w-tasting: fosso di corsano terenzuola


wine-tasting: sensazioni dal Colli di Luni Vermentino DOC Fosso di Corsano 2020 Terenzuola


Vini da conoscere e mettere sulla tavola dei neofiti ma, al tempo stesso, un banco di prova e di confronto per gli esperti.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


W(ine)-tasting è una delle nostre via edonistiche per gli appassionati, coloro che conoscono e apprezzano le etichette note anche al grande pubblico.



Casa e succo di vini o aziende che hanno un nome spendibile e che noi, con il massimo rispetto ma con deontologica onestà, mettiamo alla prova del gusto e del tempo selezionando sempre ciò che, fondamentalmente, abbiamo apprezzato per il rapporto qualità-prezzo o semplicemente per una storia da raccontare.


E’ Luisa Tolomei che oggi in breve racconta per noi le ottime impressioni ricevute da uno dei vini più rappresentativi dei Colli di Luni e del vitigno vermentino.


foto: Michael Borgers

Un’uva che in questi territori, un tempo dominio dei Malaspina, sa raggiungere una tipica espressività soprattutto quando i suoi acini sono accarezzati dalla mano dei bravi vignaioli come nel caso di Terenzuola

[n.d.r.]


la casa, in breve


Terra di confine questa, tra Toscana e Liguria, tra gli Appennini e il mare, tra Luni e Etruschi: popolazioni prodi e caparbie, raffinati esteti come i loro discendenti e proprio come Ivan Giuliani che ha proseguito il sogno dello zio Carlo… e già qui, il “c’era una volta” fiabesco dovrebbe essere sufficiente a affascinare il lettore.


fonte: Google Earth

Quando si viene poi a sapere delle selezioni massali per il recupero di vecchie vigne in armonia con l’ambiente, degli impianti molto fitti, delle rese bassissime, delle vendemmie tardive e delle lunghe macerazioni, non ci stupiamo che questi custodi del paesaggio possano definirsi umili moderatori della natura stessa.


Vero è che la natura sappia a sua volta restituire il favore a chi sa affrontarla con stoica e quotidiana prodezza, concedendosi con risultati eccellenti.


foto: Tanja Schwarz-Krapp

Nato sul Lago Maggiore, Giuliani a fine anni ’90 decise di realizzare qui le sue ambizioni, in una terra di confine dove poter liberare la sua vocazione di vignaiolo e sviluppare un progetto ambizioso e aperto che portasse Terenzuola, già da anni proprietà familiare, a diventare un riferimento per la vitivinicoltura del luogo e oltre.


il succo


In Lunigiana può accadere: lo sguardo si perde nei verdi screzi che fendono il cristallo paglierino mentre il naso viene investito da iodio balsamico e dalle erbette mediterranee che vedono la costa tirrenica.


foto: LT©

Da uve allevate anche oltre i 350 metri su scisti arenarie, un puro vermentino che dopo la vinificazione sosta 7 mesi sui propri lieviti e che sa regalare al naso delle intensità odorose difficili da scordare: profumatissima scorza di limone, poi zagara, basilico e timo, rosmarino e maggiorana con una mineralità che oso definire “apuana” addolcita da ricordi di sandalo e patchouli quasi fossero suggestioni da caldi pomeriggi in terre esotiche.


Morbidezza tattile setosa e sapidità marina emergono in bocca al primo impatto e non escludono calore e freschezza. Corpo solido ed elegante con buona concentrazione di sostanze che non pesano sull’asticella di un equilibrio esemplare. Gli aromi sono coerenti, di ottima persistenza e accompagnati sul finale da una lieve scia ammandorlata.



Nonostante l’ottimo bilanciamento e la già piacevolissima beva, Fosso di Corsano 2020 pare proprio avere un destino di lunga vita e adesso ideale per l’abbinamento territoriale a bruschette con Lardo di Colonnata IGP


Una bevuta così appagante e agevole che quasi stride con il concetto di quell’eroismo che ha saputo originarla. Ne rimaniamo quasi (piacevolmente) smarriti.


foto: LT©


prendete nota:


aziendaTerenzuola
categoriaColli di Luni Vermentino DOC
nome vinoFosso di Corsano
uveVermentino
vendemmia2020
degustato nel2022
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:Bruschetta con Lardo di Colonnata IGP

Attenzione, ricordate… nessun consiglio per gli acquisti ma semplicemente il racconto di un assaggio di qualità.

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Luisa Tolomei – Spirito Italiano writing staff
“La sola arma che tollero è un cavatappi”





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Nasce a Lucca nel ’68 e assorbe le strambezze dell’annata. Luisa Tolomei oggi abita sulle montagne dell’Appennino, ama la lettura, lo yoga e, naturalmente, il vino: si è rinvenuta tardi, diventando sommelier solo nell’anno del suo giubileo e vincendo la borsa di studio nazionale indetta dalla Bonaventura Maschio. Da lì capisce la strada del suo futuro: oggi alterna il lavoro nel piccolo ristorante del paese, Buca di Baldabò, allo "studio matto e disperatissimo" con l’ambizione di migliorarsi sempre nella cultura e nel racconto ispirato "eno-zen"