vino e grappa: la vinitaly’s mixology


Crescono i nuovi cocktail a base vino o grappa. Tendenze di successo proposte nell’area Mixology a Vinitaly


Una scelta indubbiamente vincente, di attrattiva, che guarda alle tendenze.


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Vinitaly 54° ha dato maggior valore al mondo della miscelazione con un’area Mixology tutta dedicata al bartending e alla sperimentazione sui cocktail classici, low e free alcol.


foto: PB©

Veronafiere fa sapere del grande successo riscosso in questi giorni precisando che il vino si rende sempre più protagonista nel mondo nei drink mixati, anche in virtù di una crescente domanda dei giovani verso calici meno alcolici e più facili da bere.


L’indagine dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly sul mercato americano, da sempre vero incubatore di tendenze, ha oltretutto evidenziato come le nuove generazioni “miscelino” sempre di più il vino con le nuove bevande socializzanti. Particolarmente apprezzati il Bellini 4.0, fatto di ready to drink, oppure nuovi cocktail come il Negroni con il vermouth o il Red splash – a base di tequila, vino rosso, limone, lime e agave –, di vino aromatizzato alla frutta (come l’Asti al pompelmo rosa).



Un’arte, quella della miscelazione, che sintetizza in sé innovazione e nuove competenze, con una generazione di giovani bartender ispirata da modelli ed esempi che hanno fatto la storia della disciplina nel corso degli ultimi vent’anni.


E sono queste figure, veri e propri chef della miscelazione, che dettano nuove tendenze e costumi del settore, mettendo sempre al primo posto la qualità del prodotto, sia nella rinascita di drink storici che nelle nuove sperimentazioni.


foto: Ennevi foto – courtesy: Press office Veronafiere

È in tale contesto che viene riscoperta anche la grappa, tradizionale dopo-pasto dall’identità demodé, che oggi dà un messaggio più moderno in ottica di miscelazione.



Allo stesso modo, nei cocktail Vinitaly Mixology ha dato spazio anche a kombucha e saké, una valorizzazione dal sapore cosmopolita che si spinge verso nuove frontiere del gusto.


foto: Ennevi foto – courtesy: Press office Veronafiere

Una sperimentazione che non ha dimenticato anche l’originalità visiva, con i bicchieri che smettono di essere semplici strumenti per diventare parte della composizione e il ghiaccio che assume un ruolo da protagonista reinventandosi in sfere o diamanti.


foto: Ennevi foto – courtesy: Press office Veronafiere

E come nel mondo del vino, anche la mixology conosce una crescita delle preparazioni free e low alcol: la cura e la ricercatezza di questi drink raggiungono quelle dei tradizionali cocktail alcolici, per garantire qualità e raffinatezza a qualsiasi livello di gradazione.




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fonte: Ufficio stampa Veronafiere

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net