vendemmia 2020: relazione finale


Lieve calo della quantità, qualità elevata e tenuta del valore: bene!


La conclusione della vendemmia 2020 ha fortunatamente confermato le ottime impressioni e le speranze riposte a inizio settembre dopo la raccolta delle uve più precoci.


si legge (più o meno) in: 4 minuti


In un comunicato congiunto, Assoenologi, Ismea e UIV hanno riportato nero su bianco i dati e la complessiva soddisfazione al termine di una stagione travagliata.


Così dichiarano: “Una vendemmia ottima nella qualità e misurata nella quantità. Un verdetto della natura favorevole rispetto alla congiuntura economica mondiale, che consegna una raccolta molto promettente anche per il futuro commerciale del principale produttore mondiale di vino al mondo.”


photo by Federico Ghedini

La prima regione a staccare i grappoli è stata la Sicilia a fine luglio, seguita come da tradizione dalla Puglia e dalla Lombardia (Franciacorta), nella prima decade di settembre. Nella maggior parte delle regioni
italiane le operazioni si sono concluse.


La produzione complessiva di vino e mosto ha avuto una flessione del 2% rispetto al 2019 con un totale di 46,6 milioni di ettolitri (guarda subito i dati per regione).

Il tutto è ascrivibile alle alte temperature di agosto e settembre associate alla scarsità di precipitazioni, che hanno inciso sul peso dei grappoli, aumentando il rapporto buccia/polpa.


Il livello qualitativo si è elevato di settimana in settimana, con punte di eccellenza in quasi tutto il paese. Solo a fine settembre sono poi arrivate le piogge, in alcuni casi anche molto intense, che hanno generato qualche preoccupazione ma in linea di massima non hanno influito sulla qualità complessiva.


photo by Rudy and Peter Skitterians

Dunque minori rese, sia in campo che in cantina, ma crescita della qualità, con uno standard che, grazie al meteo, si è elevato di settimana in settimana, con punte di eccellenza in quasi tutto il Paese anche dopo le piogge di fine settembre.

L’andamento climatico dell’anno 2020, con piovosità ben distribuita in
primavera ed estate e temperature nella norma (salvo alcuni picchi estivi che hanno inciso sui quantitativi raccolti in alcune regioni), ha sostanzialmente favorito una buona maturazione delle uve sia
dal punto di vista sanitario che qualitativo con ottime concentrazioni di sostanze aromatiche nei vini bianchi e buoni tenori alcolici e notevoli intensità coloranti nei vini rossi.

Il cambio meteorologico di fine settembre inizio ottobre, ha accelerato le operazioni di fine vendemmia e ad oggi le operazioni di raccolta si sono concluse in gran parte delle regioni, con un certo anticipo rispetto allo scorso anno.


I DATI

Riduzione del raccolto maggiore per le regioni del Centro e Sud Italia, a partire dalla Toscana (-21%) fino alla Sicilia (-20%), all’Umbria e al Lazio (-10%).

In controtendenza la Sardegna (+20%). In equilibrio il Veneto (+1%), che con 11 milioni di quintali di vino previsti mantiene il primato produttivo nazionale, seguito dalla Puglia.


Regione20192020*Variazione 19/20
Piemonte260326813%
Valle d’Aosta171910%
Lombardia1301143110%
Trentino Alto Adige131213785%
Veneto10950110591%
Friuli Venezia Giulia17851624-9%
Liguria404410%
Emilia Romagna7250797510%
Toscana26252074-21%
Umbria426383-10%
Marche8168575%
Lazio800720-10%
Abruzzo318433756%
Molise2272332%
Campania7787780%
Puglia89478231-8%
Basilicata8783-5%
Calabria1101100%
Sicilia39113129-20%
Sardegna36343620%
TOTALE4753346620-2%

Fonte: dichiarazioni di produzione Agea per il 2019 e per il 2020
*stime Assonelogi, Ismea, Uiv 25 ottobre 2020.

I commenti


Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella: “La vendemmia 2020 ci ha regalato uve di altissima qualità grazie anche a un leggero decremento della quantità. D’altronde, come è noto, da sempre riteniamo che l’unico elemento che possa dar valore al vino italiano, oltre alla nostra immensa biodiversità, sia la qualità intrinseca dei nostri vini. Il record mondiale della quantità prodotta non è ritenuto da noi elemento qualificante sia per la forma che per la sostanza.

Data anche la situazione pandemica sono certo che l’ottima qualità saprà essere il valore aggiunto di una vendemmia che, per gli aspetti legati proprio all’emergenza sanitaria, è stata vissuta anche con quel senso di preoccupazione che ormai ci attanaglia da mesi. Un senso di preoccupazione che non deve però intaccare il sentimento di speranza e la voglia di superare questo drammatico momento”.


photo by Foto di Jose Antonio Alba

“Le cantine italiane stanno affrontando le difficoltà derivanti dalla pandemia con grande dinamismo e spirito di adattamento – ha dichiarato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell’ISMEA -. Sono sempre di più le
imprese che hanno operato un processo di diversificazione dei canali distributivi, riuscendo a collocare i prodotti anche nel momento di blocco totale del canale Horeca.

In questa difficile congiuntura è stata soprattutto la Gdo a mitigare le perdite del comparto sul mercato italiano, in virtù del buon andamento degli acquisti durante i primi 9 mesi del 2020 (+7% in valore con punte dell’11% per il segmento della spumantistica). Ma l’emergenza sanitaria, come rivela un’indagine Ismea in corso di realizzazione, ha impresso anche una forte accelerazione nella digitalizzazione del settore vinicolo, tramite un più diffuso ricorso all’e-commerce e a nuove modalità di vendita e interazione con il cliente finale”.


Per il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona: “La natura è riuscita a esprimere in un anno di estrema difficoltà una vendemmia ovunque molto equilibrata e, in molte aree, certamente, da ricordare.

L’ottima qualità, unita alla giusta quantità, saranno di aiuto per le aziende in questa particolare congiuntura economica. I volumi, sensibilmente più bassi (-2%) della media dell’ultimo quinquennio, consentiranno di
contenere le tensioni del mercato interno determinate dalle rinnovate restrizioni imposte dalle ultime misure governative e, sul fronte internazionale, dalla dilagante emergenza sanitaria globale. Il contesto è senz’altro difficile – ha proseguito Ernesto Abbona – ma c’è la consapevolezza che, appena ci saranno le condizioni, il settore sarà in grado di ripartire come ha sempre fatto negli ultimi anni.”


photo by RonalddeBruijn


fonte: Assoenologi
foto da: Pixabay


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