SpiritsEUROPE & labelling: le etichette crescono

Il 70% degli spirits europei ha già l’etichetta informativa o il QR code. SpiritsEUROPE stila il Memorandum MoU, noi ci ragioniamo sopra.


Abbiamo più volte fatto riferimento in questi anni a spiritsEUROPE, l’organo più rappresentativo dell’industria ad alto grado continentale in cui cooperano ben 31 associazioni nazionali del settore e 11 compagnie internazionali per principalmente tutelare oltre 40 categorie di bevande spiritose e i loro consumatori.


[si legge, più o meno, in: 2 minuti]

L’impegno nel rispettare la mission è stato costante in questi 12 anni di vita (le sue origini risalgono al 1993 ma è dal 2012 che ha assunto statuto e fisionomia attuali) fra informazione al pubblico, tutela delle imprese e dialogo con le istituzioni. Per avere un quadro più indicativo su come si possa muovere nella sua attività, è corretto precisare che l’attuale presidente (a carica biennale rieleggibile per un mandato) è Ian McLernon – CEO di Rémy Cointreau EMEA, Asia Pacific & Global Travel Retail -, succeduto lo scorso anno a Giró De La Iglesia (associazione Espirituosos España) e pertanto risulta chiaro di quanto costituisca un’entità di importante giunzione e compromesso fra le varie forze in campo (dall’alambicco al palato passando per i vari uffici).

spirito italiano
orig photo: Felix Wolf


Sono cinque anni ormai che SpiritsEUROPE si sta ufficialmente impegnando nel sovrintendere l’attività dell’etichettatura informativa da parte delle aziende sostenendole nell’impegno a fornire informazioni energetiche sulle bottiglie e rendere disponibili le liste degli ingredienti tramite e-label.

Ogni anno, secondo un protocollo d’intesa triennale firmato con la Commissione Europea e da poco rinnovato, SpiritsEUROPE si impegna a pubblicare il Memorandum of Understanding (MoU) che informa i consumatori sugli obiettivi raggiunti e offre una guida ai produttori su come rendere disponibili le informazioni nutrizionali e gli elenchi degli ingredienti per le bevande spiritose (che non sono obbligatorie secondo l’attuale regolamentazione dell’UE).

Secondo l’ultimo Rapporto di Progresso rilasciato, oltre il 70% del volume totale di bevande spiritose sul mercato dell’Ue presenta informazioni energetiche riportate sulla bottiglia (energy info on-pack) che diventa l’83% se guardiamo alle otto società internazionali firmatarie del MoU.

fonte: spiritsEUROPE

Il numero di bevande commercializzate con QR code è altrettanto in rapido aumento. Da quando è stata resa operativa, la piattaforma U-Label è servita a circa 900 aziende per la creazione di 40.000 etichette elettroniche con un picco di crescita che ha coinvolto particolarmente la Spagna (uno dei Paesi con i numeri di mercato più “pesanti”).

Come precisato in un comunicato stampa, il Direttore Generale Ulrich Adam ha mostrato soddisfazione per i risultati constatando soprattutto di quanto il processo sia ormai collaudato e abbia coinvolto anche attori di dimensione più contenuta.

Ci crediamo, così come sappiamo che l’Italia non ha mai mostrato grande propensione ed entusiasmo al processo di etichettatura (soprattutto per il vino) per una serie di fattori che non stiamo qui a riportare ma che potete ritrovare in buona parte dei nostri archivi (qui o anche qui).

Restano importanti considerazioni da fare e due su tutte. La prima: soprattutto in una fase come questa, con il mercato spirits che mostrando un’importante crescita sul mercato, serve chiarezza e consapevolezza del consumatore per scongiurare la disinformazione o quell’informazione allarmistica a prescindere.

fonte: spiritsEUROPE

La seconda richiama quell’importante percentuale di spirits (vedi sopra) che sono stati dichiarati come già etichettati. Nel conteggio c’è sicuramente molta delle produzione di 8 holding dell’alcol che hanno approvato ufficialmente e firmato il MoU (scarica il MoU 2024): Bacardi Limited, Beam Suntory, Diageo, Edrington, Moët Hennessy, Pernod Ricard, Rémy Cointreau, Jägermeister.

Sono inevitabilmente questi i players dominatori nel mondo dell’alto grado e se pensiamo che sono 8 su 11 degli appartenenti a SpiritsEUROPE, immaginiamo quanto il mercato sia polarizzato e appannaggio dei grandi gruppi globali.

Degli altri tre membri di SpiritsEUROPE, due sono Brown Forman (Jack Daniels, Ron Diplomatico, Gin Mare, Tequila El Jimador…) e William Grant (Glenfiddich, Hendrick’s Gin, The Balvenie…). Rimane poi almeno la “nostra” Campari con i suoi grandi numeri (41 marchi) nonostante qualche alto/basso in borsa e strani inciampi di percorso (soprattutto, purtroppo, in questi giorni).

photo: Theo Crazzolara

Viene sempre da chiedersi che ruolo abbiano le nostre distillerie artigianali in questa galassia. Ci interessa solo a titolo informativo, per noi conta prima di tutto la qualità non il fatturato. Su questo divulghiamo, le pubblicità importanti le lasciamo (come il mass marketing) ad altri media, così come proveremo sempre a lavorare sulla corretta informazione e il senso di responsabilità, sia nostro che del consumatore.



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fonti: spiritsEUROPE
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