il vino non fa male… sicuri?


Carne e vino non sono dannosi per la salute: il ministro Lollobrigida esulta per la decisione della Commissione UE. Ma siamo sicuri che non ci siano ripensamenti?


Potremmo essere arrivati a una svolta molto importante per il futuro del vino. Potremmo


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Sul sito MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste) arriva il comunicato del ministro Francesco Lollobrigida che giustamente esulta dopo l’ultima riunione della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo che, nella seduta dell’8 dicembre, pare abbia eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi per la salute.


photo courtesy: Quirinale.it©

«Grande risultato in Europa: la Commissione ha eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi per la salute. E’ una notizia importantissima per tutta la Nazione, una vittoria che abbiamo ottenuto lottando con determinazione a difesa delle eccellenze italiane». Questo il commento ufficiale del Ministro che poi ha aggiunto:

«Adesso ci sono anche più risorse economiche per le indicazioni geografiche con altri 2 milioni di euro proprio come avevamo chiesto noi. Tutto questo dimostra che il nostro nuovo approccio paga. Il cambio di passo del Governo Meloni, il lavoro di squadra, l’attenzione del mondo agroalimentare sono gli strumenti con cui difendiamo il prodotto italiano e diamo risposte precise a esigenze che erano rimaste insoddisfatte ormai da troppo tempo».


foto: Gerd Altmann

E’ oggettivamente una grande notizia per il vino europeo, “spoilerata” il giorno prima dal Presidente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo e, soprattutto, membro della Commissione agricoltura, l’europarlamentare Salvatore De Meo: «Il pericolo è passato, non senza aver dovuto sgomitare per far sì che questo accadesse. Prendo atto con soddisfazione che la Commissione europea ha tolto carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi per la salute dopo averli considerati, irragionevolmente, nocivi, addirittura suggerendo l’apposizione di un bollino nero e di un’etichetta di avvertimento visivo, come quella delle sigarette, anche sulle bottiglie di vino».


Con un colpo al cerchio e uno alla botte, il Presidente ha poi aggiunto: «Forza Italia si è sempre battuta per evidenziare la differenza tra “uso” e “abuso”, ma, soprattutto, l’importanza di un consumo moderato e responsabile così come la necessità di aumentare le azioni di educazione alimentare. Questo “ripensamento” salvaguarda il comparto delle carni e dei vini europeo, ma anche il Made in Italy, che rischiavano di essere ingiustamente penalizzati e che, al contrario, devono essere ancor di più sostenuti soprattutto dopo la crisi post pandemica, gli affanni causati dal conflitto bellico e dalla conseguente crisi energetica».


foto: Silvija

Sull’impegno profuso in questi mesi dal politico forzista, crediamo non vi siano dubbi. Sulla decisione definitiva della Commissione invece rimarremmo un po’ più cauti


Se è vero che nessuno può comprendere le intenzioni del gruppo di lavoro meglio di chi ne fa parte, è pur vero che niente è stato deliberato e che il programma di lavoro della Commissione per il 2023 è ancora “ongoing” (come detto da un portavoce a una testata paneuropea molto attendibile).



Se andiamo a vedere sul canale ufficiale del Parlamento europeo, per la Commissione AGRI l’argomento più importante da affrontare nella riunione dell’8/12 erano gli impatti della Brexit sul mercato dell’agroalimentare.


Anche l’OdG della riunione parla chiaro: Brexit e poco altro. Ci sta che i membri presenti all’incontro abbiano parlato di carne e vino magari durante la prevista presentazione di uno studio sulla fornitura di informazioni ai consumatori sugli alimenti oppure alla fine quando arriva il momento delle “varie ed eventuali”, mah…


foto: USA-Reiseblogger

Rimane il fatto che niente è stato ufficializzato ma anche che, difficilmente, i politici possano esporsi così apertamente senza avere ampie certezze. Vedremo e ci auguriamo che non ci siano sorprese.





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fonti: MASAF, Euractiv

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