di Luigi Zurolo
Petrognola: farro, oggi come allora. Il birrificio artigianale della Garfagnana ha festeggiato i suoi primi 20 anni.
Un compleanno speciale merita una celebrazione altrettanto speciale. Con le parole di Luigi Zurolo ci trasferiamo in Garfagnana, a Piazza al Serchio, per scoprire la storia del birrificio La Petrognola e del suo fondatore Roberto Giannarelli. Un percorso lungo vent’anni, fatto di passione, sfide superate e un legame profondo con la propria terra e i suoi sapori.
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Ogni angolo d’Italia ci sta ormai abituando a queste occasioni e a quelle storie che nascono nei piccoli spazi vicino casa, fra giusti luppoli, lieviti ed essenze da scegliere inizialmente su dei tavoli rustici, e che, nel tempo, trasformano i sogni in realtà con il filo conduttore del lavoro duro e costante. Sono narrazioni che non ci stanchiamo mai di proporre, proprio perché rappresentano l’operosità di piccoli artigiani che mettono tutta la loro passione, la loro energia e il loro genio per assecondare il proprio istinto e trasformarlo in scelta di vita professionale.
Preparatevi quindi a un altro racconto che parte da una piccola cotta in casa, arriva a un successo nazionale e si conclude in una grande festa, dove la birra non è solo una bevanda, ma il simbolo di una sfida che si realizza, goccia dopo goccia.
[la redazione]

Il compleanno speciale di La Petrognola. Festa a Piazza al Serchio per i primi 20 anni.
Grande festa di compleanno a Piazza al Serchio per il birrificio La Petrognola, che ha spento ben 20 candeline! Quella di Roberto Giannarelli, mastro birraio e fondatore del birrificio La Petrognola è una storia lunga, ma soprattutto ricca di passione e determinazione, iniziata nel 2005.
Roberto arrivò a Petrognola, una piccola frazione del comune di Piazza al Serchio, per amore di sua moglie. Qui conobbe il farro e, nonostante il suo lavoro di camionista, maturò una tale passione per la birra da iniziare a fare le prime cotte in casa, usando un paiolo da minestrone e un mestolo come strumenti principali. Da lì a poco divenne un abile homebrewer.

Cruciale fu l’incontro con Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, nel settembre 2008 al campionato nazionale homebrewer di Massarosa. Kuaska volle visitare di persona quel piccolo birrificio sui monti “lì vicino” e intuì subito il grande potenziale delle birre di Roberto. Fu proprio la fiducia di Kuaska a spingere Roberto a lasciare il suo vecchio lavoro per dedicarsi completamente alla produzione di birra. Chi li conosce entrambi ricorderà l’aneddoto della domanda da un milione di euro che Roberto fece a Lorenzo: “Secondo te posso lasciare il lavoro e aprire un birrificio?“.
Roberto era talmente audace da spingersi a produrre una birra con il 100% di farro, un’ottima birra secondo chi l’ha assaggiata, che gli valse anche l’autorizzazione alla menzione di “birra”, nonostante la legge italiana richieda l’utilizzo di almeno il 60% di malto d’orzo.

Roberto iniziò così la sua attività in modo professionale, affrontando le difficoltà del momento con grande passione e un occhio sempre rivolto al territorio e, in particolare, al farro, la sua fissa.
Aprì il primo impianto da 100 litri in una stanza di appena 4×4 metri. «Ricordo quando partivo con un quintale di farro nel bagagliaio alla ricerca di chi potesse maltarlo in Austria o Germania – racconta Roberto – Oggi lo utilizziamo anche crudo e, quando possibile, acquistiamo quello prodotto in Toscana, spesso dal Mugello. Tante delle nostre birre nascono dall’amore per la Garfagnana, una terra che ha natura, paesaggi e prodotti unici».
Oggi lo stabilimento produttivo vanta 900 mq coperti, oltre 2.000 mq all’esterno e una produzione che supera i 2.000 ettolitri annui. Un bel traguardo, se si considera che la media nazionale dei microbirrifici si aggira attorno ai 500 ettolitri. “Siamo classificati tra i birrifici storici d’Italia”, racconta con orgoglio Roberto, “e siamo tra i primi 100 per volume di produzione. Ma non è stato facile.
La burocrazia, i costi elevati delle attrezzature e una tassazione pesante mettono a dura prova chi lavora in questo settore. Dopo il Covid, tra guerre, dazi e persino il nuovo codice della strada che frena i consumi fuori casa, le difficoltà sono aumentate”. Nonostante tutto, Roberto va avanti con tenacia e confida di valutare nuovi investimenti per continuare a migliorare.

La festa e le birre
Super festa quindi in questo angolo alto di Toscana, festa che è andata avanti per tre giorni al campo sportivo del paese. Non sono mancati buon cibo preparato da tutti gli operatori presenti, le birre ovviamente firmate Petrognola, tanta musica e numerosi ospiti giunti anche da lontano, a testimonianza della stima e dell’amicizia che Roberto si è conquistato negli anni.
Tra i tanti presenti, c’erano Kuaska con la sua fidata collaboratrice Anna Borrelli e suo marito Pier, il mastro birraio e giudice internazionale brasiliano Alexandre Bazzo, il giudice internazionale e rappresentante Carlsberg Flavio Boero, Marco Corti, Roberto Pavoni, Bruno Carilli e Paola di Birra Toccalmatto, Alessandra con il marito Lorenzo di Mondo Birra, Giacomo Grossi (persona speciale e rappresentante per Rasna, consorzio di distributori di cui Roberto è socio al 50% dal 2011), Simone Vassilli che cura il marketing e i social del birrificio, e l’associazione “Le Donne della birra“. Presenti anche cariche politiche come il sindaco di Piazza al Serchio, Andrea Carrari, e il consigliere regionale, Mario Puppa. La festa si è conclusa con una gigantesca torta di compleanno e uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Oggi Petrognola ha una linea produttiva che spazia tra diversi stili, sebbene utilizzi il farro, in varie percentuali, in tutte le birre.
Nella linea standard, le “territoriali”, si trovano:
- Giusta (Golden Ale)
- Bionda Forte (Triple)
- Metra (IPA)
- Montefiore (Blanche)
- Sandy (Spicy Red Ale)
- Sassorosso (Bière de Garde)
Tra le stagionali ci sono:
- Tambura (Session IPA)
- Bisboccia (Saison)
- Marron (Smoked Ale alle castagne)
- 3.3 (Low Session IPA, presentata ad aprile di quest’anno)
- Daghel (Double IPA)
Tra le speciali, invece:
- Intolleranza Zero (Golden Ale Gluten Free)
- Rossa Forte (Belgian Dark Strong Ale)
- Cinghiale Nero (Robust Porter)

Petrognola è oggi riconosciuto sinonimo di qualità e identità, un’identità che porta questo territorio oltre i confini regionali e nazionali. Come per altri microbirrifici di successo, l’aspirazione è quella di creare un prodotto unico, riconoscibile e di altissima qualità. Dopo due decenni, possono dire di avercela fatta. Buon ventesimo, Petrognola!
da Piazza al Serchio
foto: Luigi Zurolo
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