di Luigi Zurolo
86 espositori, 800 birre, 350 spine, ottime qualità e logistica: EurHop Roma vale sempre il viaggio.
Il Salone internazionale della birra artigianale EurHop! Roma Beer Festival si è confermato come un immancabile appuntamento di riferimento per gli amanti della birra artigianale.
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Nella bellissima cornice capitolina del Salone delle Fontane all’EUR, è stata convogliata una selezione di 86 birrifici fra i migliori a livello nazionale ed estero e, come per le edizioni passate, anche questa undicesima di metà ottobre è stata impeccabilmente curata dal team di Ma Che Siete Venuti a Fà – storico pub romano by Emanuele Colonna – in collaborazione con Publigiovane eventi.

EurHop: selezione scrupolosa e ottime novità
Chiaro e scorrevole l’accesso: bicchiere serigrafato, taschina e guida cartacea. Il flusso di degustazione è stato supportato dai grandi schermi con le immagini a rotazione delle birre e, immancabile, dall’app YHop che forniva la Tap list live di ogni birrificio. Un allestimento che, in un’accogliente atmosfera industriale, ha proposto oltre 800 birre in degustazione su due imponenti banconi da 45 metri l’uno e dotati di ben 350 spine.
La vera novità di quest’anno è stato l’utilizzo di e-token con pagamenti contactless tramite braccialetto elettronico e app mobile. Una modalità che ha rimosso completamente le code al cambio gettoni, snellendo e modernizzando i pagamenti ai banchi.

La scrupolosa selezione dei birrifici avviene, come sempre, esclusivamente su invito. Questi gli espositori esteri presenti nell’edizione 2025:
- Boerenerf (BE)
- Cantillon (BE)
- De La Senne (BE)
- Vinohradský (CZ)
- Schanzenbräu (DE)
- Cyclic (ES)
- Brewski (SE)
- Deya (UK)
- Duration (UK)
- Verdant (UK)
Non stiamo ovviamente a elencarvi a posteriori i 76 birrifici nazionali presenti a EurHop 2025, ci limitiamo a riportarvi l’elenco delle birre in servizio. Non è stata poca cosa…

I nostri migliori assaggi
Una qualità generale davvero altissima. Abbiamo iniziato da alcune bevute di riscaldamento, stili che non prevedono particolari picchi di aromi ma che conferiscono bevute pulite. Dopodiché, siamo andati su un’analisi più mirata alle interpretazioni che ogni birrificio ha dato ai vari stili birrari.
Sorsi freschi
- Keller Pils (50&50): Perfetta per iniziare. In botticella, una birra a bassa fermentazione dorata ed equilibrata, finale secco e amaro, stile tipico della tradizione tedesca per il quale il birrificio 50&50 non si è dimostrato da meno vincendo Birra dell’Anno 2025 a Rimini con anche una medaglia di categoria, oltre ovviamente alla loro particolare predilizione per le luppolature moderne.
- Pizzapils Freestyle (Crak): una ri-luppolatura della loro storica Pizzapils, una Dry Hopped Pilsner, con luppoli neozelandesi che le donano note citriche e agrumate: certo non quello che ci si aspetta da una Pilsner base ma tutto ben equilibrato e soprattutto in tipico stile Crak Brewery.
- Swan (Meltz): una Hoppy Belgian Ale di frumento, una birra un po’ atipica per il suo stile ma che si presenta molto equilibrata con note agrumate e al contempo dolci, sentori vegetali, secca e amara ma anche molto rinfrescante e beverina
- Citrusage Divinorum (Chianti Brew Fighters): una Sour Ale tra le anteprime per EurHop. Una birra acida ma che ti lascia sorpreso grazie all’aggiunta di pompelmo e salvia. Una bevuta leggera ma al contempo non banale, fresca con note agrumate derivanti dal pompelmo, e aromatica con note erbacee e sapide derivanti invece dalla salvia.

I progetti di pregio
Cantina errante
Cantina Errante è un progetto che potremmo considerare “di nicchia”, estremamente focalizzato sulla qualità, il territorio e la sperimentazione attraverso l’utilizzo di processi antichi e non convenzionali. Un birrificio maestro in fermentazioni spontanee nato come side-project del Birrificio San Gimignano. Utilizzo di ingredienti bio o da agricoltura biodinamica prodotti da contadini e da agricoltori custodi del territorio e botti in legno provenienti esclusivamente da case vinicole toscane.
- Rustic Petite: una Hoppy Grisette con modello di base storico tradizionale belga nato per dissetare i frontalieri delle miniere: birre rustiche per dissetare i lavoratori, ma leggere e di facile beva così da essere bevute in grandi quantità. Il nome deriva dal termine Grisette (dal francese gris – grigio) con cui venivano scherzosamente chiamate le ragazze, vestite di grigio, che erano incaricate di portare la birra ai minatori alla loro uscita dalle miniere. Uno stile oramai non più particolarmente in voga, ma che comunque diversi birrifici continuano a lavorare, oggi ricaduto nella categoria delle Farmhouse Ale, Saison proprio per la sua affinità.
Una birra molto equilibrata e gustosa che rispecchia perfettamente lo stile, rustica e amara grazie alla sua generosa luppolatura ceca. - Forte De Coupage 2024: un blend tra una fermentazione spontanea in vasca aperta e invecchiata per 24 mesi in botti, blendata con una triple anch’essa invecchiata, 1 anno in botte. Un mix esplosivo, con un corpo robusto, piacevoli note di brett, frutta a pasta bianca, calda e alcolica. Una birra da meditazione e compagnia.
Schigibier
Eravamo curiosi di conoscere meglio Schigibier, il nuovo progetto dello stimato Luigi D’Amelio (ex Extraomnes) che attualmente produce in beerfirm con Hibu. La filosofia Schigibier è una celebrazione dell’artigianalità e della tradizione brassicola belga, ma con una sensibilità e una tecnica italiana contemporanea.
- Karasció: una Belgian Blond Ale, molto beverina e rinfrescante, dal profilo aromatico agrumato, buon corpo e note speziate. Una bevuta che vuole essere facile ma anche con carattere, come quello di Schigi. Buonissima.
- Belfagor: una Triple dalla bevuta diabolica come il suo nome: giusta carbonatura per aiutare la bevuta, note dolci e fruttate a pasta bianca matura, un ricco bouquet aromatico di spezie per chiudere secca e richiamare subito il prossimo sorso nonostante i suoi 9.5 gradi alcolici. Ti travia.

In chiusura e “da tradizione” in quest’ultimo periodo, il consueto feeling con la London Calling di Wild Raccoon: un grande classico, ma che non stanca mai: stampo inglese scuro, di facile bevuta ma intenso e avvolgente con le sue note tostate di caffe, cacao e biscotto.
Alta qualità e diversificazione: EurHop si è confermato il solito viaggio imperdibile per ogni appassionato. L’esperienza è stata completata dalla musica e dall’ottimo street food disponibile sia all’interno che all’esterno del Salone. Bene, sicuramente molto bene.
da Roma
foto: Luigi Zurolo
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