whiskyway: il ruolo della botte

Nella prima tappa della nostra WhiskyWay ci eravamo lasciati alla fine del processo di distillazione e si cominciava a parlare della maturazione del distillato e delle botti.


Uno dei magazzini della distilleria Glen Grant

Ma che botte? Di quali dimensioni? Useremo un tino da svariate migliaia di litri come quelli che fanno bella mostra di sé all’ingresso delle storiche cantine Florio a Marsala, o una classica barrique? E poi perché il whisky matura in botte?


Come spesso accade il “colpo di genio” o l’intuizione, che lega ormai in maniera indissolubile il nostro amato distillato ed il legno, avvenne per puro caso e semplicemente perché serviva un contenitore facile da trasportare, magari anche facile da reperire e che non si rompesse facilmente.

Storicamente le botti cominciarono ad essere utilizzate per immagazzinamento e trasporto, non perché si era coscienti di ciò che potevano dare al whisky.

In Inghilterra infatti, il vino che veniva importato (fortificato e non) arrivava in botte e non in bottiglia come adesso. Divenne così quasi scontato pensare di riutilizzarle.


le botti in Scozia

Rimaniamo concentrati sulla Scozia e sullo Scotch dove la stragrande maggioranza delle botti utilizzate non sono nuove ma hanno già contenuto qualcosa in precedenza e hanno già in parte ceduto le note più forti del legno. Sono prevalentemente delle botti ex-bourbon, servite cioè per la maturazione del Bourbon, il whiskey degli States con prevalenza di mais nella miscela di cereali usata.


Perché questo massiccio utilizzo di botti ex-bourbon? Semplice, se ne trovano disponibili in gran quantità e ed a costi più bassi rispetto ad altre botti. In questo gli scozzesi sono aiutati dal disciplinare americano che obbliga le distillerie a utilizzare solo botti nuove se vogliono poi indicare il nome Bourbon in etichetta, ma vale anche per i Rye, whisky di segale e per i Tennessee Whiskey, come il Jack Daniel’s.


botti nel magazzino della distilleria Laphroaig

Ma torniamo al fresco della Scozia, e dei magazzini scozzesi, che visto il caldo del periodo non guasterebbe. Oltre a queste, si trovano botti che avevano contenuto Rum, Sherry, Marsala, Porto, Birra e più o meno qualunque altro vino, distillato o birra vi possa venire in mente, con delle eccezioni, tutte regolamentate che non mancheremo di analizzare in futuro.

Rarissimi sono i casi che vedono l’utilizzo di botti vergini per la maturazione o affinamento.

Dalla maturazione alla bottiglia passerà ancora un po’ di tempo, per lo Scotch non meno di tre anni ma solitamente di più (ricordate quella simpatica botte di Macallan in una storica pubblicità del secolo scorso)? Bisogna saper aspettare!


Magazzino della distilleria Bunnahabhain (Islay)

Nel frattempo, dentro le botti impilate in freschi magazzini, il nostro distillato sarà preso di mira da ghiotti esserini alati, dei simpatici angioletti che si prenderanno un po’ del nostro amato distillato, l’Angel’s Share, la “parte degli angeli”, cioè quella parte di distillato che evapora durante il periodo di maturazione e che varia da zona a zona (e non il simpatico film del 2012). Mediamente in Scozia siamo su una perdita di circa il 2%.

Ho inizialmente accennato alle dimensioni delle botti che si utilizzano. Per lo Scotch si può parlare di maturazione (o invecchiamento) solo per un distillato contenuto in botti che abbiano una capacità massima di 700 litri. Contenitori più grandi vengono utilizzati, ma solitamente in fase di vatting/blending di più botti (e sì, generalmente tutto quello che troviamo sugli scaffali di enoteche, GDO, store online ecc. è una miscela di più botti, salvo trovare sulla bottiglia l’indicazione single cask o single barrel e allora sapremo con certezza che il prodotto nella bottiglia e “figlio” di una sola botte), o di riposo dopo la diluizione, ed il periodo in cui il whisky rimane in contenitori più capienti dei 700 litri non rientra nell’età di invecchiamento del whisky che verrà dichiarato in bottiglia.


Distilleria Glengoyne, le botti utilizzate per il whisky

Durante il periodo di maturazione si assaggerà di tanto in tanto per vedere che strada prende il nostro prezioso liquido e ci vorrà l’intervento sapiente del master blender, per decidere cosa e quando imbottigliare. Si sceglieranno le botti da usare per creare il prodotto che sarà imbottigliato, e si sceglierà la gradazione a cui portare il distillato da mettere in bottiglia ecc.

E per finire quella bottiglia la apriremo e ce la godremo da soli per un momento di relax, in compagnia di amici o per festeggiare un avvenimento importante. L’importante è goderne.


Adesso perdonatemi se, godendomi un bicchiere del mio amato whisky, faccio una sosta e mi preparo per il prossimo viaggio della nostra WhiskyWay

Slàinte mhath!


foto Fabio Barbera
riproduzione riservata ©


whiskyway: partiamo dall’abc
condividi l'articolo su:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *