In vino veritas, si vinum mentitum non est.

Contraffazione ed evasione seriale: l’operazione GdF “Vinum mentitum” vale milioni di euro e credibilità. Maledetto vizietto…


C’è chi in cantina cerca l’eccellenza e chi, con un pizzico di fantasia di troppo e molta spregiudicatezza, prova a trasformare un vino comune (o un mosto di dubbia provenienza) in più o meno prestigiosi DOP.


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È un vizietto che ancora in troppi trovano irrefrenabile, sono quelle “alchimie moderne” che, periodicamente, escono fuori dopo un ingente lavoro di controllo e sopralluoghi delle autorità preposte.

I “furbetti dell’etichetta” o “frodatori della fascetta” – fate voi – sanno bene di quanto il brand Italia tiri ancora forte sui mercati mondiali e così ci provano a cavalcare l’onda dell’export massivo. Fra questa gentaglia, triste come un funerale di gennaio, c’è un po’ di tutto, ma una cosa è certa: il danno che procurano al settore è incalcolabile.

Spirito Italiano - Calice rotto, frode
AI Gen

In una società del sospetto, della dietrologia e della generalizzazione dove: “Tanto fanno tutti uguale” , “Lo fanno con trucioli e bustine”, “Ho visto centinaia di cisterne che…”, certe abiette contraffazioni sono dei colpi pesantissimi sul sistema, dal valore ben più grande di quello monetario, soprattutto in questa fase delicata.

Il fatto che la responsabilità sia in piccola parte anche del sistema stesso – non scendiamo in dettagli, allungheremmo troppo il brodo di oggi – non giustifica minimamente l’atteggiamento meschino della frode al vino, bevanda che rappresenta da secoli il piacere, la condivisione, la sacralità e la lealtà.

Con tutti i problemi di questa nostra grande piccola Italia, c’è oggettivamente un aspetto che funziona bene (o almeno meglio che altrove): quello dei controlli antisofisticazione. Ecco così che, ciclicamente, tra un travasuccio e una firmetta – omessa o messa – , i “fenomeni” vengano beccati sul fatto.

Da “In vino veritas a “Vinum Mentitum” il passo non è stato breve ma quasi. Grazie alla collaborazione istituzionale tra il ICQRF e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, nel corso del 2024 è iniziata l’operazione nazionale denominata “Vinum Mentitum”, finalizzata al contrasto delle frodi nel settore vitivinicolo.

Un’attività, nata dall’analisi congiunta delle informazioni e dei dati disponibili alle due Amministrazioni che, come precisato nella nota GdF: «Ha tenuto in considerazione molti aspetti critici di un settore come quello vitivinicolo che ha raggiunto un’importanza strategica nel mercato, aumentando il consolidamento del ruolo di leadership dell’Italia negli scambi dell’export agroalimentare».

Robetta…

I controlli si sono concentrati sulla prevenzione e repressione di pratiche fraudolente legate alla illecita rivendicazione di vini come DOP e IGP, all’utilizzo di uve e mosti non conformi ai disciplinari di produzione e alla provenienza da areali diversi da quelli certificati, con l’obiettivo di tutelare il mercato e garantire una corretta informazione ai consumatori.

GdF ha precisato ieri di come gli illeciti si siano verificati in ogni fase produttiva e che il valore del sequestrato non sia stato cosa da poco:

«L’accurata analisi del rischio, svolta congiuntamente dall’ICQRF centrale e dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi, ha individuato specifiche criticità nelle diverse fasi della filiera anche in relazione a fattori esogeni quali eventi climatici avversi, carenza di manodopera, inflazione e fitopatie. Tali elementi hanno orientato la pianificazione delle attività di controllo e la selezione degli operatori da sottoporre a verifica.

I controlli mirati, eseguiti su tutto il territorio nazionale dai Reparti territoriali della Guardia di Finanza e dagli Uffici e Laboratori dell’ICQRF, hanno portato al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati DOP e IGP, per un valore complessivo superiore a 4 milioni di euro, nonché alla segnalazione di 24 soggetti alle Autorità amministrative competenti»

Le indagini non hanno svelato solo “tagli” illeciti, ma un vero e proprio sistema di evasione sistematica. Dalle incongruenze nei registri SIAN sono scaturite 59 violazioni amministrative (per un gettito di 410.000 euro) e 11 diffide. A questo si aggiunge un pesante strascico fiscale: oltre 1 milione di euro sottratto all’erario tra imponibili non documentati (280.000€) e IVA omessa (800.000€), il tutto condito da irregolarità su accise e lavoro sommerso.

Guardia di Finanza GdF ICQRF - Vinum Mentitum

Gli interventi di tutela e valorizzazione del prodotto Made in Italy sono anche questi. Non ci sono solo progetti legati a OCM vino, promozioni all’estero o eventi per l’incoming… è bene tenerlo a mente e, per quanto possibile, evitare di arrivare a tanto.

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fonte: Guardia di Finanza
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