Sapori intensi, vini e piatti che accendono la sensorialità senza mezze misure: la Campania non passerà mai inosservata.
DEMOCRAZIA DEL VINO: L’ENOTRENO
Continua il nostro viaggio virtuale e democratico a bordo dell’Enotreno. Un mezzo su cui siamo virtualmente seduti vicino e guardiamo scorrere il paesaggio dal finestrino con la narrazione semplice, schietta e professionale di Vanni Marchioni.
[si legge, più o meno, in: 2 minuti]
L’autore è stato chiaro: sarà un viaggio alla portata di tutti, perché il vino è per tutti e di tutti. Un claim che ispira all’uguaglianza di ogni sorta, una frase che accomuna ogni palato, ogni preparazione e ogni cultura.
Serve voglia di semplicità, voglia di scoperta, quel giusto mood che vi farà apprezzare questa sintesi di vizi e virtù di ogni regione italiana.

Per ogni regione – tranne casi eccezionali, come oggi… – si racconta un solo vitigno o un solo vino, magari quello più rappresentativo a livello culturale o magari commerciale. A volte la selezione potrà apparire banale, in altre occasioni esattamente il contrario. Non necessariamente il portabandiera dovrà essere il migliore, il più blasonato. Nondimeno certamente il più caro. L’obiettivo è percepire la terra d’origine nel calice editoriale, il contenitore ideale del contenuto.
Dopo la maestosa bellezza della Sicilia, rientriamo in penisola fermandoci in Campania. Nessuna mezza misura, gente vivace e piatti saporiti. I vini non possono non essere altrettanto. Prego signore e signori, in carrozza… fuori dal finestrino c’è la Campania!
[la redazione]

L’Enotreno passa in Campania…
Vedi Napoli, e poi muori. I campani sono eccezionali, senza mezze misure. Li vedo ancora lì a festeggiare lo scudetto biancoazzurro. Anche nella produzione vinicola sono così tipicamente schietti, imperativi, simpatici.
Conoscete per esempio la storia del Lacryma Christi? Ebbene si dice che Cristo in persona, vedendo il Golfo di Napoli, si fosse a tal punto emozionato da mettersi a piangere. Dalle lacrime cadute nel fertile terreno collinare che guarda il mare sono nate le viti che producono queste etichette.
Uva e vino… sorpresa!
Mi collego a questa storia per presentare la mia selezione e non a caso scelgo un trittico, non un solo vino ma un vino “uno e trino”. Non ci si può esimere, in Campania, dal citare Greco di Tufo, Falanghina del Sannio e Fiano di Avellino. Vini diversi, ma attitudini assai similari.

Quale la caratteristica primaria? La mineralità salina gusto-olfattiva, la sapidità diffusa. Queste viti guardano il mare, anzi: questi produttori guardano il mare, continuamente, e non possono (e non vogliono!) non sentire il mare nei vini che producono. È una storia meno appariscente della precedente, me ne rendo conto. Ma tant’è che.
Dunque che cosa ci aspettiamo da questi vini e dalle varie e variegate etichette in commercio? Vini beverini, spesso. Gialli paglierini, tendenze verdoline, bucce di mela verde. Freschezza, freschezza. Si dice, cioè dicono in Campania, che siano vini destinati al perfetto abbinamento con la pizza. Nuovamente, la loro fantastica e naturale predisposizione al mercanteggiare beni e storie.

La pizza (leggi disciplinari STG e Verace Pizza Napoletana), a mio avviso, è argomento assai ostico in tema di abbinamento con il vino. Per varie motivazioni, il sale, il pomodoro, i capperi, la mozzarella, i carciofi, tutti gli altri ingredienti di tutte le ricette che vi vengono in mente. Dalla Marinara alla Valdostana (non in questo caso, esempio volutamente distante), gli attori sono talmente tanti da non poter veramente tracciare linee guida univoche per tutti.
Ma se a Napoli si consumano principalmente Margherita e Marinara e se i napoletani dicono che con queste pizze sta bene il vino locale, oh… sta bene anche a me.

Il Vulcano si vede e si sente, eccome se si sente. È lassù, come un monito che ricorda agli abitanti locali e al mondo intero quanto e come la natura può essere madre o matrigna. Si sente anche nel calice, il Vesuvio, ovviamente. Aggiunge quel sentore di idrocarburi nobili che con la pizza, potremmo dire sia “la sua morte”. Del resto… vedi Napoli, e poi muori…

Leggi da dove è già passato l’Enotreno…
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