Una vendemmia più ricca ed equilibrata. La previsione 2025 per regione fra speranze, incognite e luoghi comuni.


Ci abbiamo riflettuto un pochino sopra, poi abbiamo pensato di dare visibilità. Abbiamo massima stima del trio Ismea – Assoenologi – Unione Italiana Vini, ma quando si parla di previsioni vendemmiali non sappiamo mai a cosa andiamo incontro.


[si legge, più o meno, in: 3 minuti]

In questi ultimi anni le variabili sono diventate tali da rendere tutto sufficientemente attendibile ma al tempo stesso figlio dei soliti luoghi comuni. In più: fra magazzini difficili da svuotare, tendenza alla riduzione della produzione per mantenere il valore di mercato, malattie che non ti aspetti e il classico “nonostante il blablabla si prevede una raccolta di ottima qualità”, ci siamo seriamente chiesti se fosse il caso di pubblicare.

Abbiamo poi deciso di farlo, senza eccessiva frenesia. Indipendentemente da tutto, sono informazioni ufficiali da organi competenti e potremo farne tesoro per un confronto sia a fine vendemmia, sia quando ci capiterà di confrontarci con i vignaioli in sede separata.

Circa 47 milioni di ettolitri, a tanto dovrebbe ammontare il frutto alcolico dell’uva italiana nel 2025 secondo la Relazione vendemmiale. Sicuramente più abbondante dell’annata 2024 (che fu di 44 milioni dopo una previsione di 41) e della 2023 (ampiamente sotto i 40).

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Previsioni di 1 anno (2024) fa con report sulla produzione effettiva 2015-2023

2025: la vendemmia dell’equilibrio…

La panoramica del “vigneto Italia” di Assoenologi, Unione Italiana Vini (UIV) e ISMEA ci racconta di un’annata complessivamente equilibrata, nonostante le complesse condizioni climatiche. Già qui sentiamo le voci “verdoniane” dei lettori: “equilibrata, in che senso?”.

A tentativo di chiarifica, noi riportiamo direttamente il virgolettato che spiega: «Pur non facendo registrare picchi produttivi straordinari, offre comunque interessanti premesse sul piano qualitativo che quasi ovunque oscilla tra il buono e l’ottimo e non mancano punte di eccellenza. L’andamento climatico ha imposto un’attenta gestione agronomica ma non ha compromesso la sanità generale delle uve. Al contrario, la maturità fenolica raggiunta in gran parte delle aree, unita al potenziale aromatico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, lascia intravedere vini freschi e longevi al Nord, profili netti ed equilibrati al Centro e rossi di struttura e carattere al Sud».

Equilibrata, quindi, come “regolare”? Forse, ma andiamo a leggere come vengono interpretate le analisi del mercato in prospettiva e alla luce dei cambiamenti emersi nella domanda, sia interna che estera, di questi ultimi anni.

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Courtesy: Assoenologi

Un mercato in evoluzione

Se le prospettive enologiche sono tutto sommato positive, il quadro di mercato si presenta più articolato. Il settore sta attraversando un profondo cambiamento nei modelli di consumo, a cui sta rispondendo con strategie mirate e differenziate a seconda del segmento.

Prezzi e Giacenze: mosaico di dati

L’annata commerciale 2024/2025 si è chiusa con un lieve incremento dell’1% dell’indice ISMEA dei prezzi alla produzione, ma questo dato nasconde una realtà frammentata. Non si può più parlare di un unico “mercato del vino”, ma di tanti mercati distinti.

I vini da tavola hanno segnato un aumento del +4%, trainati in particolare dai bianchi, mentre le prestigiose produzioni DOC-DOCG hanno registrato una flessione del 2%, principalmente a causa dei vini rossi. Di contro, le etichette IGT hanno mantenuto un andamento più stabile con una crescita dell’1%, equamente distribuita tra bianchi e rossi. È interessante notare come i listini abbiano subito una fisiologica flessione nei mesi estivi, un fenomeno che solitamente non tocca i vini DOC-DOCG, i quali mostrano traiettorie di mercato più autonome e meno influenzate dalle fluttuazioni globali. Le giacenze interne, al 31 luglio 2025, sono rimaste stabili rispetto all’anno precedente, un segnale di equilibrio tra offerta e consumo.

Domanda: salgono le bollicine in GDO, tengono i DOP nell’export

La domanda del mercato interno, secondo i dati della GDO, mostra un’evidente preferenza per le bollicine, i cui acquisti non solo sono in progressione di volume, ma crescono anche in valore, a fronte di un limitato rallentamento nei vini fermi.

Sul fronte estero, dopo l’ottima performance del 2024, i primi cinque mesi del 2025 hanno sostanzialmente confermato i valori di fatturato raggiunti. Tuttavia, si è registrato un lieve ridimensionamento dei volumi del 4%. Analizzando i segmenti, si nota come questo calo sia principalmente dovuto alla riduzione delle spedizioni di vini comuni, mentre le esportazioni dei vini a DOP sono in crescita.

Già fra questi 2 paragrafi, ci sono informazioni interessanti. Ma andiamo a vedere la situazione dai vari territori, regione per regione.

Andamento climatico e vegetativo

Il ciclo stagionale è stato caratterizzato da un clima mite e piovoso durante l’autunno e l’inverno, con abbondanti precipitazioni soprattutto al Centro-Nord. La primavera, con piogge superiori alla norma nel Centro-Nord e in Sardegna, ha favorito lo sviluppo vegetativo ma ha anche aumentato la pressione di malattie come la peronospora, richiedendo un’attenta gestione.

L’estate ha visto due intense ondate di caldo a giugno e agosto, specialmente al Centro-Sud, seguite da un abbassamento delle temperature a fine agosto, che ha interessato soprattutto il Centro-Nord. Questa alternanza ha influenzato positivamente la maturazione finale delle uve, in particolare quelle rosse.

Nel complesso, l’annata si è distinta per un anticipo fenologico di circa una settimana e per lo stato sanitario delle uve che si presenta in buono stato al momento della raccolta. Nonostante le sfide climatiche, la gestione dei vigneti ha evitato danni diffusi, e lo stress idrico è rimasto contenuto nella maggior parte delle aree, pur aumentando gradualmente da giugno al Sud e in alcune zone del Centro.

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Courtesy: Assoenologi
I numeri: nord, centro e sud a confronto

La crescita produttiva del 2025 non è omogenea in tutta la Penisola, ma presenta differenze significative tra le macroaree.

  • Sud: È il vero motore della ripresa, con un aumento a doppia cifra del +18%. La disponibilità idrica accumulata ha permesso alle vigne di reagire bene alle ondate di caldo. Si registrano incrementi notevoli in Abruzzo e Molise (+25%), Sicilia (+20%), Puglia (+17%), Calabria (+15%) e Campania (+13%). Solo la Sardegna rimane stabile.
  • Nord: Anche il Nord mostra una progressione, seppur più contenuta. A trainare la crescita sono la Lombardia (+15%), il Friuli-Venezia Giulia (+10%) e il Trentino-Alto Adige (+9%). Più limitati gli incrementi in Piemonte (+5%) e Veneto (+2%). L’Emilia-Romagna è stabile, con risultati contrastanti tra Romagna e Emilia.
  • Centro: L’unica macroarea con un segno negativo (-3%). Gli aumenti di Umbria (+10%), Marche (+18%) e Lazio (+5%) non sono sufficienti a compensare la flessione della Toscana, considerata fisiologica dopo l’abbondante vendemmia del 2024.

La vendemmia 2025, quindi, si conferma come un’annata di qualità e recupero produttivo, offrendo basi solide per affrontare le dinamiche di un mercato del vino in continua evoluzione.

RegioneMedia 2020-202420242025*Var.% 2025*/2024
Piemonte2.6542.6982.8325%
Valle d’Aosta1611128%
Lombardia1.2319891.13715%
Trentino-Alto Adige1.2951.1561.2609%
Veneto11.76811.69911.9922%
Friuli-Venezia Giulia1.8661.6551.82010%
Liguria4241410%
Emilia-Romagna7.2057.1697.1690%
Toscana2.2142.7102.371-13%
Umbria35839143010%
Marche78071083418%
Lazio7037287645%
Abruzzo2.6682.2922.85725%
Molise19519924825%
Campania58261669613%
Puglia8.6277.6729.00017%
Basilicata70608340%
Calabria1049510915%
Sicilia3.4622.7743.33020%
Sardegna4594034030%
Italia46.29944.06647.3908%

Fonte: Agea per il 2019-2024 e *stima Assoenologi, Ismea e Uiv per il 2025 con la collaborazione di Masaf e Regioni al 10
settembre 2025

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Sintesi regione per regione

Piemonte (+5%)

L’andamento climatico 2025 è stato equilibrato nonostante la variabilità, con una primavera piovosa che ha creato buone riserve idriche e un’estate con ondate di caldo secco. Dal punto di vista sanitario, l’alta pressione della peronospora è stata contenuta, mentre le temperature hanno favorito la diffusione di insetti come tignole, tignolette e Popillia Japonica, soprattutto nelle aree di produzione della Barbera e nelle Langhe. La vendemmia, iniziata con 7-10 giorni di anticipo ad agosto per le basi spumante, è di ottima qualità. La raccolta del Nebbiolo si protrarrà fino a ottobre.

Valle d’Aosta (+8%)

L’estate valdostana è stata ottima, con un giugno caldo e piovoso seguito da un luglio più fresco e un agosto con temperature ideali per la maturazione finale delle uve, che hanno raggiunto un’ottima acidità. Non si sono registrati problemi fitosanitari gravi, a parte la presenza localizzata di Popillia Japonica. La vendemmia è partita in anticipo di 7-10 giorni, iniziando con le uve precoci a fine agosto nella zona di Aymavilles e proseguendo con le altre varietà. Se settembre sarà soleggiato, la raccolta del Nebbiolo avverrà in netto anticipo, confermando una prospettiva di eccellente qualità e buon raccolto.

Lombardia (+15%)

In Lombardia, la stagione vegetativa 2025 è stata molto positiva, grazie a un inverno mite e piovoso che ha ripristinato le riserve idriche. La primavera ha garantito uno sviluppo ottimale senza particolari problemi sanitari, mentre l’estate, con le sue ondate di caldo alternate a piogge, ha favorito la crescita e il benessere della vite. La gestione fitosanitaria ha permesso di contenere con successo peronospora e altre patologie. La vendemmia è già iniziata in Oltrepò Pavese e Franciacorta, con ottime prospettive sia in termini di quantità che di qualità. Per Lugana e Valtellina, la raccolta è prevista a partire da settembre.

Trentino-Alto Adige (+9%)

Il ciclo vegetativo in Trentino-Alto Adige è stato anticipato grazie a un inverno mite e a una primavera piovosa. L’accumulo di zuccheri è avvenuto rapidamente, mentre le escursioni termiche di luglio e agosto hanno permesso di mantenere un ottimo livello di acidità, in particolare per le varietà aromatiche. La gestione fitosanitaria è stata efficace, con una pressione di peronospora e oidio contenuta. In Trentino, la raccolta è iniziata dopo Ferragosto con le basi spumante, mentre in Alto Adige è partita a fine agosto. Si prevedono ottimi risultati sia in qualità che in quantità per tutte le tipologie di uva.

Veneto (+2%)

Il 2025 in Veneto è stato caratterizzato da un inverno mite e una primavera piovosa, che hanno ripristinato le riserve idriche ma hanno anche favorito l’insorgere della peronospora. I trattamenti fitosanitari sono stati in linea con la media storica. La maturazione delle uve bianche è stata leggermente anticipata, mentre quella delle rosse è in linea. Le piogge estive hanno preservato l’acidità nelle uve bianche, ma hanno ritardato la maturazione fenolica nelle rosse, che presentano acini più grandi. La vendemmia è iniziata a fine agosto, con Pinot Grigio e Pinot Nero.

Friuli-Venezia Giulia (+10%)

La stagione 2025 è stata altalenante, con un giugno caldo e secco seguito da un luglio fresco e piovoso, per poi tornare al caldo ad agosto. L’abbondanza di piogge ha inciso sulla sanità dei grappoli nelle aree meno drenanti, portando a un anticipo di circa una settimana nella vendemmia. La raccolta del Pinot Grigio e del Glera è iniziata a fine agosto, con uve di buona maturazione. Le rese sono positive e in linea con le medie recenti, con una qualità che si preannuncia ottima, a parte qualche locale presenza di botrite.

Liguria (=)

L’inverno in Liguria è stato freddo e piovoso, ripristinando le riserve idriche e fornendo il fabbisogno di freddo per la vite. Grazie al microclima e all’abilità dei tecnici, i vigneti sono arrivati all’estate in piena salute. Il caldo anomalo di fine giugno e luglio ha anticipato l’inizio della raccolta all’ultima decade di agosto, iniziando con il Vermentino. Nonostante le sfide climatiche, si prospetta un’annata qualitativamente più che positiva, con rese stabili o leggermente inferiori rispetto all’anno scorso a causa della siccità estiva.

Emilia-Romagna (=)

In Emilia-Romagna, l’inverno mite ha anticipato il germogliamento. Le piogge abbondanti in primavera hanno favorito lo sviluppo vegetativo ma hanno anche reso gli acini più fragili. Nonostante la piovosità, non si sono verificati problemi gravi di peronospora. L’estate ha visto un ritardo nell’invaiatura, ma il successivo calo termico e le buone escursioni termiche hanno favorito una maturazione ottimale e l’arricchimento aromatico. La vendemmia, iniziata a fine agosto, sta dando uve di ottima qualità.

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foto: S. Cerrato
Toscana (-13%)

In Toscana, l’annata 2025 è iniziata con abbondanti piogge in inverno e primavera che hanno garantito buone riserve idriche, prevenendo lo stress da caldo estivo. Nonostante qualche focolaio di peronospora e oidio, le fitopatie sono state contenute grazie a interventi mirati e al clima più asciutto di giugno. La vendemmia è iniziata con circa una settimana di anticipo. Le rese sono inferiori rispetto al 2024, ma la qualità si prospetta ottima, in particolare per i vini rossi.

Umbria (+10%)

L’Umbria ha avuto un andamento climatico favorevole, con piogge ben distribuite che hanno creato buone riserve idriche e un germogliamento uniforme. Nonostante la pressione della peronospora e di altri patogeni, i danni sono stati limitati. L’estate è stata caratterizzata da temperature più fresche rispetto agli anni precedenti, con buone escursioni termiche notturne. Le rese sono stabili rispetto al 2024. La raccolta è iniziata a metà agosto con le basi spumante, con ottime prospettive per la qualità di bianchi e rossi.

Marche (+18%)

Le Marche hanno registrato un aumento del 20% nelle piogge primaverili rispetto al 2024, seguite da un’estate con alternanza di caldo e piogge. La maturazione del grappolo è stata posticipata, ma le forti escursioni termiche hanno preservato acidità e aromi. Le uve si presentano sane e ben formate. La vendemmia è iniziata a fine agosto per le varietà precoci, mentre per il Verdicchio di Matelica e il Castelli di Jesi si registrano ritardi. Si stima una qualità eccellente.

Lazio (+5%)

Il Lazio ha avuto un inverno piovoso che ha ripristinato le riserve idriche. La primavera, umida, ha favorito il germogliamento ma ha causato infezioni localizzate di peronospora. L’estate, calda e con piogge benefiche, ha visto il ritorno di buone escursioni termiche ad agosto, un fattore positivo per la qualità. Le operazioni vendemmiali sono iniziate a metà agosto per le varietà bianche internazionali.

Abruzzo (+25%)

Dopo un’annata difficile, l’Abruzzo ha visto un recupero significativo. L’inverno ha fornito neve e pioggia in abbondanza, garantendo un’ottima partenza. Le condizioni favorevoli e l’assenza di malattie diffuse hanno permesso uno sviluppo regolare. Le escursioni termiche durante la maturazione hanno favorito la concentrazione di aromi e sostanze nobili. La vendemmia è iniziata a fine agosto per le uve precoci, con ottime aspettative sia in termini qualitativi che quantitativi.

Molise (+25%)

Il Molise ha avuto un inverno stabile e una primavera con temperature miti e buone precipitazioni. L’estate calda, alternata a giornate di pioggia, ha portato a un inizio anticipato della vendemmia, subito dopo Ferragosto. La gestione delle malattie è stata semplice e le uve si presentano in ottimo stato sanitario, con un buon equilibrio di zuccheri e acidità. Si prevede una vendemmia di alta qualità.

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foto: David
Campania (+13%)

L’annata in Campania è iniziata con un inverno mite e poche piogge, ma la primavera ha ripristinato le riserve idriche. Le ondate di calore estive sono state ben gestite grazie alle riserve accumulate. La gestione delle malattie fungine è stata limitata, garantendo un ottimo stato sanitario delle uve. La vendemmia è iniziata con qualche giorno di anticipo a fine agosto. Si hanno grandi aspettative sia per la qualità che per la quantità dei vini.

Puglia (+17%)

In Puglia, l’andamento stagionale ha garantito un ciclo equilibrato. Le piogge primaverili sono state sufficienti, assicurando alta fertilità delle gemme. La maturazione è avvenuta in modo graduale e regolare, con buone prospettive per i vitigni autoctoni come Negroamaro e Primitivo. La gestione fitosanitaria ha evitato problemi gravi. La vendemmia è iniziata a inizio agosto con varietà precoci, con ottime aspettative di qualità.

Basilicata (+40%)

La Basilicata ha avuto un inverno mite e una primavera con la giusta piovosità, favorendo lo sviluppo delle viti e portando la produttività a livelli di normalità. Le ondate di caldo estive non hanno compromesso la qualità delle uve. La raccolta è in linea con la media storica. Per l’Aglianico del Vulture, la vendemmia avverrà in ottobre.

Calabria (+15%)

Dopo anni difficili, il 2025 in Calabria è stato favorevole per la salute della vite. Il clima ha accompagnato positivamente tutte le fasi di sviluppo, portando a uve in ottimo stato sanitario. La vendemmia è iniziata a inizio agosto con le basi spumante, seguite dalle varietà autoctone. Si prevedono risultati ottimali sia in termini di qualità che di quantità.

Sicilia (+20%)

Dopo due annate di stress, la Sicilia si prospetta una vendemmia promettente. Le precipitazioni invernali sono state generose, garantendo un buono sviluppo della vite. Nonostante la presenza della cicalina, lo stato fitosanitario è migliorato. Le temperature miti hanno favorito una maturazione equilibrata e uniforme delle uve.

Sardegna (=)

In Sardegna, la vendemmia 2025 è stata caratterizzata da un inverno mite e secco, seguito da una primavera piovosa che ha garantito una buona riserva idrica. Nonostante alcuni attacchi di peronospora e oidio a maggio, gestiti con successo, si è verificato un aumento della cicalina. L’estate ha visto alte temperature mitigate dal maestrale, ma grandine e siccità a fine agosto hanno parzialmente compromesso il raccolto in alcune aree. Il germogliamento è stato precoce, ma le successive fasi fenologiche si sono stabilizzate. La vendemmia è iniziata ad agosto per le uve da spumante e quelle internazionali. La maturazione delle varietà a bacca rossa, come Cannonau e Carignano, continua a settembre. Nonostante alcune sfide climatiche, la qualità complessiva dell’uva si prospetta positiva.

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foto: L.Crosti

Questo il link per scaricare la relazione vendemmiale integrale

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fonte: Assoenologi
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