La Giornata della Grappa per tutti

Tutela, promozione e cultura del distillato italiano: la Giornata Internazionale della Grappa vuol dire soprattutto sinergia.


Nell’editoriale pubblicato ieri su Spirito Italiano abbiamo provato a tracciare un quadro complessivo della situazione della Grappa: consumi interni in evoluzione, export che diventa sempre più centrale, nuove opportunità legate alla mixology e ai mercati internazionali.


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Oggi, 5 marzo, offre però anche un’altra prospettiva: quella delle iniziative, dei territori e delle associazioni che ogni giorno lavorano per mantenere vivo questo distillato identitario. La Giornata Internazionale della Grappa è nata infatti per accendere i riflettori sul distillato più rappresentativo del patrimonio enogastronomico italiano e rafforzare la cultura della degustazione consapevole.

Non sono concetti né banali e neppure assodati, provate a chiedere per strada qual è la materia prima della Grappa e qual è la temperatura di servizio ideale… rimarrete sicuramente sorpresi.

È normale che molti dei protagonisti della Grappa (distillatori, assaggiatori, operatori commerciali), abbiano voluto oggi portare un saluto, una testimonianza, un’esperienza.

Grappa Vinaccia © courtesy: Istituto Tutela Grappa del Trentino
© courtesy: Istituto Tutela Grappa del Trentino
Sinergia fra produttori e divulgatori su 3 livelli

ANAG, per esempio, per celebrare la Giornata ha pubblicato un reel social con un brindisi simbolico, in collaborazione con il Consorzio Nazionale Grappa, che unisce idealmente l’Italia da nord a sud, coinvolgendo distillatori e soci assaggiatori.

Un gesto semplice ma significativo, perché la grappa non è soltanto un prodotto commerciale: è il risultato di un sapere artigianale tramandato nel tempo, della valorizzazione della vinaccia e di un legame profondo con i territori da cui nasce.

Secondo il presidente di ANAG, Marcello Vecchio, la Grappa rappresenta: «L’anima più autentica del nostro Paese nel settore degli spirits: è simbolo di tradizione, maestria, passione e racconta storie di artigianalità e di cultura italiana dalle Alpi alla Sicilia».

Ricordiamo che, da quasi 50 anni, l’associazione promuove l’arte della degustazione e la diffusione di una cultura del buon bere, contribuendo a formare appassionati e professionisti del settore. Ne hanno viste tante in ANAG…

Spirito Italiano grappa
credits: Claudio Guardi © – courtesy ANAG

Se la dimensione culturale è centrale, non meno importante è il ruolo dei territori. Un esempio significativo arriva dal Trentino, dove l’attenzione alla qualità e alla tracciabilità ha portato alla costruzione di un modello produttivo molto strutturato.

A rappresentarlo è l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che proprio in occasione della giornata internazionale ha ribadito il valore di un sistema fondato su regole condivise e su un forte legame con la filiera vitivinicola locale.

Secondo il presidente Alessandro Marzadro, la Grappa del Trentino IG rappresenta molto più di un distillato: «È il risultato di un legame profondo con il territorio, con le sue materie prime, le vinacce, con le competenze tramandate nel tempo e con un regolamento di produzione rigoroso, pensato per garantire trasparenza, tracciabilità e standard qualitativi elevati». In sintesi: un patrimonio che viene difeso attraverso un disciplinare rigoroso, pensato per garantire qualità, trasparenza e tracciabilità.

Spirito Italiano grappa
© courtesy: Istituto Tutela Grappa del Trentino

In un mercato sempre più globale, infatti, la presenza di un’Indicazione Geografica riconoscibile è uno strumento fondamentale per distinguersi ed evitare omologazioni. Non è solo una certificazione tecnica, ma un racconto di origine e metodo che aiuta il consumatore a comprendere cosa c’è dietro una bottiglia.

Il comparto della grappa ha anche un peso economico concreto per il territorio trentino. Ogni anno vengono prodotti circa 7.500 ettanidri di distillato, pari a circa il 10% della produzione nazionale, ovvero circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti da 70 cl ottenute dalla distillazione di circa 13.000 tonnellate di vinacce. La produzione si divide principalmente tra grappe da uve bianche e aromatiche, che rappresentano circa il 60% del totale, e grappe da uve a bacca rossa.

Spirito Italiano grappa
© courtesy: Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo

Accanto alla dimensione territoriale c’è poi quella della promozione, sia nei mercati esteri sia nel contesto nazionale. Sul fronte internazionale continua infatti anche l’impegno del Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, che ha portato le proprie denominazioni a Be Spirits in Wine Paris, uno dei principali appuntamenti globali dedicati al vino e agli spirits.

La partecipazione ha permesso di presentare i prodotti delle aziende socie e di incontrare operatori e buyer provenienti da tutto il mondo, rafforzando la presenza della grappa piemontese nei circuiti internazionali.

Parallelamente il Consorzio, che proprio oggi ha affidato la nuova presidenza a Paolo Marolo – congratulazioni e buon lavoro! -, ha proseguito il lavoro di promozione anche nel territorio di origine partecipando, per il terzo anno consecutivo, al Salone del Vino di Torino.

Lo stand istituzionale nel padiglione principale ha attirato numerosi visitatori, con le grappe delle aziende consorziate presentate e raccontate al pubblico grazie anche al supporto degli assaggiatori di ANAG Piemonte.

Spirito Italiano grappa
© courtesy: Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo

Particolarmente partecipata la masterclass dedicata alle grappe da vitigni aromatici – Moscato, Malvasia e Brachetto – che ha coinvolto oltre cinquanta persone in una degustazione guidata accompagnata da prodotti del territorio come le nocciole delle Langhe. Un momento che ha permesso non solo di approfondire gli aspetti sensoriali del distillato, ma anche di raccontare il lavoro del Consorzio e quello dell’associazione assaggiatori.

Eventi come questo dimostrano quanto sia importante il contatto diretto con il pubblico e quanto il pubblico sappia recepire alla grande se stimolato con qualità nel calice e onestà intellettuale.

La promozione non passa soltanto dai grandi mercati internazionali, ma anche dalla capacità di raccontare il prodotto proprio nei territori dove nasce, avvicinando consumatori e appassionati al mondo delle distillerie. In questo percorso si inseriscono anche altre loro iniziative regionali come “Piemonte Grappa”, manifestazione che ogni anno, la prima domenica di ottobre, apre le porte delle distillerie al pubblico.

Grappa - foto: Paolo Bini © Spirito Italiano
credits: P. Bini ©

La Giornata Internazionale della Grappa diventa quindi un punto di incontro tra tutte queste dimensioni: la cultura della degustazione promossa dalle associazioni, il lavoro di tutela dei consorzi e la promozione portata avanti nelle fiere e negli eventi dedicati al pubblico.

Tre livelli diversi ma complementari, che contribuiscono a mantenere viva l’identità di un distillato profondamente legato alla storia e alla cultura produttiva italiana. Un patrimonio che continua a evolversi, ma che trova proprio nella sua autenticità la chiave per guardare al futuro.

Buon 5 marzo, buona grappa a tutti.


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fonti: ANAG, Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, Istituto Tutela Grappa del Trentino
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