varietà d’uva e… raki!


Sguardo ai territori e vitigni d’Albania. E poi… Raki: la bevanda alcolica nazionale

SKENDERBEU


Con Vincenzo Vitale facciamo ancora dei passi virtuali lungo il territorio albanese e proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’Albania enogastronomica.


[si legge (più o meno) in: 6 minuti]


La rubrica intitolata “Skenderbeu” (in omaggio al famoso eroe nazionale) ha l’obiettivo di far conoscere la qualità alimentare dell’Albania e, incentrandosi principalmente sulla vitivinicoltura, darvi quelle informazioni necessarie da approfondire visitandone i luoghi, così vicini ma ancora da scoprire veramente.


Dopo il primo articolo introduttivo, è un attento sguardo all’area pianeggiante pre-adriatica, oggi si fa cenno ai vitigni e ai territori vitivinicoli ma non mancherà lo spazio per un distillato che rende fiero tutto il “popolo di Skenderbeu”: la Raki. [n.d.r.]


Territori e uve


In Albania non esiste un disciplinare di produzione che possa in qualche modo far conoscere meglio le zone di produzione. Gli studiosi in viticoltura per semplicità hanno suddiviso il Paese in quattro fasce che identificano il territorio.


riadattamento da: Del Zan, Failla, Scienza “La vite e l’uomo. Dal rompicapo delle origini al salvataggio delle reliquie”, ed. ERSA

Le principali varietà che possiamo definire autoctone in Albania sono: Shesh (bianco e nero), Kallmet, Vlosh, Serinë, Pulës, Cëruje, Mereshnik, Debin (bianco e nero), Kryqës, Mjaltëz, Mavrud, Manakuq, Vranac.


Lo studio della caratterizzazione genetica dei vitigni albanesi condotto dal prof. Petraq Sotiri ha rilevato che alcuni vitigni hanno dei legami di parentela con altri vitigni presenti nei territori limitrofi (Montenegro, Kosovo, Macedonia e Grecia).


foto: Albinfo (CC0)


Gli unici veri vitigni autoctoni che non hanno rapporti di parentela con altri vitigni dei paesi vicini sono:

  • Kallmet;
  • Shesh (B/N)
  • Vlosh


E se parliamo di vitigni autoctoni albanesi, mi preme particolarmente ricordare e ringraziare il dott. Alberto Cugnetto. Cugnetto, enologo e profondo conoscitore del vitigno kallmet, ci ha fornito preziose informazioni e interessanti riferimenti per l’approfondimento.


Fra le novità che ci hanno sopreso di più quella che sfata la convinzione dei viticoltori locali che tuttora associano il kallmet ad altri vitigni dei Balcani, il kadarka in particolare.


Per una maggiore comprensione vi rimandiamo al VIVC (Vitis International Variety Catalogue) a cura del Julius Kühn-Institut (JKI) – Federal Research Centre for Cultivated Plants in Germania.



Gli autoctoni albanesi sono localizzati in circa sei zone, sia per la presenza di omonimia di alcuni villaggi con i rispettivi vigneti sia per tradizione familiare tramandata.


Per semplificarne la comprensione, ho cercato di ricreare sei “areali” di produzione cosi come indicato nella carta. Andremo a conoscerli più avanti, in modo da poter scendere meglio nel dettaglio di ognuno di essi.


Vino sì ma soprattutto… c’è Raki!


Vi ho invece già parlato un po’ della Raki, una bevanda ottenuta dalla distillazione di uva fermentata (acquavite), da non confondere con il Raki turco (ottenuto da un distillato a base di mais, patate, prugne o uva aromatizzata con anice o menta, simile all’Ouzo greco).


foto: Sharp shoota

La Raki può essere definita la bevanda nazionale albanese; molte famiglie la producevano per il loro fabbisogno, sebbene distillare privatamente per uso personale fosse vietato. Anche la semplice detenzione di un alambicco in casa avrebbe potuto far rischiare il carcere.


Nonostante ciò la distillazione clandestina non si è mai fermata tanto è forte il legame degli albanesi con questo distillato (proprio per questo si parla di bevanda nazionale).



Si usa ancora per i grandi eventi, come matrimoni, fidanzamenti e compleanni, ma anche in casi di ricevimenti funerari.


La Raki oltre che da uva, può essere prodotta in circa venti tipologie differenti, tra queste le più conosciute sono quella da Cylek (uva fragola), da Thana (corniolo), da Manaferre (more), da prugne e molto particolare, la Raki rigoni, prodotto nella zona di Permet (sud Albania).



Segnalato da Slow Food per non estinguerne la tradizione, la Raki rigoni è prodotta con la fermentazione e successiva distillazione di un origano bianco selvatico diffuso nella zona di Permet. Una preparazione estremamente lunga, davvero accurata e laboriosa.


foto: Pitsch

Vi lascio con una curiosità. La parola albanese usata per i brindisi è Gëzuar, che tradotta letteralmente sarebbe felicità e/o auguri.




Torna in alto


Riproduzione riservata

spiritoitaliano.net © 2020-2021



condividi l'articolo su:

Nato a Palermo nel 1972, Vincenzo Vitale fin da bambino rimase attratto dai genitori che producevano il vino ad uso familiare. Una seduzione che nel 2001 lo porta a seguire la strada per diventare sommelier. Un percorso concluso nel 2016 solo dopo il ritorno dall’Albania. Trasferitosi a Tirana per lavoro, da appassionato diventa conoscitore profondo di territorio e vino albanese. Oggi è sommelier e relatore AIS con master ALMA-AIS in “Comunicazione e gestione e marketing del vino” che ha concluso, ovviamente, con tesi sulla viticoltura albanese. Il cuore spinge sempre la sua mente a immaginare una nuova avventura.