Passa il “Pacchetto vino” UE

625 voti a favore: approvazione definitiva del Parlamento UE al “Pacchetto Vino”. I commenti dalla filiera.


Lo avevamo anticipato meno di un mese fa analizzando le attese del settore: nella giornata di ieri, il Parlamento Europeo ha dato il suo via libera definitivo a una nuova legislazione volta a rafforzare la tutela e il sostegno dei viticoltori dell’Unione.


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Con una maggioranza di 625 voti favorevoli vs 26 (15 contrari e 11 astensioni), gli eurodeputati hanno approvato il set di misure strategiche per aiutare i produttori a fronteggiare crisi climatiche, emergenze di mercato e nuove abitudini di consumo. Il testo passa ora al Consiglio per l’approvazione formale, ultimo step prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Unione Europea UE Bruxelles
Credits: Nak
Punti chiave

Il provvedimento approvato a Strasburgo nasce dalla necessità di rispondere alla “tempesta perfetta” che ha colpito il settore: eventi meteorologici estremi, fitopatie e instabilità economica. La relatrice Esther Herranz García (PPE, Spagna) ha sottolineato come l’Europa stia fornendo strumenti operativi per una transizione rapida: «Questa legge rappresenta una risposta tempestiva. Utilizziamo finanziamenti europei per misure di crisi, miglioriamo le condizioni per la promozione e aumentiamo il cofinanziamento per l’adattamento climatico».

I punti chiave del “pacchetto” 2025/0071 (COD) potete rileggerli sul nostro articolo di archivio, oppure rivederli nell’intero testo della Comissione. Ricordiamo comunque alcune fra le misure principali previste per sostenere la stabilità del comparto:

  • Gestione delle emergenze:
    maggior flessibilità nell’uso dei fondi UE per calamità naturali e crisi di mercato.
  • Fondi per l’estirpazione:
    possibilità di utilizzare risorse europee per la rimozione definitiva delle viti, una misura drastica per stabilizzare le aree con eccesso di offerta.
  • Sostegno alla distillazione:
    fissato al 25% del budget nazionale il massimale per la distillazione di crisi e la vendemmia verde.

Il Parlamento ha puntato forte sull’internazionalizzazione e sul legame con il territorio. Le misure per la promozione dei vini di qualità nei Paesi terzi beneficeranno di un cofinanziamento UE fino al 60%, con estensioni temporali dei progetti fino a nove anni. Per le “bibite” dealcolate al succo d’uva arriveranno regole più rigide da rispettare.

L’enoturismo dovrebbe ricevere una spinta importante, con finanziamenti dedicati a eventi e mostre per promuovere il patrimonio rurale. Questo è forse l’aspetto che mette tutti, davvero tutti, d’accordo


Voci dalla filiera

Detto quanto sopra, l’approvazione definitiva del “Pacchetto Vino” ha mosso nuovamente le dichiarazioni di alcune fra le principali organizzazioni di categoria italiane. Non che sia cambiato qualcosa rispetto a un mese fa… c’è una soddisfazione di massima seppure qualcuno lasci trasparire qualche perplessità sul poco coraggio dimostrato – della serie: si poteva dare di più –

Per Federvini, l’approvazione chiude positivamente un iter avviato con l’accordo del Trilogo di dicembre, dotando le imprese di una cornice moderna. Le parole sono quelle della Presidente del Gruppo Vini di Federvini Albiera Antinori:

«Il voto del Parlamento europeo premia un lungo lavoro e rappresenta un risultato importante, perché offre finalmente un quadro normativo più chiaro, stabile e orientato alla crescita internazionale” commenta “Ora è fondamentale che la fase attuativa proceda senza ritardi, affinché le misure si traducano rapidamente in opportunità per le imprese»

Federvini plaude in particolare alla standardizzazione dell’etichettatura digitale (QR code) e alla semplificazione della gestione OCM, elementi chiave per la competitività sui mercati globali.

Di tenore più “analitico” la posizione dei Vignaioli Indipendenti, che vedono nel pacchetto un bicchiere “mezzo pieno”. Lo afferma chiaramente la Presidente FIVI Rita Babini:

«Il Pacchetto Vino è un punto di partenza, non un punto di arrivo: con luci e ombre, va comunque considerato come un passo nella direzione giusta»

La Federazione, in un comunicato ufficiale, accoglie con favore sia la tutela delle micro e piccole imprese che l’estensione delle autorizzazioni al reimpianto a 8 anni. Tuttavia, non mancano le perplessità:

  • Estirpazione: FIVI critica l’uso di fondi europei per la rimozione delle viti, ritenendo che tali risorse dovrebbero sostenere crescita e competitività, non la riduzione del potenziale produttivo.
  • Enoturismo: Si lamenta il mancato inserimento delle singole aziende come beneficiari diretti, limitando la misura ai soli Consorzi.
  • Flessibilità: È mancata la possibilità di trasferire i fondi non spesi all’annualità successiva.

Se il via libera di ieri segna una vittoria per la stabilità del settore, la battaglia si sposta ora sulla futura programmazione della Politica Agricola Comune (PAC). Come ricordato sempre da Rita Babini, il rischio è che: «il superamento della struttura a due pilastri, con l’unificazione della politica agricola ad altre politiche europee, farebbe perdere infatti la specificità che è sempre stata riconosciuta al settore vitivinicolo all’interno della PAC, in ragione delle particolari esigenze delle aziende che ne fanno parte».

Pacchetto vino - Parlamento UE - Spirito Italiano - AI Gen
AI Gen

Il rischio di perdere la “specificità” è importante, si dovrà quindi vigilare parecchio per non far “annacquare” i fondi destinati a un comparto che, oggi più che mai, necessita di risorse dirette per vincere le sfide ambientali e commerciali.


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fonte: European Parliament, Federvini, FIVI
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