Presentata Slow Wine Fair 2026

Slow Wine Fair 2026: ancora a Bologna e sempre in sinergia con SANA Food. Il “vino giusto” sarà il riferimento.


Presentata ieri a Milano, in conferenza stampa, la quinta edizione della Slow Wine Fair che tornerà a Bologna dal 22 al 24 febbraio 2026 con l’obiettivo di riconfermarsi quale appuntamento influente nel mondo del vino artigianale e sostenibile.


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Negli anni, l’evento ha saputo andare oltre il semplice ruolo di fiera, diventando un luogo dove si intrecciano cultura agricola, visione politica e ricerca di un modello produttivo più responsabile. La sinergia con SANA Food (lo confermammo anche noi lo scorso anno) ha rafforzato ulteriormente anche la proposta dedicata al canale HoReCa, creando un polo unico per chi lavora sulla qualità dei consumi fuori casa.

Il sostegno delle istituzioni – MASAF, Comune di Bologna e Camera di Commercio – testimonia poi la centralità di una manifestazione che oggi punta a rappresentare non solo un mercato, ma anche un osservatorio sui cambiamenti sociali e ambientali che attraversano la filiera.

Slow Wine Fair 2025
Credits: Michele Purin – Courtesy: Uff stampa Slow Food
Tema 2026: quando il vino diventa “giusto”?

Dopo aver affrontato temi come la salute del suolo, il packaging e la logistica, l’edizione 2026 metterà al centro una questione decisiva: il vino giusto. Una scelta che affonda nelle radici del pensiero Slow Food e che amplia la definizione di vino “buono e pulito”, collegandola alla giustizia sociale.

Nel suo intervento in conferenza stampa, Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, ha ricordato che parlare di vino “buono, pulito e giusto” significa assumersi «una responsabilità politica verso territori e persone». In un settore dove la competizione al ribasso porta spesso a sfruttamento e caporalato, Varazi sottolinea la necessità di difendere le comunità rurali, garantire dignità ai lavoratori migranti e creare opportunità per giovani e donne, soprattutto nelle Terre Alte. Ogni bottiglia: «racconta tutto questo»: per questo la scelta del vino diventa anche una scelta culturale.

Slow Wine Fair 2025
Credits: Michele Purin – Courtesy: Uff stampa Slow Food
Conferme e novità

L’edizione 2026 si proporrà quindi come spazio di dialogo tra produttori, esperti, consorzi e operatori, interrogandosi sul ruolo sociale del vino in una fase in cui il lavoro agricolo e la ristorazione stanno vivendo profonde trasformazioni. L’integrazione dei lavoratori stranieri, la rigenerazione delle aree interne e la valorizzazione di nuove imprenditrici e nuovi imprenditori sono temi che entreranno con forza nel dibattito. Prima di tutto, ci sarà l’assaggio e la presenza dei produttori e di alcune associazioni di settore:

  • I vini
    Oltre 1.000 cantine italiane e internazionali esporranno nei Padiglioni 15 e 20, seguendo i principi del Manifesto per il vino “buono, pulito e giusto”.
  • Vecchie annate – Banca del vino
    La Banca del Vino di Pollenzo offrirà bottiglie rare e millesimi introvabili, degustabili nella Wine Emotion e nei Temporary Tastings.
  • Amari e spirits
    L’area sarà dedicata alla mixology, con focus sugli amari attraverso la 6ª Fiera dell’Amaro d’Italia.
  • Caffè
    Torneranno torrefattori ed esperti della Slow Food Coffee Coalition per guidare degustazioni consapevoli e spiegare analogie tra vino e caffè.
  • Sidro
    Parteciperanno produttori di sidro, approfondendo storia, tradizioni e diffusione della bevanda in Italia e all’estero.
  • Partner della filiera
    Un’area sarà dedicata a imprese della filiera vitivinicola che presenteranno tecnologie per una produzione sostenibile.
  • Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow
    Premierà le migliori carte dei vini e, nel 2026, introdurrà nuove categorie territoriali e una novità sul caffè.
  • Eventi e Masterclass
    Si terranno conferenze, degustazioni guidate e eventi OFF in Bologna; le conferenze online anticiperanno i temi dell’edizione 2026.
Slow Wine Fair
Credits: Michele Purin – Courtesy: Uff stampa Bolognafiere
Identità di SWF: qualità, coerenza e attrattiva

Il presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari, ha sintetizzato così la missione della Slow Wine Fair: «Una piattaforma che unisce valore culturale, visione internazionale e una filiera attenta alla sostenibilità. del settore, mettendo al centro lavoro dignitoso, inclusione e responsabilità verso i territori. Per BolognaFiere, Slow Wine Fair e SANA Food rappresentano appuntamenti chiave dedicati al canale Horeca e alla qualità dei consumi fuori casa, ambiti nei quali vogliamo generare contenuti, connessioni e nuove opportunità di business. La sinergia con Slow Food rafforza questo percorso per la costruzione di un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo e del vino capace di creare valore per l’intera filiera».

Slow Wine Fair significa anche – potremmo dire: soprattutto – qualità dei vini e serietà delle pratiche agricole. Lo ha ricordato anche Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition, facendo riferimento alle cantine presenti: per oltre il 60% con certificazione biologica, biodinamica o è in conversione. Gariglio ha sottolineato anche di come la fiera non si limiti al vino: amari artigianali, torrefazioni di qualità, sidri e spirits entreranno nel percorso espositivo. Un’offerta che vuole avvicinare anche un pubblico più giovane e maggiormente attento ai valori di sostenibilità e giustizia ambientale.

Slow Wine Fair 2025
Credits: Sara Comastri

Servirà quantomeno confermare gli ottimi numeri dell’esordio bolognese congiunto Slow Wine Fair – SANA Food del 2025:

  • 15.000 ingressi, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente
  • Oltre 1.000 cantine da 32 Paesi
  • 750 aziende certificate biologiche o biodinamiche
  • 6.000 etichette in degustazione
  • 17 masterclass, 21 conferenze e 58 degustazioni guidate
  • 2.000 incontri B2B, con 300 buyer internazionali selezionati da ICE

La fiducia nell’evento c’è e, a sensazione nostra, pienamente motivata perché si sposano valori che vanno oltre l’assaggio. Concetti che si rifanno a una trasformazione culturale ormai in atto. La gente è sempre più convinta che il vino non sia solo una bevanda di tradizione, né solo un piacere della tavola, bensì un linguaggio che attraversa territori, culture e comunità.

Il vino, oggi, può diventare uno strumento di inclusione, sostenibilità e responsabilità condivisa. Slow Wine Fair sembra aver capito prima di altri questa missione, servirà dimostrarlo anche nei giorni di manifestazione, anche nell’organizzazione favorendo l’arrivo dei tanti appassionati e/o operatori con facilitazioni logistiche.

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Courtesy: Uff stampa Bolognafiere
Accessi
  • Domenica 22 febbraio: h. 11:00-19:00
  • Lunedì 23 febbraio: h. 10:00-18:00
  • Martedì 24 febbraio: h. 10:00-17:00

Sul sito ufficiale, c’è già un primo catalogo con 500 produttori che hanno già aderito, ma anche la possibilità di acquistare già i biglietti di ingresso: la domenica per il pubblico di appassionati e il lunedì e il martedì con un taglio più b2b.

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fonti e foto: Uff stampa Slow Food – Bolognafiere
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