AssoDistil esce solida e consapevole dalla sua 79^ Assemblea annuale. Resilienza sì, ma serve pure la tutela.
Il mare è agitato, ma soprattuto non si riesce a capire dove tira la corrente. La “nave” degli spirits italiani sarebbe anche messa discretamente ma l’incertezza dei mercati crea degli immaginari gorghi che da mesi rallentano la rotta.
[si legge, più o meno, in: 3 minuti]
In fremente attesa – a ore, forse minuti – della letterina firmata dallo statunitense proposto per il Nobel della pace e con la conferma delle misure anti-dumping cinesi, il settore distillatorio prosegue la sua “esplorazione” in acque aperte, certo della sua qualità ma con il dubbio di non riuscire, con le nuove regole dell’export, a essere debitamente competitivo.
“Resilienti al cambiamento” era il titolo evocativo della 79^ Assemblea annuale di AssoDistil a Roma, dove l’industria distillatoria nazionale ha tracciato un bilancio delle sfide affrontate e un percorso chiaro verso il futuro, mostrando capacità di adattamento e innovazione nel contesto globale di cui sopra.

Settore in crescita e sostenibile
I lavori sono stati inaugurati dall’intervento del Presidente Antonio Emaldi, che ha presentato la Relazione Annuale dell’Associazione (leggi). La sua analisi ha offerto una fotografia dettagliata dello stato di salute del comparto, evidenziando non solo le attività svolte da AssoDistil nell’ultimo anno, ma anche le performance di produzione e consumo.
Un dato particolarmente incoraggiante emerso dalla relazione è stata la crescita significativa delle esportazioni nell’ultimo decennio, segno della crescente apprezzamento per i distillati italiani sui mercati internazionali. La relazione ha inoltre posto l’accento sulle sfide normative a livello nazionale ed europeo e, soprattutto, sugli investimenti strategici in innovazione e sostenibilità che le aziende associate stanno portando avanti. Emaldi ha sottolineato come il settore distillatorio sia un esempio virtuoso di economia circolare, trasformando sottoprodotti agricoli in risorse preziose.

L’odierno e le possibili nuove frontiere di domani
Il fil rouge dell’intera Assemblea è stata proprio la “resilienza”, intesa come l’abilità non solo di sopravvivere ma di prosperare di fronte a complessità economiche, ambientali e normative. Un dibattito centrale ha riguardato l’economia circolare e la sostenibilità, con le pratiche produttive delle distillerie che si sono confermate all’avanguardia. Dalla produzione di bioetanolo sostenibile per il settore dei trasporti alla gestione innovativa dei rifiuti, il settore è un modello di efficienza ambientale.
A proposito di dealcolati…
Un momento di particolare interesse è stato l’intervento di Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). Blasi ha gettato luce sulle opportunità emergenti dalla dealcolizzazione del vino. Il processo di rimozione dell’alcol dal vino, sempre più diffuso, genera infatti un alcol etilico che può rappresentare una nuova e preziosa materia prima per le distillerie. Questa sinergia tra i due settori non solo contribuisce a rafforzare i principi dell’economia circolare, ma apre anche nuove vie per la diversificazione produttiva e l’innovazione, supportate da un quadro normativo in evoluzione.

Mercati e tutela
Non sono mancate analisi approfondite sulle dinamiche di mercato: il dott. Emanuele Di Faustino (Nomisma) ha offerto una panoramica chiara sulle “Sfide e opportunità per gli Spirits nel panorama italiano e globale” (leggi), fornendo una bussola per le prospettive future.
Infine, la dott.ssa Maria Flavia Cascia (responsabile Uff. VICO I Dip. ICQRF) ha ribadito l’importanza del ruolo dell’Ispettorato nella certificazione, tutela e controllo delle bevande spiritose IG (leggi), un presidio fondamentale per la salvaguardia di eccellenze come la nostra Grappa.
Promozione
L’Assemblea ha anche fornito l’occasione per fare il punto su importanti iniziative come “Hello Grappa!“, la campagna informativa e promozionale cofinanziata dall’Unione Europea, pensata per conquistare il mercato statunitense e valorizzare ulteriormente la Grappa IG.

Da Roma è uscita così un AssoDistil compatta, conscia di dover fare fronte comune per difendersi dalle insidie di mercati che troppe volte obbligano a rimettere in discussione i progetti di medio termine. La consapevolezza di aver lavorato bene in questi anni (ne avevamo già trattato), di saper rimanere al passo con i tempi potrebbe comunque non bastare se le istituzioni non dovessero proseguire a mantenere vivo il canale dell’ascolto e del sostegno.
fonti: Assodistil
© spiritoitaliano.net ® 2020-2025



