Amarone Opera Prima 2026: l’anteprima della 2021 celebra equilibrio, sostenibilità e “made in Italy” della Valpolicella.
Si è chiusa il 1° febbraio a Verona la 22ª edizione di Amarone Opera Prima, l’evento anteprima del Consorzio Tutela Vini Valpolicella dedicato alla presentazione ufficiale dell’annata 2021.
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Per tre giorni, le Gallerie Mercatali di Veronafiere e l’Auditorium Riccardo Borghero della Camera di Commercio hanno accolto 67 aziende, circa 400 operatori del settore e 1.500 appassionati, tra degustazioni, talk e momenti di approfondimento sul rapporto tra vino, territorio e cultura italiana.

L’edizione 2026 ha segnato un cambiamento logistico importante: complice la prossimità delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, l’evento si è svolto in forma sdoppiata. La conferenza inaugurale ha avuto luogo presso la Camera di Commercio di Verona, a pochi passi dall’Arena, mentre l’anteprima vera e propria – con la sala degustazione riservata alla stampa e il walk-around tasting con i produttori – si è trasferita alle Gallerie Mercatali, nei pressi del quartiere fieristico.
Una soluzione organizzativa efficace, supportata da un servizio di navetta che ha agevolato gli spostamenti tra le due sedi e la stazione ferroviaria. I nuovi spazi, ampi e ariosi, hanno garantito una fruizione a nostro avviso più comoda rispetto al Palazzo della Gran Guardia, la cui centralità e prestigio impongono comunque limiti strutturali che obbligano a distribuire la manifestazione su più piani.

Le istituzioni e l’organizzazione
L’apertura è stata affidata alla conferenza “Amarone da podio con la Cucina italiana e le Olimpiadi”, moderata da Andrea Andreoli, direttore di Telenuovo – TG Verona. Sul palco Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana e promotrice della candidatura Unesco della cucina italiana, Deborah Compagnoni, leggenda dello sport e ambassador delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, e Cristina Bowerman, chef di Glass Hostaria a Roma (1 stella Michelin).
Il confronto ha ribadito come l’Amarone della Valpolicella sia oggi non solo un vino iconico del Made in Italy, ma anche un vettore culturale capace di dialogare con gastronomia, sport e identità territoriale.
Nel corso della mattinata è arrivato anche il videomessaggio del Ministro MASAF Francesco Lollobrigida, che ha ribadito il ruolo centrale dei consorzi nella tutela e promozione delle denominazioni, sottolineando come il nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche rafforzi il loro contributo anche sul fronte dell’enoturismo.

È stata inoltre annunciata una campagna di comunicazione nazionale e internazionale volta a raccontare il vino come espressione culturale e territoriale, superando una lettura esclusivamente legata alla componente alcolica.
Sul fronte della sostenibilità, Amarone Opera Prima 2026 fotografa un deciso cambio di passo: il 53% della superficie vitata della Valpolicella è oggi certificata secondo pratiche sostenibili, con un incremento dell’11% rispetto al 2024.
Un risultato trainato soprattutto dalla certificazione ministeriale SQNPI, sempre più percepita come un valore competitivo sui mercati internazionali. «La sostenibilità è ormai un asset strategico per la denominazione», ha sottolineato il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini.

La 2021 nel nostro calice
Durante l’evento abbiamo degustato alla cieca 68 Amarone della Valpolicella 2021 presentati da 67 aziende, poiché una ha scelto di proporre due etichette differenti. Una batteria ampia e articolata che restituisce l’immagine di una denominazione in piena evoluzione stilistica.
La 2021, annata climaticamente complessa – segnata da gelate primaverili e da un’estate calda e siccitosa – ha premiato chi ha lavorato con precisione in vigna e grande attenzione in fruttaio. Nel calice emergono Amarone tesi, leggibili ed equilibrati, con alcol ben integrato, freschezza sorprendente, tannini raffinati e sapidità capace di allungare il sorso. Anche i campioni ancora in affinamento risultano armonici e pronti a esprimersi, frutto di una gestione attenta e consapevole in cantina.
La nostra selezione non vuole indicare un vertice qualitativo assoluto, ma mettere in evidenza i campioni che ci hanno colpito di più, offrendo uno spaccato rappresentativo degli stili oggi presenti in Valpolicella, tra interpretazioni classiche, riletture contemporanee e differenti sensibilità espressive.

Super 12 Amarone della Valpolicella DOCG 2021
da Amarone Opera Prima 2026
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La Dama
Amarone della Valpolicella Classico 2021 (campione da botte)
(97/100)
Da un manto carminio concentrato e vivido emergono accattivanti nuance di noce, uva sultanina, prugna, marasca macerata, pot-pourri, foglie autunnali ed erbe officinali. Il sorso è appagante e dinamico; un lieve residuo zuccherino si armonizza perfettamente con una saporosità profonda che si distende nel tempo, fondendosi con preziosi ritorni di frutta secca.
Domìni Veneti
Amarone della Valpolicella Classico 2021
(96/100)
Lampi di carminio fitto introducono un profilo olfattivo ampio e stratificato: confettura di ciliegia, iris appassito, mandorla tostata, dattero, zenzero e caffè. Il palato è maestoso, sorretto da tannini morbidi e ben fusi; i ritorni ricordano il panettone ai canditi e il fico secco. Il finale è molto persistente, quasi sospeso.
Costa Arènte
Amarone della Valpolicella Valpantena 2021 (campione da botte)
(95/100)
Carminio impenetrabile nel calice. L’impatto è intenso e opulento: prugna secca, marmellata di agrumi, miele di zagara e croccante al sesamo. In bocca mostra muscoli importanti, con struttura alcolico-glicerica evidente, bilanciata da tannini fitti che asciugano il sorso e ne ristabiliscono l’armonia. Chiusura su ritorni di cioccolato fondente.
Ca’ dei Frati
Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero 2021
(94,5/100)
Veste il calice di un carminio che vira al granato sul bordo. Il bouquet è intrigante: violetta in appassimento, nettarina sciroppata, burro d’arachidi e boero. Tannini eleganti dialogano con una potenza alcolica calibrata. Finale lungo e sapido, attraversato da suggestioni di umeboshi.

La Collina dei Ciliegi
Amarone della Valpolicella 2021
(94/100)
Cuore carminio con sfumature evolute. All’olfatto rosa tea appassita, lampone sotto spirito, albicocca disidratata, pan grigliato e spezie scure. L’ingresso in bocca è potente ma ben bilanciato da tannino tenace e freschezza vibrante, verticalizzando il sorso. Chiusura su note di menta piperita, che ne sottolinea la profondità.
Torre di Falisco
Amarone della Valpolicella 2021
(94/100)
Rosso granato di media trasparenza. Profumi intensi e complessi di mirtillo rosso in gelatina, fiori in appassimento, vaniglia e crema alle nocciole. Caldo e morbido, con un tannino ancora in evidenza e una vena balsamica marcata. Lungo e promettente, da attendere.
Sartori di Verona
Amarone della Valpolicella Classico Riserva Corte Bra 2021 (campione da botte)
(94/100)
Carminio parzialmente trasparente con riflessi granato. Viola macerata e confettura di ciliegia si intrecciano a richiami di arancia sanguinella ed erbe di montagna. Bocca vibrante, sostenuta da tannini fitti e serici. Muscoloso ma già armonico. Chiusura su cioccolato fondente.
Venturini Massimino e Figli
Amarone della Valpolicella Classico 2021
(94/100)
Carminio di media intensità colorante. Tamarindo in gelatina, liquirizia, frutti di bosco e cannella delineano un profilo caldo e avvolgente. Sorso appagante, morbido e saporito, con tannini già integrati. Finale persistente che richiama la china.

Zeni 1870
Amarone della Valpolicella Classico VigneAlte 2021
(94/100)
Carminio dai riflessi granato, luminoso. Il bouquet gioca su uva sultanina, dattero, noce, baklava ed eucalipto. In bocca l’equilibrio è esemplare: polpa e freschezza convivono con una progressione gustativa continua. Finale armonico.
Ca’ La Bionda
Amarone della Valpolicella Classico Ravazzol 2021
(93,5/100)
Molto luminoso nelle tonalità carminio. Profumi netti di marasca in confettura, cannella, pepe verde ed eucalipto. Tannino fitto e regale, sorso vibrante e sapido. Chiusura che richiama la macchia mediterranea.
Rubinelli Vajol
Amarone della Valpolicella Classico 2021 (campione da botte)
(93,5/100)
Fulgide sfumature carminio. Mora in gelatina, cioccolato gianduia, fiori rossi appassiti e sottobosco introducono un sorso potente e profondo. Tannini saporiti e fruttati accompagnano una chiusura su ribes nero ed erbe officinali.
Zymē Celestino Gaspari
Amarone della Valpolicella Classico AM 2021
(93/100)
Media intensità colorante, carminio anche sul bordo. Profumi di sciroppo di uva fragola, pot-pourri, boero e torrefazione. Saporito e morbido, con tannino suadente e sviluppo verticale. Stile old school, coerente e riconoscibile.

Mercato e prospettive
Il 2025 si è chiuso con una lieve contrazione: Amarone della Valpolicella (-2,4%), Valpolicella (-2,7%) e Ripasso (-3,7%). Le esportazioni hanno risentito dei dazi, dell’indebolimento del dollaro e dell’incertezza sul mercato statunitense, principale sbocco commerciale. Segnali positivi arrivano da Regno Unito (+8,9%), Paesi Bassi (+12%), Germania (+5,1%) e Canada (+4,8%).
Con Amarone Opera Prima prende ufficialmente il via anche il programma promozionale 2026 del Consorzio, che vedrà la denominazione protagonista tra febbraio e aprile a Wine Paris, Prowein e Vinitaly, rafforzando la presenza sui mercati chiave.
Lo storico del miglior assaggio negli ultimi anni di Amarone Opera Prima per SI.net
- 2026 – AdV Classico 2021 La Dama
- 2025 – AdV Pietro Dal Cero 2020 Ca’ Dei Frati
- 2024 – AdV Classico 2019 Santa Sofia
- 2023 – AdV 2018 San Cassiano
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fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella – foto: Marco Mancini ©
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