A Renzo Cotarella il Winemaker Award ’26

Va a Renzo Cotarella il Winemakers’ Winemaker Award 2026, riconoscimento di IMW e The Drink Business


Si è chiuso ieri Prowein 2026 e presto si tireranno le somme su questa edizione di transizione verso un nuovo modo di fare fiera, fra le incertezze dei mercati e l’esigenza di nuova riconoscibilità all’interno delle grandi manifestazioni internazionali wine & spirits.


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Fra i tanti appuntamenti in calendario, Düsseldorf è stato anche il palcoscenico per la consegna di uno fra i riconoscimenti più rappresentativi del settore: il Winemakers’ Winemaker Award 2026.

Il premio, nato nel 2011 dalla collaborazione tra l’Institute of Masters of Wine (IMW) e la testata britannica The Drinks Business, si distingue nel panorama enologico per il suo corpo elettorale: a votare sono esclusivamente i Master of Wine che ricoprono il ruolo di enologi e i vincitori delle passate edizioni. Non si tratta, dunque, di un premio basato sul gradimento del pubblico o della critica giornalistica, ma di un riconoscimento definito “tra pari” che, proprio per questo, valida la competenza tecnica e la visione produttiva.

Institute of Masters of Wine
courtesy: Institute of Masters of Wine
L’Institute of Masters of Wine

Soprattutto in questo ultimo decennio, l’Institute of Masters of Wine, con sede a Londra, ha ampiamente sdoganato la sua attività oltre la Manica diventando, di fatto, l’ente di formazione riconosciuto come il più autorevole a livello internazionale.

Un’organizzazione attiva da oltre settant’anni nel campo della cultura e della leadership enologica che ha i suoi headquarters in luoghi dove di vino se ne è fatto sempre pochissimo, ma che, evidentemente, ha saputo proprio per questo giocarsi le carte giuste per essere considerata meno autoreferenziale in termini “geografici” ma più accreditata sotto l’aspetto della professionalità globale e dell’influenza sui mercati.

Diventare oggi Master of Wine (MW) significa essere riconosciuti come figure di riferimento assolute e richiede il superamento di un percorso di studi e di esami tra i più rigorosi in assoluto, che coprono l’intera filiera: dalla viticoltura alla gestione aziendale, fino al blind tasting di etichette provenienti da ogni angolo del globo.

Nel 2021, Gabriele Gorelli diventò il primo MW italiano, mentre è di pochi giorni fa la nomina a MW di Cristina Mercuri. Per gli amanti delle curiosità di archivio, aggiungiamo anche che il primo MW del 1957 fu Colin Anderson, seguito nel 1962 da David Peppercorn e, nel 1968, da Martin Everett (tutti rigorosamente made in UK). I primi non-UK MW arrivarono nel 1970: lo statunitense Philip Goodband e il francese John Salvi.

L’IMW non è solo un ente certificatore, ma un custode degli standard etici e qualitativi del settore. Ricevere un premio da questa istituzione significa quindi aver convinto i palati più esigenti e preparati del mercato globale, coloro che (come li definiscono a Londra) dettano le linee guida del fine wine contemporaneo.

Scritto tutto questo, diventa lapalissiano capire di quanto sia ambito e riconoscibile il Winemakers’ Winemaker Award assegnato da IMW assieme alla rivista londinese The drinks business, leader a livello mondiale nel settore media del wine-industry.

Renzo Cotarella Winemakers' Winemaker Award 2026 - Institute of Masters of Wine
courtesy: Institute of Masters of Wine
Premio 2026 a Renzo Cotarella

Il premio 2026 è stato assegnato a Renzo Cotarella, Amministratore Delegato e Chief Oenologist di Marchesi Antinori.

La storia di Cotarella è nota a tanti: un uomo di riferimento assoluto, un professionista che ha saputo come pochi fare ponte fra il vino di eccellenza italiano e il mondo. Pensiamo sia giusto riportare (tradotto) ciò che l’organizzazione ha scritto in sintesi su lui e sulla sua carriera:

«Nato a Monterubiaglio nel 1954 e laureato in Scienze Agrarie a Perugia nel 1978, il suo nome resta legato alla crescita del Castello della Sala, la tenuta umbra della famiglia Antinori che ha diretto dal 1981. È qui che Cotarella ha affinato il suo approccio basato sullo studio dei suoli e sull’adattamento varietale, portando alla nascita di etichette che hanno ridefinito il potenziale dei bianchi italiani.

Dal 1993, come responsabile enologico dell’intero gruppo, e dal 2005 come CEO, ha esteso questa metodologia a tutte le proprietà della famiglia, incluse le storiche tenute toscane e i progetti internazionali come Stag’s Leap Wine Cellars (Napa Valley) e Col Solare (Washington State)»


Patrick Schmitt MW, direttore di The Drinks Business, ha motivato la scelta sottolineando l’equilibrio di Cotarella: «[trad.] Scorrendo l’elenco dei vincitori del premio annuale Winemakers’ Winemaker Award, è sempre difficile immaginare chi potrebbe entrare a far parte di una compagnia così illustre. Eppure, nel caso di Renzo Cotarella, la scelta sembra ovvia. Si tratta di una figura ammirata che può dare l’impressione di un conservatorismo tradizionale, ma in realtà è un innovatore appassionato, animato da un’attenzione scrupolosa per i dettagli e da una mentalità aperta verso tecniche all’avanguardia e nuove fonti di eccellenza»

Un’opinione condivisa da Sarah Harrison, direttrice esecutiva dell’IMW e presente con Schmitt a Dusseldorf, che ha definito Cotarella: «[trad.] Profondamente meritevole del premio per la combinazione di maestria tecnica, passione, leadership e apertura mentale con cui Renzo ha plasmato il mondo del vino di alta qualità in Italia e a livello internazionale».

Nel ricevere il premio, Renzo Cotarella ha mantenuto, potermmo dire, un low-profile focalizzato sul lavoro di squadra: «[trad.] Sono lieto e profondamente onorato, sia a titolo personale che a nome del team Antinori, di ricevere questo prestigioso premio dall’Institute of Masters of Wine. Lo considero una testimonianza del nostro impegno nel produrre vini in linea con la filosofia dei Masters of Wine. È un privilegio vedere il mio nome accanto a quello dei più illustri produttori di vino della storia recente».

Renzo Cotarella Winemakers' Winemaker Award 2026 - Institute of Masters of Wine
courtesy: Institute of Masters of Wine
Hall of fame

Le nostre vive congratulazioni a Cotarella, secondo italiano a entrare nell’albo d’oro, dopo Angelo Gaja nel 2019. Si unisce, in effetti, a figure che hanno segnato la storia recente dell’enologia mondiale:

  • 2026: Renzo Cotarella (Marchesi Antinori, Italia)
  • 2025: Stephen Henschke (Henschke, Australia)
  • 2024: Michael Brajkovich MW (Kumeu River Wines, Nuova Zelanda)
  • 2022: Jean-Louis Chave (Domaine Jean-Louis Chave, Francia)
  • 2019: Angelo Gaja (Gaja, Italia)
  • 2018: Jean-Claude Berrouet (Château Pétrus, Francia)
  • 2017: Eben Sadie (The Sadie Family Wines, Sudafrica)
  • 2016: Álvaro Palacios (Álvaro Palacios, Spagna)
  • 2015: Egon Müller (Scharzhof, Germania)
  • 2014: Anne-Claude Leflaive (Domaine Leflaive, Francia)
  • 2013: Paul Draper (Ridge Vineyards, USA)
  • 2012: Peter Gago (Penfolds, Australia)
  • 2011: Peter Sisseck (Dominio de Pingus, Spagna)

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fonte: Institute of Masters of Wine
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