vinitaly special edition: verifica vera!


Si prepara per ottobre Vinitaly Special Edition. Un banco di prova vero e diretto dopo gli ottimi risultati dell’export vino nel primo semestre e la nuova vendemmia 2021


Prendiamo a spunto l’articolo di ieri sulle previsioni vendemmiali per integrare facendo un piccolo focus sul probabile andamento prossimo del mercato vinicolo.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


Dal comunicato congiunto Assoenologi, UIV e Ismea è emersa una sostanziale perdita (circa il 9%) della quantità di vino italiano prevista per il 2021.


Ciò non significa ovviamente che il “sistema” ne debba accusare particolarmente il colpo in termini economici, tutto sta nella capacità delle varie istituzioni di veicolare un messaggio univoco che faccia emergere la grande qualità del vino nazionale e che ne motivi l’inevitabile lieve aumento del prezzo sul mercato.


foto: Gerhard G.

Le parole di Fabio Del Bravo (Ismea) sono state chiare: «I segnali che Ismea ha colto delineano delle buone prospettive per la campagna che sta per aprirsi, grazie al significativo rimbalzo dell’export, al rialzo dei listini, e alla ripresa dell’ontrade. Allo stesso tempo, il buon andamento registrato delle vendite domestiche favorisce l’ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità».


Essenziali alla comprensione anche le dichiarazioni di Ernesto Abbona (Unione Italiana Vini), che ha commentato: «Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo che ci aiuta a proseguire il nostro entusiasmante sviluppo sui mercati internazionali. Segnali di forte crescita si registrano, nel primo semestre 2021, su tutte le principali piazze, come Usa (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina. Sono dati positivi che devono spronarci a fare ancora di più e meglio anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità».


courtesy: Press office Veronafiere

Per noi la prima “vera verifica” arriverà a breve, fra poco più di un mese. Vinitaly special edition sarà il primo reale banco di prova per capire la tenuta del mercato internazionale.


E’ per questo che riprendiamo il loro comunicato di qualche giorno fa e volutamente ve lo riproponiamo oggi per una nuova analisi e considerazioni che potete fare davanti a un calice nella vostra stanza preferita dei pensieri.


courtesy: Press office Veronafiere

I dati pubblicati da Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine monitor si concentrano sulle importazioni dei 12 principali mercati mondiali della domanda di vino, Paesi che valgono circa i 3/4 del totale export made in Italy.


Grazie alle riaperture e al “revenge spending” si è raggiunto un nuovo record storico nel primo semestre 2021, una crescita a valore del 7,1% sul pari periodo 2020 ma anche del 6,8% sul 2019 (regime pre-Covid).

Una statistica importante che arriva dopo un durissimo periodo in cui comunque il nostro liquido era riuscito a contenere i danni meglio degli altri principali competitor.



Nei 12 Paesi buyer di riferimento, è andata complessivamente bene anche la domanda globale di vino nell’ultimo anno (+ 8,1%). La Francia ha fatto un boom del +26,2% ma è stata l’Italia che, rispetto all’ultimo periodo pre-Covid (primo semestre 2019), ha vinto sulle principali piazze: +6,8%, a quasi 2,6 miliardi di euro, contro la Francia a +2% (oltre 3,3 miliardi di euro) e le importazioni totali di vino ancora in terreno negativo (-1,7%, a quasi 10 miliardi di euro).


Guardando indietro al 2020, l’Italia ha aumentato il suo mercato in Cina (+36,8%), in Germania (+9,3%) e in Russia (+29,4%), mentre è rimasta sotto la media negli Usa (+1%, ma sul 2019 l’incremento è di quasi il 6%), UK (-0,4%) e Canada (+2,5%).


In tema “tipologie“, sono cresciute le importazioni dei vini fermi (+6,9%, con il prezzo medio salito a +5,9%), mentre gli sparkling hanno incrementato le vendite dell’11,1%, con una riduzione del prezzo medio del 4,8%.



Denis Pantini, il responsabile di Nomisma-Wine Monitor ha commentato: «Emerge una sorta di “revenge spending” che sta trainando il commercio mondiale di vino e che interessa i vini di fascia medio-alta, come desumibile anche dai prezzi medi all’import. Una conferma a questa tesi arriva analizzando l’export dei Dop italiani e francesi, con i rossi Dop del Piemonte a +24% o i rossi Dop toscani a +20%. Tendenza ancora più evidente per i rossi a denominazione francesi, con il Bordeaux a +61% e il Borgogna a +59%, ma anche per gli sparkling d’Oltralpe, Champagne in primis, che volano a +56% nel mondo e a +70% negli Usa».


courtesy: Press office Veronafiere (archivi)

L’appuntamento dal 17 al 19 ottobre a Verona capite bene che darà probabilmente un segnale, confermando le impressioni oppure mettendo in pausa eventuali eccessi di entusiasmo.


L’occasione, indipendentemente dall’onerosità economica su cui non entriamo) è oggettivamente molto interessante per tutti gli attori: Vinitaly Special Edition sarà in presenza e studiata appositamente con un format espositivo leggero e iniziative mirate esclusivamente al business e al prodotto.



Oltre a buyer, distributori e delegazioni estere dai principali paesi target, sono previsti incontri con i professionisti dell’Horeca, GDO, enoteche, e stampa specializzata e aree speciali dedicate ai vini biologici, alla mixology e alle masterclass.


Contestualmente, di scena anche il wine2wine business forum, dedicato alla wine industry, Sol&Agrifood (agroalimentare di qualità) ed Enolitech (tecnologie per la produzione di vino, birra, olio).


Grandi auspici li palesa anche il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani: «Il settore è uscito, si spera definitivamente, da una crisi senza precedenti grazie ai fondamentali dei suoi operatori, alla loro organizzazione commerciale e alla forza del brand tricolore. Oggi, in particolare con i nostri vini simbolo, siamo al centro del fenomeno legato ai “consumi di rivalsa” post-Covid: un effetto traino da intercettare e da cui ripartire consolidando ancora di più le quote di mercato. Anche a questo servirà Vinitaly Special edition».


courtesy: Press office Veronafiere

Vedremo quindi come andrà questa nuova evoluzione di Vinitaly 21.1 beta dopo la 21.0 di giugno con OperaWine e Vinitaly Preview.

Le premesse ci sono, la ripartenza pure ma (come abbiamo visto ieri) latitano un po’ i numeri delle quantità. Agli strateghi (istituzionali e non) del marketing agroalimentare e vitivinicolo, l’oneroso compito di studiare la soluzione vincente.




torna in alto


fonte: Ufficio stampa Veronafiere

spiritoitaliano.net © 2020-2021



condividi l'articolo su:

Writing staff di spiritoitaliano.net