualitativamente eccellente, portando a vini passiti di grande purezza, con un residuo zuccherino importante ma sostenuto da una spina dorsale acida vibrante.

Bordeaux cellar En primeurs
photo: Liv Kao
Giusto investire?

Lo dicono un po’ tutti che l’annata 2025 promette assoluta eccellenza a 5 stelle. Nonostante il calore, i vini non mostrano segni di sovramaturazione. I livelli alcolici, pur generosi (tra il 13,5% e il 14%), sono bilanciati da una freschezza sorprendente, frutto di notti estive relativamente fresche che hanno preservato l’acidità. Il colore è profondo, quasi impenetrabile, e i tannini appaiono già eccezionalmente maturi e levigati. Gli esperti la paragonano alla struttura della 2022, ma con una “luminosità” e una precisione aromatica che ricordano le grandi annate classiche come la 2010.

È lapalissiano di quanto si cerchi di valorizzare e promuovere il proprio prodotto, ma rimane altrettanto palese di quanto sia promettente l’ultima vendemmia. La campagna En Primeur 2025 si apre quindi in un clima di grande attesa e aspettativa che, però, non elimina alcuni timori di fondo.

La scarsità di prodotto e l’altissima qualità spingono verso l’alto l’interesse dei collezionisti, consapevoli che le allocazioni di quest’anno saranno limitate. Il mercato globale sta però tirando un po’ il freno e attraversando una fase di stallo non banale. Ergo: i prezzi di uscita saranno determinanti per il successo dell’operazione.

Non è quindi una novità sapere che Bordeaux si trova così a un bivio: confermare il proprio status di bene rifugio attraverso un’annata memorabile o fare i conti con un calo produttivo che mette a dura prova la redditività di alcuni chateaux minori. Su tutto c’è la certezza di un’incertezza: il cambiamento climatico. A vous.

torna in alto

fonte: UGCB
© spiritoitaliano.net ® 2020-2026