Rimini si conferma cardine per la birra artigianale. I vincitori e i nostri migliori assaggi da Beer & Food attraction ’26
È passata anche l’edizione 2026 di Beer&Food Attraction, tre giorni di expo per gli addetti ai lavori con un programma molto ricco dedicato al mondo beverage e food.
[si legge, più o meno, in: 5 minuti]
La manifestazione, che si è tenuta dal 21 al 23 febbraio presso gli spazi di Rimini Fiera, riunisce espositori nazionali e interazionali di birre, food e tecnologie e arredi per il mercato, inoltre con la presenza anche di un settore dedicato ai cocktail e alle bevande miscelate. Vi raccontiamo la nostra giornata in giro tra novità, assaggi e scoperte.

In giro per la fiera…
Al settore Beer&Tech Arena si è celebrato l’iconico bicchiere da degustazione Teku, che ha compiuto ben 20 anni, alla presenza dei suoi ideatori, Teo Musso di Baladin, e Lorenzo Dabove (Kuaska): Te-Ku infatti è l’unione delle iniziali di Teo e Kuaska.
Una storia che è cominciata nel 2006 quando Teo si presentò negli uffici di Rastal con un’idea, un disegno su un pezzo di carta, per realizzare un calice per poter degustare la birra. Mara Ferri di Rastal Italia ci ricorda la reazione che ebbero a quella visita: «follia, ma di cosa stiamo parlando! E invece da li è partito un grande percorso dove tutto doveva essere perfetto, senza nessuna sbavatura».
Teo cercava l’emozione in quel calice! E in quel modo è nato il Teku. Un calice che, riempito con 10 cl di prodotto, permettesse di esaltare sia i pregi che i difetti della birra, un calice che è stato adottato da degustatori, sommelier e giudici da ogni continente e che oggi ha raggiunto oltre 100 paesi nel mondo.
Per arrivare al bicchiere perfetto sono stati fatti molti prototipi e qui entra in gioco Kuaska con il suo famoso aneddoto sulla scelta del prototipo finale: «Eravamo in un parcheggio con i due prototipi finali sul tetto della macchina, e vari formaggi piemontesi da stuzzicare – ci racconta – e solo in uno dei due riuscivo a pescare un piccolissimo difetto di carbonazione in ben 64 Orval di uno stesso lotto… beh, era quello il bicchiere perfetto».

Nel tempo il Teku ha subito varie evoluzioni, dal mini Teku a un bicchiere che fosse dedicato ai distillati (stessa forma e armonia): il Teku Spirits, “sensuale” come viene definito dallo stesso Teo.
A Rimini ne è stata “battezzata” un’evoluzione molto speciale: il Teku Mug, un boccale per andare incontro alla degustazione delle birre a bassa fermentazione, in particolare le Pils ceche. Baladin ha lavorato oltre due anni assieme al birrificio ceco Budějovický Budvar (produttori della pils Bubweiser Budvar) alla produzione della nuova pils tutta italiana “Alla Ceca” e, presentata in anteprima, perfetta proprio per il Mug, con materie prime 100% di filiera Baladin eccetto l’utilizzo del lievito originale Budvar.
Noi l’abbiamo assaggiata nel Teku Mug, che dire: è andata giù tutta d’un sorso!
Altro progetto presentato in anteprima al Beer & Food Attraction che abbiamo seguito è stata la Biblioteca della birra artigianale italiana presentata da Malto Gradimento, blog di birra artigianale nato nel 2011, che insieme a Unionbirrai ha lanciato una raccolta di libri a tema. Iniziativa presentata da Damiano Franzetti, fondatore del blog, insieme ad Alessandra Agrestini il cui libro “Di cotte e di crude” è proprio il primo volume donato alla biblioteca, seguito da “Dieci anni di Cronaca di Birra” scritto da Andrea Turco.
Un bel progetto per la divulgazione della birra artigianale italiana a cui facciamo tanti auguri.

Selezione di assaggi
Colpo al cuore
Fra i “colpi al cuore” ricevuti, c’è sicuramente quello di una piccola realtà calabrese che lavora all’interno del bellissimo Parco nazionale della Sila: Brillo Parlante Brewing, un birrificio nato a Lorica nel 2023. Già gestori da diversi anni di un pub che offre piatti del territorio, hanno deciso di creare birre che si abbinassero perfettamente all’offerta culinaria del territorio e al contempo fossero molto beverine e piacevoli, utilizzando sia nomi che etichette che rimanessero distintive della loro identità territoriale.
Tra le loro birre abbiamo assaggiato l’Anniversario, una Red Ale prodotta per festeggiare i 10 anni del locale, ma originale rispetto a una classica di stile grazie alla mano eccentrica del birraio. Note di caramello molto interessanti, molto insolitamente luppolata con luppoli inglesi Challenger e East Kent Golding, una parte amaricante e vegetale netta ma che mantiene una bevibilità molto alta. Note finali di terra bruciata tipiche di una birra di stampo inglese.
Ottima anche la Nivera, una White IPA con frumento e luppoli Centennial, Simcoe e Citra in Dry Hopping: un amaricante “spaziale”, agrumata e con piccole note vegetali, leggero residuo salino, una nevicata di luppolo come era l’intenzione del birraio e… come l’etichetta raffigura appositamente! Abbinamento perfetto, come ci dicono, per un caciocavallo silano, un piatto molto grasso che questa birra riesce a ripulire perfettamente.
Siamo andati poi sulla Brezza, la seconda birra prodotta dal birrificio e dedicata al lago Arvo: una APA con luppoli Centennial, Simcoe e Cascade in Dry Hopping. Altra birra ben fatta sempre per spingere la parte amaricante ma, che a differenza della Nivera, lascia le parti agrumate spiccate, ben strutturata, molto fresca, pulita e secca, amara tanto da innamorarsene.
Abbiamo chiuso con la Piennula (in dialetto gli acini di uva), una IGA prodotta in due versioni: una con mosto di Gaglioppo, l’altra di Pecorello, per entrambi l’utilizzo del mosto fiore che arriva in birrificio subito dopo essere stato prodotto. Entrambe birre complesse ma di alta bevibilità, note vinose molto accentuate, più dolci nel caso del Pecorello mentre più amare e forti nel Gaglioppo, in quest’ultimo anche accenni di note tanniche.
Davvero una bella scoperta, un piccolo birrificio che sa il fatto suo e che con le sue ottime birre vuole raccontare il territorio a partire dalla produzione e dagli stili produttivi fino all’etichettatura e all’immagine che trasmette di sé.

Colpo estero al cuore
Un altro “colpo al cuore” agli stand lo abbiamo sentito da Kühbacher, antichi artigiani di quella Baviera dove la storia della birra ha radici antichissime.
Kühbacher nacque nel 1862 prendendo il nome dall’omonimo castello di Kühbach, già convento di monache benedettine in cui si faceva birra dal lontanissimo anno mille. Dal 2012 Kühbacher ha aperto l’importazione e la distribuzione della birra in Italia, con sede nella Valle di Gressoney. Della stessa proprietà – l’attuale famiglia Beck-Peccoz – fa parte anche il birrificio Maisach fondato nel 1556.
Allo stand c’erano entrambi i marchi, li abbiamo assaggiati ricevendo davvero riscontri positivi. Una bella espressione della lunga tradizione brassicola bavarese che quindi, giustamente, si sta ritagliando uno spazio consono nel nostro mercato.
Inizio con la Kneissl Dunkel (Maisach), stile Munich Dunkel Lager, colore scuro con schiuma crema. Buon corpo, speziata e aromatica, grazie all’uso di quattro tipi di malto d’orzo. Gusto maltato con note di tostato, pane scuro e caramello, amaro poco percettibile e morbido, tipico dello stile dunkel. Il nome “Kneissl” fa riferimento a Mathias Kneißl, un celebre fuorilegge bavarese del primo Novecento, spesso paragonato a un Robin Hood locale. La birra celebra in qualche modo questa figura leggendaria delle campagne bavaresi.
Siamo poi passati alla Peccator (Kühbacher), Doppelbock corpo potente e robusto, grande presenza di malto con dolcezza bilanciata da un amaro leggero. Gusto complesso, maltato, con sentori che passano dal caramello al pane tostato.
Chiusura con la Red (Kühbacher): altro esempio di Doppelbock ma con diverso profilo rispetto alla Peccator. Birra ambrata, corpo pieno e sapore ricco. Finemente luppolata e con note dolci bilanciate, beverina nonostante l’alta gradazione. Al naso si percepiscono sentori maltati pieni con richiami di caramello, frutti rossi scuri e uvetta, finale pieno, con un lieve calore alcolico confortevole.

Bevute di eccellenza: one shot from one stand
Partiamo da Kashmir (IS) con la loro equilibrata Electus, una modern IPA con una generosa luppolatura di Idaho7, Riwaka, Sabro e Nactaron. Fruttata, esotica, con un profilo agrumato spiccante, una birra di medio corpo, medio amaro, che si beve facilmente. Una birra precisa come è lo stampo di Kashmir, equilibrata senza compromessi e senza esagerazioni.
Assolutamente degna di nota anche la Maranza frittura, double IPA di Luppolajo (MN): esplosiva e intensa al naso, molto secca con parte amaricante molto accentuata con luppoli Citra, Idaho7 e un super boost di Simcoe, tutti di ispirazione americana che donano un bouquet agrumato e floreale con una piccola parte vegetale e resinosa. Una Dangerous Drinkable, come la chiamano qui, molto alcolica ma dove l’alcol è coperto dal luppolo, quindi non ti fa sentire i suoi potenti 8,5 gradi finché… non è troppo tardi.

Impossibile non citare la Colazione da Freud, una Vienna Lager di Birra Perugia (PG): colore ramato, profilo equilibrato, note di malto, bassa gradazione, fresca, piacevole e rigenerante come una seduta a colazione da Freud da cui la birra prende il nome, appunto per la celebre frase con cui Freud invitava i suoi pazienti alle sedute di psicoanalisi.
Molto buona anche la È triste essere bravi di Wild Raccoon (UD): Imperial Stout con cioccolato e vaniglia realizzata in collaborazione con Eastside Brewing. Una birra che sembra quasi una cioccolata calda, se non fosse che -appunto – calda non è. Avvolgente, dolce, sensuale, realizzata con l’aggiunta di fave di cacao e bacca di vaniglia tagliata e aperta, tutto messo in maturazione. Il dolce è un po’ stemperato dall’utilizzo di luppolo Columbus.
Circoletto rosso sulla Just for Can Grapefruit della linea Brewer’s Collection del Birrificio Rurale (MB), una APA assimilabile alle Fruit Beer perché aggiunta di buccia di pompelmo. Birra molto agrumata e tropicale, equilibrata e beverina, note resinose, spezie leggere in chiusura, grado alcolico basso. Di base parte dalla già conosciuta Just for Can del birrificio con aggiunta solo della buccia di pompelmo fresca in bollitura. Birra che esce in commercio dopo la fiera e che si profila già come una birra perfetta per il periodo estivo!

Il concorso “Birra dell’anno”
Ultimo appuntamento della giornata, il concorso Birra dell’Anno organizzato da Unionbirrai che premia le migliori birre artigianali italiani tramite 3 premi per 46 categorie in cui ogni birrificio italiano può presentare le proprie birre valutate da una giuria composta da degustatori italiani e internazionali, più premi di menzione speciali.
Questa edizione ha visto la partecipazione di 212 produttori per un totale di 1746 birre iscritte in gara e una giuria composta da 73 giudici totali provenienti da 19 paesi.
Birra dell’Eremo su tutti
Tra i premi a menzione speciale quest’anno il premio Birrificio dell’Anno è stato assegnato a Birra dell’Eremo (PG) (8 medaglie suddivise in 4 oro, 2 argento e 2 bronzo), prima volta che ottiene questo premio nonostante lo abbia sfiorato in diverse edizioni (sotto, l’Albo d’oro).
“È un risultato che ripaga tutti i sacrifici affrontati lungo il percorso e che vogliamo condividere con tutta la squadra” commentano dal birrificio, un premio meritatissimo per questo birrificio nato nel 2012 e cresciuto sempre di più nel corso degli anni affermandosi con qualità produttiva e sperimentazione sempre innovative su produzioni e ricette.
Il premio Best Collab Brew è stato conquistato dalla Panaté Saison di Birrificio La Piazza (TO) in collaborazione con La Granda (CN). Il premio 100% Italian Beer è andato alla Real IGA Gose del birrificio Il Mastio (MC).
I vincitori di categoria
Guardando le medaglie nelle 46 categorie (oro, argento, bronzo) si può notare di come il medagliere abbia premiato la regione Lombardia (un totale di 57 medaglie su 138) seguita dal Piemonte con 29 e le Marche 24.
La 46^ categoria, nuova entrata di quest’anno dedicata alle birre “no/low alcool”, ha visto premiare con l’oro la Hop Gainer del Birrificio Birranova (BA), con l’argento la Giara AF sempre del Birrificio Birranova e con il bronzo la Mundaka Zero di CRAK Brewery (PD). Sotto, i 46 vincitori.

| Categoria | Birra vincitrice | Birrificio |
|---|---|---|
| Bassa fermentazione, basso grado, stile tedesco/ceco (Pilsner) | Evoluzione 3.0 | IBEER |
| Bassa fermentazione, basso grado, luppolate (Italian Pilsner) | Eger | PicoBrew |
| Bassa fermentazione, basso grado (Helles, Keller, Dortmunder) | Bu | Mister B Brewery |
| Bassa fermentazione, luppolate, stile USA (Hoppy Lager, IPL) | Brewer’S Collection Cold Ipa | Birrificio Rurale |
| Alta fermentazione, basso grado, stile UK (Golden Ale, Pale Ale) | Costa Ovest | Birra Puddu |
| Fermentazione ibrida (Kolsch, Alt, California Common) | Moonella | Vertiga |
| Bassa fermentazione, ambrate, basso grado (Vienna, Marzen) | Gustav | Birrificio Artigianale Noiz |
| Bassa fermentazione, scure, basso grado (Dunkel, Schwarz) | Diamond | Anbra |
| Bassa fermentazione, alto grado (Bock, Doppelbock) | Bock | Birrificio Claterna |
| Alta fermentazione, ambrate, stile UK (Bitter, Mild, Red Ale) | Tea Time | IBEER |
| Alta fermentazione, luppolate, stile UK (English IPA) | Rabelott | Birrificio Balabiòtt |
| Alta fermentazione, basso grado, luppolate (Session IPA) | Ddh Session Ipa | Bibibir |
| Alta fermentazione, basso grado, luppolate stile USA (APA) | Kalopsia | 50&50 |
| Alta fermentazione, medio grado, luppolate stile USA (IPA) | Easy Peasy Hop Squeezy Ipa | Bibibir |
| Alta fermentazione, alto grado, luppolate (Double IPA) | Breaking Hops | MC77 |
| Alta fermentazione, con frumento, luppolate (White IPA) | Vergott | Birrificio Lariano |
| Alta fermentazione, ambrate/scure, luppolate (Red/Black IPA) | 2 Di Picche | Birrificio Menaresta |
| Alta fermentazione, luppolate, stili speciali (Rye, Belgian IPA) | Idioteque | Birra dell’Eremo |
| Alta fermentazione, luppolate stile USA (NEIPA) | Tuka | Birra dell’Eremo |
| Alta fermentazione, alto grado, stile USA/UK (Strong Ale) | Sir Alestrong | Birra 100Venti |
| Alta fermentazione, scure, basso grado (Porter, Stout) | Pablito | Birrificio Manerba |
| Alta fermentazione, scure, basso grado stile USA | Bulk | Hammer |
| Alta fermentazione, scure, alto grado (Imperial Stout/Porter) | Daarbulah | Hammer |
| Alta fermentazione, scure, alto grado (Barley Wine, Old Ale) | Pillow Talk | Jungle Juice Brewing |
| Alta fermentazione, lievito Weizen (Weizen, Weizenbock) | Bianca | Serra Storta |
| Alta fermentazione, frumento non maltato, stile Belga (Blanche) | Fear Of The Blanche | Birrificio Calibro22 |
| Alta fermentazione, basso grado, stile Belga (Blond, Pale Ale) | Anarchiste | Birra 100Venti |
| Alta fermentazione, stile Belga (Saison, Biere de Garde) | Pirata | Birrificio Mazapegul |
| Alta fermentazione, alto grado, stile Belga (Tripel, Strong Gold) | Triplexxx | Croce di Malto |
| Alta fermentazione, scure, alto grado, stile Belga (Dubbel, Quad) | Mukkamannara | Birrificio Mukkeller |
| Birre con uso di spezie | Zirbans | gustAhr |
| Birre con uso di caffè e/o cacao | Bart Coffee | OLDO |
| Birre con uso di cereali speciali (compresi grani antichi) | Panatè Saison | Birrificio La Piazza |
| Birre affumicate e torbate | Smoked Hops | Hilltop Brewery |
| Birre affinate in legno | Doe Balsamic Vinegar Ba | Birra dell’Eremo |
| Birre con uso di frutta | Rusticana 2025 | Birrificio Claterna |
| Birre con uso di castagne | La Gatta | Birrificio Ad-Meata |
| Birre con uso di miele | Double Bee | Birrificio Artigianale Alba |
| Birre acide con frutta (Sour Fruit Ale) | Tropical Gose | CRAK Brewery |
| Birre acide senza frutta (Sour Ale) | Sour Faire | BEER IN |
| Birre salate e/o lattiche, stile tedesco (Gose, Berliner) | Dulcis In Fundo | Birrificio dei Castelli |
| White Italian Grape Ale (Uva bianca) | Ruffiana | Birrificio Birranova |
| Red Italian Grape Ale (Uva rossa) | Real Iga Gose | Il Mastio |
| Sour Italian Grape Ale | Stones | Birra dell’Eremo |
| Birre Low/No Alcool (inferiore a 1,2%) | Hop Gainer | Birrificio Birranova |
| Ispirazione libera (Extraordinary Ale/Lager) | Italian Uncommon Ale | Ritual Lab |

Beer & Food Attraction si è riconfermata come una vetrina davvero imprescindibile sul panorama nazionale, ma anche su quello internazionale: tanti birrifici, tanta qualità, tante novità e un programma fitto di appuntamenti interessantissimi. Non basterebbero i tre giorni per riuscire a seguire tutto o, per rimanere in tema, bere tutto.
Birrificio dell’anno – Albo d’oro
| Anno | Birrificio |
| 2026 | Birra Dell’eremo (PG) |
| 2025 | 50&50 (VA) |
| 2024 | Ritual Lab (RM) |
| 2023 | Crak Brewery (PD) |
| 2022 | Ritual Lab (RM) |
| 2021 | Mc77 (MC) |
| 2020 | Ritual Lab (RM) |
| 2019 | Birrificio Fam Mukkeller (FM) |
| 2018 | Crak Brewery (PD) |
| 2017 | Le Baladin (CN) |
| 2016 | Fabbrica Della Birra Perugia (PG) |
| 2015 | Birra Del Borgo (RI) |
| 2014 | Le Baladin (CN) |
| 2013 | Le Baladin (CN) |
| 2012 | Birrificio Italiano (CO) |
| 2011 | Birrificio Del Ducato (PR) |
| 2010 | Birrificio Del Ducato (PR) |
| 2008 | Le Baladin (CN) |
| 2007 | Birrificio Italiano (CO) |
| 2006 | Birrificio B.A.B.B. (BS) |
| 2005 | Bidu (CO) |
fonte: Unionbirrai
Riproduzione riservata © spiritoitaliano.net ® 2020-2026



