Di tutti i prodotti definiti a vario titolo “amari”, i fernet sono quelli che in assoluto mantengono dentro di loro una occulta forza ancestrale, un fascino di un mondo che non conosceva la massificazione del gusto. Quando si parla di amaro, in questo caso, si torna indietro nel tempo, nelle farmacie di legno e nei laboratori galenici e erboristici.
Tratti di una liquoristica che andava a braccetto con la farmacopea, quando le droghe, le erbe e le spezie avevano prima di tutto funzioni igieniche, curative, corroboranti, digestive e febbrifughe. Non stupisce quindi che comparando le ricette antiche degli amari di altro stile con un fernet, si evidenzi subito l’assenza di zucchero e la quantità molto alta di spezie in relazione ai litri di alcolato da infondere.
I fernet possono essere considerati come l’anello di congiunzione tra gli amari propriamente detti, in stile italiano, e i bitter del nord in stile europeo.

Le erbe più ricorrenti sono l’aloe soccotrino, la triacca, l’assenzio, genziana, mirra, ruta. Tutto questo complesso “spettro amaricante”, non essendo bilanciato dallo zucchero, viene corretto con spezie ed erbe dal tenore morbido e balsamico, come la liquirizia, camomilla, menta. La mirra ha una funzione dilatante del pirolo dello stomaco, mentre le altre hanno comprovate virtù digestive ed antisettiche.
Una delle leggende sulla sua invenzione pare sia stata ad opera di un dottore svedese di nome Fernet e di Bernardino Branca intorno al 1845. Le leggende si accavallano, ma credo che comparando le ricette dei classici amari del nord, svedesi, olandesi o bavaresi, ci fosse, per l’epoca, una normale evoluzione dei prodotti che dalle farmacie facevano capolino sulla bottigliera del bar.
Fernet-Branca, marchio, 1887
Sicuramente i produttori di Fernet furono numerosissimi fino ai primi decenni del 1900, quando lo zucchero iniziò a costare sempre meno e la poesia dell’elisir di lunga vita lasciò spazio alla ricerca frivola del piacere della bevuta. Fu in questi anni che si consolidò il primato del prodotto dei Fratelli Branca di Milano. Avendo puntato tutto su questo prodotto, riuscirono a sbaragliare la concorrenza e ad assicurare imperitura gloria a questo grandissimo prodotto.
Negli ultimi anni, complice il nuovo fascino dei liquori italiani a livello mondiale, molti produttori hanno ideato ricette, antiche o innovative, di una loro versione di Fernet (questo è per me un degno esemplare).
Sono così venuti alla luce numerosi prodotti, caratterizzati da sensazioni più morbide e da botaniche più riconoscibili, in cui il carattere prettamente amaro e fortemente alcolico dei prodotti li ha resi davvero ideali per entrare di diritto nelle cocktail list (per esempio…) dei mixologist internazionali più alla moda.
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