venerazione al tempio del brunello


Inaugurato il nuovo Tempio del Brunello di Montalcino. Fantastica esperienza multisensoriale in un polo culturale di grandissima attrattiva.


Un luogo che rappresenta l’unicità di un territorio, la summa della tradizione, l’unione delle risorse che rende omaggio alle proprie ricchezze.


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Già sede da qualche anno del Consorzio del vino Brunello, il Complesso monumentale dell’ex convento di Sant’Agostino oggi diventa ufficialmente un vertice che unisce davvero l’essenza di una comunità.


Ci ha sinceramente colpito e non solo perché abituati a interpretarlo solitamente come allestimento ideale per i classici eventi del “Benvenuto Brunello”. Ci ha convinto l’idea, il progetto, la messa in atto, la suggestione che immaginiamo provi il semplice turista che rimane folgorato da tanta confluenza di valori ancor più di quanto l’abbiamo percepita noi.


courtesy: Opera Laboratori©

Il Tempio del Brunello, alla fine, non è poi un’idea così particolarmente originale ma una volta usciti da Sant’Agostino si ha la sensazione di aver fatto un viaggio spazio-tempo che ci ha letteralmente investiti di storia, dagli etruschi al medioevo, di natura, dal paesaggio ai frutti, ma soprattutto di cultura ed emozione difficili da dimenticare tanto è il concentramento di sensazioni che sollecitano la mente.


Pare un trip che in, pochi metri quadrati, sconvolge, ti sballa, ti sbalza e ti lancia (con ritorno) in pochi metri quadrati dall’odierno all’antico, dall’ipogeo al cielo, dall’oro al vino, dalla luce al buio, dalle opere trecentesche alla mobile app mentre i minuti passano e tu sali e scendi per le scale attraversando i chiostri del Complesso: ti fermi, ti lasci suggestionare ma al tempo stesso percepisci quella forza interiore che ti spinge a curiosare oltre.


foto: Paolo Bini ©

Dopo questo cappello introduttivo lascerò parlare i comunicati stampa per una descrizione più dettagliata ma l’esauriente asetticità va in questo caso forzatamente preceduta da un incipit, un prologo che vagamente possa trasmettere l’appagamento spirituale di un’esperienza e della valutazione complessiva del lavoro a monte che l’ha generata e consentita.


Perché il Tempio del Brunello, la riqualificazione di Sant’Agostino, sono un successo di tutti gli ilcinesi. Una chiesa riaperta al culto il 2 luglio dopo lunghi restauri, un ex-convento, un ex-diocesi sede vescovile, un ex-casa di riposo che, grazie alla coesione della comunità (mai scontata in Toscana), delle istituzioni politiche e vinicole (mai scontata in Italia), della Fondazione Bertarelli, di Opera Laboratori e delle aziende che hanno contribuito con il proprio lavoro, oggi sono sia l’emblema di un recupero patrimoniale che l’esempio di buona sinergia fra pubblico e privato, fra ente e singolo cittadino.


foto: Paolo Bini ©

Durante l’inaugurazione di venerdì 9 luglio, il sindaco Franceschelli ha orgogliosamente affermato al pubblico: «Qui nessuno si è mai arreso dal dopoguerra». Credetemi se aggiungo che: solo chi ha sufficiente memoria o conosce storia antica e recente di Montalcino può davvero comprendere quanto queste parole siano fiera sintesi di una consapevolezza diffusa in paese.


foto: Paolo Bini ©

Definitiva rivincita di chi ha creduto da sempre in questo territorio, l’Oro di Montalcino con il suo Tempio del Brunello è un “cuore pulsante” che riceve e pompa l’essenza vitale da e verso i poco più dei 20.000 ettari complessivi del comprensorio di cui poco meno di un quinto vitati.


foto: Paolo Bini ©

Con questo polo informativo e didattico alla portata del turista (anche e soprattutto l’eno-neofita), da oggi il Brunello di Montalcino può auto-dichiararsi ufficialmente membro primario del gotha dei vini più importanti al mondo, senza più alcuna esitazione.



dai comunicati ufficiali


Commenti e dichiarazioni


Il progetto, promosso dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, dal Comune di Montalcino, dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e realizzato da Opera Laboratori, nasce dal solido accordo fra le istituzioni coinvolte che in quest’ultimo difficile periodo di pandemia hanno lavorato insieme nell’intento di voler assicurare un futuro brillante e innovativo per Montalcino e il suo territorio.


courtesy: Opera Laboratori©

L’obiettivo è quello di far conoscere in maniera articolata e profonda Montalcino attraverso un’esperienza completa che dal Brunello si apra verso la storia millenaria, l’archeologia, il patrimonio artistico, il paesaggio e la promozione degli altri preziosi prodotti di questa terra generosa che, nel corso dei secoli, l’uomo ha saputo amare e valorizzare al meglio, coltivandola e custodendola come un tesoro ricevuto in dono.


foto: Paolo Bini ©

Il Tempio del Brunello è dunque espressione de l’Oro di Montalcino, operazione culturale che intende raccogliere, comunicare, far conoscere e sperimentare, anche con l’aiuto delle più avanzate tecnologie, l’insieme delle potenzialità espresse da uno dei territori che per vocazione vinicola e per il fascino iconico delle linee del paesaggio risulta già uno dei più apprezzati del mondo.


foto: Paolo Bini ©

“Dopo un anno e mezzo di pandemia in cui le nostre energie si sono concentrate nel sostenere la comunità – afferma il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli – abbiamo guardato anche al futuro e questo progetto è per noi nuova linfa vitale. Montalcino ha voglia di rinascita, ora è il momento. Lavorando di concerto con l’Arcidiocesi e il Consorzio del Brunello, con il braccio operativo di Opera Laboratori, intendiamo non solo promuovere il nostro territorio attraverso una formula innovativa che possa accogliere in maniera efficace i visitatori, ma creare all’interno del complesso di Sant’Agostino nuovi stimoli e spazi culturali per la comunità montalcinese dove arte, storia, musica, artigianalità e prodotti d’eccellenza possano fondersi alla cultura produttiva in un progetto organico”.


“Siamo convinti che il percorso del vino non si esaurisca in un bicchiere – continua il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – ma sia sempre più un fenomeno di rilievo anche dal punto di vista culturale. Questo progetto ci rende entusiasti poiché il Tempio del Brunello non è solo un museo moderno e interattivo, ma anche un’esperienza profondamente rappresentativa del suo territorio che darà un valore aggiunto all’attività di promozione che lo stesso Consorzio già svolge per tutto il sistema socioeconomico di Montalcino”.


foto: Paolo Bini ©

“La riapertura al pubblico del Complesso monumentale di Sant’Agostino – dichiara infatti Don Enrico Grassini – vuole essere un segno di rinascita, anche cristiana, dopo un periodo tanto difficile come quello della pandemia. Tornare a riappropriarsi di spazi dedicati alla cultura assume oggi, più che mai, un valore di straordinaria importanza. Possa la bellezza dell’arte portare il territorio di Montalcino ad una speranza nuova e feconda”.



Gli spazi


La dimensione accogliente e meditativa di InChiostro, primo chiostro coperto dell’ex convento, rappresenta il punto di partenza dei vari percorsi esperienziali: da qui, grazie all’applicazione “L’Oro di Montalcino”, sarà possibile essere guidati all’interno della chiesa di Sant’Agostino presentata da un video in cui Don Enrico Grassini, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, ne introduce le bellezze storico-artistiche.


courtesy: Opera Laboratori©

La visita continua poi all’interno del suggestivo Museo Archeologico sotterraneo, illustrato in prima persona dagli archeologi, Luca Cappuccini, Luigi Donati e Jacopo Tabolli, che hanno scoperto e studiato i reperti etruschi conservati, provenienti in larga parte dal vicino Poggio Civitella, unico esempio di fortezza etrusca ancora oggi esistente.


courtesy: Opera Laboratori©

Da Inchiostro si accede poi nelle Raccolte Museali Civica e Diocesana, ricca collezione tutta da scoprire di statue lignee e ‘fondi oro’ di scuola senese di proprietà comunale e provenienti dalle chiese dell’antica diocesi, impreziosita da una corposa raccolta di maioliche arcaiche del Duecento e dalle antiche opere della vicina Abbazia di Sant’Antimo.


courtesy: Opera Laboratori©

Da Inchiostro inizia poi l’esperienza alla scoperta del rigoglioso territorio di Montalcino: postazioni con visori di realtà virtuale chiamate InVolo consentiranno di immergersi fra ville e castelli, scorci mozzafiato del centro urbano, piccoli paesi del vasto e diversificato territorio comunale.



Il Tempio


Passando nel chiostro scoperto, quello chiamato un tempo il “chiostro d’estate” del convento, si scende nel Tempio del Brunello; percorrendo verso il basso la scala, si percepisce un cambiamento di livello di profondità, una gradatio di clima, dalla luce alle tenebre, mentre i suoni della cantina rimandano anche alla “gradazione” del vino: tanto è profonda l’appartenenza del Brunello al territorio di Montalcino, quanto più consapevole e distintiva la personalità del vino.


foto: Paolo Bini ©

Il Tempio del Brunello, il cui allestimento è stato realizzato da Opera Laboratori e per la parte multimediale da ETT, si articola negli ambienti ipogei dell’ex convento, adiacenti alla sede del Consorzio del Vino Brunello. Il contributo del Consorzio per il progetto, grazie alla competente e generosa consulenza del vice-presidente Stefano Cinelli Colombini e all’autorevole curatela scientifica di Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano, orgoglio montalcinese, ha avuto un ruolo primario e determinante.


foto: Paolo Bini ©

Accanto alla sede del Consorzio dunque, all’interno di quello che in passato era il Rex, il vecchio cinema di Montalcino, è come se oggi fosse custodito il segreto del Brunello, il vero Re del territorio.

L’ “Artwall” è il primo ambiente ipogeo che accoglie i visitatori con un monitor sulle due pareti laterali e a pavimento: durante l’esperienza, una serie di immagini suggestive, unite in un’unica composizione, creano una vera e propria poesia visiva.


foto: Paolo Bini ©

Attraverso il potere evocativo delle immagini e del sound design, si raccontano così i quattro pilastri del Brunello di Montalcino: la Culla del Brunello, con approfondimenti sulla vision di ieri e di oggi, il Territorio, la Tecnica e l’Ethnos, con il racconto della comunità inclusiva e plurale che sta alla base della produzione del Brunello di Montalcino.


Il terreno, la biodiversità del territorio, il clima, il lavoro delle persone, il loro crederci e saperci fare in un’ottica di rispetto della tradizione, di scrupolosa e umile quotidianità e di lucida prospettiva futura: concetti che sono ribaditi dalla chiarezza delle Voci del Brunello, uno scambio di battute tra coloro che nel mondo nel Brunello hanno portato novità ed energia positiva, solo persone vere, in qualità di rappresentanti di una comunità autentica.


foto: Paolo Bini ©

Come i filari, solchi verdeggianti sul terreno, scandiscono e disegnano il territorio di Montalcino, si procede nello spazio successivo, chiamato Quadro divino, dove il visitatore può lasciare il ‘segno’ della sua esperienza lungo il percorso e mettere in gioco la propria creatività, sviluppando le sensazioni e le suggestioni ricevute nelle precedenti esperienze.


Quadro divino dunque è il segno dell’esperienza sul visitatore, che a sua volta è invitato a lasciare il proprio segno nel luogo, un po’ come il percorso che ha compiuto sul territorio per arrivare a Montalcino. I colori, le immagini e le atmosfere vengono qui presentate in una vera e propria palette cromatica, l’identità visiva di Montalcino, da utilizzare in maniera libera ed emozionale. Ciascun visitatore potrà creare così, attraverso postazioni touch, la propria composizione artistica, che potrà essere inviata a parete e condivisa tramite email e social.


foto: Paolo Bini ©

Il terzo ambiente ipogeo, sostenuto da archi ogivali, che nelle forme rimandano a un calice rovesciato, è Calix. Qui, attraverso la tecnica del mapping accompagnata da suggestive sonorità realizzate appositamente per il Tempio del Brunello, il visitatore si troverà immerso in un’esperienza dal forte impatto emotivo: saranno presentati capolavori artistici, espressione dell’ispirazione e del lavoro creativo che la terra di Montalcino ha saputo infondere nell’uomo.


foto: Paolo Bini ©

Dal paesaggio degli Effetti del Buon Governo si passa alle tavole trecentesche del miracolo delle Nozze di Cana e dell’Ultima Cena dove il vino viene servito nelle ceramiche analoghe a quelle conservate all’interno del Museo di Montalcino.


La proiezione si conclude con la Madonna della Misericordia di Vincenzo Tamagni che idealmente protegge tutto il territorio di Montalcino, evocando la profonda devozione mariana della zona.



Ritorno al presente

Risalendo, si arriva di nuovo nella luce del chiostro scoperto dove sarà possibile condividere e concludere l’esperienza, dialogando di cultura, d’arte e di vino mentre si sorseggia un calice di Brunello presso l’Enoteca Bistrot Caffetteria del Tempio del Brunello. Un luogo di divulgazione conviviale dove potersi avvicinare alla conoscenza enologica a tutti i livelli.


Attraverso il dispositivo di applicazione mobile, infatti, sarà possibile rispondere a una serie di domande relative al proprio temperamento in modo da guidare il visitatore nella scelta del Brunello più in linea con la propria personalità.


foto: Paolo Bini ©

Si verrà poi guidati da sommelier professionisti e da un sommelier digitale multilingua, che permetteranno di cogliere i gesti e le ritualità che accompagnano la degustazione, delineando le caratteristiche organolettiche del Rosso e del Brunello di Montalcino. Ogni tipologia di vino è associata ad un diverso tag NFC: una volta avvicinato il tag al lettore accanto al monitor viene avviata la guida all’assaggio e alla degustazione, che attraverso una infografica accattivante permetterà di cogliere i gesti e le ritualità che accompagnano la degustazione di un vino.


foto: Paolo Bini ©

All’interno dell’Enoteca gli scaffali permetteranno una nuova esperienza interattiva, legata all’approfondimento di quattro macro-categorie del vino. Il visitatore potrà utilizzare la propria app di visita per accedere a contenuti aggiuntivi e video che gli consentiranno di selezionare e apprezzare meglio i vini attraverso QR Code e fruire in autonomia di contenuti di approfondimento.


courtesy: Opera Laboratori©

All’interno dell’Enoteca sarà possibile interagire con una particolare postazione costituita da una parete in tessuto e un monitor scorrevole. Il visitatore, spostando il monitor sulla parete, potrà comprendere le diverse sfumature di colore rosso che caratterizzano il Brunello a seconda delle annate. La postazione si configura dunque come una linea del tempo in cui quattro differenti video permettono di osservare le variazioni di colore del Brunello nel corso di 75 anni di invecchiamento.


Passando di nuovo da Inchiostro verso l’uscita, attraverso l’applicazione mobile, quattro video interviste illustreranno gli ori di Montalcino. Miele, zafferano, olio e tartufi saranno presentati da Federico Ciacci, Marzio Saladini, Carlo Alberto Bindi e Paolo Valdambrini che racconteranno le proprietà, la storia, la tradizione dei quattro prodotti, principi del territorio.


foto: Paolo Bini ©

Soltanto adesso avete la liberissima facoltà di criticarmi nel caso l’introduzione vi sia parsa davvero troppo celebrativa. Confessate però anche la vostra voglia di visitare, appena possibile, questo “Tempio”, luogo di culto per gli appassionati della storia o dell’arte o del vino o della natura o di tutto ciò.




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fonte: Ufficio stampa Consorzio del Brunello di Montalcino – Ispropress, Opera laboratori

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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.